Ticino
14 giugno
Il testo promosso dall'UDC è stato respinto con il 54,79% di «no», votazione caratterizzata dal tradizionale Röstigraben – 52,46% di sì alla modifica della legge sul servizio civile – Il Ticino accoglie la neutralizzazione dell'aumento dei valori di stima, no alle cure dentarie – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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18:21
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Sì alla riforma del servizio civile: sollevati i favorevoli, delusi i contrari
La modifica della legge sul servizio civile è stata approvata dal popolo svizzero con il 52,46% di voti favorevoli, ottenendo anche la maggioranza dei cantoni, tra cui il Ticino. Il risultato ha suscitato reazioni opposte tra favorevoli e contrari, che leggono l’esito in modo profondamente diverso.
Laffranchini: «Sollevato»
Tra i sostenitori della riforma, la Società ticinese degli Ufficiali ha accolto con favore l’esito delle urne. Il presidente Stefano Laffranchini ha parlato di un risultato «più che soddisfacente, direi sollevato», sottolineando come la revisione riporti il servizio civile alla sua funzione originaria. «Si auspica che con questa revisione il servizio civile torni ad essere un’organizzazione così come pensata dal legislatore», ha affermato, insistendo sul fatto che debba restare un servizio destinato a chi ha un reale conflitto di coscienza.
Casella: «Una campagna penalizzata»
Di segno opposto la reazione della Federazione svizzera per il servizio civile. Il membro di comitato Zeno Casella ha espresso delusione per il risultato, pur rispettando la decisione popolare. «Siamo chiaramente delusi», ha dichiarato, aggiungendo che il voto rappresenta comunque un segnale politico importante e che il tema non può considerarsi chiuso. Casella ha inoltre sottolineato come la campagna sia stata penalizzata dal fatto di essere rimasta in secondo piano rispetto ad altri oggetti in votazione, oltre che da un contesto politico e internazionale poco favorevole al tema del servizio civile. A suo avviso, la discussione è stata spesso semplificata in una contrapposizione tra pro e contro esercito, una lettura che la federazione respinge.
18:19
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Gli oggetti in votazione negli altri cantoni
Oggi gli elettori sono stati chiamati alle urne in diciassette Cantoni per votazioni su temi molto eterogenei: dalla fiscalità alla politica sociale, dall'edilizia abitativa alle aperture domenicali dei negozi, fino a misure più particolari come la riduzione del numero di piccioni in città.
Tra le decisioni più rilevanti figurano l'introduzione dell'imposizione alla fonte a Basilea Città e nuovi sgravi fiscali a Nidvaldo. Grande attenzione è stata riservata anche alla votazione sul salario minimo nel canton Vaud, che ha prodotto un esito contrastante. Da segnalare inoltre due appuntamenti elettorali: una elezione suppletiva a Basilea Campagna e il rinnovo completo di Governo e Parlamento nei Grigioni. Di seguito, una panoramica delle consultazioni cantonali in ordine alfabetico.
Due gli oggetti in votazione nel canton ARGOVIA. Il primo concerne un credito di 380 milioni di franchi per realizzare una nuova bretella stradale nei pressi di Suhr, regione da anni esposta a un notevole volume di traffico, ostacolato anche dalla presenza di due passaggi a livello. I «sì» hanno raggiunto il 54,2%.
Nulla da fare invece per l'iniziativa popolare «Garantire la qualità dell'istruzione - ORA!», promossa dall'associazione degli insegnanti, che è stata bocciata dal 57,4% dei voti. Il testo chiedeva un insegnamento di qualità e personale scolastico qualificato in numero sufficiente. Consiglio di Stato e Gran consiglio si erano opposti, ritenendo che le richieste fossero già applicate e che la modifica non avrebbe aggiunto nulla di concreto.
Tre erano le votazioni a BASILEA CAMPAGNA, alle quali si è aggiunta l'elezione suppletiva per designare il sostituto del consigliere di Stato Isaac Reber (Verdi). Il suo posto sarà occupato dal democentrista Matthias Liechti. Nulla da fare per lo sfidante dei Verdi Philipp Schoch, battuto per poco più di mille schede. Con questa elezione, il governo cantonale sarà formato da un rappresentante dell'UDC, uno del PLR, uno del Centro, una socialista e un evangelico. Proprio quest'ultimo, alleato con i Verdi, aveva sorpreso tutti alle elezioni cantonali del 2023, estromettendo l'UDC dall'esecutivo nonostante fosse il primo partito in Gran consiglio.
I cittadini di Basilea campagna hanno anche approvato, con il 53,7% dei voti, l'iniziativa popolare «Insieme in Europa» che chiede al cantone di impegnarsi a favore di relazioni buone e stabili tra la Svizzera, l'Unione Europea (UE) e i paesi vicini. Il Gran consiglio raccomandava il «sì» sostenendo che una norma costituzionale può garantire stabilità allo spazio trinazionale senza costi aggiuntivi. Un «no» avrebbe invece inviato un segnale negativo e avrebbe creato un'immagine contraddittoria, dato che Basilea Città ha già approvato una iniziativa simile. Il Consiglio di Stato era invece contrario, ritenendo che la questione fosse di competenza federale.
Una seconda iniziativa sottoposta oggi al popolo, che chiedeva di revocare il decreto sull'energia entrato in vigore a inizio anno, è invece stata respinta con il 55,6% dei voti. Tale decreto prevede il divieto di installare nuovi riscaldamenti che non ricorrano a energie rinnovabili (sono previste eccezioni). Gli iniziativisti sostenevano che le nuove misure avrebbero dovuto essere inserite in una legge (sottoposta a referendum) e non in un decreto. L'ultimo oggetto concerneva il credito di 78 milioni di franchi per il rifacimento della strada che attraversa Birsfelden, approvato con il 56,2% (nonostante il no - 58,5% - della stessa Birsfelden).
Quattro le votazioni cantonali che si sono tenute oggi a BASILEA CITTÀ. La più discussa riguardava l'introduzione dell'imposizione alla fonte, progetto approvato con il 53,4% dei voti. In base alla proposta, le aziende con oltre 50 dipendenti dovranno trattenere direttamente dallo stipendio il 10% del reddito a Basilea, mentre a Riehen e Bettingen la quota sarà del 5%. Le imprese più piccole potranno aderire volontariamente. La riforma, approvata dal Gran consiglio come alternativa a un'iniziativa socialista poi ritirata, punta a ridurre il rischio di indebitamento dei contribuenti. I contrari - partiti borghesi, Verdi liberali e organizzazioni economiche - temevano invece più burocrazia e uno spostamento dei debiti verso altre spese.
A Basilea Città si è votato anche su un'iniziativa (respinta con il 63,8%) e un controprogetto (accolto con il 67,8%) volti a ridurre il numero di piccioni. Inoltre, i cittadini hanno approvato, con 56,2% di «sì», un credito di 3,6 milioni di franchi destinato alla pianificazione e alle attività di promozione del progetto di collegamento ferroviario sotterraneo tra la stazione centrale delle FFS e la Badischer Bahnhof delle ferrovie tedesche. Nulla da fare invece per l'iniziativa popolare «Klybeckinsel», che chiedeva di trasformare nuovamente in isola e rimboscare l'ex area industriale a sud del porto sul Reno, chiaramente respinta dal 61,8% dei votanti.
A GINEVRA si è votato su due temi controversi, entrambi accettati. L'apertura dei negozi fino a due domeniche all'anno senza l'obbligo di un contratto collettivo di lavoro è stata accolta dal 52,8% dei votanti. La misura era sostenuta dalla destra e dal Consiglio di Stato per aiutare il commercio locale ma osteggiata dai sindacati, che temono un peggioramento delle condizioni di lavoro. Il secondo oggetto, approvato con il 51,4%, prevede il divieto di simboli religiosi visibili nel Gran Consiglio e nei municipi. Era sostenuto dai partiti borghesi in nome della neutralità delle istituzioni e contestato dalla sinistra, che lo considera una limitazione delle libertà fondamentali e della rappresentanza della diversità religiosa.
Nei GRIGIONI si è svolto oggi il rinnovo di Governo e Parlamento. Grande vincitrice è l'UDC che fa il ritorno nell'esecutivo (era assente dal 2008) con Valérie Favre Accola e diventa la prima forza politica nel legislativo. Favre Accola, presidente del Gran consiglio e moglie dell'ex sciatore Paul Accola, subentra a Jon Domenic Parolini (Centro), che non si è ricandidato. Sono stati invece riconfermati gli altri quattro membri dell'esecutivo retico: Martin Bühler (PLR), Marcus Caduff (Centro), Carmelia Maissen (Centro) e Peter Peyer (PS). Nulla da fare per gli altri candidati - tra cui il presidente cantonale del PLR e unico candidato italofono Maurizio Michael -, tutti distanziati in modo significativo. Per quanto riguarda il Gran consiglio, l'UDC ha superato il proprio obiettivo interno dei 30 seggi fissato lo scorso dicembre. Tra i risultati più rilevanti figura anche l'avanzata dei Verdi, che si sono presentati per la prima volta da soli. La nuova composizione del legislativo è la seguente: 35 UDC (+10), 28 Centro (-6), 23 PLR (-4), 20 PS (-7), 7 PVL (invariato) e 7 Verdi (+7).
A LUCERNA è stato approvato con il 67,3% dei consensi il credito di 18,5 milioni di franchi destinato all'acquisto di un edificio vicino al Museo dei trasporti per trasferirvi il Tribunale cantonale, attualmente ospitato in una sede troppo piccola e datata in centro città. Grazie al «sì» odierno, l'edificio, occupato fino a poco tempo fa dalla Cassa cantonale di compensazione, potrà essere adattato e ampliato con ulteriori lavori stimati in circa 27 milioni di franchi, con completamento previsto entro il 2030.
