Dalle ceneri della Residenza Buffi si amplia l'offerta alberghiera

Il fermento per lo sviluppo di strutture ricettive nell’agglomerato di Locarno sembra inarrestabile. A partire dal centro Città, con il boutique hotel Piazza Grande e il Palazzo Canetti, ma anche il Town House tanto per citare gli ultimi «arrivi» in ordine di tempo. Senza dimenticare il Dorint, l’Hampton by Hilton, allontanandosi verso la cintura, ma anche la piccola Villa Rossella e, tra un anno, il prestigioso Grand Hotel Locarno - che diventerà un cinque stelle Marriott Luxury Collection, con Arabella Hospitality come operatore - e un «fratello minore» dietro Le Corti (il rinnovato ex Globus).
A questo mosaico si aggiungerà, dal 2029, sempre che non ci siano intoppi, un ulteriore tassello, che nascerà dalle ceneri (letteralmente) della vecchia Residenza Buffi, andata distrutta in un incendio nel maggio del 2025. All’epoca, solo un’inquilina di una casa adiacente e un pompiere erano stati sottoposti a controlli medici per una lieve intossicazione da fumo.
Investimento da dieci milioni
All’orizzonte, dunque, si preannuncia un investimento che sfiora i dieci milioni (9.982.000 franchi) per realizzare quel che si chiamerà «Hotel Garni»: in tutto, 49 camere suddivise in differenti categorie dimensionali e qualitative distribuite su sei piani dei sette totali, all’incrocio tra le vie della Posta e Luini, proprio dirimpetto alla Ferriera, sul lato ovest.
Del progetto - a cura dello studio d’architettura GBarc, fondato dall’ex municipale PLR Davide Giovannacci, che seguirà pure la direzione lavori - avevamo già scritto su queste colonne (nell’edizione del 15 giugno) e ora la domanda di costruzione, consultabile fino a dopodomani, è stata pubblicata all’albo di Palazzo Marcacci. Domanda che il Corriere del Ticino ha potuto spulciare, traendo così ulteriori elementi riguardo al destino del fondo di proprietà di Leonardo Pinoja, situato nella zona del Piano regolatore particolareggiato del Quartiere Rusca.
Niente parcheggi sotterranei
Si tratta di una zona urbana - rileva lo sviluppatore nel documento che illustra gli intenti - caratterizzata da un’elevata accessibilità sia pedonale sia mediante il trasporto pubblico, che non necessita di autorimesse interrate. I posteggi saranno soltanto due: «Nelle vicinanze sono presenti autosili e parcheggi pubblici, nonché un’ampia offerta di servizi che consentono alla clientela di non ricorrere all’automobile».
Per quanto riguarda l’aspetto, i disegni allegati mostrano un edificio dalle tonalità bruno-ramate cangianti, materico e di stile industriale. Merito del corten, sempre più apprezzato che, esposto agli agenti atmosferici, sviluppa una patina protettiva dal caratteristico colore caldo e mutevole. Contraddistinto da finestre slanciate, verticali, distribuite a mo’ di aperture che scandiscono il ritmo delle pareti esterne del complesso.
Ma come «interagirà» questo nuovo complesso con il pubblico, residenti o turisti che siano? Come prima cosa, non può mancare un elemento tipico del tessuto locarnese: i portici.
Dialogo con l’architettura vicina
Al pian terreno, ci sarà la ricezione con bar e ristorante da 60 posti, oltre a una terrazza da 35 in corrispondenza dell’apertura del cavedio. I livelli superiori sono «scolpiti» tramite arretramenti o aperture a filo facciata e terrazze distribuite per favorire l’illuminazione naturale e il rapporto visivo con il contesto architettonico circostante. Gli ultimi livelli ospiteranno stanze di categoria superiore, spazi wellness e una grande terrazza panoramica con visuali aperte verso il paesaggio lacustre e la collina.
Tra verde e protezioni foniche
Particolare attenzione è stata inoltre posta all’integrazione di elementi vegetali all’interno dell’elaborato. Le pareti del cavedio e della balconata saranno realizzate con un sistema di inverdimento verticale, integrato nell’intervento.
Infine - considerata la posizione lungo due importanti assi viari - non si poteva trascurare la protezione acustica: serramenti e facciate saranno adeguati sotto quel profilo, con involucri edilizi ad elevate prestazioni foniche. Anche le due termopompe sulla copertura saranno dotate di apposite pareti che attutiranno il rumore, dimensionate così da rispettare i requisiti normativi.
(Si tratta di una rappresentazione artistica, per un puro scopo illustrativo).




