I treni merci pericolosi? «Non aumenteranno»

Una delle preoccupazioni principali dei ricorrenti era - e rimane, nonostante il Tribunale amministrativo federale (TAF) abbia respinto le loro censure, come vi abbiamo riferito mercoledì - la seguente. Ovvero che il terzo binario previsto da fine 2033 tra Bellinzona e Giubiasco, con la relativa galleria sotto il castello di Montebello, «consentirà un transito senza sosta dei treni merci comportando un aumento sensibile del rumore» ed un incremento «massiccio del carico ambientale con la conseguenza che andrebbero rispettati i valori di pianificazione».
Quella decisione di settembre...
Per i giudici di San Gallo, tuttavia, il «possibile aumento del traffico merci non sarà dovuto a predetto progetto, bensì all’aumento augurato del trasporto merci per ferrovia. Proprio per questo motivo è stato previsto e costruito il tunnel di base del Gottardo di AlpTransit». Un ragionamento che non fa una grinza, ci mancherebbe. Ma che stride (e non poco), ad esempio, con la decisione presa lo scorso settembre dal Gran Consiglio di elaborare degli studi specialistici sull’impatto fonico e sui pericoli per la popolazione in caso di incidenti lungo la tratta a cielo aperto fra Pollegio e Chiasso. Una tratta che, per completezza d’informazione, a detta delle autorità presenta un «rischio sopportabile».
Le spiegazioni nel dettaglio
Il TAF ha respinto tutti e 17 i ricorsi interposti dai confinanti. Ciò che significa che - se non dovessero essere presentate ulteriori censure al Tribunale federale entro metà marzo - i lavori inizierebbero nella primavera 2027. «Il traffico dei treni è debitamente noto e sorvegliato: l’uso delle tracce non è per niente paragonabile a quello di una strada aperta al traffico automobilistico individuale. I treni circolano secondo orari, composizioni e frequenze predefinite e l’Ufficio federale dei trasporti (UFT) è competente per validare l’orario annuo. Quanto precede vale anche per il traffico merci, visto il numero fisso di tracce a disposizione», puntualizzano i giudici nelle 56 pagine della sentenza.
Carichi e variazioni
Il transito di possibili convogli con carichi pericolosi non fa dormire sonni tranquilli già ora agli abitanti della capitale. A questo proposito, però, il TAF precisa che «il trasporto merci non è per niente paragonabile ad un furgone o camion che si può immettere nel traffico stradale in ogni momento, sicché predetto traffico si troverebbe in maniera inaspettata sottoposto ad un aumento importante. Le variazioni, dato il contesto ferroviario, sono prevedibili e note in anticipo dalle FFS nonché dall’UFT».
Non ostacolare il progresso
C’è poi la questione del rumore. A fungere da base per i calcoli inerenti le immissioni future - sia per i treni merci sia per quelli passeggeri - sono i valori di rumore prodotto dai treni moderni e quindi meno «fastidiosi». Perché l’obiettivo è sì quello di proteggere i cittadini, ma nel contempo non si deve «ostacolare il necessario sviluppo dell’infrastruttura». L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), ricorda il TAF, ha confermato i valori determinati dalle Ferrovie: «In assenza di critiche fondate su eventuali errori manifesti da parte dell’UFAM, predetta presa di posizione è vincolante e lo scrivente tribunale non intravede nessun motivo di scostarsene».
Le prescrizioni in materia
Secondo i giudici, infatti, il preavviso del competente ufficio di Berna ha particolare peso nella valutazione della conformità del progetto alle prescrizioni in materia di protezione contro il rumore: «Adeguare lo stato di riferimento di un’infrastruttura allo stato fattuale in un momento preciso comporterebbe - a seguire il ragionamento dei ricorrenti - un inasprimento delle esigenze legali contrario allo scopo di sviluppo dell’infrastruttura. Inoltre la protezione della popolazione è garantita tramite la determinazione dei valori futuri».
Le pareti restano così
Rimandate al mittente, altresì, le richieste dei contrari all’opera da oltre 200 milioni di eseguire un’ulteriore perizia e di aumentare l’altezza (fissata a meno di 4 metri) delle pareti fonoassorbenti. Le Ferrovie, osserva il TAF, hanno in ogni modo acconsentito alle misure necessarie per «proteggere al meglio i residenti della zona, pur sempre rispettando le esigenze legate alla protezione del paesaggio».
Nella fattispecie il patrimonio UNESCO della Turrita, in primis il castello di Montebello. Fra gli altri punti sollevati dai ricorrenti, infine, c’erano quelli relativi alle vibrazioni e ai raggi non ionizzanti. Le FFS hanno già risolto il problema o si impegneranno a farlo, rilevano i giudici. Verranno per contro posati dei misuratori delle polveri fini.