La popolazione di NEUCHÂTEL ha approvato l'inserimento nella Costituzione di un articolo sui diritti degli anziani, che impone a Cantone e comuni di promuovere la partecipazione, l'autonomia e la qualità di vita degli over 65. Il progetto era sostenuto dal Gran consiglio ma osteggiato dal Consiglio di Stato per la sua vaghezza e per il rischio di divisioni generazionali.
A NIDVALDO si è votato sulla revisione parziale della legge fiscale cantonale, approvata dal 69,5% dei votanti. Il progetto prevede sgravi per famiglie, ceto medio e personale qualificato, con aumenti delle deduzioni per figli e costi di custodia, oltre a una riduzione generale delle imposte sul reddito. Contro la riforma era stato lanciato un referendum costruttivo, bocciato con il 59,0% dei voti, che criticava in particolare i benefici anche per i redditi alti e temeva un aumento di prezzi di immobili e terreni. Il popolo oggi era chiamato anche a votare un credito di 26 milioni per la costruzione di una nuova tripla palestra a Stans; progetto accolto dal 72,8% dei votanti.
Nel canton SAN GALLO è stata approvata con il 57,8% dei voti la riforma dell'accudimento extrascolastico dei bambini, che punta a uniformare a livello cantonale i contributi per le famiglie, garantendo un minimo uguale per tutti indipendentemente dal comune di residenza. La misura, sostenuta da una maggioranza politica, attua una decisione già presa nel 2023 ma era contestata da UDC ed UDF, che denunciavano disuguaglianze e possibile aumento della burocrazia.
Via libera a SCIAFFUSA (con il 73,9%) al credito di 6 milioni di franchi per l'ampliamento del centro sportivo indoor Schweizersbild, destinato a diventare il più grande della Svizzera (i costi complessivi ammontano a circa 40 milioni). Adottata anche (con il 66,8%) la revisione parziale della Costituzione riguardante la modifica delle competenze finanziarie a livello cantonale, il cui obiettivo è aumentare i limiti di spesa autonoma del Governo e del Parlamento. In particolare, il Consiglio di Stato potrà decidere da solo su spese fino a 200'000 franchi e il Gran consiglio fino a 1,5 milioni.
SOLETTA ha approvato una modifica costituzionale e una legge (entrambe con il 58% dei «sì») che permetteranno alle neo mamme in Gran consiglio di farsi sostituire per 3-12 mesi durante la gravidanza e il congedo maternità, con un supplente che avrà gli stessi diritti e doveri. La proposta era sostenuta da centro-sinistra e dai Verdi, mentre PLR e UDC la ritenevano poco necessaria.
Nel canton SVITTO si è votato oggi su un'iniziativa del PS - respinta con il 59,2% - che chiedeva di aumentare di circa 17 milioni di franchi i sussidi per la riduzione dei premi di cassa malati, estendendoli anche al ceto medio. Il comitato promotore sosteneva che il Cantone dispone di ampie risorse e che oggi versa contributi inferiori alla media nazionale. Governo e maggioranza borghese, contrari all'iniziativa, ritenevano invece che le recenti decisioni federali porteranno già a un incremento dei fondi rendendo la proposta superflua.
A ZURIGO il voto è stato incentrato sulla crisi abitativa. La sinistra aveva lanciato due iniziative popolari. La prima, che mirava a tutelare gli inquilini dalle disdette collettive, è stata respinta con il 57,3% dei voti. La seconda, che voleva promuovere la costruzione di alloggi a prezzi accessibili, è stata bocciata con il 59,7%. Entrambi i testi erano affiancati da controprogetti che non prevedono interventi diretti, ma si limitano a migliorare le condizioni quadro per la costruzione di alloggi (approvato con il 57,8%) e a nuove norme per evitare le disdette collettive o a renderle socialmente più accettabili (accolto con il 54,3%).
Sul fronte opposto, l'Associazione dei proprietari fondiari (APF-HEV), sostenuta dalla sola UDC, ha lanciato l'iniziativa «per la proprietà di alloggi». La proposta, nettamente bocciata dal 74,9% di coloro che si sono recati alle urne, chiedeva che nei progetti abitativi sovvenzionati dallo Stato metà degli appartamenti fossero destinata alla proprietà privata e metà all'affitto. Inoltre, gli alloggi in proprietà non avrebbero potuto essere affittati o rivenduti con profitto per 30 anni. Gran consiglio e Consiglio di Stato hanno chiesto di respingere l'inserimento di una quota rigida e il limite temporale: gli alloggi a prezzi accessibili sarebbero infatti andati persi dopo 30 anni.
Ha completato il menù zurighese un'iniziativa democentrista intitolata «Stop allo shock dei premi malattia», approvata un po' a sorpresa dal 53,2%. Il testo chiede di adeguare ogni due anni all'andamento effettivo dei premi l'importo deducibile dalle imposte. Attualmente l'adeguamento delle detrazioni è fissato sulla base del rincaro generale. La proposta comporterà minori entrate per cantone e comuni di circa 60 milioni di franchi all'anno. Ultimo tema in votazione: una modifica costituzionale (approvata con il 64,1%) che regola le supplenze dei deputati in Gran consiglio impossibilitati a garantire il mandato per malattia, incidente o maternità.
18:15
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Un risultato «oltre ogni aspettativa» per neutralizzare le stime
La cartina del Ticino si è completamente tinta di verde per l’iniziativa popolare costituzionale «Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima». Un risultato nettissimo che il comitato promotore ha accolto con «grande soddisfazione», sottolineando come la scelta dei cittadini permetterà di tutelare «in particolare il ceto medio, le famiglie e le imprese, che rischiavano di subire un aggravio finanziario di oltre 430 milioni di franchi all’anno, pur in assenza di un aumento reale della loro capacità economica». E grande soddisfazione è stata espressa pure dal primo promotore del testo, il consigliere nazionale Paolo Pamini (UDC).
18:06
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Temi federali, i risultati definitivi
Gli svizzeri hanno bocciato oggi alle urne l'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!». A scrutinio ultimato, il testo promosso dall'UDC è stato respinto dal 54,79% degli aventi diritto. La modifica della legge sul servizio civile è invece stata accolta dal 52,46% dei cittadini.

18:04
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Iniziativa 10 milioni bocciata dal 54,79% dei votanti
Gli svizzeri hanno bocciato oggi alle urne l'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!». A scrutinio ultimato, il testo promosso dall'UDC è stato respinto dal 54,8% degli aventi diritto.
La votazione è stata caratterizzata dal tradizionale Röstigraben: i cantoni romandi contrari in blocco, mentre diversi fra quelli svizzerotedeschi si sono espressi a favore. Con questi ultimi si è schierato, seppur di misura, anche il Ticino, dove l'oggetto ha raccolto il 50,7% dei consensi.
Fra i no, spicca il 73,5% di Basilea Città, mentre nella parte francofona del Paese gli oppositori hanno dominato a Neuchâtel (67,3%), Ginevra (65,4%) e Vaud (64,5%). Proposta rifiutata pure nei Grigioni, ma con percentuali più incerte (51,5%).
Campioni di sì sono invece stati Appenzello Interno (65,9%), Svitto (il cantone del presidente dell'UDC Marcel Dettling, 63,2%) e Uri (59,9%). Il testo è stato accolto anche ad Argovia, Appenzello Esterno, Glarona, Nidvaldo, Obvaldo, San Gallo, Soletta e Turgovia.
Un altro fossato osservato è stato quello fra campagna (favorevole) e città (contrarie). In generale, ha fatto notare il politologo di gfs.bern Lukas Golder, l'iniziativa è stato il momento saliente della legislatura, con alte affluenze ovunque. L'incerta situazione globale e le campagne multimilionarie hanno contribuito a questo fenomeno, senza dimenticare l'influenza dei social e l'ampia copertura mediatica.
17:31
17:31
Economia e sindacati festeggiano il no all'iniziativa UDC
La bocciatura dell'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» è stata accolta positivamente dai rappresentanti dell'economia e del mondo sindacale ticinese, che durante la campagna avevano invitato gli elettori a respingere il testo. Pur partendo da sensibilità diverse, entrambi i fronti ritengono che l'iniziativa non avrebbe risolto le problematiche legate all'immigrazione e alla crescita della popolazione, pur riconoscendo la necessità di affrontare le preoccupazioni emerse nel dibattito pubblico.
Gehri: «Un'iniziativa pericolosa»
Il presidente della Camera di commercio ticinese Andrea Gehri ha parlato di un esito rassicurante per l'economia svizzera. «Sarebbe stata un'iniziativa estremamente pericolosa che avrebbe messo a dura prova l'economia del nostro Paese», ha affermato, sottolineando come molti settori già oggi fatichino a reperire la manodopera necessaria. Una bocciatura del testo rappresenta quindi, secondo Gehri, un vero e proprio «sospiro di sollievo» per le imprese. Pur soddisfatto dell'esito, il presidente della Camera di commercio ha invitato a non ignorare il messaggio emerso dalle urne. A suo avviso, il fatto che una quota importante dell'elettorato abbia sostenuto l'iniziativa dimostra l'esistenza di preoccupazioni reali legate alla pressione sulle infrastrutture e ad alcuni effetti dell'immigrazione, questioni alle quali «la politica dovrà dare delle risposte».
Gargantini: «Sospiro di sollievo»
Dal fronte sindacale, il segretario regionale UNIA Giangiorgio Gargantini ha parlato di una «reazione di sollievo» per i lavoratori, che durante la campagna si sono sentiti «accusati ingiustamente dei mali del Paese». Secondo il sindacalista, il voto ha respinto le soluzioni proposte dall’iniziativa senza però negare l’esistenza dei problemi sollevati nel dibattito. «Le problematiche poste dall'iniziativa sono reali», ha affermato Gargantini, citando in particolare le difficoltà del mercato del lavoro, la pressione sugli alloggi e sulle infrastrutture. A suo avviso, il risultato delle urne indica però la necessità di cercare risposte diverse, in particolare attraverso la protezione dei salari e delle condizioni di lavoro.
