Il caso

ACB, Trujillo è (già) al passo d'addio?

Bellinzona: il proprietario colombiano del club granata ha confidato ad amici di essere «logoro» e che sta valutando un altro progetto – Mano tesa, intanto, all’ex patron Pablo Bentancur, al quale deve ancora 400 mila franchi: si è però opposto al precetto esecutivo – Si va verso la rinuncia ai diritti di formazione per tre giocatori del Llaneros
È alla testa della prima squadra granata dal giugno 2025. © CdT/Gabriele Putzu
Alan Del Don
09.05.2026 06:00

Due caratteri forti. Passionali. Resilienti. Combattivi. Da una parte Juan Carlos Trujillo Velasquez. Dall’altra Pablo Bentancur. Presente e passato della prima squadra dell’Associazione calcio Bellinzona (ACB). Fra i due patron sono in corso delle prove di dialogo, dopo che sull’edizione del 25 aprile lo stesso imprenditore colombiano (che ha rilevato il club meno di un anno fa) ci aveva confidato che i rapporti con l’ex proprietario non sono propriamente idilliaci. «Lavorerò per salvare il club, poi si vedrà», le serafiche parole dell’attuale numero uno. Significa che ha la valigia in mano? Non è affatto da escludere. Se ne saprà di più martedì prossimo, quando i vertici del sodalizio incontreranno la stampa per fare il punto sui dossier aperti, licenza in primis.

Evitare il contenzioso legale

Juan Carlos Trujillo Velasquez avrebbe confidato ad alcuni amici di sentirsi un po’ «logoro» dell’esperienza che sta vivendo all’ombra dei castelli e di voler lanciarsi in un nuovo progetto (rilevare un altro club dopo l’Eldense, formazione della terza categoria spagnola vicina alla promozione?). È al timone dell’ACB dal giugno 2025. Undici mesi in cui è successo di tutto e di più. E non in positivo. Sia fuori sia dentro il campo. Che sia davvero arrivato alla conclusione di cedere il club, onestamente, non lo sappiamo. Ma, come detto, è un’opzione che non va esclusa. In questo momento l’uomo d’affari colombiano vuole innanzitutto evitare un contenzioso legale con Pablo Bentancur che nessuno è sicuro di «vincere», ha affermato. Come vi abbiamo illustrato due settimane fa, infatti, al centro della querelle c’è una questione di soldi e di debiti legati alla passata gestione (che comunque sono già stati tutti saldati, ci risulta) e a quella attuale, che sono in costante diminuzione avendo negoziato delle condizioni più favorevoli con i creditori. Trujillo deve però a Bentancur ancora 400 mila franchi (la terza rata) per la cessione dell’ACB; quest’ultimo ha quindi spiccato un precetto esecutivo, contro il quale l’imprenditore colombiano ha inoltrato opposizione. L’avvocato del procuratore sportivo peruviano, con istanza datata fine aprile scorso, ne chiede il rigetto provvisorio.

Andata e (probabile) ritorno

Il patron colombiano sarebbe inoltre pronto a rinunciare ai diritti di formazione (l’ammontare è, complessivamente, di 750 mila franchi) legati all’arrivo nell’ACB di tre giocatori (Brandon Churi, Jhildrey Lasso e Jhonatan Mayorga) provenienti dal Llaneros Futbol club, società di cui Trujillo è presidente. Giocatori che il numero uno, in sostanza, si «riprenderebbe» per poi farli giostrare nella formazione del suo Paese o venderli o prestarli ad altre squadre.

Correlati
Rivoluzione granata: fuori Martignoni, al timone c'è Krasniqi
Bellinzona, l'assemblea dell'ACB ha bocciato la modifica dello statuto non sganciando il settore giovanile dalla società anonima – Il patron colombiano Juan Carlos Trujillo Velasquez non entra però in comitato – Lo sfogo dell'ex sindaco: «La proprietà mi ha detto che sono un personaggio scomodo, ma qual è il loro programma?»