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Gli svizzeri hanno deciso: «no» alle iniziative su neutralità e alimentazione

Iniziative respinte dalla maggioranza dei Cantoni – Anche in Ticino due «no», ma solo del 51,75% sulla neutralità – I Grigioni respingono il diritto di voto ai sedicenni – Bellinzona boccia il progetto Fortezza
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Gli svizzeri hanno deciso: «no» alle iniziative su neutralità e alimentazione
Red. Online
27.09.2026 12:00
14:36
14:36
Il Partito comunista continuerà a difendere la neutralità

La bocciatura dell'Iniziativa sulla neutralità scontenta il Partito comunista. «L’esito del voto rappresenta una vittoria dell’UE (che sta promuovendo la corsa al riarmo); della NATO (che sta fomentando l’escalation alla ricerca del casus belli per estendere la guerra contro la Russia); dei CEO delle grandi banche (che temevano di non poter più fare affari con gli Stati Uniti) e anche dello Stato Maggiore Generale dell’Esercito svizzero (che si sentirà ora libero di proseguire la progressiva ma totale integrazione delle forze armate alla NATO)».

Massimiliano Ay (Partito comunista) ai microfoni della RSI ha commentato il risultato risicato in Ticino. E parlato di «un segnale di sfiducia dei ticinesi verso la politica adottata dal ministro degli Esteri Ignazio Cassis». Quella che ha definito «una linea di subalternità nei confronti dell'Unione europea». Si tratta di «un segnale magari debole ma importante per un altro tipo di politica da parte del suo rappresentante a livello federale», ha aggiunto.

«Il grande merito di questa iniziativa è stata quella non solo di aprire un ampio dibattito di fondo sulla collocazione geopolitica del nostro Paese e sulla sua tradizione diplomatica, ma anche fare chiarezza su quali forze difendono la pace e la sovranità nazionale e chi invece ha sostenuto le élite globaliste che vogliono porci contro il Sud Globale».

14:30
14:30
I Verdi si rallegrano della sconfitta dell'UDC

Il partito dei e delle Verdi si rallegra del chiaro rifiuto dell'iniziativa sulla neutralità. «La popolazione svizzera infligge così un nuovo colpo a un'iniziativa isolazionista dell'UDC». La popolazione svizzera vuole poter continuare ad adottare sanzioni e a punire i Paesi che violano il diritto internazionale. La neutralità non significa né indifferenza né chiudere gli occhi: il diritto internazionale non è facoltativo.

Gli ecologisti si impegneranno con forza contro l'allentamento della legge sul materiale bellico, che sarà sottoposta a votazione a novembre.

Consenso sull'agricoltura ecologica

Il rifiuto dell'iniziativa sull'alimentazione dimostra che la popolazione non vuole né un'agricoltura ancora più intensiva né un tasso di autosufficienza troppo elevato. Ciònonostante, l'estate torrida di quest'anno, con i suoi record preoccupanti, ha fatto emergere un consenso sulla necessità di adottare un'agricoltura più ecologica e resiliente, sottolineano i Verdi.

14:28
14:28
Il PLR: «Grazie Svizzera, la nostra neutralità ha un futuro»

Il PLR accoglie il netto rifiuto dell’iniziativa sulla «neutralità»: «Rappresenta una decisione importante per una Svizzera neutrale, armata e in grado di agire». La Svizzera era, è e rimane neutrale e armata. Proprio perché la neutralità ha dato prova di sé in diverse situazioni storiche, non deve essere scolpita nel marmo. In un mondo sempre più instabile, la Svizzera deve definire la propria posizione nei confronti delle guerre e dei conflitti caso per caso e agire con intelligenza strategica. La Svizzera deve poter continuare a collaborare militarmente con i propri partner e ad addestrarsi anche in tempo di pace. Inoltre, la Svizzera ha bisogno di un’industria degli armamenti nazionale vitale, in grado di esportare all’estero.

Il PLR accoglie inoltre con favore la netta bocciatura dell’iniziativa sull’alimentazione. «La proposta avrebbe portato a un veganismo imposto dallo Stato, accompagnato da massicci interventi sulla libertà di scelta dei consumatori. Allo stesso tempo, rendimenti agricoli inferiori e requisiti più severi avrebbero portato a prezzi più alti dei generi alimentari e a un’offerta più scarsa». 

