Manca il municipale: altolà alla Commissione urbanistica

«L’obbligo di includere un municipale consente il raccordo istituzionale fra il collegio ausiliario e l’Esecutivo responsabile delle decisioni. Esso non impedisce agli specialisti di esprimere valutazioni tecniche autonome e non richiede che il municipale possieda le loro medesime qualifiche». Non c’è proprio pace per la Città di Bellinzona, già alle prese con progetti fermi e conti da riequilibrare. Ora, come appreso dal Corriere del Ticino, spunta anche un ricorso al Consiglio di Stato contro l’ordinanza sulla Commissione urbanistica, pubblicata all’albo comunale fino all’altroieri. Ad impugnare la novità, chiedendo altresì l’effetto sospensivo (ovvero che il consesso non venga nominato e non inizi ad operare prima che il Governo si sia espresso sulla censura), è l’avvocato ed ex granconsigliere Filippo Gianoni, che nella stanza dei bottoni a Palazzo Civico ci è stato dal 2004 al 2012. Il legale auspica il parziale annullamento della risoluzione, limitatamente all’aspetto citato all’inizio, ed il rinvio degli atti al sindaco Mario Branda e ai colleghi affinché adottino «una disciplina della composizione conforme» alla Legge organica comunale (LOC).
Non è una consulenza
Il ricorso, partito lunedì (ultimo giorno disponibile), concerne l’esclusione di un membro dell’Esecutivo dalla neonata Commissione urbanistica voluta dal Municipio. Il compito del gremio (che, ricordiamo, è facoltativo) è quello di fornire pareri perlopiù su progetti edilizi rilevanti per la dimensione e l’impatto per la Città oppure in quanto previsti in contesti particolarmente sensibili. Si mira alla qualità dal punto di vista urbanistico, architettonico e paesaggistico. Del consesso faranno parte cinque membri: i direttori dei due settori comunali competenti per l’Edilizia privata e per la Pianificazione, il catasto e la mobilità nonché tre professionisti esterni. Il capodicastero Territorio e mobilità (in questa legislatura è Mattia Lepori) può partecipare alle riunioni e alle discussioni, ma non farà parte della commissione. Secondo Filippo Gianoni ciò non va bene: «La commissione tiene sedute, delibera con un quorum e formula preavvisi destinati al Municipio. Il suo intervento si inserisce nella preparazione delle decisioni sui progetti esaminati, anche mediante incontri con gli istanti prima della decisione formale. Si tratta quindi di un collegio municipale organizzato stabilmente, non della semplice consulenza occasionale di un professionista». Il capoverso 2 dell’articolo 91 della LOC («Delegazioni e commissioni»), rileva il legale, stabilisce che di «ogni commissione e delegazione deve far parte un municipale, di regola in qualità di presidente». Per Gianoni, insomma, «il potere di istituire un organo ausiliario non comprende dunque la facoltà di dispensarlo dalla presenza di un membro dell’Esecutivo».
Il nodo della presidenza
Stando al ricorrente un alto funzionario non può sostituire un municipale, ricoprendo infatti ruoli istituzionali distinti: «Il contrasto emerge direttamente dal testo dell’ordinanza e sussiste indipendentemente dalla frequenza con cui il capodicastero (Territorio e mobilità; n.d.r.) decidesse di partecipare. Anche una presenza costante lascerebbe invariata la sua espressa esclusione dalla qualità di membro». Filippo Gianoni porta quale esempio la Commissione urbanistica di Lugano. È formata da sette membri (più un segretario), di cui tre interni; e uno di questi è il capodicastero Sviluppo territoriale Filippo Lombardi, che non ricopre il ruolo di presidente (carica affidata, per la corrente legislatura, all’architetto Sabrina Contratto: un’esterna, quindi). Quanto fatto dalla Città sul Ceresio, puntualizza l’ex municipale dell’allora PPD, «andava copiato integralmente (...). La presidenza affidata a un professionista esterno non costituisce, di per sé, il motivo del ricorso: la formula di regola riferita alla presidenza lascia spazio a un diverso assetto. L’esclusione di qualsiasi municipale dalla qualità di membro resta invece incompatibile con il requisito obbligatorio. Essa è manifestamente illegale». Spetta dunque a Palazzo Civico, conclude Gianoni, stabilire - entro i limiti del Regolamento comunale - il numero dei componenti e l’equilibrio fra funzionari ed esperti. Includendo, però, almeno un municipale nella nascitura Commissione urbanistica della Turrita.