17:17
17:17
Servizio civile, Parmelin: «La riforma è stata capita»
Un consigliere federale Guy Parmelin più che soddisfatto dell'esito positivo della riforma del servizio civile: popolo e maggioranza dei Cantoni hanno seguito in toto le indicazioni dell'esecutivo, ha dichiarato il presidente della Confederazione.
Nella tradizionale conferenza stampa dopo le votazioni, Parmelin si è presentato per commentare il «sì» alla nuova legge sul servizio civile, affermando che i votanti hanno ascoltato le raccomandazioni di Governo e Parlamento. In particolare, secondo il consigliere federale, hanno capito che il servizio civile deve rimanere un'eccezione al servizio militare.
Il «sì» al testo consentirà inoltre di consolidare anche gli effettivi dell'esercito, in un momento delicato dal punto di vista geopolitico. Le misure per rendere più severo l'accesso al servizio civile dovrebbero entrare in vigore a metà del 2027, ha precisato ancora Parmelin.
17:17
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Iniziativa 10 milioni, per Jans «è un segnale di stabilità e apertura»
Gli svizzeri hanno mandato un segnale di stabilità, apertura e affidabilità bocciando l'iniziativa dell'UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!». Lo ha dichiarato il consigliere federale Beat Jans, soddisfatto del risultato scaturito dalle urne.
Gli elettori hanno voluto continuare a costruire la via bilaterale con l'Ue e mantenere la nostra tradizione umanitaria, ha aggiunto il basilese, presentatosi davanti ai media per commentare la giornata odierna. Si tratta anche di un'indicazione importante in vista delle prossime discussioni sui bilaterali III, ha evidenziato Jans.
Il titolare del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) si è inoltre detto contento dell'alta partecipazione, arrivata al termine di mesi di intensa campagna elettorale in cui temi quali ad esempio l'alloggio e la sicurezza hanno alimentato il dibattito. «La democrazia vive e oggi ha vinto», ha orgogliosamente affermato il consigliere federale.
17:00
17:00
Iniziativa 10 milioni, «Non siamo stati in grado di mobilitare»
L'iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni» è stata respinta dal popolo svizzero. In Ticino, tuttavia, il risultato è stato più favorevole rispetto alla tendenza nazionale. Il «sì» ha ottenuto il 50,66% delle preferenze contro il 49,34% di «no», con uno scarto di poco più di 1.400 voti. Il cantone si colloca così tra quelli che hanno sostenuto l'iniziativa, distinguendosi dalla maggior parte della Svizzera romanda e dai principali centri urbani del Paese, dove il testo è stato nettamente respinto.
Marchesi: «I problemi sul tavolo restano»
Dal fronte dei favorevoli, il presidente dell'UDC Ticino Piero Marchesi ha preso atto della sconfitta a livello nazionale, sottolineando però come le questioni sollevate durante la campagna restino aperte. «I problemi che abbiamo evocato con questa iniziativa rimangono tutti sul tavolo», ha dichiarato. Marchesi ha inoltre ricordato come l'UDC si sia trovata a sostenere la proposta «contro tutti», ribadendo che, a suo avviso, negli ultimi anni non sono state trovate soluzioni efficaci per gestire l'immigrazione. Il consigliere nazionale ha poi evidenziato il risultato ticinese, definendolo «comunque un dato positivo», pur riconoscendo che il sostegno raccolto è inferiore rispetto a quello ottenuto nel 2014 con l'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Secondo Marchesi, sul voto potrebbe aver pesato anche il dibattito sui frontalieri e il timore che l'accettazione dell'iniziativa potesse comportarne un aumento.
Chiesa: «Numeri non soddisfacenti»
Anche l'ex presidente nazionale dell'UDC Marco Chiesa ha ammesso che il risultato «non è soddisfacente» per i promotori dell'iniziativa. A suo avviso, uno degli elementi determinanti è stata la partecipazione al voto, che in Ticino si è fermata attorno al 51%. «Non siamo stati in grado di mobilitare», ha osservato, riconoscendo che il partito «avrebbe potuto e dovuto fare molto di più in Canton Ticino». Commentando il voto nelle città ticinesi, Chiesa ha definito sorprendente il sì ottenuto a Bellinzona. Quanto a Lugano, ha ribadito che non si è riusciti a convincere un numero sufficiente di cittadini «della esigenza del nostro Paese di ritornare a gestire l'immigrazione». Nonostante la sconfitta alle urne, l'esponente democentrista ha assicurato che il partito continuerà a portare avanti le proprie battaglie politiche. Guardando al futuro, ha indicato in particolare il dossier dei futuri accordi tra la Svizzera e l'Unione europea (bilaterali III), definendolo «un po' la madre di tutte le battaglie».
16:11
16:11
Iniziativa 10 milioni, scongiurato lo scenario peggiore, ma l'economia resta sotto pressione
Il voto odierno con il quale è stata bocciata l'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!» ha scongiurato lo scenario peggiore, ma l'economia resta sotto pressione. È quanto rileva l'Unione svizzera degli imprenditori (USI), secondo cui, oltre ai cambiamenti demografici che stanno riducendo la forza lavoro indigena, anche l'incerta situazione globale si fa sentire.
L'associazione ritiene che la Svizzera potrebbe ridurre volontariamente l'immigrazione, si legge in una nota. Tuttavia, ciò richiede un senso di responsabilità e la volontà di contribuire da parte di tutti.
L'organizzazione ribadisce poi la necessità di riforme e chiede un dibattito sull'innalzamento dell'età pensionabile e sul lavoro a tempo parziale. L'USI domanda inoltre la rinuncia a «ulteriori costosi ampliamenti della politica sociale», che comportano un onere aggiuntivo per tutte gli attori e che sono dunque «la strada sbagliata».
15:49
15:49
Servizio civile, sostenitori soddisfatti per un rafforzamento dell'esercito
I sostenitori della riforma del servizio civile sono soddisfatti del risultato odierno: ciò dà garanzie a lungo termine sugli effettivi dell'esercito e sulla politica di sicurezza della Confederazione. Secondo l'Alleanza Sicurezza Svizzera, l'approvazione del progetto ha corretto gli sviluppi negativi degli ultimi anni.
L'equità in materia di servizio militare è stata ripristinata e il servizio civile è stato riportato al suo scopo originario, ha comunicato oggi l'associazione. Il servizio civile non viene abolito, ma rimane aperto a coloro che hanno un vero conflitto di coscienza.
Il PLR vede nell'approvazione della nuova legge sul servizio civile un chiaro segnale da parte dell'elettorato che tale servizio deve essere un'eccezione e non un'alternativa al servizio militare. Data l'acuta carenza di personale e l'instabilità della situazione in materia di politica di sicurezza, l'obbligo di prestare servizio militare non dovrebbe essere un menu «à la carte».
Sia il servizio militare che quello civile danno un importante contributo alla Svizzera, ha indicato dal canto suo il Centro in una nota odierna. Non si tratta di un'opposizione, ma di un sistema che nel complesso funziona. La revisione rafforza l'esercito senza abolire il servizio civile o limitare i diritti fondamentali. Il servizio civile rimane un pilastro importante della Svizzera. Il risultato della votazione dimostra la fiducia della popolazione nelle istituzioni esistenti e nel loro lavoro.
L'approvazione del progetto garantisce equità nei confronti di coloro che svolgono con senso del dovere il proprio servizio nell'esercito e nella protezione civile, ha comunicato l'Unione svizzera degli imprenditori. Un esercito forte e pronto all'azione costituisce un presupposto fondamentale per la sicurezza e la stabilità in Svizzera ed è quindi importante anche per il buon funzionamento della piazza economica.
La decisione ha ripercussioni positive sul mercato del lavoro, poiché nelle aziende sono disponibili più persone se i giovani prestassero il servizio militare invece di un servizio civile tendenzialmente più lungo, viene ancora precisato.
15:21
15:21
Iniziativa 10 milioni respinta dalla maggioranza dei Cantoni
L’iniziativa per la sostenibilità è stata ufficialmente bocciata: la maggioranza dei Cantoni ha respinto la proposta dell’UDC. Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica, solo nove dei 20,5 cantoni finora conteggiati hanno detto «sì» e 11,5 hanno detto «no».
Trattandosi di un’iniziativa costituzionale, per essere approvata era necessaria la doppia maggioranza (Popolo e Cantoni).
15:13
15:13
Iniziativa 10 milioni, l'eurodeputato Grudler rinfrancato
La decisione della Svizzera di dare priorità alla stabilità rispetto all'insicurezza nelle sue relazioni con l'UE va applaudita. Lo afferma l'europarlamentare francese Christophe Grudler, raggiunto da Keystone-ATS per commentare la votazione sull'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!».
Questa iniziativa «metteva direttamente a repentaglio i nostri rapporti e rischiava di compromettere gli scambi quotidiani», ha dichiarato Grudler. «Ogni giorno, svizzeri ed europei interagiscono su entrambi i lati del confine», ha infatti ricordato.
Grudler, vicepresidente della delegazione incaricata di gestire le relazioni con la Svizzera, ha anche esaminato le soluzioni offerte dagli Accordi bilaterali III, attualmente in fase di ratifica, riconoscendo che potrebbero sorgere difficoltà nelle regioni di confine. Esse saranno però superate attraverso la collaborazione.
Questo pacchetto «fornirà risposte concrete a diverse preoccupazioni sollevate in Svizzera, in particolare grazie a una clausola di salvaguardia in caso di difficoltà significative», ha assicurato il nativo di Belfort. Tale strumento conferisce al Consiglio federale il potere di controllare l'immigrazione in caso di «gravi problemi economici o sociali».
