Falso certificato Covid, il nome di Fischer emerso in una retata

Non a Lucerna, ma nei Grigioni. E grazie a una retata fatta contro un gruppo criminale. È così che avrebbe avuto origine il «caso Fischer», legato al falso certificato Covid dell'ex allenatore della nazionale rossocrociata di hockey su ghiaccio. A fare chiarezza, risalendo all'origine del caso, un’indagine condotta da Klein Report che ha spiegato come il sistema giudiziario abbia scoperto il certificato falsificato. Il nome dell’ex coach rossocrociato è emerso durante un’irruzione contro un gruppo criminale nei Grigioni, accusato di aver commercializzato certificati Covid contraffatti. Poiché Fischer risiede nel Canton Lucerna, il caso è poi stato trasferito alla procura locale. Qui Fischer è quindi stato condannato per falsificazione di documenti.
Una rete in tutta la Svizzera
Il caso del certificato Covid falsificato, dunque, non avrebbe avuto origine a Lucerna (come ipotizzato inizialmente), bensì nei Grigioni. A rivelarlo è stata una ricerca condotta da Thomas Renggli e Ursula Klein. Secondo quanto riportato, il nome di Fischer sarebbe emerso - come detto - durante un'irruzione fatta nell’ambito di un'operazione contro un gruppo criminale nel Cantone dei Grigioni. Gruppo accusato «di aver organizzato vaccinazioni e di aver commercializzato certificati Covid falsi durante la pandemia». Truffe di questo tipo erano diffuse in tutta la Svizzera all'epoca, spiega Klein Report: «I medici offrivano la propria firma in cambio di denaro affinché i certificati potessero essere venduti senza che fosse stata effettivamente somministrata alcuna vaccinazione».
Il licenziamento e le scuse
Fischer, una volta sollevatosi il polverone, a metà aprile è stato licenziato da Swiss Ice Hockey. Il tecnico è stato sollevato dall'incarico di head coach della rappresentativa maggiore con effetto immediato dopo l'ammissione riguardante il certificato vaccinale falso per partecipare alle Olimpiadi di Pechino 2022. Al suo posto è subentrato Jan Cadieux, già designato come suo successore, che ha assunto la guida della nazionale. Swiss Ice Hockey ha motivato la sua decisione dopo l'ammissione dello stesso Fischer di essersi recato ai Giochi Olimpici di Pechino nel 2022 con un certificato vaccinale falso. «Fischi», come noto, ha pagato il suo errore come privato cittadino: condannato nel 2023, ha versato 38.910 franchi di multa. Il fatto che l'oramai ex tecnico dei rossocrociati sia uscito allo scoperto, di sua spontanea volontà, quattro anni dopo è legato a un'inchiesta della SRF. L’ex allenatore si era scusato: «Riconosco di aver commesso un grave errore in questa faccenda. Ci metto la faccia e mi assumo la piena responsabilità».








