Il caso

Rivoluzione granata: fuori Martignoni, al timone c'è Krasniqi

Bellinzona, l'assemblea dell'ACB ha bocciato la modifica dello statuto non sganciando il settore giovanile dalla società anonima – Il patron colombiano Juan Carlos Trujillo Velasquez non entra però in comitato – Lo sfogo dell'ex sindaco: «La proprietà mi ha detto che sono un personaggio scomodo, ma qual è il loro programma?»
Brenno Martignoni Polti. © CdT/Gabriele Putzu
Alan Del Don
02.02.2026 21:03

Ennesima rivoluzione in casa granata. Perché da stasera l’Associazione calcio Bellinzona (ACB), che si occupa del settore giovanile, è ancora più vicina alla prima squadra. Alla presidenza del vivaio non è stato confermato Brenno Martignoni Polti (in carica dall’ottobre 2024, contestato sabato dai Boys attraverso un volantino dai toni duri distribuito anche prima dei lavori assembleari da una dozzina di tifosi).

Al suo posto ecco Shpetim Krasniqi, direttore generale del club. Con lui, in comitato, entrano l'ex presidente del settore giovanile dell'FC Lugano Alberto Salpietro e Mauro Giussani (responsabile dell'area tecnica). Vengono affiancati dagli attuali membri Roberto Mercoli (vice) ed Adriano Meoli. Lascia, invece, l'ex patron Pablo Bentancur.

Toni molto accesi

La sessantina di partecipanti all’assemblea a tratti molto accesa (rigorosi i controlli all’entrata: una trentina però gli aventi diritto di voto) ha bocciato la modifica dello statuto avanzata da Karim Spinelli, già viceallenatore in Seconda Lega e consigliere comunale PLR, con 12 voti contrari e 5 favorevoli. Proposta che chiedeva in sostanza di sganciare il vivaio dalla società anonima.

La richiesta di Karim Spinelli

Secondo Spinelli «si tratta di due entità giuridiche ben distinte, anche se lo slogan è l'ACB è uno solo. Ciò non significa che non si possa collaborare, anzi». Dal canto suo l'ex presidente granata ed avvocato Luca Zorzi ha reso attenti sul fatto che non si può modificare lo statuto senza parimenti adeguare pure la convenzione fra le parti sottoscritta nel 2019 e valida ancora tre anni. E che prevede il versamento di 90 mila franchi annui da parte della SA all'associazione.

Fuor di burocratese

L’imprenditore colombiano Juan Carlos Trujillo Velasquez (proprietario del sodalizio granata dalla scorsa estate) non è entrato nel consesso. Il nuovo numero uno, altresì presidente del Llaneros fútbol club ed in prima fila nel gruppo di investitori che ha rilevato l’Eldense (squadra spagnola di terza divisione) dove le cose non stanno andando benissimo, oggi non era nemmeno presente.

Dov'è finito Trujillo?

Ed è «sparito» anche dai social media, da X in particolare, che in questi mesi ha utilizzato per comunicare con i tifosi del sodalizio turrito. In rappresentanza della prima squadra c’erano il direttore sportivo Alberto Spinelli ed il direttore generale Shpetim Krasniqi, i quali peraltro avevano già preso parte all’assemblea straordinaria andata in scena il 27 ottobre scorso. Si è in seguito aggiunto Mario Rosas, amministratore unico della ACB 1904 SA. Krasniqi ha sottolineato che la società anonima ha sempre rispettato la convenzione, proponendosi peraltro quale nuovo timoniere del vivaio: «Ringrazio Brenno per quello che ha fatto. Per il nostro settore giovanile è l'anno zero. E quindi abbiamo pensato che fosse necessario ripartire».

Alberto Salpietro, come detto già presidente del settore giovanile dell'FC Lugano, ha affermato che «occorre ripartire con una certa idea, con una visione, smettendola di buttarla in caciara. Chi vuole entrare in comitato è benvenuto».

Il timoniere scatenato

«Ho sempre difeso la prerogativa dell'associazione. Quando Pablo Bentancur era il patron ha sempre fatto degli investimenti nel settore giovanile. L'attuale proprietà, ora, mi ha però detto che sono una persona scomoda. Ho a cuore l'ACB e l'ho fatto senza percepire un franco. In questo cantone vi sono due squadre che vanno mantenute. L'ACB non è tenuto ad abbassare la testa perché ora il Lugano è in Super League e tira le fila del calcio giovanile d'élite. Mi vogliono espellere? Va bene: ma però ditemi qual è il vostro programma. Perché la prima cosa che ha fatto la SA è toglierci i soldi della buvette», ha affermato Brenno Martignoni Polti, il quale due settimane fa dalle nostre colonne si era detto pronto a collaborare con Trujillo Velasquez. A condizione, però, che quest’ultimo avesse presentato un progetto concreto della sua idea di «accademia» per formare i futuri talenti che calcheranno l’erba dello stadio Comunale.

Focus sul torneo pasquale

Saranno due le squadre svizzere che parteciperanno al «rinato» Torneo internazionale giovanile di calcio di Bellinzona, in agenda dal 2 al 6 aprile prossimi. A far compagnia ai padroni di casa sarà il Basilea, alla tredicesima partecipazione (la prima fu addirittura nel 1945). I renani sostituiscono gli svedesi del Mjällby (club che lo scorso ottobre ha vinto a sorpresa il massimo campionato), i quali erano stati annunciati in un primo momento, di fronte alla stampa, dagli organizzatori. Poco male, la presenza di un’altra squadra elvetica - perlopiù confederata - potrebbe attirare più spettatori/turisti da oltralpe in un periodo propizio come quello pasquale.

Dai giapponesi ai brasiliani

Confermati, invece, gli altri club. Eccoli. Detto dell’ACB, al Comunale e sui campi di Giubiasco, Lodrino e Castione si sfideranno: la selezione giapponese, l’Aces Youth soccer Academy dello Zimbabwe, i brasiliani del Fluminense, i belgi del Gent, il Metz ed il Midtjylland (squadra danese già vincitrice nel 2015). L’appuntamento - giunto all’edizione numero 81 - torna dopo due anni di pausa a seguito di problemi finanziari. E lo fa sotto una veste che ricalca la tradizione, ma con diverse novità volute per riconquistare l’affetto della popolazione. La direzione è affidata a Vittorio Silacci, alla testa dell’associazione «torneobellinzona.ch».

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