Il caso

Forse niente più ostacoli sui binari... del terzo binario

Bellinzona: i cittadini che contestano l’opera da oltre 200 milioni non sembrano intenzionati a ricorrere al Tribunale federale dopo il no dei giudici del TAF alle loro argomentazioni - Intanto le FFS indennizzano la Città con 2,5 milioni per il trasloco del Settore opere pubbliche
© CdT/Chiara Zocchetti
Alan Del Don
28.02.2026 06:00

Lo diciamo subito, a scanso di equivoci e a futura memoria. C’è ancora un paio di settimane per eventualmente cambiare idea. Quindi, al momento, di definitivo non c’è nulla. Ma tutto pare lasciar presagire che per il terzo binario da oltre 200 milioni di franchi - con relativa fermata in piazza Indipendenza -, previsto tra Bellinzona e Giubiasco, non dovrebbero più esserci ostacoli... sui binari. I 17 cittadini ai quali il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha dato torto non sembrano intenzionati a proseguire con la loro «battaglia», ossia inoltrare un ulteriore (ed ultimo) ricorso al Tribunale federale che bloccherebbe l’opera per almeno altri 12-24 mesi. Affiancati dai loro avvocati Rocco Taminelli e Giorgio De Biasio, stanno esaminando nel dettaglio le 56 pagine della sentenza e poi prenderanno una decisione definitiva entro metà marzo. Allo stato attuale, come detto, la bilancia pende più verso il «no», quindi la rinuncia ad altre censure. Ma tutto resta possibile.

Il tetris di via Lavizzari

Se così fosse i lavori potrebbero iniziare nella primavera 2027 come riprogrammato dalle Ferrovie a seguito delle lungaggini alle quali è andato incontro l’iter. Il cantiere si concluderebbe a fine 2033. Per la stessa ex regia federale e per i preposti uffici cantonali sarebbe ovviamente una buonissima notizia. Ma anche per la Città, confrontata con il forzato cambio di sede del Settore delle opere pubbliche (SOP) dopo l’espropriazione dell’edificio in via Bonzanigo da parte proprio delle FFS, che hanno concesso un’indennità di 2,5 milioni; gli spazi dovranno essere liberati per gennaio 2027. A questo proposito nella prima seduta dell’anno del Consiglio comunale - in agenda lunedì 9 e martedì 10 marzo - si discuterà del credito di 720 mila franchi per la progettazione del nuovo stabile amministrativo da 8,4 milioni in via Lavizzari, che verrà inaugurato nell’estate 2029. Il complesso accoglierà - oltre al SOP - l’area amministrativa dei Servizi urbani situata a Monte Carasso, la direzione delle scuole comunali (oggi a Gnosca) e quella dell’ente autonomo Sport (attualmente inserita nel Centro sportivo), lo sportello LAPS/AVS (che verrà unificato per ottimizzare le risorse, oggi dislocato a Sementina e a Palazzo civico), la giudicatura di pace e gli uffici di conciliazione in materia di locazione.

Dopo le polemiche sorte negli scorsi mesi, il Municipio come noto ha optato per un concorso con procedura su invito, mantenendo invece la costruzione modulare e quindi un appalto per impresa generale. «Questa strategia ibrida permette di rispondere alle critiche sollevate, mantenendo però invariati gli obiettivi prioritari: il contenimento della spesa pubblica e la tempistica prevista per la realizzazione», puntualizza la maggioranza della Commissione dell’edilizia nel rapporto (relatore Nevio Canepa, Il Centro) che preavvisa favorevolmente la richiesta di credito. La relazione non è stata firmata dai membri di Lega-UDC, Verdi ed Avanti con Ticino&Lavoro-Più Donne-Il Noce.

Quel «sì» con il naso turato

Ciò significa che i dubbi emersi a suo tempo non sono completamente spariti. Tuttavia «nonostante alcune procedure discutibili, sempre per la maggioranza della commissione c’è la consapevolezza che le necessità dell’amministrazione e della popolazione siano prioritarie». Ergo: l’invito al plenum è quello di approvare il messaggio, seppur turandosi il naso. Cambiare nuovamente, ha ammonito l’Esecutivo, avrebbe delle ripercussioni sia finanziarie (quasi un milione in più) sia sulle tempistiche, che sarebbero destinate a dilatarsi di due anni abbondanti. «Tali ritardi non sono sostenibili, considerando che la realizzazione delle opere pubbliche a Bellinzona accumula già dei ritardi», osservano Canepa e colleghi. Che precisano che - alla luce della sentenza del TAF che ha respinto tutti i ricorsi contro il terzo binario - «non è più possibile procrastinare o rinviare ulteriormente la progettazione definitiva, e quanto prima la costruzione, dello stabile amministrativo». Stabile che prenderà il posto del fatiscente prefabbricato (già sede delle Medie), edificato nel 1968, a due passi dallo stadio Comunale e da Casa Marta. I progetti verranno esposti il prossimo ottobre così che i lavori possano iniziare nella primavera 2028, fatti salvi naturalmente eventuali opposizioni (o ricorsi). Anche in questo caso.

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