Il personaggio

«Sono un rompiscatole, ma mi impegnerò al massimo»

Bellinzona, il 71.enne Emilio Scossa-Baggi (Il Centro) è il nuovo primo cittadino - L'ex capo della Polizia Scientifica succede a Martina Malacrida Nembrini - La sua vice sarà Manuela Genetelli (Lega-UDC)
Emilio Scossa-Baggi e Martina Malacrida Nembrini. © CdT/ADD
Alan Del Don
15.06.2026 19:30

«È un traguardo che corona il mio percorso a livello comunale. Sono un appassionato di politica, ma altresì della civica al di là degli steccati partitici. Chi mi conosce sa che sono una persona pragmatica, magari un po’ rompiscatole in quanto votato al sodo, che non bada ai fronzoli. Chiedo interventi brevi e mirati». Da politico navigato qual è, Emilio Scossa-Baggi (Il Centro) ha le idee chiare sulle modalità con le quali intende gestire il Legislativo di Bellinzona. Il 71.enne di Giubiasco, ex capo della Polizia scientifica ed uno dei massimi esperti di scienze forensi in Svizzera, è il nuovo primo cittadino della capitale. È stato nominato praticamente all'unanimità.

Succede a Martina Malacrida Nembrini (Unità di sinistra). La vice sarà Manuela Genetelli (Lega-UDC). La scelta dell'Ufficio presidenziale ha aperto la seduta di Legislativo che avrà quale piatto forte il consuntivo 2025 chiusosi con un disavanzo di 2,7 milioni di franchi.

Sempre rieletto dal 2017

Dalla nascita della nuova capitale Scossa-Baggi è sempre stato rieletto nel Legislativo, in cui spesso interviene per far rispettare il Regolamento comunale. Come quando era arbitro di calcio, insomma. «Ringrazio mia moglie e i miei figli per quella che sarà probabilmente la mia ultima avventura politica», ha rilevato.

Onore ed oneri

Nel suo discorso di commiato Martina Malacrida Nembrini ha osservato che «per me è stato un privilegio. In un anno ho notato responsabilità, attenzione, legami. Una città non si misura soltanto dai suoi investimenti, dai cantieri e dai bilanci, ma da quanto sa prendersi cura delle persone che la amano. Ho osservato Bellinzona da una prospettiva privilegiata e mi è piaciuta. È fondamentale l’inclusione. Non dobbiamo lasciare indietro nessuno».

La consigliera comunale socialista si è poi chinata sul mancato successo della Turrita quale «Capitale culturale svizzera» per il 2030: «Certo, spiace, perché la cultura crea comunità. Come la formazione non è un lusso, ma un investimento necessario. Abbiamo creato una visione, ora non accantoniamo il progetto».

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