La testa è già rivolta all'appuntamento con le urne fra due mesi, nel quale si voterà sulla modifica della legge sul materiale bellico. Gli Stati partner che condividono gli stessi valori della Confederazione dovrebbero essere autorizzati a trasferire equipaggiamento militare svizzero a condizioni chiare e trasparenti, rivendica lo schieramento.

14:24
14:24
Economiesuisse soddisfatta

economiesuisse accoglie con favore «il chiaro segnale a favore di una politica estera e di sicurezza in grado di agire».

Con il netto No all’iniziativa sulla neutralità, l’apertura e l’integrazione internazionale rimangono fattori chiave di successo. Nella politica agricola e alimentare continuano a valere condizioni quadro affidabili. Con il No all’iniziativa sull’alimentazione sono stati respinti con successo interventi statali di ampia portata.

14:22
14:22
Basilea Campagna boccia la compensazione dei plusvalori

Doppio «no» nel canton Basilea Campagna all'iniziativa popolare a al controprogetto del Gran Consiglio che riguardavano la compensazione dei plusvalori derivanti dalla pianificazione territoriale, dopo che il Tribunale federale ha giudicato non conforme parte della normativa vigente.

L'iniziativa dell'Associazione dei proprietari fondiari (HEV) - che proponeva di mantenere i contributi a un livello il più basso possibile, destinandone una quota maggiore ai Comuni e imponendo limiti stringenti al loro utilizzo - è stata bocciata con il 68,3% dei voti. Il controprogetto - che non piaceva alla sinistra poiché ritenuto troppo simile all'iniziativa - prevedeva invece contributi leggermente più elevati, ma è stato anch'esso respinto, con il 56,1% di «no». La partecipazione è stata del 37,9%.

14:21
14:21
No alla neutralità «frutto dell'incomprensione sulla cooperazione militare con altri Paesi»

L'incomprensione sulla cooperazione militare con altri Paesi è la ragione del rifiuto dell'Iniziativa sulla neutralità. Lo sospetta Stephan Rietiker, presidente di Pro Svizzera che con alcuni membri dell'UDC aveva promosso il testo.

L'iniziativa avrebbe vietato solo l'integrazione nelle formazioni della Nato, ha spiegato Rietiker all'emittente SRF. La preparazione congiunta per un potenziale attacco sarebbe invece rimasta possibile.

Forse, però, questo aspetto non era sufficientemente chiaro nel testo e "ciò ha generato un certo grado di incertezza", ha ammesso Rietiker, preoccupato inoltre dal fatto che l'iniziativa abbia fatto breccia solo in parte nello zoccolo duro dell'elettorato di destra. Occorrerà analizzare le ragioni di quanto successo, ha concluso.

14:15
14:15
Iniziativa sulla neutralità: «Un impegno alla cooperazione con gli Stati vicini»

Una conferma della prassi esistente e un impegno alla cooperazione con gli Stati vicini. È la lettura del voto odierno, con il quale gli svizzeri hanno bocciato l'Iniziativa sulla neutralità, fornita dalla consigliera agli Stati Marianne Binder-Keller (Centro/AG).

Intervistata dall'emittente in lingua tedesca SRF, la «senatrice» ha puntualizzato che «nessuno al momento vuole abbandonare la neutralità». Tuttavia, il testo avrebbe portato la Svizzera a un completo isolamento, il che sarebbe stato particolarmente problematico in tempi difficili come quelli attuali, ha aggiunto.

«Il voto contrario invia un segnale ai Paesi vicini, indicando che la Svizzera fa parte dell'architettura occidentale dello Stato di diritto e della sicurezza», si è poi detta certa l'argoviese. Binder-Keller ha pure evidenziato l'importanza di garantire la collaborazione con altre forze armate: «I nostri cittadini sanno che non potremmo resistere a un attacco da soli».

