Il caso

Quel riale non si sa ancora dove scorrerà

Bellinzona: il moderno quartiere che sorgerà alle Officine FFS verrà impreziosito anche dalla valorizzazione del Riganella – Fluirà per 345 metri a cielo aperto, forse nel parco: «Il tracciato non è al momento stato definito con precisione»
Il riale, al centro, nel verde. © Rendering Città di Bellinzona
Alan Del Don
02.02.2026 06:00

Proteggere contro le piene. Mettere a disposizione spazi per animali e vegetazione. Valorizzare gli spazi ricreativi. È triplice l’obiettivo della variante di Piano regolatore (PR) in pubblicazione sino al 19 febbraio relativa alla definizione dello spazio riservato ai corsi d’acqua del quartiere di Bellinzona. Compreso, quindi, il tratto del fiume Ticino che raccoglie l’«oro blu» proveniente da 18 torrenti, suddivisi a metà tra il versante orografico destro e quello sinistro.

Aggiungiamoci, inoltre, la riscoperta di un riale che scorrerà nel futuro quartiere alle Officine. In occasione dell’informazione e partecipazione pubblica, dell’inverno 2024, era stata inoltrata un’unica osservazione da parte del proprietario di un terreno non edificabile. «I temi sollevati sono stati valutati, tuttavia si ritiene che la modifica proposta sia necessaria e motivata da leggi di ordine superiore», osserva il Municipio. In ogni modo ora è data facoltà di ricorrere al Consiglio di Stato.

Dal Motto della Croce

La dettagliata e di non facile comprensione (per i non addetti ai lavori) relazione tecnica elaborata dallo studio Oikos - Consulenza e ingegneria ambientale con sede proprio nella Turrita funge da nostra guida. Inevitabile concentrarsi sul riale Riganella che nasce alle pendici del Motto della Croce. Attraversa poi la strada di via Pedemonte e la linea ferroviaria proseguendo il suo tracciato intubato fino alla confluenza con il tratto (anch’esso incanalato) del riale Darese.

Ne parliamo perché scorrerà nell’innovativo quartiere che si svilupperà a tappe, dopo il 2030, al posto delle Officine FFS. Il tracciato «non è ancora stato definito con precisione, per questo la definizione dello spazio riservato al corso d’acqua è rimandato ad una successiva fase», puntualizza l’Esecutivo.

A cielo aperto

Si prevede che scorra - a cielo aperto, per 345 metri, all’interno dell’Almenda (il grande spazio verde) - in mezzo al comparto la cui pianificazione, ricordiamo, è però in fase di revisione da parte della Città e del Cantone dopo il ricorso accolto dal Tribunale amministrativo. I giudici hanno annullato il via libera del 4 aprile 2023 del Legislativo al Piano particolareggiato (PP), accettando parzialmente le critiche (quelle di natura finanziaria) sollevate da coloro che avevano inoltrato la censura. Lo stesso PP che prevede la «rinascita» del riale.

Per rigenerarsi dal caldo

Dimenticato da oltre un secolo, insomma, il Riganella è destinato ad impreziosire ulteriormente il quartiere che sorgerà quando lo storico stabilimento industriale se ne sarà andato, direzione Castione. A dire il vero sono ben tre i riali che scorrono in quell’area a ridosso della stazione e ad un tiro di schioppo dal salotto buono della capitale. Il Noco, nella parte alta, scende dalla collina di Daro ed è lungo 650 metri.

Il Riganella, per contro, si snoda per poco più di un chilometro. «Nella tratta più a monte scorre in forma naturale o prossimo alla condizione naturale per circa la metà del suo percorso. Esso lambisce la zona agricola e l’area edificabile in modo tutto sommato limitato attraversando anche aree di bosco, con una pendenza di circa il 60%. Prima di entrare nel sedime delle Officine, il riale entra in una camera di contenimento che sancisce anche l’inizio della tratta intubata», scrivono gli specialisti di Oikos nello studio di fattibilità.

Quando si unisce

Il corso d’acqua attraversa in seguito il sito produttivo per unirsi, infine, con il Noco che arriva da nord-est, e confluire poi con il Boné all’altezza di via Lodovico il Moro. Quest’ultimo, il terzo, nasce alle pendici del Motto della Croce ed è lungo un chilometro e 650 metri. Il Riganella diventerà un ruscello, per farla breve, «a carattere fruitivo in ambito urbano, con ambienti acquatici ecologicamente funzionali e con possibilità di creare preziosi ambienti raffrescanti durante le ondate di calore sempre più frequenti, senza pericoli legati alle piene». L’alveo sarà lungo tra gli 1,5 e i 3 metri.

C’è il sì dei preposti uffici

L’esame preliminare dei preposti uffici del Dipartimento del territorio, per quanto riguarda la variante pianificatoria in oggetto e in pubblicazione sino a metà mese, è stato positivo. Il Cantone è stato concorde sulle varie proposte. Tuttavia sono stati evidenziati degli aspetti puntuali che il Municipo ha provveduto a considerare nella documentazione in pubblicazione.

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