15:07
15:07
Iniziativa 10 milioni, la Lega dei Ticinesi: «I contrari presentino ora le loro soluzioni»
La Lega dei Ticinesi, pur delusa dall’esito della votazione a livello nazionale, accoglie con soddisfazione l’approvazione in Ticino dell’iniziativa popolare «No ad una Svizzera da 10 milioni». «Il nostro Cantone, data la propria posizione geografica incuneata nell’Italia, subisce più di altri le conseguenze negative dell’immigrazione incontrollata e delle frontiere spalancate, che si manifestano praticamente in ogni ambito: dalla criminalità d’importazione alla pressione sul mercato del lavoro, dagli ingorghi viari all’aumento dei costi sociali, dalla cementificazione alla perdita di identità».
Il Ticino ha formulato una richiesta chiara: bisogna tornare a governare l’immigrazione, invece di limitarsi a subirla come accade oggi. Le maggioranze politiche non possono ormai più negare l’evidenza, ossia che l’immigrazione incontrollata sia un problema: la situazione attuale è vantaggiosa solo per gli immigrati, mentre gli svizzeri sono i grandi perdenti. L’establishment ha tuttavia ripetuto fino alla nausea che l’iniziativa «No ad una Svizzera da 10 milioni» non sarebbe la soluzione. Attendiamo adesso, in tempi brevi, le soluzioni della partitocrazia, che finora si è limitata a bocciare quelle altrui senza presentarne di proprie. Il tempo del «benaltrismo» – ovvero sostenere che occorre fare «ben altro», senza mai indicare cosa – è finito.
Neutralizzazione delle stime immobiliari: un chiaro segnale contro gli aggravi fiscali
La Lega dei Ticinesi esprime la propria soddisfazione per l’approvazione dell’iniziativa popolare costituzionale «Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima», di cui è stata co-promotrice, mentre Il Mattino ha raccolto migliaia di firme. Le stime immobiliari non devono diventare il grimaldello di comodo di uno Stato sempre più gonfiato e pervasivo, che prima spende, e poi pretende di mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
Senza la neutralizzazione approvata oggi, la revisione generale delle stime immobiliari prevista nel 2035 si sarebbe trasformata in un salasso globale di ben 431 milioni di franchi, a danno non solo dei proprietari di un’abitazione, ma anche degli inquilini. Si ricorda peraltro che negli ultimi anni si contano già due adeguamenti ravvicinati dei valori di stima, con le conseguenze fiscali del caso: nel 2017 e quest’anno, per un ammontare, rispettivamente, del 18% e del 15%.
Il voto odierno è un chiaro segnale contro gli aumenti di imposte. Del resto, il Cantone non ha un problema di entrate. Il problema è la spesa pubblica che cresce senza controllo. La Lega continuerà a battersi contro ogni forma di aggravio fiscale. Il Cantone deve finalmente risparmiare.
A tal proposito, la Lega dei Ticinesi esorta a mettere rapidamente in votazione popolare l’iniziativa «Stop all’aumento dei dipendenti cantonali», che attende da ormai troppo tempo.
14:57
14:57
Iniziativa del caos, gli inquilini non si lasciano ingannare
La popolazione ha respinto oggi a larga maggioranza l’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» (iniziativa del caos). L’Associazione Svizzera Inquilini (ASI) accoglie con favore questo risultato netto. La popolazione ha compreso che l’iniziativa non avrebbe ridotto nessuna pigione, né creato alloggi a prezzi accessibili e avrebbe ulteriormente aggravato la situazione finanziaria di numerosi inquilini.
«Questo chiaro NO è una buona notizia per gli inquilini in Svizzera», afferma Carlo Sommaruga, presidente dell’ASI. «La popolazione ha capito che chi vuole l’abbassamento dei canoni di locazione non deve cercare capri espiatori, ma combattere le pigioni eccessivamente alte».
«Questo chiaro NO è un invito a risolvere concretamente il problema delle pigioni esorbitanti», afferma Adriano Venuti, vicepresidente dell’ASI. «L’impennata dei canoni di locazione è una realtà. Servono maggioranze politiche per trovare soluzioni efficaci: contro i redditi eccessivi e a favore di alloggi a prezzi accessibili». Per l’ASI è evidente: dopo il NO all’iniziativa del caos, la politica deve finalmente affrontare con serietà la questione dei canoni di locazione. La risposta più efficace rimane l’Iniziativa sulle pigioni. Garantirebbe infatti che non possano più essere richieste pigioni abusive e che gli affitti tornino finalmente a diminuire.
14:51
14:51
Il turismo dice NO all’iniziativa del caos
Il settore turistico ha partecipato attivamente al dibattito in vista della votazione, sottolineando in particolare il ruolo fondamentale delle professioniste e dei professionisti provenienti dall’area europea per il successo del turismo svizzero. «Questa decisione conferma l’importanza della libera circolazione delle persone per il settore turistico», afferma Philipp Niederberger, direttore della Federazione svizzera del turismo. «Senza collaboratori qualificati provenienti dall’area europea, molte aziende non sarebbero in grado di garantire le proprie prestazioni con gli attuali standard qualitativi e quantitativi».
«Il rifiuto di questa iniziativa apre ora la strada a un approccio rapido, concreto e costruttivo alle sfide esistenti, senza compromettere la competitività dell’economia e del turismo», sottolinea Beat Imhof, Presidente di GastroSuisse.
Martin von Moos, Presidente di HotellerieSuisse, sottolinea: «Per il settore alberghiero è importante trarre le giuste conclusioni da questo dibattito. Le nostre aziende hanno bisogno di relazioni affidabili con l’Unione europea e di accesso a collaboratori qualificati provenienti dall’area UE. Al tempo stesso, occorrono risposte concrete alle sfide poste dalla crescita demografica.» Il turismo ha bisogno di stabilità, senso della misura e soluzioni pragmatiche per continuare a crescere in armonia con la popolazione, il territorio e l’ambiente.
Le associazioni HotellerieSuisse, GastroSuisse, Funivie Svizzere, Parahotellerie Schweiz, Regional Tourism Alliance, Associazione delle aziende svizzere di navigazione, Associazione svizzera dei managers del turismo, Associazione dei musei svizzeri e Zooschweiz formano, sotto l’egida della Federazione svizzera del turismo, il Comitato del turismo contro l’iniziativa del caos.
14:47
14:47
Servizio civile, preoccupazioni per la carenza di personale nelle istituzioni pubbliche
L'approvazione della riforma sul servizio civile può aggravare la carenza di personale nelle istituzioni pubbliche. È quanto temono diversi oppositori, tra cui il consigliere nazionale Patrick Hässig (Verdi liberali/ZH). Quest'ultimo ritiene che il «sì» alla nuova legge non rafforzerà l'esercito.
Al contrario, l'impegno per la Svizzera ne risulterebbe addirittura indebolito, ha affermato il Verde liberale in un'intervista alla televisione svizzero-tedesca SRF. Con questa decisione si torna indietro nel tempo, a un'epoca in cui i giovani si facevano mettere in malattia per evitare il servizio. «Non lo ritenevo ottimale», ha affermato Hässig, il quale vuole «mantenere tutti e tre i servizi», ovvero servizio militare, protezione civile e servizio civile.
L'infermiere diplomato teme che proprio nel settore dell'assistenza e dell'agricoltura si avrà presto a disposizione meno manodopera. «Lì ci si accorge subito che i civilisti non ci sono più. Resta invece da vedere se l'esercito si accorgerà di avere qualche centinaio di persone in più».
Meno manodopera, meno prestazioni
«La perdita del sostegno fornito dalle persone che prestano servizio civile deve essere compensata con un aumento del personale nei settori sanitario, educativo e sociale e con una rivalutazione di questo lavoro», ha dichiarato, citato in un comunicato, il consigliere nazionale Christian Dandrès (PS/GE). Un miglioramento nell'attuazione dell'iniziativa sul finanziamento delle cure infermieristiche sarà quindi inevitabile, ha aggiunto colui che è anche presidente del Sindacato dei servizi pubblici (SSP/VPOD).
Anche il Partito socialista ha deplorato il risultato che si profila alle urne. «I tagli annunciati colpiscono direttamente gli studenti e gli anziani», ha criticato la copresidente del PS Mattea Meyer. «Le scuole e le case di riposo devono ridurre i propri servizi, mentre i comuni e le strutture di assistenza si trovano ad affrontare grandi sfide».
Timori per l'abolizione del servizio civile
Il PS vede in questa votazione un primo passo di una strategia mirata dei partiti borghesi per smantellare il servizio civile pezzo per pezzo, fino a farlo scomparire del tutto. L'accesso al servizio civile senza esame di coscienza non deve essere toccato, ha indicato il partito in un comunicato.
L'alleanza «No alla legge sul servizio civile» guarda con orgoglio a una campagna forte, nonostante la sconfitta. Il risultato odierno non va interpretato come un verdetto contro il servizio civile, ma piuttosto come un'espressione della preoccupazione dell'elettorato riguardo alla situazione della politica di sicurezza, ha affermato Priska Seiler Graf, consigliera nazionale (PS/ZH) e copresidente dell'Associazione svizzera del servizio civile (CIVIVA).
Con l'argomento che l'esercito avrebbe un problema di personale, la maggioranza borghese in Parlamento ha messo il servizio civile e l'esercito l'uno contro l'altro. Questo nonostante l'esercito presenti un eccesso di effettivi, si legge in un comunicato dell'Alleanza.
14:41
14:41
Iniziativa 10 milioni, per i Verdi liberali il popolo ha scelto la ragione
Il rifiuto dell'iniziativa UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!» rappresenta un no a soluzioni superficiali per problemi complessi. È il punto di vista dei Verdi liberali sulla votazione odierna. Stando al partito, l'esito dello scrutinio è pure un impegno verso l'approccio bilaterale.