14:14
14:14
Sciaffusa contraria a vietare il limite di 30 km/h sulle strade principali

A Sciaffusa è stata respinta oggi con il 53,3% dei voti l'iniziativa popolare «per un traffico fluido», che chiedeva un limite generale di 50 km/h sulle strade cantonali nei centri abitati e il divieto di interventi strutturali, che vietava de facto l'introduzione di una limitazione a 30 km/h sulle arterie principali. Eccezioni sarebbero state ammesse solo in brevi tratti e previa approvazione del Gran Consiglio.

Consiglio di Stato e Gran Consiglio avevano chiesto di respingere l'iniziativa, sostenendo che misure come isole pedonali e restringimenti della carreggiata aumentano la sicurezza. Il legislativo aveva poi proposto un controprogetto che si limitava a sancire nella legge il limite di 50 km/h e il principio della fluidità del traffico. Anch'esso non ha trovato il consenso degli cittadini: è stato respinto con il 53,7%. La partecipazione è stata del 67,6%.

14:13
14:13
Grigioni: ospedale di Samedan, futuro assicurato per i prossimi 3 anni

L'assistenza sanitaria in Alta Engadina è assicurata per i prossimi tre anni. La maggioranza degli aventi diritto di voto degli undici Comuni dell'Alta Engadina ha nettamente approvato oggi i quattro nuovi accordi di prestazione con l'ente di gestione Sanadura, l'ospedale di Samedan, le case anziani e il servizio Spitex.

Il 42% degli aventi diritto di voto negli undici Comuni altoengadinesi sono andati oggi alle urne. Il sostegno al futuro della sanità nella regione è stato chiaro: quasi il 90% degli aventi diritto di voto ha approvato i quattro nuovi contratti di prestazione. Anche nei singoli Comuni l'approvazione è stata netta, in nessuna località è stata inferiore all'80%

I nuovi accordi di prestazione dureranno per tre anni, dal 2027 al 2029. In questo modo gli enti sanitari disporranno di una maggiore certezza per pianificare il futuro. Per l'ospedale di Samedan sono previsti costi per un totale di 16,9 milioni su tre anni. L'importo per le case anziani ammonta a 9,9 milioni, per il servizio Spitex 490'000 franchi. In più per la gestione dell'ente Sanadura sono previsti 1,2 milioni di franchi. In complessiva il pacchetto di accordi raggiunge quasi 28,5 milioni di franchi.

Quattro votazioni in meno di due anni

Da aprile 2025 ad oggi gli aventi diritto di voto dei Comuni altoengadinesi sono andati alle urne per ben quattro volte per decidere sul futuro e il finanziamento dell'approvvigionamento sanitario nella regione. Più volte queste votazioni sono state paragonate a un salvataggio, dato che l'ospedale di Samedan era sommerso dai debiti.

In una prima votazione la popolazione ha bocciato la fusione con l'Ospedale cantonale di Coira. In una seconda votazione in novembre è stato bocciato un secondo tentativo di soccorso, che prevedeva un accordo di prestazione della durata di due anni e un costo di quasi 51 milioni di franchi. La terza votazione, avvenuta questa primavera, è poi andata in porto. Quest'ultima ha visto la nascita dell'ente di gestione Sanadura e un accordo di prestazioni nell'ordine di 19,5 milioni di franchi fino alla fine del 2026.

Come funziona Sanadura

L'ente di diritto pubblico, attivo dal primo aprile 2026, è formato da un Consiglio di amministrazione e da un Consiglio sanitario. Il primo è composto da sette persone e presieduto da Michael Rolaz. Il ruolo di questo organo consiste nella guida strategica e la gestione della sanità. Il Consiglio sanitario è invece formato da undici persone - una per ogni Comune - e ha una responsabilità politica e strategica.

Dal primo aprile Sanadura è responsabile della fornitura di servizi sanitari in Alta Engadina. Essa fornisce i servizi direttamente o li acquista da terzi. Le due case per anziani sono gestite da questo ente, mentre i servizi ospedalieri sono garantiti tramite un contratto di prestazione con la società Spital Oberengadin, che fa parte del gruppo dell'Ospedale cantonale di Coira.

14:10
14:10
Iniziativa sulla neutralità: «Un chiaro segnale a favore di una politica sanzionatoria»

Il risultato della votazione di oggi è un chiaro segnale a favore di una politica sanzionatoria che punisca chi viola i diritti umani. È la posizione sul rifiuto dell'Iniziativa sulla neutralità del consigliere nazionale Fabian Molina (PS/ZH), espressa alla televisione SRF.

