La svolta

Il terzo binario non è morto: «Non si può aspettare la circonvallazione»

Bellinzona, ecco le argomentazioni dei giudici di San Gallo che hanno dato via libera all'opera da oltre 200 milioni - Il cantiere si aprirà già in primavera per concludersi a fine 2033 - FFS, Cantone e Città gongolano
© Rendering FFS
Alan Del Don
17.02.2026 15:11

Poco più di due anni fa era arrivato il via libera dell’Ufficio federale dei trasporti. Giovedì scorso - ma la sentenza, di 56 pagine, molto tecnica, è stata pubblicata soltanto oggi - ecco l’atteso verdetto del Tribunale amministrativo federale (TAF) che ha respinto i 17 ricorsi interposti contro la realizzazione del terzo binario tra Bellinzona e Giubiasco (al ponte Isolabella) da oltre 200 milioni di franchi. Un’opera che rivoluzionerà la viabilità ferroviaria regionale con la cadenza ogni 15 minuti tra la Turrita e Locarno. Attenzione: la decisione dei giudici di San Gallo può essere impugnata entro metà marzo di fronte al Tribunale federale. Se così non fosse - come auspicano in primis Cantone, Ferrovie e Città - i lavori inizierebbero già in primavera. Altrimenti bisognerà (ancora) attendere. Ma questa, semmai, sarà musica del futuro.

Corretta l’altezza delle pareti

Ora come ora i favorevoli possono festeggiare. Il punto più critico riguardava il rumore che l’infrastruttura, inevitabilmente, causerà. Tanto che i ricorrenti auspicavano la circonvallazione ferroviaria tra Gnosca e Sementina, un progetto che però secondo la Confederazione non vedrà la luce prima del 2050. Il TAF conferma che il terzo binario è «conforme al Piano settoriale dei trasporti adottato dal Consiglio federale nel 2018 e che rappresenta un interesse pubblico preponderante». Nulla da eccepire, nemmeno, sullo studio d’impatto ambientale. Secondo il Tribunale amministrativo federale l’altezza delle pareti antirumore (meno di 4 metri) è condizionata, uno, dall’Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere e, due, dalla prossimità della Fortezza, soprattutto del castello di Montebello.

La fermata in piazza Indipendenza verrà infatti realizzata a sud del maniero (patrimonio mondiale dell’umanità da venticinque anni assieme agli altri due fortilizi e alla Murata), sotto il quale verrà altresì realizzata una galleria di 300 metri. «L’altezza ammissibile delle pareti non poteva essere aumentata, viste le esigenze di protezione del paesaggio. Da ultimo, non essendovi provvedimenti tecnicamente possibili ed economicamente sostenibili, le facilitazioni sono giustificate». L’alternativa evocata dai cittadini che avevano mostrato il pollice verso è parimenti rimandata al mittente dai giudici in quanto, come detto, non è affatto chiaro quando potrà essere messa in cantiere.

La circonvallazione di Godot

«Il progetto della circonvallazione di Bellinzona non è ancora d’attualità (...). In altre parole, la Confederazione non lo ha stralciato; la sua realizzazione comunque non è imminente», osserva il TAF a pagina 22. Il terzo binario e la fermata in piazza Indipendenza, d’altro canto, sono iscritti come dati acquisiti nel Piano settoriale dei trasporti. Pertanto «l’argomentazione secondo cui sarebbe meglio aspettare la realizzazione di una circonvallazione non può in nessun modo essere condivisa dallo scrivente tribunale, neanche sotto il profilo dell’adeguatezza». Idem per quanto concerne la richiesta di rinunciare alla costruenda fermata: «L’opera è destinata a favorire gli spostamenti in treno, obiettivo ulteriormente sostenuto dall’introduzione della frequenza al quarto d’ora dei treni passeggeri». I ricorrenti sono patrocinati dagli avvocati Rocco Taminelli e Giorgio De Biasio, mentre le FFS dall’ex vicesindaco della capitale Andrea Bersani e da Sara Gasparoli.

Soddisfatte le Ferrovie

Le Ferrovie, al pari della Città, si sono chiaramente dette soddisfatte della sentenza: «I ricorsi al TAF e la necessità di coordinare i lavori di realizzazione del terzo binario e della nuova fermata ferroviaria con gli altri progetti previsti lungo l’asse Castione-Cadenazzo hanno portato negli scorsi anni a un posticipo dell’inizio dei lavori e della messa in esercizio finale, prevista ora per fine 2033». Secondo l’ex regia federale l’opera consentirà di ampliare ulteriormente l’offerta regionale e renderla ancora più attrattiva. Non solo. Permetterà ai viaggiatori di scendere nel «cuore» della Turrita, ad un tiro di schioppo dal salotto buono. Insomma, è un «progetto centrale per la mobilità futura» dell’intero cantone. Si prevede, infine, un sottopasso pedonale per collegare la via Dragonato alla via Von Mentlen che è stato confermato dal TAF.

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