«La popolazione ha dimostrato di affidarsi alla ragione piuttosto che all'allarmismo. La Svizzera tradizionalmente affronta le sue sfide con pragmatismo, innovazione e coesione, non con isolamento e slogan semplicistici», ha dichiarato, citato in una nota, il presidente del PVL Jürg Grossen.
La formazione ha tuttavia osservato che molte persone sono inquiete per la situazione abitativa, le infrastrutture, l'assistenza sanitaria e l'integrazione nel mercato del lavoro. Questi timori meritano risposte concrete, avvertono i Verdi liberali.
14:40
14:40
Temi cantonali, Consiglio di Stato soddisfatto
Il Consiglio di Stato ha preso atto con soddisfazione dei risultati della votazione odierna, in riferimento alle iniziative popolari cantonali «Per il rimborso delle cure dentarie» e «Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima».
«Per il rimborso delle cure dentarie»
Il Consiglio di Stato ha accolto con soddisfazione la decisione della cittadinanza ticinese che – seguendo l’indicazione di Governo e Parlamento – ha respinto l’iniziativa popolare. L’applicazione di quanto proposto avrebbe comportato maggiore burocrazia, un onere a carico di lavoratrici e lavoratori, e di datrici e datori di lavoro, come pure ingenti costi ricorrenti per l’ente pubblico, in un periodo in cui le finanze cantonali sono già particolarmente sotto pressione, senza reali benefici per la salute pubblica. Il voto odierno conferma il gradimento della popolazione ticinese per il sistema delle cure dentarie, che si fonda su tre principi basilari: la prevenzione, la responsabilità individuale e la libera scelta del dentista. Il Consiglio di Stato conferma l’impegno del Cantone a sostenere le persone economicamente più fragili nel pagare le cure dentarie, in particolare assumendo i costi per i beneficiari di prestazioni complementari all’AVS/AI e dell’assistenza sociale, secondo criteri di adeguatezza ed economicità.
«Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima»
Il Consiglio di Stato ha accolto con soddisfazione il voto odierno della popolazione ticinese, che ha approvato l’iniziativa popolare. Con l’adozione del nuovo articolo costituzionale è stato ancorato nella Costituzione il principio secondo cui la revisione generale delle stime, prevista nel 2035, dovrà essere accompagnata da un esame dell’impatto della variazione dei valori di stima rispetto a tutte le basi legali che vi fanno riferimento e da una valutazione dei possibili adeguamenti delle leggi settoriali.
14:35
14:35
Forum diritti senza confini: «Un NO positivo per la Svizzera»
Il Forum diritti senza confini manifesta soddisfazione per il NO popolare all’iniziativa «NO a una Svizzera con più di 10 milioni di abitanti». È l’undicesima volta in un quarto di secolo che l’UDC cerca di sabotare i rapporti tra la Svizzera e l’Unione europea, sia con iniziative popolari che con referendum, ed anche questa volta non ha raggiunto il suo obiettivo. Questo risultato è positivo, perché un’approvazione dell’iniziativa avrebbe implicato un passo indietro epocale quanto ai diritti delle persone straniere nel nostro Paese, mettendo in discussione il sistema dei permessi B concessi ai lavoratori dell’Unione europea, i ricongiungimenti familiari e il diritto d’asilo nelle sue basi concrete.
14:34
14:34
I Verdi del Ticino delusi dal voto sui temi ticinesi
I Verdi del Ticino esprimono delusione per la bocciatura dell'iniziativa «Per il rimborso delle cure dentarie». In Ticino troppe persone rimandano o rinunciano a curarsi per motivi economici: chi ha risorse può accedere a cure moderne ed efficaci, chi non le ha è costretto a rinunciare o a curarsi male e tardi. Con la bocciatura dell'iniziativa, una fetta importante della popolazione continuerà ad avere difficoltà ad accedere alle cure dentarie di base, andando incontro a complicazioni evitabili e alla moltiplicazione dei costi sanitari di domani, perché le cure tardive e più complesse pesano sull’intero sistema sanitario
I Verdi del Ticino esprimono disappunto per l'approvazione dell'iniziativa per la neutralizzazione delle revisioni delle stime immobiliari, che si rivelerà però una promessa vuota e inefficace. L’iniziativa vieta solo gli aumenti automatici, il Gran Consiglio può e vuole regolare l’impatto dei futuri adeguamento dei valori di stima, sia sulla conseguente pressione fiscale, sia sull’erogazione degli aiuti sociali o, per esempio le rette delle case anziani, in particolare per le fasce fragili della popolazione e per il ceto medio. Questa iniziativa non è solo una promessa che non può essere mantenuta per tutti, ma in particolare un goffo tentativo di favorire che possiede grandi patrimoni immobiliari e richiede aiuti pubblici, ignorandone volutamente la reale capacità economica. Ricordiamo invece che in Gran Consiglio come Verdi del Ticino abbiamo sostenuto la protezione e gli sgravi mirati per la sola prima casa (abitazione primaria), non i regali fiscali a pioggia per le grandi proprietà.
14:31
14:31
Avanti con Ticino & Lavoro: «Il Ticino non vuole nuove imposte»
Avanti con Ticino & Lavoro ringrazia tutte le cittadine e tutti i cittadini che hanno partecipato al voto. Il risultato conferma una cosa semplice: il Ticino non vuole che ogni problema venga risolto mettendo nuove imposte sulle spalle di famiglie, proprietari, lavoratori e ceto medio.
Sulle cure dentarie, il popolo ha confermato la linea sostenuta dai nostri deputati in Gran Consiglio. In Ticino esistono già strumenti di prevenzione e di sostegno per chi è davvero nel bisogno. Vanno fatti funzionare bene, non sostituiti con nuove promesse costose e nuove tasse.
Anche sulla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima, il voto è chiaro. Chi ha costruito una casa con anni di lavoro e rinunce non può essere trattato come se fosse diventato ricco da un giorno all’altro solo perché lo Stato cambia i valori sulla carta.
I ticinesi hanno detto no a una politica che guarda prima al portafoglio dei cittadini e solo dopo alla realtà delle persone. I deputati di Avanti con Ticino & Lavoro avevano interpretato bene questo sentimento. Meno tasse. Più rispetto per chi lavora, risparmia e tiene in piedi questo Cantone.
14:27
14:27
Iniziativa 10 milioni, Rühl (economiesuisse): «Cartellino giallo da non ignorare»
La direttrice di economiesuisse Monika Rühl ha espresso sollievo per la votazione odierna in cui gli aventi diritto hanno respinto, pur se non nettamente, l'iniziativa dell'UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!». Tuttavia, ha sottolineato l'importanza di prendere sul serio il «cartellino giallo» sventolato dalla popolazione.
Esistono preoccupazioni sul tema dell'immigrazione. «Ora abbiamo la responsabilità di trovare soluzioni alle varie sfide», ha commentato alla RTS. In particolare, la politica in materia di asilo richiede l'intervento sia della Confederazione che dei cantoni. Anche le imprese devono fare la loro parte e sfruttare meglio il potenziale della forza lavoro indigena.
Si tratta di un risultato importante per la Svizzera, per le sue relazioni con l'Unione europea e per le sue aziende, ha poi osservato Rühl. Queste hanno infatti bisogno di un facile accesso alla manodopera qualificata proveniente dal resto del continente attraverso la libera circolazione.
14:17
14:17
I risultati definitivi in Ticino
Tre sì e un no. Il Ticino ha votato.
Approvati i due temi federali. Il 50,66% dei votanti approva l’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!» e il 53,86% è favorevole alla modifica della Legge sul servizio civile.
E sui temi cantonali il risultato è netto: 70,16% di «no» all’iniziativa «Per il rimborso delle cure dentarie» e 74,01% di «sì» all’iniziativa «Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima».
La partecipazione al voto si è attestata al 50,72%.

14:16
14:16
Cure dentarie: «Un'occasione mancata per il ceto medio ticinese»
Per il comitato «Sì all’iniziativa sulle cure dentarie», il Ticino perde una preziosa occasione per risolvere una lacuna reale del sistema sanitario attuale. Il Comitato promotore dell’iniziativa prende dunque atto con rammarico del risultato, consapevole che il problema che ha motivato questa iniziativa rimane reale e urgente. I dati, infatti, non cambiano con il risultato odierno: circa un ticinese su tre rinuncia o rimanda le cure dentarie per ragioni economiche. Il voto di oggi non cancella queste realtà: esse continueranno a pesare sulla salute e sulle finanze delle famiglie ticinesi. Nel corso della campagna, gli oppositori all'iniziativa hanno fatto leva in modo strumentale sulle disfunzioni della LAMal, equiparando ad essa il modello radicalmente diverso proposto dall’iniziativa. Un modello pubblico ispirato all'AVS, con contributi proporzionali al reddito e ben diverso dal sistema privato con premi fissi della cassa malati. Un paragone scientificamente infondato, dunque, che ha tuttavia trovato terreno fertile in un contesto di forte preoccupazione per i costi della salute.
«Chiediamo al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio di non ignorare il segnale che viene dalla consistente minoranza che ha votato Sì, e di valutare misure concrete – anche se parziali – per migliorare l'accesso alle cure dentarie e alla prevenzione per le fasce di popolazione più vulnerabili, partendo ad esempio dai giovani, prolungando il Servizio dentario scolastico fino alla fine dell’apprendistato e degli studi, e dagli anziani, con programmi di prevenzione e igiene nelle case anziani».
«Meno scuse, più cure: questo principio resta al centro del nostro impegno», dichiarano i portavoce del Comitato.
14:13
14:13
Iniziativa 10 milioni, l'USS: «Gli svizzeri hanno detto no a isolazionismo e xenofobia»
Dopo l'odierna bocciatura dell'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!», servono miglioramenti per i lavoratori, soprattutto per quanto riguarda il potere d'acquisto e gli alloggi a prezzi accessibili. È quanto rivendicano i sindacati, che non mancano comunque di esprimere soddisfazione per il no scaturito dalle urne.