La Svizzera deve spingersi più in là di quanto fatto finora e punire ad esempio i coloni israeliani violenti, ha sostenuto Molina. Lo zurighese ha anche criticato il fatto che le filiali di aziende svizzere non siano soggette al regime sanzionatorio.

Il deputato socialista ha in seguito respinto l'affermazione secondo cui le sanzioni sarebbero inefficaci e colpirebbero la popolazione civile degli Stati coinvolti. Ha infatti ricordato che inizialmente la Russia avrebbe voluto conquistare l'Ucraina nel giro di pochi giorni: se ciò non è avvenuto, è dovuto in gran parte ai provvedimenti presi nei confronti di Mosca.

14:07
14:07
No alle due iniziative

L'iniziativa sulla neutralità era promossa dall'UDC: non è la prima volta quest'anno che il principale partito svizzero non riesce a convincere i cittadini ad accettare delle sue proposte. Era già accaduto con due altre votazioni molto sentite: in marzo quella per abbassare il canone radio-tv a 200 franchi (61,9% di no) e in giugno quella contro una Svizzera da 10 milioni (54,8%).

Il risultato odierno non è una sorpresa, con i sondaggi che non lasciavano particolare spazio alle speranze dei fautori dell'iniziativa. «L'UDC non è riuscita a mobilitare al di fuori della propria base», ha affermato il politologo Urs Bieri, dell'istituto gfs.bern, alla radio SRF. Le proiezioni parlano di una percentuale di no intorno al 70%. Oltre a quelli dei sostenitori democentristi, ci sono stati «pochi o nessun voto a favore» dell'iniziativa, ha commentato l'esperto. E a nulla è servito il forte appoggio, in primis finanziario, dell'ex consigliere federale Christoph Blocher: «Questo dimostra che non si vince solo con i soldi. Servono coalizioni e che il problema sia "urgente"», ha continuato Bieri.

Dalla sonora bocciatura si discosta in parte il Ticino, dove l'iniziativa è sì stata respinta, ma con un esito tirato (51,7%). Nei Grigioni i no hanno raggiunto il 66,6% e altrove, come a Zugo e Argovia, le opposizioni hanno sfondato quota 70%.

Iniziativa sull'alimentazione

Nessun profondo cambiamento strutturale nell'agricoltura elvetica nei prossimi dieci anni.

In Ticino, il testo è stato respinto nella misura del 68,66% - una quota tra le più basse - mentre nei Grigioni, i contrari hanno rappresentato il 75,01%. Più netta - con oltre l'80% dei voti contrari - è stata la bocciatura nei cantoni di Uri (80,82%), Svitto (81,02%), Appenzello interno (80,29%), Obvaldo (80,26%). Di poco inferiore è stato il rifiuto (79,85%) espresso da Nidvaldo.

L'iniziativa, la cui esatta denominazione è «Per un'alimentazione sicura - mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita (Iniziativa sull'alimentazione)», è stata depositata il 16 agosto 2024 corredata da 112'736 firme valide.

Il testo, dietro il quale ci sono Franziska Herren dell'associazione «Acqua pulita per tutti» e altre sei persone, chiede che l'agricoltura svizzera produca una quantità nettamente maggiore di derrate alimentari in modo da ridurre la sua dipendenza dall'estero e aumentare la sicurezza alimentare. Per raggiungere tale obiettivo dovrebbe puntare più sulla produzione e sul consumo di alimenti di origine vegetale anziché animale e aumentare il tasso di autoapprovvigionamento netto dall'attuale 45% ad almeno il 70% entro dieci anni. L'iniziativa mira inoltre a migliorare la protezione dell'ambiente e dell'acqua potabile.

L'iniziativa ha affrontato temi interessanti, ma ha preteso un'attuazione troppo rapida e troppo radicale, ha affermato il politologo Lukas Golder alla televisione svizzera SRF. Inoltre, il testo non ha ricevuto alcun sostegno dall'establishment politico. Secondo l'ultimo sondaggio prima della votazione l'iniziativa sarebbe stata bocciata nella misura del 64%.

