Il caso

Per rilanciare Airolo-Pesciüm servono (almeno) 20 milioni

La strategia con orizzonte il 2035 prevede di ammodernare gli impianti, potenziare l’innevamento programmato e rafforzare l'offerta gastronomica - Chiesto aiuto anche al Cantone: non arriverà a breve - Intanto va salvata la Valbianca
© Ti-Press/Samuel Golay
Alan Del Don
11.06.2026 06:00

«La partecipazione a Valbianca SA non è indifferente. A livello finanziario l’impatto è considerevole per la liquidità e ci imporrà un aumento del debito verso gli istituti bancari. L’impatto di questo aumento sulla gestione corrente, alla luce dell’attuale costo del denaro, può considerarsi - per il momento - giustificabile. Nella valutazione della sostenibilità finanziaria non possiamo però dimenticare l’importante ricaduta indiretta derivante dai passaggi annui e dalla presenza del Centro nazionale di allenamento per i giovani talenti delle discipline “aerials” e “moguls” che produce parecchi pernottamenti durante la stagione». Dopo Airolo - che detiene l’80% del pacchetto azionario - il cui Legislativo lo scorso 20 aprile aveva stanziato un importo complessivo di 1,5 milioni di franchi, lunedì prossimo toccherà ai consiglieri comunali di Quinto approvare la quota parte di mezzo milione. Metà quale contributo straordinario a fondo perso e l’altra sotto forma di prestito. Il credito dovrà essere utilizzato entro la fine del 2027.

Situazione delicata

La situazione finanziaria della società che gestisce gli impianti di Airolo-Pesciüm resta molto delicata. Non è una novità. Lo abbiamo già scritto più volte, facendo un discorso generale riguardante le stazioni sciistiche ticinesi. Confrontate, da una parte, con la scarsità di neve e, dall’altra, con la necessità di destagionalizzare per garantirsi un futuro meno instabile di quello che si prefigura ora come ora. Il 29 maggio, in questo senso, abbiamo portato l’esempio di Carì che cerca degli investitori privati per procedere a degli investimenti che non sono più procrastinabili. Investimenti che servono pure per le infrastrutture airolesi, gestite dalla Valbianca SA. Almeno 20 milioni di franchi. Ma trovare i soldi è pressoché un’impresa, considerando che i due enti locali altoleventinesi citati in precedenza non dispongono di simili somme. «Le analisi svolte dalla società indicano come, con l’attuale struttura dei costi e dell’offerta, il raggiungimento di circa 60.000 primi passaggi rappresenti una condizione necessaria per conseguire il pareggio economico stagionale», osserva il Municipio di Quinto guidato dal sindaco Davide Gendotti.

Lo scorso inverno - con le funivie in funzione solo da gennaio inoltrato - si sono registrati poco più di 40.000 primi passaggi; 7 mila in meno rispetto all’anno precedente, che già era stato etichettato come negativo. Va tuttavia segnalato, precisa il consesso, che alcune attività complementari stanno mostrando un’evoluzione positiva: «In particolare la gestione della ristorazione per il villaggio di cantiere presso l’ex albergo Alpina da parte di Valbianca Gastro (tramite il Consorzio gestione servizi alpini) ha permesso di conseguire un risultato positivo nell’esercizio 2024-2025 e si prevede possa continuare a contribuire positivamente alla situazione economica complessiva della società anche nei prossimi anni».

Si busserà alla porta dei privati

L’ultimo inverno ha inferto un duro colpo alle già fragili finanze della SA. Tanto che ad un certo punto si è temuto che si arrivasse al deposito dei bilanci in Pretura. «Per far fronte agli impegni più immediati e permettere la conclusione della stagione invernale, i Municipi di Airolo e Quinto sono intervenuti nei limiti delle proprie competenze con contributi straordinari di 60.000 franchi ciascuno, garantendo alla società la liquidità necessaria per proseguire l’attività nelle ultime settimane di esercizio. L’importo anticipato fa parte del credito» sottoposto al Legislativo, si puntualizza. Negli anni sia Airolo (in forma più cospicua) sia Quinto hanno iniettato liquidato nella società, in particolare attraverso aumenti di capitale. SAche prima di Natale ha sottoposto alle autorità politiche un piano di sviluppo, con orizzonte il 2035, basato su cinque aree di intervento: «Tra i principali ambiti individuati figurano in particolare il potenziamento dell’innevamento programmato, l’ammodernamento degli impianti di risalita, il rafforzamento dell’offerta gastronomica e lo sviluppo di nuove strategie organizzative e di marketing. Nel suo insieme, la strategia prospetta investimenti complessivi dell’ordine di circa 20 milioni». Cifra per la quale si è verificata la disponibilità del Cantone: un impegno a breve termine «non è realistico in considerazione delle strategie future in fase di valutazione». Come a Carì, si stanno quindi cercando dei privati.

Lugano chiude mezzo occhio

In virtù delle difficoltà finanziarie della Valbianca, la Città di Lugano ha deciso di venire incontro alla società che gestisce gli impianti di Airolo-Pesciüm. Come? Rinunciando ad una parte (250 mila franchi) del credito di 1,1 milioni di franchi che detiene nei confronti della SA. «Il rimborso rappresenta uno degli oneri finanziari più rilevanti per la società», puntualizza il Municipio di Quinto. Dopo delle trattative è stata trovata una soluzione che comprende, oltre alla rinuncia di cui sopra, il rimborso immediato di 550 mila franchi ed il rimborso dilazionato su 15 anni senza interessi della parte rimanente del credito (300 mila franchi).

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