Sotto la lente

La casa anziani Greina... non lascia e forse raddoppia

Bellinzona: dal 2027 l’istituto, che compie 60 anni, entrerà nell’ente autonomo che svolgerà la manutenzione ancora per tre lustri - Poi verrà demolito: al suo posto un altro complesso? - Di sicuro se ne costruirà uno da 30 milioni altrove: Sementina in pole position
© Ti-Press/Mirko Aquilino
Alan Del Don
14.09.2026 06:00

Pensate che è stata realizzata nel 1966 dall’architetto Augusto Jäggli grazie al ricavato della vendita delle cosiddette «case dei ferrovieri» del quartiere di Pratocarasso (ai tempi soprannominato «Stalingrado»). Ora, per la Casa per anziani Greina di Bellinzona, che sabato ha soffiato su 60 candeline, si prospetta un futuro in mani pubbliche. L’acquisizione da parte della Città (approvata dal Legislativo il 13 aprile scorso per un investimento di 2,5 milioni) avverrà ufficialmente il 1. gennaio prossimo, ma dal 2023 la Turrita ha assunto la gestione transitoria della struttura che dispone di 59 posti letto (27 camere singole e 16 doppie nonché un’unità abitativa protetta dotata di 7 posti) e che impiega 50 unità lavorative a tempo pieno.

Il personale sarà assoggettato al Regolamento organico dei dipendenti, così da essere equiparato ai collaboratori già attivi. Il complesso verrà integrato nella rete per la terza età e nel nascituro ente autonomo. Non per sempre, però. La sua durata di vita è stimata in 10-12 anni, periodo durante il quale occorrerà mettervi mano per garantire sicurezza, funzionalità e qualità dell’accoglienza. Nel frattempo l’Esecutivo pianificherà ed edificherà un moderno stabile, da 100 posti ed una trentina di milioni, che secondo nostre informazioni potrebbe vedere la luce a Sementina.

«Abbiamo piena fiducia»

Passato, presente e futuro sono stati sviscerati in occasione dei festeggiamenti svoltisi alla presenza dei familiari degli ospiti. «L’accordo con il Municipio è stato trovato subito. Abbiamo piena fiducia nella Città, che sicuramente gestirà la Greina con lo stesso cuore che ci abbiamo messo noi», ha affermato Luca Borner, presidente della Società Cooperativa Costruzioni che gestisce l’istituto situato in via Pizzo di Claro. Nel 1995 la Greina è stata completamente ammodernata, mentre nel 2006 si sono conclusi i lavori alla nuova ala. Adesso, se il santo non vale la candela, come si suole dire, non resta che un’alternativa: demolirla ed edificarla forse ex novo.

Risorgere, sì

Sì, perché non è affatto da escludere che dalle ceneri dello stabile possa risorgere un’altra casa per anziani in aggiunta a quella già prevista. Ma questa, semmai, è musica del futuro. Nei prossimi anni, tuttavia, abbiamo ricordato, il complesso dovrà essere sottoposto a manutenzione straordinaria immediata per un importo di 1,5 milioni. Una spesa alla quale si aggiungeranno 330 mila franchi entro due lustri. Il Cantone - che fin dall’inizio ha dato il suo nullaosta all’acquisizione, che ha visto in prima fila l’ex capodicastero Anziani Giorgio Soldini - sussidierà il restyling nella misura del 30-50%.

Fra lungimiranza e cuore

Il sindaco Mario Branda ha sottolineato «la lungimiranza delle persone che, 60 anni fa, hanno avuto questa straordinaria idea. Oserei quasi dire che è stata un’intuizione, per quei tempi. Dagli appartamenti per gli anziani ancora autosufficienti ad una vera e propria casa per la terza età, adeguandosi alle politiche messe man mano in atto dal Cantone». Ma, soprattutto, il timoniere si è soffermato sui collaboratori, coloro che «fanno la differenza. A nome dell’Esecutivo desidero esprimere il nostro ringraziamento a chi opera quotidianamente a favore degli anziani». Secondo il direttore Silvano Morisoli «la storia della Greina rappresenta il passaggio da un modello nato negli anni Sessanta ad un’organizzazione dell’assistenza degli anziani più integrata e coordinata».

Deficit di 250 posti letto

In base alla pianificazione cantonale, per il Bellinzonese, è ipotizzato «un deficit di 250 posti letto nei prossimi dieci anni. La lista di attesa degli istituti di Bellinzona (comprensiva delle case per anziani Greina, Aranda, Paganini Rè, Tertianum Turrita e Residenza Visagno; per un totale di 337 posti letto, n.d.r.) conta attualmente circa 30 richieste, a fronte di un’occupazione completa dei posti disponibili», precisava l’Esecutivo ad inizio anno.

Il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità Raffaele De Rosa ha osservato che «l’anziano è un tesoro di ricordi.La forza della Greina sono i suoi collaboratori, i quali fanno in modo che ogni giorno sia contraddistinto dalla serenità. Quando vi prendete cura degli ospiti diventate custodi delle loro storie. L’istituto può guardare al futuro con fiducia». Un domani che si chiama Città ed ente autonomo.

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