Il piccolo comitato ha dovuto condurre la campagna in gran parte da solo. Infatti, le associazioni ambientaliste, dopo un iniziale sostegno, hanno preso le distanze dal testo. Greenpeace Svizzera, ad esempio, ha concesso libertà di voto, come anche i Verdi. Tutti gli altri partiti hanno raccomandato di votare no.

13:55
13:55
Iniziativa sulla neutralità: «Positivo aver avviato un dibattito»

Malgrado la sconfitta, è importante che l'Iniziativa sulla neutralità abbia avviato un dibattito sul tema. È l'aspetto positivo che trae dalla votazione odierna il consigliere nazionale Yvan Pahud (UDC/VD), secondo cui perlomeno gli svizzeri hanno potuto valutare la questione e prendere una decisione.

Schierandosi con un blocco, la Svizzera si è ulteriormente isolata, è il timore del vodese. Solo la storia dirà se questa è stata la scelta giusta, ha aggiunto. Pahud ha inoltre espresso la speranza che Berna possa continuare a svolgere un ruolo nel facilitare la pace, in particolare tra Russia e Ucraina.

13:40
13:40
Respinte entrambe le iniziative

La maggioranza dei Cantoni ha respinto sia l'Iniziativa sulla neutralità, sia l'Iniziativa sull'alimentazione.

13:27
13:27
Bellinzona boccia il progetto Fortezza

Sì ai castelli, no alla valorizzazione e al nome stesso di Fortezza. Il 53,93% dei votanti ha bocciato il progetto da 19,1 milioni di franchi sostenuto dal Municipio di Mario Branda e dal comitato civico «Facciamoci Belli».

Partecipazione al 47,51%. I sì sono stati 5.913 (46,07%), i no 6.923 votanti (53,93%), con 405 schede bianche e 74 schede nulle.

13:17
13:17
Il Ticino ha bocciato entrambe le iniziative

Spoglio concluso nel nostro cantone. I ticinesi hanno bocciato di misura l'Iniziativa sulla neutralità (51,75%), mentre il «no» all'Iniziativa sull'alimentazione si è attestato al 68,66%.

La partecipazione al voto è al 46%.

A Bellinzona, l'Iniziativa sulla neutralità ha incassato il 55,47% di voti contrari.

13:10
13:10
Iniziativa sulla neutralità: «Continueremo a lottare», con un messaggio a Cassis

Dopo la sconfitta elettorale odierna, i sostenitori dell'Iniziativa per la neutralità temono un graduale indebolimento di questo principio fondamentale della Confederazione. Ma «continueremo a lottare», ha assicurato Stephanie Gartenmann, granconsigliera bernese dell'UDC e membro del comitato promotore.

«Siamo uno Stato ostile», ha affermato la politica alla televisione svizzerotedesca SRF, avvertendo che tali sviluppi sono molto pericolosi per il Paese. Gartenmann ha ad esempio ricordato che le attività in Russia del colosso dell'alimentare romando Nestlé sono state messe sotto amministrazione controllata.

La parlamentare nel suo cantone ha inoltre chiamato in causa il ministro degli esteri Ignazio Cassis, il quale ha garantito che Berna rimarrà neutrale in futuro. «Seguiremo tutto con molta attenzione», ha detto colei che fa anche parte del comitato esecutivo di Pro Svizzera.

13:02
13:02
Manca solo Bellinzona

Il 51,48% dei votanti di Lugano ha respinto l'Iniziativa sulla neutralità, così come il 53,84% dei locarnesi e il 52,23% dei momò.

L'Iniziativa sull'alimentazione ha incassato il 68,66% di «no» a Lugano, il 63,71% a Locarno e il 70,57% a Mendrisio.

12:50
12:50
Scrutinati 96 Comuni in Ticino

Sono 96 i Comuni scrutinati in Ticino. Mancano solo Cugnasco-Gerra, Bellinzona, Collina d'Oro e Lugano.

Voto sul filo del rasoio per l'Iniziativa sulla neutralità (che a livello svizzero è attualmente bocciata dal 68,25% dei votanti, quando mancano 4 Cantoni). Il «no» è in lieve vantaggio (51%).