Per l'Unione sindacale svizzera (USS), il risultato «è un chiaro rifiuto di tornare ai tempi bui, caratterizzati dallo status di lavoratore stagionale». Gli svizzeri hanno respinto questa «iniziativa estrema» perché vogliono mantenere gli accordi bilaterali con l'Ue, il ricongiungimento familiare e la protezione dei salari, scrive in un comunicato.
Le sfide attuali non si risolveranno con una politica di isolazionismo, un rigido limite demografico e un sistema di contingenti, evidenzia dal canto suo Travail.Suisse. La campagna ha però dimostrato che le preoccupazioni di una larga parte della popolazione devono essere prese sul serio, viene rimarcato in una nota.
Senza un'efficace tutela dei salari e delle condizioni di lavoro, l'elettorato prima o poi smetterà di sostenere la libera circolazione delle persone e gli accordi bilaterali nel loro complesso, avverte inoltre Travail.Suisse.
14:10
14:10
Iniziativa 10 milioni, Bregy (Il Centro): «L'attenzione ora deve essere rivolta a una crescita qualitativa e non quantitativa»
Il rifiuto da parte dei cittadini dell'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!» non dispensa dalla necessità di affrontare seriamente le sfide legate alla crescita. Lo ha dichiarato all'emittente romanda RTS il presidente del Centro Philipp Matthias Bregy.
L'attenzione ora deve essere rivolta a una crescita qualitativa e non quantitativa, ha sottolineato il vallesano. «Si tratta di un problema reale. Chi vive in città o usa il treno lo sa bene», ha aggiunto il consigliere nazionale.
Per Bregy, è giusto che sia stato avviato un dibattito in merito. Tuttavia, le soluzioni avanzate dall'UDC erano sbagliate. Secondo il centrista, bisogna discutere di politica economica: «Non possiamo continuare a tagliare le tasse alle imprese e criticare l'immigrazione».
14:09
14:09
L'UDC torna nel Governo grigionese, eletta Valérie Favre Accola
L'attuale prima cittadina del Canton Grigioni, Valérie Favre Accola (UDC), è stata eletta in Governo. I quattro attuali membri dell'esecutivo retico - Martin Bühler (PLR), Marcus Caduff (Centro), Carmelia Maissen (Centro) e Peter Peyer (PS) - sono stati riconfermati.
Il quinto tentativo è dunque quello buono per l'UDC grigionese. L'attuale vicesindaca di Davos è stata eletta con 32'141 voti e si è posizionata al quinto posto. Gli altri quattro posti in classifica sono rimasti in mano agli attuali Consiglieri di Stato in carica.
Nulla da fare invece per la sindaca di Pontresina, Nora Saratz Cazin (Verdi liberali), la candidata del Centro, Aita Zanetti, il presidente del PLR cantonale e unico candidato italofono, Maurizio Michael, e l'indipendente engadinese Reto Bott.
L'UDC torna dopo 18 anni
I democentristi mancano dal 2008 all'interno dell'esecutivo retico. Da allora il partito ha presentato candidati in tutte le tornate elettorali, non riuscendo però mai a raggiungere i voti necessari. Ripassandoli in rassegna: nel 2010 e nel 2014 Heinz Brand tentò la corsa verso il seggio del Governo, ma entrambi i tentativi rimasero vani. Nel 2018 il candidato dell'UDC era l'attuale comandante della Polizia cantonale Walter Schlegel, che ottenne oltre 15.800 voti. Nel 2022 il partito schierò il suo presidente, Roman Hug. Allora il candidato raccolse quasi 19.000 voti.
Per la prima volta due donne in Governo
Valérie Favre Accola è la quarta donna ad essere eletta nel Governo retico. A partire dal primo gennaio 2027 per la prima volta due donne occuperanno due poltrone nella Casa Grigia.
La prima donna ad essere stata eletta in Governo fu Eveline Widmer Schlumpf nel 1998. Rimase in carica fino alla sua elezione quale consigliera federale. Al suo posto nel 2008 subentrò l'allora presidente dell'UDC grigionese Barbara Janom Steiner. L'avvocata di origini engadinesi passò poi al PBD. Dopo un'assenza di quattro anni - dal 2018 al 2022 - nel 2023 Carmelia Maissen (Centro) è tornata a rappresentare le donne in Governo.
14:08
14:08
Il sindacato Syna chiede soluzioni che rafforzino la coesione sociale e tutelino i lavoratori
Il sindacato Syna accoglie con favore la bocciatura dell’iniziativa del caos «No a una Svizzera da 10 milioni!». Con questa decisione, il popolo svizzero ha respinto una proposta che avrebbe messo a repentaglio la protezione dei salari, gli Accordi bilaterali e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Per Syna è quindi essenziale puntare su soluzioni che rafforzino la coesione sociale e tutelino concretamente i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
14:06
14:06
Cure dentarie: «Niente nuovi oneri per famiglie e imprese»
Il comitato «No all’iniziativa sulle cure dentarie» accoglie con soddisfazione e sollievo l’esito della votazione popolare odierna, che ha visto la cittadinanza respingere in modo netto l’iniziativa sul rimborso delle cure dentarie. Un risultato chiaro che conferma la volontà dei ticinesi di preservare un sistema che funziona e di evitare nuovi oneri a carico di famiglie e imprese.
Con questo voto, i ticinesi hanno deciso di non introdurre un’assicurazione obbligatoria cantonale per le cure dentarie, finanziata tramite contributi salariali e risorse pubbliche; il modello proposto avrebbe comportato nuovi costi generalizzati e un significativo aggravio finanziario.
Durante tutta la campagna, il comitato ha evidenziato come il sistema odontoiatrico attuale sia già efficace, fondato su prevenzione, responsabilità individuale e interventi mirati per le fasce più fragili. La scelta odierna conferma la fiducia dei cittadini in questo modello, evitando una trasformazione radicale in una seconda cassa malati che avrebbe comportato costi elevati senza benefici proporzionati.
Uno degli elementi centrali del dibattito riguardava il rapporto tra costi e benefici della proposta. L’introduzione di un’assicurazione obbligatoria avrebbe generato spese importanti, nell’ordine di decine di milioni di franchi all’anno, oltre a maggiore burocrazia e complessità amministrativa. Il voto di oggi evita dunque un aumento della pressione su salari, imprese e finanze pubbliche.
Il risultato dimostra inoltre che i cittadini hanno riconosciuto come gli strumenti di sostegno già esistenti – attraverso le prestazioni sociali e interventi mirati – permettano di rispondere in modo adeguato ai bisogni reali, senza la necessità di introdurre un sistema universale e costoso.
Per il comitato, la decisione odierna rappresenta anche un segnale chiaro a favore di politiche sanitarie sostenibili, capaci di intervenire dove necessario senza gravare indistintamente sull’intera popolazione. La priorità resta quella di rafforzare la prevenzione e migliorare ulteriormente l’accesso alle cure per chi ne ha realmente bisogno, evitando soluzioni generalizzate e poco efficienti.
Il comitato ringrazia tutte le cittadine e i cittadini che hanno sostenuto questa posizione e continuerà a impegnarsi affinché il sistema ticinese rimanga efficace, sostenibile e vicino ai bisogni concreti della popolazione.
14:03
14:03
Valori di stima: «I ticinesi hanno detto no a un aumento delle imposte»
Il comitato promotore dell’iniziativa «Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima» accoglie con grande soddisfazione il chiaro esito della votazione popolare odierna, che vede la cittadinanza sostenere con oltre il 70% dei voti un principio fondamentale: gli effetti fiscali e sociali delle decisioni tecniche devono essere decisi in modo trasparente e politico, e non introdotti automaticamente.
Con questo voto, il Popolo ticinese ha deciso chiaramente di evitare che l’aggiornamento dei valori di stima immobiliari – necessario sul piano tecnico – si traduca automaticamente in un aumento delle imposte o in una riduzione delle prestazioni sociali senza un dibattito democratico. L’iniziativa approvata introduce infatti un meccanismo che distingue tra l’adeguamento tecnico delle stime e le sue conseguenze fiscali, garantendo che queste ultime siano oggetto di decisioni consapevoli da parte delle autorità politiche.
Il risultato odierno rappresenta un forte segnale a favore della trasparenza istituzionale. Come ribadito dal comitato nel corso della campagna, una revisione tecnica non può trasformarsi automaticamente in una «tassa nascosta»: eventuali aumenti o riduzioni devono essere visibili, discussi e deliberati democraticamente.
La scelta dei cittadini tutela in particolare il ceto medio, le famiglie e le imprese, che rischiavano di subire un aggravio finanziario di oltre 430 milioni di franchi all’anno, pur in assenza di un aumento reale della loro capacità economica. Il voto di oggi rafforza inoltre la stabilità del contesto economico, permettendo a famiglie e imprese di pianificare il futuro senza essere confrontate con cambiamenti improvvisi e imprevedibili legati a semplici adeguamenti amministrativi.
Il comitato sottolinea anche che l’esito della votazione non blocca l’aggiornamento delle stime immobiliari, ma ne disciplina gli effetti, rafforzando il ruolo del Gran Consiglio e, se del caso, del Popolo stesso nelle scelte che incidono sulla fiscalità e sulle politiche sociali. Si tratta quindi di una decisione che migliora il funzionamento democratico e la fiducia tra cittadini e istituzioni. Nei prossimi mesi sarà ora importante tradurre l’esito della votazione in una legislazione chiara ed efficace, che rispetti lo spirito dell’iniziativa e definisca in modo concreto le modalità con cui evitare automatismi indesiderati. Il comitato seguirà con attenzione questo processo, affinché il mandato popolare venga attuato pienamente.
