«Serve una visione prospettica delle finanze di Bellinzona»

La questione era stata sollevata dal ricorso inoltrato da un cittadino contro il preventivo 2025 di Bellinzona, il quale chiede(va) un messaggio municipale separato sulla pianificazione finanziaria degli anni seguenti. Il Consiglio di Stato, respingendo la censura, ha etichettato come un «eccesso di formalismo» quanto auspicato dall’abitante. Che dal canto suo si è appellato al Tribunale cantonale amministrativo. In attesa della sentenza si muove ora la politica. Giovanna Pedroni (Il Centro) ha presentato una mozione che chiede espressamente di modificare il Regolamento comunale, introducendo un nuovo articolo che obbligherebbe la Città a dotarsi di un piano finanziario «pluriennale con un orizzonte temporale di almeno quattro anni».
Quando cambia il colore
Così facendo, precisa la giovane consigliera comunale, si avrebbe una «gestione lungimirante» della capitale. Evitando, soprattutto, con ogni probabilità, scostamenti eccessivi tra preventivo e consuntivo. Dall’aggregazione - fatta eccezione per il 2018 e 2019 (l’avanzo stimato è stato confermato a conti fatti) e per il 2020 (annus horribilis per tutti gli enti locali ticinesi, e non solo, a seguito della pandemia da coronavirus) - le cifre rosse preconizzate hanno cambiato colore a bilanci chiusi, e di parecchio anche: da -7,8 milioni a +732 mila franchi nel 2021; da -3,45 a +6,9 milioni nel 2022; da -5,4 milioni a +2,5 milioni nel 2023. Nel 2024 e nel 2025, per contro, il deficit preventivato è risultato inferiore a consuntivo: da -9,4 a -1,9 milioni e da -13,4 a -2,7 milioni di franchi. Per quest’anno, infine, si prospettano cifre rosse per 9,2 milioni, sempre con moltiplicatore d’imposta stabile al 93%. Balzello destinato ad aumentare dall’anno venturo per ovviare, in primis, all’implementazione delle due iniziative sulle casse malati approvate dai ticinesi lo scorso autunno e ai probabilissimi ulteriori ribaltamenti di oneri da parte del Cantone.

«Non si rinunci a governare»
«Lo scostamento tra preventivo e consuntivo è un fenomeno che da ormai diversi anni si verifica a Bellinzona. A fronte di risultati spesso migliori rispetto a quanto previsto, risulta tuttavia assai complesso leggere in modo coerente e oggettivo l’evoluzione finanziaria nel tempo. Diventa quindi difficile, se non impossibile, assumere decisioni importanti e realmente incisive: in sede di Preventivo esse non vengono mai adottate, mentre in sede di Consuntivo si finisce per prenderne atto, talvolta con una lettura compiacente della situazione», sottolinea Giovanna Pedroni. Per una città che, pur essendo prossima ai primi dieci anni, è ancora in fase di sviluppo a livello socioeconomico (si pensi ai progetti strategici che procedono a rilento), è di «fondamentale importanza che la gestione finanziaria non si limiti a una prospettiva di breve periodo, ma si fondi su una visione con un orizzonte temporale più ampio». È indispensabile, dunque, una «visione prospettica chiara» per evitare che il Legislativo prenda decisioni senza spesso avere un quadro d’assieme nitido e ben definito. «Una gestione finanziaria responsabile richiede lungimiranza, coerenza e capacità di anticipazione. Senza orizzonte non si costruisce: si gestisce il presente, ma si rinuncia a governare il futuro. Questo aspetto è determinante anche in termini di attrattiva. La capacità di una città di mantenersi competitiva dipende non solo dalla qualità dei servizi offerti, ma anche dalla stabilità e dalla prevedibilità della propria politica finanziaria», afferma la consigliera comunale del Centro.
Gli esempi, compreso Zugo
Giovanna Pedroni porta quali esempi quanto si fa a Lugano e a Mendrisio. Fino a spingersi addirittura al Canton Zugo, riconosciuto a livello internazionale come uno dei regimi fiscali più «attraenti» del Vecchio Continente. Tasse agevolate per persone fisiche e giuridiche, stabilità finanziaria ed un contesto economico favorevole per l’insediamento di imprese e società nonché per i cittadini. La Turrita «non può permettersi un approccio meno strutturato. Al contrario, dovrebbe porsi all’avanguardia nella qualità della propria pianificazione finanziaria». La soluzione, secondo Giovanna Pedroni, è appunto il piano pluriennale. Da presentare attraverso un apposito messaggio, in occasione del Preventivo, e da aggiornare di anno in anno.
Per la Gestione va bene così
«A bocce ferme lo scarto tra il risultato d’esercizio preventivato e quello comprovato dai bilanci consuntivi rappresenta circa il 2% del volume complessivo di spese e ricavi, una variazione decisamente contenuta, in linea con gli anni precedenti, e di per sé non problematica». Secondo la maggioranza della Commissione della gestione lo scostamento tra il Preventivo (disavanzo di 13,4 milioni) ed il Consuntivo 2025 (deficit di 2,7 milioni) non preoccupa, nel senso delle discussioni politiche e della gestione strategica della Città. I conti saranno il piatto forte della seduta di Legislativo in agenda lunedì prossimo, 15 giugno.





