Il caso

ACB, tutti concordi (o quasi): «Ora serve dialogare»

Bellinzona, dopo l'ennesima rivoluzione in seno al settore giovanile granata occorre ripartire (un'altra volta) per il bene dei futuri talenti - Spinelli: «Ma il possibile conflitto d'interessi non è risolto» - Käppeli: «I rapporti con la nuova proprietà sono buoni»
L'ex patron Pablo Bentancur con l'ex presidente dell'ACB Brenno Martignoni Polti. © CdT/Gabriele Putzu
Alan Del Don
03.02.2026 12:16

«Le criticità non sono imputabili a soggetti terzi, quali l’FC Lugano, il Municipio di Bellinzona o l’ente Sport. Esse sono piuttosto il risultato di scelte interne e della difficoltà, emersa negli anni, di sviluppare un dialogo positivo, trasparente e costruttivo tra i diversi attori coinvolti. Solo una rinnovata capacità di confronto e il rispetto rigoroso delle regole associative potranno consentire all’associazione di affrontare con maggiore coesione le sfide future». Karim Spinelli ha a cuore l’ACB. La sua proposta di modifica dello statuto non è passata, di modo che la società anonima che gestisce la prima squadra ha ancora la maggioranza (tre membri su cinque) nel comitato del settore giovanile granata. Ora presieduto da Shpetim Krasniqi (direttore generale del club) che è subentrato a Brenno Martignoni Polti.

Il ruolo dell'assemblea

L’assemblea andata in scena ieri sera - è stato ribadito da più parti - dev’essere quella della ripartenza. Per il bene del club e del suo vivaio. Karim Spinelli è il primo ad esserne consapevole, sottolineando in ogni modo che «il mancato accoglimento della modifica statutaria comporta che anche in futuro permanga una sovrapposizione di ruoli e interessi tra la SA e l’associazione, con il conseguente rischio strutturale di conflitto d’interessi, assetto che è stato consapevolmente confermato dalla maggioranza dei soci». Secondo l'ex viceallenatore in Seconda Lega e consigliere comunale PLR «l’interpretazione estensiva della nozione di socio finanziatore, in assenza dei presupposti fattuali previsti dallo statuto, ha inciso sul processo di formazione degli organi associativi, riducendo il ruolo dell’assemblea quale organo sovrano dell’associazione, principio cardine del diritto associativo svizzero».

Chi vuole può farsi avanti

Il nuovo comitato, dal canto suo, si è detto pronto a parlare con tutti per il bene del pluricentenario sodalizio della capitale. Addirittura il nuovo membro Alberto Salpietro, già alla testa del settore giovanile dell’FC Lugano, ha affermato «che chi vuole è benvenuto». I membri, attualmente cinque, possono infatti essere portati fino a sette. Il vicesindaco Fabio Käppeli, da noi contattato, rileva che i rapporti con la proprietà del club (con alla testa il patron colombiano Juan Carlos Trujillo Velasquez) sono improntati al dialogo.

Correlati
Rivoluzione granata: fuori Martignoni, al timone c'è Krasniqi
Bellinzona, l'assemblea dell'ACB ha bocciato la modifica dello statuto non sganciando il settore giovanile dalla società anonima – Il patron colombiano Juan Carlos Trujillo Velasquez non entra però in comitato – Lo sfogo dell'ex sindaco: «La proprietà mi ha detto che sono un personaggio scomodo, ma qual è il loro programma?»
«Cara ACB, se ci fosse un progetto serio con Trujillo collaborerei pure»
Bellinzona, il presidente del settore giovanile granata Brenno Martignoni Polti pronto a restare «ma non a tutti i costi» - Il 2 febbraio l’assemblea dovrà esprimersi su una modifica statutaria: sganciare il vivaio dalla SA che gestisce il club - Qualora venisse bocciata ecco che all'orizzonte si profilerebbe il patron colombiano
ACB, il comitato (per ora) resta in sella
Bellinzona: l’assemblea straordinaria del vivaio granata approva i conti della «vecchia» stagione, mentre le eventuali nomine statutarie slittano alla prossima plenaria - Assenti sia il nuovo patron Juan Carlos Trujillo Velasquez sia Pablo Bentancur