Molto più netta la bocciatura dell'Iniziativa sull'alimentazione, che ha finora incassato il 68,8% di «no» (a livello svizzero 73,71%).

La partecipazione al voto nel nostro cantone è al 46,2%.

12:46
12:46
I Grigioni respingono il diritto di voto ai sedicenni

La popolazione retica ha respinto oggi l'introduzione del diritto di voto a 16 anni. Il 67% dei grigionesi si sono detti contrari all'abbassamento dell'età di voto da 18 a 16 anni.

Il Canton Glarona rimane quindi l'unico nel quale sedicenni e diciassettenni possono votare a livello cantonale. Nei Grigioni il limite per l'età di voto rimane a 18 anni.

Tutti i Comuni hanno bocciato l'abbassamento dell'età di voto. Il «no» più deciso arriva da Buseno in Val Calanca, dove quasi il 90% della popolazione ha respinto l'oggetto. La partecipazione oggi alle urne si è attestata al 45%.

Le posizioni dei partiti

Il Centro, PS, Verdi, Partito Evangelico e i partiti giovanili del Centro e dei Verdi liberali si erano detti favorevoli. Il PLR si era astenuto, mentre l'UDC e i Giovani Liberali Radicali si erano detti contrari.

Se la proposta fosse stata approvata, già a partire dal prossimo anno circa 3'000 giovani avrebbero potuto esprimersi alle urne per votazioni ed elezioni cantonali. Il numero degli aventi diritto di voto sarebbe così salito a 146'000. Per quanto riguarda le votazioni comunali, gli enti locali avrebbero potuto continuare a decidere autonomamente se consentire anche ai sedicenni e ai diciassettenni di partecipare.

Nel messaggio sulla votazione trasmesso ai votanti, i contrari sostenevano che i giovani di età inferiore ai 18 anni non avessero la maturità politica necessaria e fossero esposti a un rischio maggiore di essere influenzati, ad esempio dalle reti sociali. Inoltre, ritenevano che l'età di voto fissata a 16 anni non fosse in linea con le responsabilità previste dal diritto civile e costituzionale.

La maggioranza del Parlamento grigionese vedeva invece nel progetto un'opportunità per contrastare l'invecchiamento della società e consentire ai giovani di partecipare prima ai processi decisionali. Inoltre, secondo quanto riportato nel materiale di voto, il popolo avrebbe dovuto pronunciarsi su questa «importante questione di diritto costituzionale», motivo per cui anche alcuni parlamentari critici nei confronti del progetto avevano votato a favore.

Tentativi falliti anche in altri Cantoni

Con il rifiuto odierno, i Grigioni sono in tendenza con il resto del Paese. Nel 2024 l'iniziativa è stata respinta anche a livello nazionale dal Parlamento. L'anno scorso il Canton Lucerna ha bocciato con quasi l'80% di voti l'abbassamento dell'età di voto. I tentativi in altri Cantoni sono invece falliti in Parlamento o nelle votazioni popolari.

12:44
12:44
Grigioni: Poschiavo approva la nuova pianificazione locale dopo 15 anni

Via libera a Poschiavo alla nuova pianificazione locale. Il popolo ha approvato oggi la revisione che riduce i lotti edificabili. Soddisfatto il podestà Giovanni Jochum. Ora si attendono gli eventuali ricorsi entro 30 giorni.

Dopo quindici anni di elaborazione, gli aventi diritto di voto del Comune di Poschiavo hanno approvato oggi con il 56% dei voti (850 su 1'621 preferenze) la revisione totale della pianificazione locale, adeguando l'assetto urbanistico del Comune alle prescrizioni del diritto superiore.

Il cambiamento, dettato anche dall'andamento demografico, comporta la riduzione dei lotti edificabili da 100 a 82 unità. In origine il taglio avrebbe dovuto essere di 35 lotti, ma le previsioni cantonali si sono rivelate più favorevoli. Resta ora da definire il calcolo delle indennità per i proprietari dei terreni dezonificati.

L'iter, complesso e articolato, ha visto la presentazione dei piani alla popolazione in quattro occasioni distinte per raccogliere osservazioni. Tutti i partiti - PoschiavoViva, Alleanza del Centro, PLR e UDC - avevano raccomandato il sì. Nonostante il consenso politico trasversale, non erano mancate le voci critiche, in particolare da parte di privati.

