E se Karin Keller-Sutter, ora, facesse annullare i dazi?

Che sia al World Economic Forum o in un'intervista, Donald Trump non perde mai occasione per scagliarsi contro Karin Keller-Sutter. Su Fox News, il presidente degli Stati Uniti ha ammesso, o meglio ribadito, di aver aumentato i dazi contro la Svizzera solo perché la «premier» della Confederazione (riferendosi alla consigliera federale) gli aveva «dato sui nervi». Attenzione, però: il tycoon potrebbe pentirsi di questo sfogo. Secondo i media statunitensi, la Corte Suprema potrebbe annullare i dazi proprio a causa delle dichiarazioni su Karin Keller-Sutter.
La tesi della «sicurezza nazionale»
Trump, come noto, ha sempre giustificato i dazi punitivi sulla base del fatto che il deficit commerciale rappresenti un rischio per la sicurezza e, quindi, che l’emergenza nazionale richieda un (suo) intervento. Trump ha imposto dazi elevati a più di 175 Stati, tra cui la Svizzera: secondo i suoi calcoli, il deficit con Berna ammonta a 42 miliardi di dollari. Una cifra contestata dagli esperti: tenendo conto del quadro completo, il deficit scenderebbe a soli 8 miliardi.
Trump ha cambiato idea più volte sulla Svizzera. Inizialmente, aveva imposto una sovrattassa del 30%, poi aumentata a causa del carattere «aggressivo» di Keller-Sutter. Durante l'intervista a Fox News di questa settimana, ha aggiunto: «Era fissata al 30%, ma non mi è piaciuto il modo in cui ci ha parlato. Quindi, invece di concederle un ribasso, l'ho alzata al 39%».
Orologi, oro e diplomazia
La mossa aveva creato uno shock per il Consiglio federale e per l'economia svizzera, che aveva inviato una delegazione alla Casa Bianca. In cambio di un lingotto d'oro, un orologio Rolex e vari altri doni, Trump aveva infine accettato di abbassare i dazi punitivi per la Svizzera al 15%. Tuttavia, le recenti dichiarazioni sprezzanti contro Keller-Sutter potrebbero rivelarsi fatali per la politica doganale di Trump. Ammettendo pubblicamente di aver aumentato le tasse a causa del comportamento irritante della «premier» svizzera, il presidente mina la sua stessa argomentazione giuridica basata sull'«emergenza nazionale».
Il bivio della Corte Suprema
Attualmente, la questione dei dazi è nelle mani della Corte Suprema, che deve deciderne la legittimità. Dopo l'attacco di Trump a Keller-Sutter, Democratici e numerosi commentatori chiedono che i dazi siano dichiarati nulli. «Trump ammette che i suoi dazi non riguardano la sicurezza nazionale» ha denunciato su X la Commissione democratica per gli affari esteri della Camera dei Rappresentanti. Nel caso della Svizzera, il presidente ha aumentato le tasse solo perché non ha gradito i modi di Karin Keller-Sutter. «I Repubblicani devono allearsi con i Democratici per porre fine a questo comportamento sconsiderato» ha aggiunto la Commissione. «È impossibile per la Corte Suprema negare che quest'uomo stia abusando dei dazi» ha scritto dal canto suo Tahra Hoops, direttrice dell'analisi economica alla Chamber of Progress. Il politologo Robert E. Kelly ritiene invece che «questo sia sufficiente affinché la Corte Suprema annulli i dazi».
Verso le elezioni di metà mandato
In altre parole, Karin Keller-Sutter potrebbe diventare l'argomento decisivo per spingere la Corte Suprema a bocciare i dazi punitivi, e le ultime provocazioni di Trump potrebbero scatenare nuove azioni legali per abuso di potere. Resta da vedere se Trump si piegherebbe a una sentenza negativa, sebbene finora abbia accettato le decisioni della Corte Suprema. Sfidare un giudizio sarebbe estremamente rischioso, specialmente con l'avvicinarsi delle elezioni di metà mandato e con i primi oppositori all'interno dei suoi stessi ranghi che iniziano a perdere la pazienza.
