Il caso

Cara Carì, «servono investitori privati per darti un futuro»

Impianti turistici: l’ultima stagione invernale è stata penalizzata dalle temperature miti e dalla scarsità di neve – Il Municipio ed il CdA della società che gestisce la stazione: «È imprescindibile avviare un processo di destagionalizzazione accompagnato da investimenti»
Località bucolica. © CdT/Chiara Zocchetti
Alan Del Don
29.05.2026 06:00

«Si ribadisce pertanto la necessità imprescindibile di avviare un processo di destagionalizzazione, accompagnato da investimenti da parte di attori privati, senza i quali non sarà possibile garantire il futuro di Carì». Il Municipio di Faido e i vertici della Nuova Carì impianti turistici SA - che gestisce, appunto, le infrastrutture della località medioleventinese - lo mettono nero su bianco nel consuntivo 2025 del Comune (chiusosi con un avanzo di 240 mila franchi) che passerà al vaglio del Legislativo martedì 16 giugno. In parole povere occorre investire per ampliare l’offerta sulle quattro stagioni (tanto, sia chiaro, è già stato fatto: pensiamo, ad esempio, alle piste per le mountain bike e ai molti eventi che si svolgono in primavera e in estate) e non focalizzarsi a medio-lungo termine solo sull’inverno.

Dal sogno «rosa» alla realtà

In questi giorni Carì è sulla bocca di tutti - non solamente in Ticino - per la memorabile tappa del Giro d’Italia di martedì scorso che si è conclusa, appunto, in quel «gioiello» paesaggistico posto ad oltre 1.600 metri di altitudine. Milioni di persone hanno visto le bucoliche immagini dell’ascesa, la «nostra» Alpe d’Huez, e della passione del pubblico che incitava la maglia rosa Jonas Vingegaard ed il resto del gruppo. Chissà che da questo evento storico non parta la (lunga) volata per il rilancio della stazione turistica. «Il primo anno della nuova società di gestione si è concluso con risultati contrastanti. Da un lato i primi passaggi e l’andamento della stagione invernale hanno confermato l’attrattiva della destinazione Carì. Dall’altro il risultato economico positivo è stato determinato unicamente da fattori contabili straordinari», si puntualizza nel rendiconto 2025. L’Esecutivo guidato dal sindaco Corrado Nastasi osserva in seguito che per il Consiglio di amministrazione della SA l’obiettivo resta «il conseguimento di risultati in utile derivanti dall’attività ordinaria, anche alla luce del contributo dell’azionista. Sul conto economico 2024-2025 hanno tuttavia inciso in modo rilevante elementi legati al passato, in particolare interventi di manutenzione straordinaria». Il sostegno di Faido è stato pari a 200 mila franchi.

Impatto negativo sulle finanze

Costi di manutenzione che si sono ridotti in modo significativo questa stagione (quindi l’inverno 2025-2026) alla luce del rinnovo del parco veicoli (i battipista, insomma) e del potenziamento dell’innevamento programmato. «Non è stato invece raggiunto l’obiettivo di incrementare i primi passaggi tramite un’apertura anticipata: le temperature miti di dicembre e la scarsità di precipitazioni non hanno infatti permesso l’apertura durante le vacanze natalizie. Su 65 giornate, 49 sono risultate effettivamente sciabili, di cui 29 con la totalità degli impianti operativi. Questa situazione ha inevitabilmente avuto un impatto negativo sulla gestione finanziaria della stazione». Quali prospettive per Carì? Trovare qualcuno che voglia investire. E destagionalizzare, come auspica il Consiglio di Stato per tutti gli impianti turistici ticinesi.

Correlati
Cara Carì, investi e goditi l'estate
Valle Leventina: la bella stagione è ancora considerata «marginale» e non consente, attualmente, di compensare l’inverno qualora non nevicasse - Il primo cambio di passo già da fine mese, poi le altre misure sono previste entro il 2028
Cara Carì, cosa vuoi fare da grande?
Stazioni turistiche: la società che gestisce gli impianti viene incorporata in quella che li detiene con l’obiettivo di godere di maggiori flessibilità e libertà per il rilancio - Si apre ai privati ed il contributo del Comune di Faido sarà limitato a 200 mila franchi annui
Cara Carì, forse c'è spazio anche lì
Faido, via libera del Governo allo statuto dell’ente autonomo per la gestione delle infrastrutture comunali - Fra due mesi il Legislativo si esprimerà sul mandato di prestazione, mentre in prospettiva non va esclusa l’integrazione degli impianti di risalita - Andrà però valutato il rischio imprenditoriale