Cosa succede ora

Con l'approvazione odierna, si apre la fase successiva. Come spiegato a Keystone-ATS dal podestà Giovanni Jochum, verrà ora emanato il decreto concernente l'approvazione della revisione, seguito da un'esposizione pubblica di 30 giorni come previsto dall'articolo 48 della Legge sulla pianificazione territoriale dei Grigioni. Le persone legittimate potranno inoltrare ricorso scritto al Governo. Spetterà poi all'Esecutivo cantonale analizzare il dossier, evadere le eventuali opposizioni e approvare definitivamente, respingere o accogliere con riserve la pianificazione.

Poschiavo si allinea così alla maggior parte dei comuni grigionesi. Secondo l'Ufficio cantonale per lo sviluppo territoriale, in 76 dei 100 comuni del Cantone il processo è concluso o molto avanzato: 45 hanno già adottato la pianificazione (di cui 23 approvati definitivamente), 26 hanno completato l'esame preliminare e 5 sono al vaglio.

12:36
12:36
Prime proiezioni: iniziative bocciate con un secco «no»

Gli svizzeri hanno sonoramente bocciato oggi alle urne l'Iniziativa sulla neutralità. È quanto indica una proiezione diffusa dall'istituto demoscopico gfs.bern per conto della SSR, stando alla quale il testo promosso da Pro Svizzera e da alcuni esponenti dell'UDC è stato respinto dal 71% degli aventi diritto.

«Non sarà una giornata appassionante», ha confermato alla radio svizzerotedesca SRF il politologo di gfs.bern Urs Bieri. Secondo l'esperto, «il voto contrario è netto». L'iniziativa ha ricevuto scarso sostegno al di fuori della destra e «non è chiaro se la popolazione abbia capito il problema», ha aggiunto.

Si profila un netto no anche all'iniziativa sull'alimentazione: il testo sarebbe bocciato nella misura del 72%.

12:26
12:26
Scrutinati 52 Comuni in Ticino

Sono 52 i Comuni già scrutinati in Ticino.

E l'Iniziativa sulla neutralità (che a livello svizzero è attualmente bocciata dal 68,68% dei votanti) è decisamente divisiva. Il «sì» è infatti in lieve vantaggio (50,29%).

Molto più netta la bocciatura dell'Iniziativa sull'alimentazione, che ha finora incassato il 69,34% di «no» (a livello svizzero 73,89%).

La partecipazione al voto nel nostro cantone è al 47%.

12:14
12:14
Iniziativa sull'alimentazione, che cosa chiedeva il testo

Ci si avvia verso un no all'iniziativa sull'alimentazione: è quanto rileva la prima tendenza diffusa dall'istituto demoscopico gfs.bern calcolata per conto dell'ente radiotelevisivo SSR.

L'iniziativa, la cui esatta denominazione è «Per un'alimentazione sicura - mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita (Iniziativa sull'alimentazione)», è stata depositata il 16 agosto 2024 corredata da 112.736 firme valide.

Il testo chiede che l'agricoltura svizzera produca una quantità nettamente maggiore di derrate alimentari in modo da ridurre la sua dipendenza dall'estero e aumentare la sicurezza alimentare. Per raggiungere tale obiettivo dovrebbe puntare più sulla produzione e sul consumo di alimenti di origine vegetale anziché animale e aumentare il tasso di autoapprovvigionamento netto dall'attuale 45% ad almeno il 70% entro dieci anni. L'iniziativa mira inoltre a migliorare la protezione dell'ambiente e dell'acqua potabile.

L'iniziativa ha affrontato temi interessanti, ma ha preteso un'attuazione troppo rapida e troppo radicale, ha affermato il politologo Lukas Golder alla televisione svizzera SRF, commentando la tendenza. Inoltre, il testo non ha ricevuto alcun sostegno dall'establishment politico. Secondo l'ultimo sondaggio prima della votazione l'iniziativa sarebbe stata bocciata nella misura del 64%.

Dietro l'iniziativa ci sono Franziska Herren dell'associazione «Acqua pulita per tutti» e altre sei persone. Herren era già stata la forza trainante dell'iniziativa sull'acqua potabile respinta nel 2021.

