«Nessuna segnalazione alla direzione del DECS prima dell'arresto»

Dopo cinque mesi, quasi, la direttrice del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) Marina Carobbio Guscetti è tornata stasera al pulpito dell’aula del Gran Consiglio per rispondere a degli atti parlamentari su un caso che ha sconcertato l’intero Ticino. Ci riferiamo al 37.enne insegnante delle Medie di Giubiasco, cittadino svizzero residente nella nostra regione, in carcere dal 17 marzo scorso con l’accusa principale di presunti atti sessuali con almeno due allieve di età inferiore ai 16 anni. Oltre all’inchiesta penale è in corso quella disciplinare, le cui risultanze saranno rese note dopo la chiusura della prima condotta dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni. Le indagini sono alle battute finali e, come abbiamo riferito lo scorso 20 agosto, non è affatto escluso che il processo venga celebrato già in autunno.
La cultura dell'ascolto
Il 20 aprile scorso la consigliera di Stato, Esecutivo che ora presiede, aveva illustrato quanto si sta facendo nell’ambito della prevenzione degli abusi, sottolineando l’importanza di fornire strumenti adeguati ai bambini e ai ragazzi per riconoscere le situazioni a rischio. Dal giugno 2023 sono emerse 28 segnalazioni per comportamenti scorretti che hanno portato a 12 richiami, 5 ammonimenti, 4 procedimenti in corso, 2 dimissioni ed altrettante multe. Stavolta, rispondendo sempre ad un’interpellanza di Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo (Più Donne), l’attenzione è stata focalizzata sulle segnalazioni ripetute fatte da docenti e collaboratori dell’istituto per degli atteggiamenti sopra le righe del maestro nei confronti di alcune colleghe. La politica e i sindacati nelle ultime settimane hanno auspicato che si faccia massima chiarezza. Una cultura della segnalazione serve soltanto se dall’altra parte esiste una cultura altrettanto forte dell’ascolto, dell’approfondimento e dell’assunzione di responsabilità, avevano precisato le deputate nell’atto parlamentare. Che volevano altresì sapere, soprattutto, quale seguito è stato dato alle comunicazioni pervenute e capire quali sono gli obblighi di un superiore quando riceve delle informazioni su fatti potenzialmente biasimevoli. Risposte che non sono giunte in quanto, come detto, l’inchiesta è tuttora in corso. E pertanto si attende - Carobbio dixit - di poter disporre di «un quadro fattuale completo e preciso».
E quella del rispetto
«Sia alla direzione del dipartimento sia alla Sezione dell’insegnamento medio non erano giunte segnalazioni prima dell’arresto del docente», ha rilevato la direttrice del DECS, in un’aula mezza vuota, tra urla e schiamazzi, senza entrare nel merito dell’inchiesta penale in corso. Il cui esito è atteso naturalmente anche dal Governo, in quanto potrebbero essere necessari degli ulteriori approfondimenti per determinare cosa non ha funzionato a livello, appunto, delle segnalazioni. In questo senso la consigliera di Stato ha evidenziato che, una volta note le risultanze delle indagini, si avvierà un’inchiesta amministrativa nei confronti di ignoti. I protocolli, è stato ribadito, servono, come dimostrano le cifre degli ultimi tre anni che abbiamo elencato poc’anzi. Le situazioni più difficili vengono prese a carico dalle direzioni degli istituti scolastici, di modo da poter eventualmente valutare delle misure da implementare subito. In ogni caso, in prospettiva, i meccanismi verranno rafforzati. Idem per le possibilità di segnalazione con l’obiettivo di instaurare quella «cultura del rispetto» che deve andare oltre la scuola, per interessare tutta la società in senso lato. Marina Carobbio Guscetti ha in seguito puntualizzato che «i protocolli non sostituiscono la responsabilità individuale, sia chiaro. I canali di segnalazione vanno moltiplicati. Il DECS sta intensificando gli sforzi per prevenire e contrastare comportamenti inadeguati. In qualità di presidente del Consiglio di Stato sto in effetti lavorando per potenziare questi ambiti in seno a tutta l’amministrazione. In ogni modo, tengo nuovamente a sottolinearlo, chi gestisce la segnalazione non è mai una persona singola». Sul caso del docente di Giubiasco, ricordiamo, è pendente pure un’interrogazione: quella inoltrata dal deputato Stefano Tonini (Lega) il 20 agosto scorso dall’emblematico titolo «Quando affidiamo i nostri figli alla scuola, dobbiamo poterci fidare».







