Le reazioni

«Così non si può andare avanti: ora non bastano più i cerotti»

Il bilzo balzo delle finanze di Bellinzona preoccupa, certo: il ribaltamento di oneri continua a pesare, eccome - Entro metà novembre verrà presentato il Piano finanziario fino al 2030 - E poi servirà il «Patto della capitale»
Per il sindaco Mario Branda e i colleghi di Municipio... c'è da pedalare. © CdT/Archivio
Alan Del Don
29.10.2026 14:36

«Dal 2014, quando è entrato in vigore lo specifico decreto legislativo, al 2027 gli ex Comuni prima e ora la Città aggregata hanno versato in totale oltre 40 milioni di franchi per il risanamento finanziario del Cantone. Che è tuttora in corso. Si tratta di un importo ingentissimo per un polo, come il nostro, che non si può certo definire ricco. È evidente che, così, non si può più andare avanti». Stavolta non ha utilizzato né metafore (come quella della piscina che si svuota inesorabilmente) né riferimenti a titoli di film western per biasimare «l’assalto alla diligenza» da parte del Governo. Il sindaco di Bellinzona Mario Branda è andato dritto al nocciolo della questione: le misure adottate a Palazzo delle Orsoline e le decisioni fiscali, comprese quelle della Confederazione, per l’anno alle porte incideranno nella misura di 9,6 milioni sui conti della capitale. Che perciò saranno ancora a tinte rosse, con un disavanzo stimato di 10,5 milioni, come abbiamo preannunciato ieri sera. Moltiplicatore stabile, per ora, al 93% sia per le persone fisiche sia per quelle giuridiche. Ma dal 2028 è destinato ad aumentare in virtù dell’implementazione delle due iniziative sui premi di cassa malati approvate dai ticinesi il 28 settembre 2025: «peseranno» almeno per 4 milioni. Alla luce dei nuvoloni che si profilano all’orizzonte, è stata creata una task force con l’obiettivo di individuare dei correttivi per i prossimi tre anni che possano riportare in equilibrio - sul medio termine - le finanze.

Il secondo peggior risultato

Sia chiaro, dalla fusione la Turrita è sempre stata seduta sullo scomodo bilzo balzo. Dapprima su. E poi giù. E spaventosamente più giù. Il deficit prospettato per il 2027 è il secondo peggiore dopo quello del 2025 (-13,4 milioni). Ma va altresì detto che non si discosta mica poi tanto da quello preconizzato nel 2024 (-9,4) e per quest’anno (-9,2). Non giriamoci troppo attorno, dunque: la situazione è delicata, benché a consuntivo i conti finora (tranne nell’annus horribilis del 2020, segnato dalla pandemia da coronavirus) siano sempre migliorati. Ora, tuttavia, «occorre intervenire in modo serio sulla spesa. Sono finiti i tempi dei cerotti e della cosmesi contabile. Tutti sono chiamati ad un atto di responsabilità», ha ammonito il vicesindaco Fabio Käppeli. Il capodicastero Finanze ed economia è andato addirittura oltre, parlando dei rapporti viepiù difficili con il Cantone, ribadendo il concetto espresso nell’intervista concessaci il 16 ottobre. «Il giocattolo si sta rompendo e, come visto, prima o poi i nodi arrivano al pettine. I Comuni devono lanciare un messaggio chiaro al Consiglio di Stato ed al Parlamento, altrimenti a causa del ribaltamento di oneri si continuerà a limitare l’azione politica degli stessi enti locali», ha affermato il 31.enne.

Spese e ricavi sotto la lente

Eccoci alle cifre di un preventivo che, per la prima volta, non comprende il Settore anziani che dal 1. gennaio verrà integrato nell’ente autonomo. Rispetto al documento 2026, le spese (quasi 205 milioni) aumentano leggermente (+1,2%), mentre i ricavi (93,4 milioni) diminuiscono altrettanto lievemente (-0,6%). Note liete arrivano in particolare dal gettito fiscale che cresce dell’1,6% sfiorando i 101 milioni di franchi. Ciò è reso possibile dal costante incremento delle entrate delle persone fisiche (+2,1 milioni), considerato che quelle delle persone giuridiche calano di mezzo milione. Da notare che, rispetto agli scorsi anni, sono in discesa le sopravvenienze fiscali (-3,2 milioni). Fra i primi provvedimenti previsti citiamo il rincaro al personale limitato allo 0,25% (allineandosi in questo modo al Cantone) e l’ottimizzazione e razionalizzazione di alcuni servizi, come quello esterno ed il Settore edilizia privata. Nei prossimi mesi vi sarà altresì una seconda emissione obbligazionaria di almeno 100 milioni. «La sfida è chiara: non venire meno ai progetti strategici e continuare ad essere attrattivi verso possibili nuovi cittadini e aziende o start up che volessero insediarsi sul nostro territorio», ha sottolineato Käppeli, ricordando che anche per l’anno venturo gli investimenti netti saranno, infatti, pari a 25 milioni. È così dall’aggregazione.

Da nuova a resiliente

Il Piano finanziario fino al 2030, che verrà trasmesso al Legislativo entro metà novembre, conferma «una sostanziale tendenza al peggioramento come peraltro indicato nei precedenti messaggi. In futuro dovremo intensificare gli sforzi alla ricerca di misure incisive sul fronte delle uscite, ma anche delle entrate. Servirà una condivisione politica, a più livelli, per il bene di Bellinzona», ha puntualizzato Mario Branda. Nel primo caso sotto la lente c’è pure il personale. Il costo pro capite dell’amministrazione comunale è di 1.807 franchi per abitante. Per il 2027 le spese diminuiranno di 100 mila franchi, in quanto la riduzione attuata dal Municipio (per circa 1,1 milioni) è stata «azzerata» dagli aumenti a docenti ed agenti di polizia e per il rincaro citato in precedenza. «L’organizzazione, contrariamente a quello che spesso si pensa, è parca. Posso assicurarlo», ha precisato Käppeli. Della task force faranno parte - quali rappresentanti dell’Esecutivo - il sindaco, il vice e Mattia Lepori, oltre ad alcuni alti funzionari.

A dieci anni dall’aggregazione la capitale deve insomma dimostrare di essere non solo «nuova», ma anche «grande» nella resilienza. Per poter finalmente spiccare il volo.

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