Con il voto di oggi, i cittadini ticinesi hanno scelto la via della responsabilità, della trasparenza e del buon senso.
14:01
14:01
Iniziativa 10 milioni, soddisfatta l’Unione svizzera degli imprenditori
La popolazione svizzera ha respinto oggi la cosiddetta «Iniziativa per la sostenibilità» dell’UDC. L’Unione svizzera degli imprenditori saluta con favore questa decisione, che garantisce una maggiore certezza nella pianificazione e il mantenimento di relazioni stabili con l’UE. Allo stesso tempo, è necessario prendere sul serio le preoccupazioni di molti cittadini, espresse nelle ultime settimane e che hanno portato a un’elevata percentuale di «Sì». Soprattutto nei settori delle infrastrutture, dell’alloggio e dell’asilo sono necessari miglioramenti concreti e un’azione politica responsabile. Anche l’immigrazione può essere ridotta dalla Svizzera di propria iniziativa – questo richiede però senso di responsabilità e disponibilità all’impegno da parte di tutti.
13:57
13:57
Iniziativa 10 milioni, per i Verdi la popolazione «vuole una Svizzera aperta»
Il popolo ha rifiutato la propaganda allarmistica dell'UDC, scegliendo invece una Svizzera aperta. È quanto mettono in evidenza i Verdi a proposito della votazione odierna sull'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!», del cui esito il partito si dice «sollevato».
Secondo la formazione, la popolazione sostiene la cooperazione con l'Europa: relazioni ordinate e costruttive con i nostri vicini sono essenziali. Pertanto, gli Accordi bilaterali III devono essere finalizzati rapidamente, ha affermato, citata in una nota, la capogruppo alle Camere federali Greta Gysin (TI).
I Verdi hanno anche espresso preoccupazione per l'imbarbarimento del dibattito democratico. Durante la campagna elettorale, sono state oltrepassate delle linee rosse, lamentano gli ecologisti, menzionando casi di incitamento all'odio, diffusione di notizie false e uso manipolativo dell'intelligenza artificiale.

13:46
13:46
Ticino, manca solo Bellinzona
A Lugano il «no» all'Iniziativa 10 milioni si è attestato al 51,64%. Respinta anche a Locarno (53,95%), Mendrisio (51,22%) e Chiasso (50,33%).
A Lugano è stata approvata la legge sul servizio civile con i sì al 54,39%. Bocciata l’iniziativa sulle cure dentarie (no al 70,68%), accettata la neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima (sì al 73,51%).
Ora mancano soltanto i risultati di Bellinzona.
13:41
13:41
Ticino, mancano solo Bellinzona e Lugano
Sono stati scrutinati 98 Comuni in Ticino. Mancano solo Bellinzona e Lugano.
Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)» – 51,59% sì
Modifica della legge sul servizio civile – 51,53% sì
Iniziativa popolare legislativa generica «Per il rimborso delle cure dentarie» – 50,59% no
Iniziativa popolare costituzionale elaborata «Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima» – 74,11% sì
13:39
13:39
Wermuth (PS): «Le critiche dell'UDC all'immigrazione hanno stancato la maggioranza degli elettori»
Le critiche dell'UDC all'immigrazione hanno stancato la maggioranza degli elettori. È la lettura al voto odierno sull'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!» fornita dal co-presidente del PS Cédric Wermuth, stando al quale anche i timori per le relazioni con l'Ue hanno contribuito al rifiuto.
Molte persone ne hanno fin sopra i capelli di sentire che i migranti sono responsabili di tutto, ha detto il consigliere nazionale argoviese sollecitato dalla radio SRF. «Per fortuna, questa ricerca di capri espiatori ha raggiunto il suo limite».
Inoltre, l'approccio bilaterale è profondamente radicato nella popolazione, ha continuato Wermuth. «Nell'era di Putin e Trump, era impensabile che potesse essere seriamente messo in discussione», ha commentato il leader socialista.
13:39
13:39
Giovani Verdi: «La sconfitta di misura mostra la rilevanza del servizio civile»
La sconfitta di misura subita dagli oppositori della riforma del servizio civile dimostra quanto sia importante tale servizio per la società. Lo ha dichiarato alla radio SRF Magdalena Erni, copresidente dei Giovani Verdi, che ha annunciato che continuerà a battersi in tal senso.
«La metà della popolazione vuole mantenere il servizio civile così com'è», ha sottolineato Erni. Il comitato del «no» intende continuare a combattere ogni ulteriore indebolimento del servizio civile e la «tattica del salame» voluta dal Parlamento.
«Non credo che persone demotivate o con conflitti di coscienza entreranno nell'esercito», ha risposto Erni alla domanda se i giovani uomini si metteranno ora sempre più spesso in malattia per evitare il servizio militare.
13:38
13:38
Grigioni: l'UDC può sperare in un seggio nel Governo retico
Stando ai risultati parziali aggiornati delle elezioni del Governo grigionese i quattro Consiglieri di Stato in carica vengono riconfermati. La candidata dell'UDC, Valérie Favre Accola, si piazza ora al quinto posto.
Al primo posto rimane l'attuale presidente del Governo, Martin Bühler (PLR), seguito da Marcus Caduff (Centro). Al terzo posto si posiziona Carmelia Maissen (Centro). Peter Peyer (PS) sorpassa per 915 voti la candidata dell'UDC, Valérie Favre Accola.
Aita Zanetti (Centro) viene superata da Nora Saratz Cazin (Verdi liberali). In questo caso i voti di scarto sono pochissimi, ovvero 86. Al settimo posto segue l'unico candidato italofono, Maurizio Michael (PLR), e all'ultimo posto rimane l'engadinese Reto Bott (indipendente).
Stando ai dati attuali si profila un'elezione storica nei Grigioni per due aspetti: per la prima volta siederebbero due donne nell'esecutivo cantonale. Il secondo aspetto riguarda la partecipazione. Con 97 Comuni conteggiati su 100 la partecipazione si attesta al 49,67%. Un dato che si prospetta da record.
I risultati definitivi per il Governo sono attesi fra le 14 e le 14.30.
13:37
13:37
UNIA sull'Iniziativa 10 milioni: «Ora si rafforzino i diritti dei lavoratori»
Per il sindacato UNIA, la maggioranza delle elettrici e degli elettori si è espressa «contro nuove forme di discriminazione e a favore della protezione salariale e dei diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori. Viene salvaguardata la libera circolazione delle persone e con essa il diritto di stabilirsi in Svizzera o negli Stati dell’UE con uno status di soggiorno regolare, di lavorare senza discriminazioni salariali e di vivere con la propria famiglia. Abbiamo scongiurato un ritorno al disumano statuto dello stagionale. La campagna di voto e l’esito della votazione hanno tuttavia anche messo in luce un enorme malcontento per le crescenti disuguaglianze e i salari troppo bassi, in un contesto caratterizzato dal peggioramento delle condizioni di lavoro e dall’aumento del costo della vita». Per questo UNIA chiede di rafforzare la protezione salariale e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori con «soluzioni rapide ed efficaci ai problemi che caratterizzano la vita quotidiana delle lavoratrici e dei lavoratori».
Il sindacato si batterà a favore di miglioramenti e contro qualsiasi attacco alle condizioni di lavoro, che si tratti dello smantellamento dei salari minimi, dell’estensione degli orari di lavoro o della limitazione della protezione salariale.
13:37
13:37
Iniziativa 10 milioni, Dettling (UDC) deluso: «Hanno prevalso le città»
Il voto dei centri urbani è stato l'ago della bilancia che ha portato alla bocciatura dell'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!». Lo afferma il presidente dell'UDC, partito promotore del testo, Marcel Dettling, secondo cui «la campagna ha nettamente votato sì, ma le città hanno prevalso».
Dettling, intervistato dalla radio SRF, ha aggiunto che i problemi attuali rimarranno. «Invito coloro che ora festeggiano ad affrontarli», ha dichiarato il consigliere nazionale del canton Svitto.
Il politico non nasconde la sua delusione: «Non c'è nulla di cui essere contenti oggi». È fondamentale che in futuro si tenga comunque conto dell'ampia minoranza che ha votato sì, ha tenuto a rimarcare.
Sempre in casa democentrista, la consigliera nazionale Céline Amaudruz (GE) ritiene che la questione dell'immigrazione eccessiva resterà d'attualità. «L'UDC è l'unico partito che se ne occupa», ha detto, ospite negli studi televisivi di RTS.
Gli altri schieramenti, in particolare la sinistra, devono prendere coscienza del problema, che sta causando una crescente pressione sugli affitti e sui trasporti, ha sottolineato la ginevrina, dicendosi sicura che con questo risultato «le cose non miglioreranno».
13:36
13:36
Il comitato per il no all'Iniziativa 10 milioni: «Spetta ora alle forze politiche, compresa l’ UDC, fornire soluzioni concrete»
Respingendo l’iniziativa del caos dell’UDC, il popolo svizzero ha confermato la necessità di soluzioni mirate piuttosto che di una pericolosa sperimentazione. «L’alleanza formata dal PLR, Il Centro, PVL, PEV e dalle associazioni economiche ha dimostrato durante tutta la campagna che l’iniziativa non forniva alcuna risposta credibile alle sfide che la popolazione svizzera deve affrontare. Al contrario, avrebbe creato nuovi problemi e messo a repentaglio la stabilità, la prosperità e la sicurezza del nostro Paese». Questo risultato non deve tuttavia far passare in secondo piano le legittime preoccupazioni espresse negli ultimi mesi. «Spetta ora alle forze politiche responsabili, compresa l’ UDC, fornire soluzioni concrete alle preoccupazioni della popolazione, in particolare in materia di asilo, alloggi, mobilità e infrastrutture».