Il piccolo comitato ha dovuto condurre la campagna in gran parte da solo. Infatti, le associazioni ambientaliste, dopo un iniziale sostegno, hanno preso le distanze dal testo. Greenpeace Svizzera, ad esempio, ha concesso libertà di voto, come anche i Verdi. Tutti gli altri partiti hanno raccomandato di votare no.

12:13
12:13
Scrutinati i primi 10 Comuni in Ticino

Sono 10 i Comuni già scrutinati in Ticino.

L'Iniziativa sulla neutralità è attualmente bocciata con il 50,06% di «no».

L'Iniziativa sull'alimentazione ha incassato il 69,36% di «no».

La partecipazione al voto è del 45%.

12:10
12:10
Salvaguardia della neutralità, favorevoli e contrari

Si profila una bocciatura alle urne per l'Iniziativa sulla neutralità. Secondo una tendenza diffusa poco fa dall'istituto demoscopico gfs.bern, che lavora per la SSR, il popolo avrebbe respinto il testo promosso da Pro Svizzera e da alcuni esponenti dell'UDC.

Il testo, la cui denominazione ufficiale è «Salvaguardia della neutralità svizzera», chiede una prassi più restrittiva in materia, iscrivendo nella Costituzione che la neutralità è permanente e armata. Esso esige che Berna non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa, salvo in caso di attacco diretto.

Vuole inoltre che si rinunci a sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, al contrario di quanto fatto, sulla scia dell'Unione europea, con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina. Farebbero eccezione quelle deliberate dall'Onu.

Stando ai favorevoli, al giorno d'oggi il principio di neutralità, al quale si deve la libertà e prosperità della Svizzera, viene sempre più svuotato del suo significato e modellato a piacimento per avvicinarsi ad esempio alla Nato. Un pericolo sia per l'economia sia per la credibilità della Confederazione, in primis per il suo storico ruolo di mediatrice, hanno avvertito durante la campagna.

Per gli scettici invece, tra cui si annovera il Consiglio federale, non serve una nuova definizione che restringerebbe in maniera eccessiva il margine di manovra della politica estera del Paese, minando quella flessibilità che, a detta di molti, è la vera forza della neutralità in salsa elvetica. Il testo è stato da più parti bollato come nocivo per la sicurezza e qualcuno si è perfino spinto a etichettarlo come pro-Putin.

12:03
12:03
Iniziative verso la bocciatura

Si profila una bocciatura alle urne per l'Iniziativa sulla neutralità e per l'Iniziativa sull'alimentazione. Secondo una tendenza diffusa poco fa dall'istituto demoscopico gfs.bern, che lavora per la SSR, il popolo avrebbe respinto entrambi i testi.

12:00
12:00
Urne chiuse

Les jeux sont faits, rien ne va plus. I cittadini svizzeri si sono espressi sull'iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)» e sull'iniziativa popolare «Per un’alimentazione sicura – mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita (Iniziativa sull’alimentazione)».

Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandavano di votare no a entrambi temi federali in votazione.

A Bellinzona gli elettori sono stati chiamati anche a esprimersi sul progetto di valorizzazione del patrimonio UNESCO «Fortezza di Bellinzona».

Oltre ai due temi federali e al voto comunale, in nove cantoni gli elettori sono stati chiamati a esprimersi su temi cantonali molto diversi tra loro: dalla pianificazione territoriale alla formazione, dalla contraccezione all'hooliganismo, fino alle infrastrutture per la mobilità transfrontaliera. Tra gli appuntamenti più attesi l'iniziativa che chiede una sostanziale diminuzione delle imposte nel Canton Vaud e l'estensione ai sedicenni del diritto di voto nei Grigioni.

Questa sera lo «Speciale votazioni» de La domenica del Corriere, con Gianni Righinetti, alle 18.00 su TeleTicino. Ospiti: il consigliere agli Stati UDC Marco Chiesa, il consigliere agli Stati del Centro Fabio Regazzi, il vicecoordinatore della Lega dei Ticinesi Alessandro Mazzoleni e la granconsigliera del PLR Alessandra Gianella.