L'intervista

«L'ACB è solido: lavorerò per salvare il club, poi si vedrà»

Bellinzona: nostra intervista al patron granata Juan Carlos Trujillo Velasquez che rassicura i tifosi – Non sono però idilliaci i rapporti con Pablo Bentancur, il quale a sorpresa tornerebbe se la società passasse a Constantin e Degennaro
Il patron granata, alla testa del club da dieci mesi. © CdT/Gabriele Putzu
Alan Del Don
25.04.2026 06:00

«La situazione finanziaria è solida, inclusi stipendi ed oneri sociali. Ciò ci permette di affrontare con serenità gli aspetti sportivi ed operativi. Tutta la tracciabilità dei pagamenti è stata comunicata alla Swiss Football League (SFL), il che ha permesso una comunicazione efficace, cosa che prima non era possibile. Il rifiuto della licenza è dovuto ad un problema tecnico relativo alla garanzia. Nulla di irrisolvibile, come già accaduto in passato». Juan Carlos Trujillo Velasquez è sereno. Il patron dell’Associazione calcio Bellinzona (ACB) spiega al Corriere del Ticino che non c’è motivo di preoccuparsi. Lo abbiamo contattato ieri via WhatsApp. Domande e risposte in spagnolo. L’imprenditore colombiano, ai vertici del club da meno di un anno, non si è fatto pregare. Ha snocciolato tutto con trasparenza. Poi se abbia ragione o meno sarà il tempo a dircelo. Anche perché, come giornale, abbiamo raccolto altre voci non propriamente rassicuranti. Quello che è certo è che i rapporti tra l’attuale timoniere ed il suo predecessore, Pablo Bentancur, non sono idilliaci. Ieri avrebbe dovuto tenersi un incontro chiarificatore. Il procuratore sportivo, alla testa del sodalizio granata fino al giugno 2025, scalpita. Sarebbe pronto a tornare per dare una mano qualora l’ACB dovesse essere rilevato dalla cordata capitanata da Christian Constantin e Marco Degennaro, rispettivamente presidente e direttore generale del Sion.

Transazione da 2 milioni

Ma non siamo ancora a quel punto. E forse non ci arriveremo mai, in quanto Juan Carlos Trujillo ora come ora non ha intenzione di cedere il club della Turrita. «Quelle tra me e Pablo Bentancur sono divergenze procedurali, non sostanziali. I debiti di cui tutti parlano risalgono a prima del nostro arrivo (debiti che, ci risulta, sarebbero stati saldati nelle ultime ore; n.d.r.). È di questo che stiamo discutendo con il precedente proprietario, il quale afferma che non li pagherà, ma vuole comunque riscuotere quanto il club gli deve, come è chiaro e di dominio pubblico», rileva il nostro interlocutore. La famiglia Bentancur ha venduto l’ACB all’uomo d’affari colombiano per 2 milioni di franchi; cifra che sarebbe salita a 3 in caso di promozione in Super League. Stando a nostre informazioni lei dovrebbe all’agente peruviano ancora dei soldi, 800 mila franchi: corrisponde al vero? «Pablo ha ricevuto puntualmente il pagamento di 1,2 milioni. Somma che, secondo il contratto, avrebbe dovuto essere utilizzata per saldare i debiti. Ciò che non è stato pagato sono ulteriori 400 mila franchi, in quanto utilizzati per saldare ulteriori debiti di chi mi ha preceduto. Sia chiaro: adempirò ai miei obblighi, ma non a quelli di chi c’era prima di me. La fattispecie è nelle mani del nostro team legale, sia svizzero che internazionale. Non c’è nulla che non si possa risolvere attraverso il dialogo. Finché sarò trattato con rispetto ricambierò con le stesse modalità».

«Pronti a rivolgerci al TAS»

La società, nel frattempo, ha inoltrato ricorso contro il diniego, in prima istanza, della licenza per la prossima stagione. E, soprattutto, deve conservare sul campo il posto in Challenge League: «Otterremo la licenza, ma prima vogliamo capire in quale campionato giocheremo. Speriamo di non dover ricorrere al Tribunale arbitrale dello sport (TAS) per richiedere dei provvedimenti cautelari a causa di uno squilibrio sportivo. Desideriamo altresì riportare il calcio giovanile d’élite a Bellinzona: siamo in attesa della risposta della SFL. Pronti, semmai, a rivolgerci al TAS». Infine Juan Carlos Trujillo Velasquez ci tiene a sottolineare che «molti problemi sono dovuti alle mie origini latinoamericane, con le quali non ho alcun problema. Sono orgoglioso di essere colombiano. L’unica certezza è che continueremo a lavorare in silenzio. Tutti devono porsi delle domande. Quante persone aiutano l’ACB? Perché non ha giocatori cresciuti nel vivaio? Ho rilevato un guscio vuoto. Stiamo lavorando per riempirlo. Potrebbe succedere o meno, ma esorto tutti a non attaccare, bensì a costruire. Lavorerò per salvare il club. Poi vedremo cosa succederà».

«Son sereno, presto la verità»

Da noi contattato Pablo Bentancur ha preferito al momento non prendere posizione, dicendosi comunque «sereno. Quando ho lasciato il club era tutto in ordine, tant’è che ci è stata concessa la licenza in seconda istanza dopo che hanno accolto il nostro ricorso. Parlerò a tempo debito raccontando come stanno veramente le cose». Sulla base di quello che abbiamo potuto appurare, a ieri risulterebbe un importo a favore dello stesso Bentancur. Tutte le pendenze relative alla precedente gestione sarebbero state liquidate.

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