Il caso

La Croce Verde cerca casa: «La Città ci offra un terreno»

Bellinzona: dato che i pompieri e la Protezione civile sono destinati ad insediarsi nell’ex LATI di Sant’Antonino, l’ambulanza è rimasta a piedi - «Non siamo stati interpellati: per la nuova sede c’è l’ex Birreria a Carasso, ma non solo» - Il presidente dell'ente intanto lascerà nel 2028
Alan Del Don
27.01.2026 06:00

«La nuova sede? Aspettiamo che la Città ci offra uno spazio, in diritto di superficie, per costruire in proprio. Non intendiamo spendere più di 7-8 milioni di franchi. Immagino un prefabbricato, a forma di parallelepipedo, proiettato sui prossimi due decenni». È da almeno due lustri che il presidente della Croce Verde di Bellinzona Vincenzo Lacalamita auspica la realizzazione di un’infrastruttura moderna che possa sostituire quella di via Tommaso Rodari 6, poco distante dalle Semine. Prima e subito dopo l’aggregazione c’era l’idea di accorpare tutti i servizi di pronto intervento (quindi anche pompieri, Protezione civile ed eventualmente la Polizia comunale) sotto lo stesso tetto all’ex Birreria di Carasso. Progetto poi naufragato in virtù dei costi, cosicché come noto i vigili del fuoco e la PCi sono destinati a trovare casa all’ex LATI a Sant’Antonino.

Semisvincolo, che gioia

L’ambulanza è quindi rimasta... a piedi. «Non siamo stati interpellati sull’ipotesi ex LATI e ciò ovviamente non ci ha fatto fare i salti di gioia. Con ogni probabilità in quanto è risaputo che per noi non sarebbe stata la soluzione ideale, dato che preferiremmo restare nella Turrita, vicino agli svincoli autostradali», puntualizza Vincenzo Lacalamita, alla testa della CVB da 26 anni e che nel 2028 intende farsi da parte alla pari del vice Emilio Scossa-Baggi. Detta così, pertanto, è chiaro che l’ipotesi ex Birreria a Carasso è quella che più si avvicina ai desiderata dell’ente. Soprattutto dopo l’inaugurazione del semisvincolo autostradale. «Sì, ma come detto abbiamo bisogno di un diritto di superficie e, in secondo luogo, di non avere vincoli. Altrimenti i costi aumenterebbero. Il Municipio, immagino, prima di prendere contatto aspetta che il Legislativo approvi il credito di 14 milioni per rilevare il terreno (la discussione avverrà in primavera; n.d.r.) a Sant’Antonino». L’attenzione della Croce Verde è inoltre sempre riposta sull’ospedale regionale che verrà edificato alla Saleggina. In questo caso, però, i tempi si allungheranno ulteriormente in virtù dei noti problemi pianificatori. Infine è invece oramai tramontata l’alternativa ad Arbedo-Castione.

Nel garage si sta stretti

L’attuale sede in prospettiva sarà «stretta» per quanto riguarda il garage. Per il resto lo scetticismo iniziale riguardo alla posizione, ritenuta non strategica, è stato superato: «Alla luce dell’evoluzione avuta dalla città si è rivelata la scelta giusta. Siamo tra l’ospedale San Giovanni ed il semisvincolo. Se poi lo completassero sarebbe ancora meglio...».

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