Le reazioni

«Non vediamo l’ora di tornare alla ‘Belle époque’ di Locarno»

Il progetto di riqualificazione del centro, dalla Rotonda fino al debarcadero e passando per piazza Grande, entusiasma il numeroso pubblico presente alla serata di presentazione – C’è però chi teme tempi di realizzazione «infiniti»
Tanto verde e un ampio spazio pedonale fino al lago © Città di Locarno
Jona Mantovan
30.01.2026 06:00

Metti un mercoledì sera di una settimana invernale qualsiasi, magari pure fredda e piovosa. Quanti si presenteranno mai a un appuntamento del genere? Evidentemente, tanti. Perché il salone della Sopracenerina, in piazza Grande, era gremito. In molti si sono lasciati trasportare dal sogno de «La nouvelle belle époque», il progetto di riqualificazione del centro - dalla Rotonda fino al debarcadero e passando appunto per il «salotto buono» - che promette più verde, spazi pedonali estesi con una pavimentazione di qualità e una serie di dettagli ripensati per coloro che vivono ogni giorno questi luoghi.

Ho sentito chiedere paletti ai grandi eventi, io li chiedo per evitare i ricorsi che rallentano iniziative come questa
Giovanna, albergatrice di Muralto, 32 anni

Un nuovo «periodo d’oro»

«Sì, non vediamo l’ora di tornare al periodo d’oro di Locarno», è il riassunto delle varie reazioni raccolte al termine delle presentazioni sui vari aspetti della «metamorfosi». C’è, tuttavia, chi teme tempi di realizzazione «infiniti», mentre altri chiedono attenzione all’inclusività, con l’introduzione -ad esempio - di «mini navette» elettriche per gli spostamenti sugli oltre 50 mila metri quadrati, oltre all’installazione di panchine con apposite «rientranze» in grado di accogliere persone in sedia a rotelle.

Tra le voci più entusiaste c’è quella di Marianne, pensionata di Minusio, che parla di una proposta «fantastica. Una superficie tranquilla e senza auto, che dia priorità ai pedoni, è ciò che desidero. Trovo poi molto interessante l’idea di mettere la natura nel cuore dell’agglomerato», afferma riferendosi alle centinaia di nuovi alberi che saranno piantati anche allo scopo di combattere le famigerate «isole di calore».

La prima richiesta di credito riguarda il settore 1 e il settore 3: Largo Zorzi (e giardini pubblici) e di piazzetta Remo Rossi più via Rusca
La prima richiesta di credito riguarda il settore 1 e il settore 3: Largo Zorzi (e giardini pubblici) e di piazzetta Remo Rossi più via Rusca

«Ma si deve aspettare troppo»

«Il verde? Ma certo, è bello. Ma al momento lo vedo solo nei disegni che ci hanno mostrato», è l’impressione di Valerio, ultrasessantenne del quartiere di Solduno e scettico sulle tempistiche che definisce «infinite»: l’Esecutivo intende sottoporre al Consiglio comunale una richiesta di credito di 15,7 milioni per una prima tappa focalizzata su piazzetta Remo Rossi (di fronte al Palacinema) e Largo Zorzi «e se tutto va bene si inizierà nel 2027, però chissà quanti anni ci vorranno ancora prima di vedere qualcosa che assomigli anche solo vagamente al loro concetto».

«Infastidita dalle opposizioni»

In parte, anche Giovanna - albergatrice trentenne che manda avanti l’attività proprio nella zona - mostra qualche preoccupazione per i «fastidiosi» ricorsi che potrebbero essere stimolati dal grande cantiere, che reputa necessario per dare nuova vita alla «Regina del Verbano»: «Vogliamo una località viva, non un posto stanco. Ho sentito qualcuno chiedere di mettere dei paletti per limitare l’invadenza di certe manifestazioni, io invece rispondo che bisogna metterli nei confronti delle opposizioni che vanno a danneggiare gli interessi di molti per favorire, in fondo, quelli di pochi». Più tecnico e articolato il punto di vista di Pietro, architetto 32.enne residente in città, il quale definisce la visione «interessante e ben costruita», con particolare attenzione all’area tra il Castello e la sede delle sale di proiezione, «che oggi è bisognosa di cure, è messa piuttosto male». Per lui, la presenza dell’acqua (che secondo gli sviluppatori farà il verso a quell’«invasione gentile» ogni tanto operata dal lago) rappresenta un’importante risposta alle sfide climatiche, oltre a rendere gli ambienti più vivibili anche per i più piccoli.

«Un investimento umano»

Dalle generazioni più giovani arriva la voce di Gabriele, 24.enne di Bedano e studente universitario. Nonostante non sia della regione, definisce l’intervento «un investimento umano prima ancora che economico, necessario per costruire un futuro più sostenibile». Sulla stessa linea d’onda anche Sara, architetta del paesaggio di Minusio, la quale apprezza la chiarezza dell’esposizione e la logica dell’intervento, «meno oneroso rispetto a opere edilizie», e vede nel piano appena illustrato un ritorno alla semplicità, con la rimozione di elementi accumulati nel tempo.

Arriva da Bellinzona, invece, Giacomo, ingegnere aerospaziale 29.enne. Pur non conoscendo da vicino la realtà di Locarno, definisce la serata «ben organizzata». Ammira il pensiero di un comparto continuo e armonico, pur riconoscendo che ridurre i posteggi possa essere un tema sensibile per chi vive in centro.

Tempi e costi

Il cantiere da 15 milioni al via a metà 2027

Tre anni di lavori — L’apertura del cantiere in Largo Zorzi è prevista nella tarda primavera del 2027, in piazzetta Remo Rossi nell’autunno successivo. Queste le scadenze indicate dal Municipio riguardo all’avvio della prima tappa dei lavori da 15,7 milioni di franchi per la valorizzazione degli spazi pubblici. Lavori che in Largo Zorzi dureranno 18 mesi, mentre in piazzetta Remo Rossi ne occorreranno 10. Considerate tuttavia le pause previste durante i grandi eventi, la conclusione della prima parte del progetto è attesa nel 2030.

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