Trump attacca di nuovo: «La Svizzera dovrebbe pagare molto di più»

«C’è la volontà comune di trovare un accordo». Così Guy Parmelin ha commentato l’incontro di venerdì con la controparte americana per rilanciare i negoziati in corso sull’accordo commerciale con gli Stati Uniti. Il capo del Dipartimento federale dell’Economia non ha fornito né rassicurazioni né dettagli sulla tempistica. «Insieme a Jamieson Greer abbiamo fatto il punto sulla situazione attuale dei negoziati commerciali bilaterali. Rimarremo in contatto per gli sviluppi futuri», ha quindi postato su X. «Abbiamo ancora del lavoro da fare», si è limitato a ribadire.
Ma, nel frattempo, Donald Trump ha nuovamente attaccato la Confederazione. E lo ha fatto pubblicamente, durante un'intervista al telefono con CNBC. La Svizzera attualmente paga solo «un po’» agli Stati Uniti, ma dovrebbe «pagare molto di più», ha affermato il presidente USA. «Lo aumenteremo un po’», ha aggiunto. «La Confederazione e Paesi simili fanno parte dell'élite economica solo perché guadagnano miliardi grazie agli Stati Uniti», ha detto, ribadendo quanto già asserito moltissime volte.
Insomma, il presidente USA non molla con la storia del «deficit commerciale». La Svizzera si definisce «piccola e brillante. Sono brillanti perché non ci pagano quasi nulla. Ora pagano qualcosina. Dovrebbero pagare di più», ha detto Trump, promettendo che i «pagamenti» verranno «leggermente aumentati».
La Svizzera è riuscita a ridurre dal 39% al 15% i dazi doganali imposti dagli Stati Uniti lo scorso anno. E entro la metà dell'anno dovrebbe essere concluso un accordo commerciale formale. Attualmente Washington e Berna stanno conducendo negoziati su un accordo commerciale. Il termine inizialmente previsto per il 31 marzo non è più valido.
La decisione della Corte Suprema
La Corte suprema ha stabilito che il presidente USA ha abusato dei suoi poteri imponendo dazi doganali elevati ai partner commerciali: 166 miliardi di dollari ritenuti incassati in modo illegittimo sono ora in attesa di rimborso. Oltre 56.000 aziende hanno già inoltrato una richiesta di rimborso, ma il numero potrebbe crescere ulteriormente. In Svizzera, il volume dei rimborsi potenziali è significativo. Come riportato dalla Neue Zürcher Zeitung, si parla di circa 1,5 miliardi di franchi. I settori coinvolti sono diversi: dalla meccanica al cioccolato, fino all’abbigliamento e agli articoli sportivi. Alcune aziende hanno già confermato l’intenzione di procedere.

