Cara Carì, «servono investitori privati per darti un futuro»

«Si ribadisce pertanto la necessità imprescindibile di avviare un processo di destagionalizzazione, accompagnato da investimenti da parte di attori privati, senza i quali non sarà possibile garantire il futuro di Carì». Il Municipio di Faido e i vertici della Nuova Carì impianti turistici SA - che gestisce, appunto, le infrastrutture della località medioleventinese - lo mettono nero su bianco nel consuntivo 2025 del Comune (chiusosi con un avanzo di 240 mila franchi) che passerà al vaglio del Legislativo martedì 16 giugno. In parole povere occorre investire per ampliare l’offerta sulle quattro stagioni (tanto, sia chiaro, è già stato fatto: pensiamo, ad esempio, alle piste per le mountain bike e ai molti eventi che si svolgono in primavera e in estate) e non focalizzarsi a medio-lungo termine solo sull’inverno.
Dal sogno «rosa» alla realtà
In questi giorni Carì è sulla bocca di tutti - non solamente in Ticino - per la memorabile tappa del Giro d’Italia di martedì scorso che si è conclusa, appunto, in quel «gioiello» paesaggistico posto ad oltre 1.600 metri di altitudine. Milioni di persone hanno visto le bucoliche immagini dell’ascesa, la «nostra» Alpe d’Huez, e della passione del pubblico che incitava la maglia rosa Jonas Vingegaard ed il resto del gruppo. Chissà che da questo evento storico non parta la (lunga) volata per il rilancio della stazione turistica. «Il primo anno della nuova società di gestione si è concluso con risultati contrastanti. Da un lato i primi passaggi e l’andamento della stagione invernale hanno confermato l’attrattiva della destinazione Carì. Dall’altro il risultato economico positivo è stato determinato unicamente da fattori contabili straordinari», si puntualizza nel rendiconto 2025. L’Esecutivo guidato dal sindaco Corrado Nastasi osserva in seguito che per il Consiglio di amministrazione della SA l’obiettivo resta «il conseguimento di risultati in utile derivanti dall’attività ordinaria, anche alla luce del contributo dell’azionista. Sul conto economico 2024-2025 hanno tuttavia inciso in modo rilevante elementi legati al passato, in particolare interventi di manutenzione straordinaria». Il sostegno di Faido è stato pari a 200 mila franchi.
Impatto negativo sulle finanze
Costi di manutenzione che si sono ridotti in modo significativo questa stagione (quindi l’inverno 2025-2026) alla luce del rinnovo del parco veicoli (i battipista, insomma) e del potenziamento dell’innevamento programmato. «Non è stato invece raggiunto l’obiettivo di incrementare i primi passaggi tramite un’apertura anticipata: le temperature miti di dicembre e la scarsità di precipitazioni non hanno infatti permesso l’apertura durante le vacanze natalizie. Su 65 giornate, 49 sono risultate effettivamente sciabili, di cui 29 con la totalità degli impianti operativi. Questa situazione ha inevitabilmente avuto un impatto negativo sulla gestione finanziaria della stazione». Quali prospettive per Carì? Trovare qualcuno che voglia investire. E destagionalizzare, come auspica il Consiglio di Stato per tutti gli impianti turistici ticinesi.