«L’iniziativa del caos ignorava deliberatamente una realtà fondamentale: la Svizzera sta invecchiando. Contrariamente a quanto sostiene l’UDC, la grande maggioranza delle persone che immigrano in Svizzera viene qui per lavorare e contribuisce direttamente alla nostra prosperità. Esigendo nero su bianco la denuncia a medio termine della libera circolazione delle persone, l’iniziativa mirava alla fine programmata degli Accordi bilaterali. Rimettere in discussione questi accordi avrebbe compromesso l’accesso privilegiato della Svizzera al mercato europeo. Con il previsto deterioramento delle nostre relazioni con l’UE in caso di SÌ, anche la partecipazione della Svizzera a Schengen-Dublino sarebbe stata compromessa».
13:33
13:33
UNIA sull'Iniziativa 10 milioni: «Ora si rafforzino i diritti dei lavoratori»
Per il sindacato UNIA, la maggioranza delle elettrici e degli elettori si è espressa «contro nuove forme di discriminazione e a favore della protezione salariale e dei diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori. Viene salvaguardata la libera circolazione delle persone e con essa il diritto di stabilirsi in Svizzera o negli Stati dell’UE con uno status di soggiorno regolare, di lavorare senza discriminazioni salariali e di vivere con la propria famiglia. Abbiamo scongiurato un ritorno al disumano statuto dello stagionale. La campagna di voto e l’esito della votazione hanno tuttavia anche messo in luce un enorme malcontento per le crescenti disuguaglianze e i salari troppo bassi, in un contesto caratterizzato dal peggioramento delle condizioni di lavoro e dall’aumento del costo della vita». Per questo UNIA chiede di rafforzare la protezione salariale e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori con «soluzioni rapide ed efficaci ai problemi che caratterizzano la vita quotidiana delle lavoratrici e dei lavoratori».
Il sindacato si batterà a favore di miglioramenti e contro qualsiasi attacco alle condizioni di lavoro, che si tratti dello smantellamento dei salari minimi, dell’estensione degli orari di lavoro o della limitazione della protezione salariale.
13:31
13:31
Piero Marchesi (UDC): «Un sì, anche se piccolo, in Ticino sarebbe un bel segnale»
Piero Marchesi, consigliere nazionale e presidente dell'UDC cantonale, ai microfoni di Teleticino: «Sapevamo che nemmeno in Ticino era così facile portarla a casa, perché il tema dei frontalieri non era così chiaro. C'era chi diceva che sarebbero aumentati. Credo che questo abbia in qualche modo convinto parte della popolazione a non sostenere l'iniziativa. Se arrivasse un sì, anche piccolo, da parte del Ticino sarebbe un bel segnale. Il Ticino negli ultimi 10 anni è cresciuto di diecimila persone, non abbiamo un problema di eccessivo aumento della popolazione ma un problema percepito dalla popolazione con i frontalieri. La lettura dell'iniziativa è stata diversa a dipendenza dei cantoni».
E sui bilateriali III: «Oggi si trattava di decidere due cose. O mantenere la situazione attuale, con pregi e difetti, oppure fare un passo indietro e tornare a gestire l'immigrazione, sapendo che ci sarebbero stati dei problemi con l'UE. Con i bilaterali III si tratta di fare un passo in avanti. Bisognerà capire se la situazione com'è oggi va bene oppure se si vuole fare un passo verso l'Unione europea, le cui conseguenze non sono chiare. La votazione di oggi non ci dà rassicurazioni aggiuntive ma ci dà un'altra lettura: popolo e Cantoni spesso non votano allo stesso modo. E chi si oppone alla doppia maggioranza è di solito contrario alle iniziative. Spero nella ragionevolezza e che si possa riconsiderare l'impianto elettorale della Svizzera».
13:28
13:28
Il PLR: «Ora ci si concentri sui problemi reali»
Il PLR sull'Iniziativa 10 milioni: «Ora più che mai è fondamentale prendere sul serio le preoccupazioni della popolazione e affrontare le sfide che il nostro Paese si trova ad affrontare. Il PLR è riuscito a dimostrare che questa iniziativa, pur mettendo in luce alcuni problemi ben reali, non offriva alcuna soluzione. Oggi desideriamo ringraziare tutte le persone che, in un contesto particolarmente teso, si sono impegnate in ogni angolo del Paese contro questa iniziativa del caos. Alla luce del risultato odierno, è fondamentale trovare soluzioni alle diverse sfide che il nostro Paese deve affrontare. Questo compito spetta anche all’UDC. L’UDC deve rivedere la sua posizione, altrimenti rischia di perdere ogni credibilità, proprio come la sinistra che si lamenta della carenza di alloggi ma blocca i progetti di costruzione».
Il consigliere federale Beat Jans deve rispettare la volontà del Parlamento
Il PLR «è fedele alla tradizione umanitaria svizzera. Teniamo inoltre allo Stato di diritto e al rispetto delle nostre leggi, motivo per cui il PLR ha presentato oltre 70 interventi nel corso di questa legislatura con l’obiettivo di arginare l’immigrazione illegale. Il PLR si aspetta quindi che il consigliere federale Jans rispetti la volontà del Parlamento e passi finalmente all’azione. Entro la fine dell’anno al più tardi, il suo dipartimento deve presentare un messaggio che affronti i problemi più urgenti nel settore dell’asilo».
Un ministro dell'Economia che non si vede
La situazione economica rimane tesa nonostante la bocciatura di questa iniziativa, aggiunge il PLR. Molte persone temono per il proprio posto di lavoro a causa dei dazi doganali statunitensi e numerose PMI sono preoccupate per il proprio futuro. «Nonostante ciò, il presidente della Confederazione e ministro dell’Economia Guy Parmelin si è distinto per la sua assenza sulla questione doganale e durante la campagna su un’iniziativa che minacciava esplicitamente la via bilaterale. Sebbene il Consiglio federale avesse chiaramente raccomandato di respingere il progetto, ha persino lasciato che il proprio capogruppo affermasse pubblicamente di sostenere l’iniziativa, senza contraddirlo. È a dir poco curioso che un presidente della Confederazione anteponga gli interessi del proprio partito al principio di collegialità. In questi tempi di incertezza economica, la Svizzera ha proprio bisogno di un ministro dell’Economia che dia un orientamento chiaro e si impegni a favore dell’occupazione e della prosperità».
13:18
13:18
Ticino, scrutinati 90 Comuni su 100

13:17
13:17
Il politologo sul Servizio civile: «La popolazione si è fidata di Governo e Parlamento»
L'approvazione che si profila alle urne sulla riforma del servizio civile segue uno schema noto per le proposte delle autorità. «Quando non si sa esattamente di cosa si tratta, si tende a votare sì», ha detto il politologo di Gfs.bern Urs Bieri alla radio SRF.
La legge sul servizio civile è stata poco discussa all'ombra dell'iniziativa dell’UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!». Per questo la maggioranza degli elettori si è fidata delle raccomandazioni di Governo e del Parlamento, ha aggiunto Bieri all'emittente svizzero-tedesca.
Nei più recenti sondaggi vi era un pareggio tra sostenitori e oppositori. Alla fine la proposta delle autorità dovrebbe comunque spuntarla, stando alla prima proiezione di Gfs.bern per conto della SSR, anche se il margine d'errore è di +/- 3 punti percentuali.
13:16
13:16
Mühlemann (PLR) sull'Iniziativa 10 milioni «Siamo riusciti a far capire i pericoli»
«Siamo riusciti a dimostrare che sarebbe stata estremamente pericolosa». È il commento a caldo sull'esito della votazione odierna sull'iniziativa dell'UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!» del co-presidente del PLR Benjamin Mühlemann, rilasciato alla radio SRF. Il consigliere agli Stati glaronese ha affermato che durante la campagna elettorale è riuscito spesso a convincere le persone a votare no. Secondo le proiezioni, il testo è stato respinto dal 55% degli aventi diritto.
Stando al politico, il Paese sarebbe stato «praticamente dilaniato» se l'iniziativa fosse passata. La maggioranza della popolazione non desiderava però tale divisione, bensì lo sviluppo e la coesione, ha evidenziato. Mühlemann ha inoltre ribadito quanto sottolineato spesso dai contrari in questi mesi, ovvero che la proposta democentrista non avrebbe risolto alcun problema, anzi ne avrebbe generati di nuovi.
13:14
13:14
Nancy Lunghi (cure dentarie): «Ha prevalso la strumentalizzazione da parte dei contrari»
Nancy Lunghi, dentista ed esponente del comitato «Sì alle cure dentarie» (nonché municipale PS a Locarno), ai microfoni di Teleticino: «Sicuramente ne prendiamo atto con rammarico. Poteva essere un metodo prezioso per risolvere una lacuna del sistema sanitario svizzero. Il problema continuerà a esistere. Oggi una persona su tre rinuncia alle cure per motivi economici. Prendiamo atto, ci dispiace, continueremo a batterci per un accesso alle cure dentarie più equo. Purtroppo la campagna dei contrari all'iniziativa ha battuto molto sul paragonare l'iniziativa alla cassa malati e in un cantone in cui la preoccupazione per i costi della salute è alta, è andata così. Credo abbia prevalso una certa strumentalizzazione da parte dei contrari. La problematica di paragonare l'iniziativa alla cassa malati ha fatto breccia nel pensiero di chi è andato alle urne».
13:04
13:04
Ticino, scrutinati 81 Comuni
Con 81 Comuni su 100 scrutinati in Ticino, per i due temi cantonali si va verso la bocciatura dell’iniziativa «Per il rimborso delle cure dentarie» (no al 69,72%) e verso l’approvazione dell’iniziativa «Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima» (sì al 74,06%).
Per i due temi federali si va verso un doppio sì: attualmente il 51,79% dei votanti approva l’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!» e il 54,28% è favorevole alla modifica della Legge sul servizio civile.
La partecipazione si attesta attorno al 51%.
12:56
12:56
Servizio civile: la proiezione indica un sì al 53%
La riforma del servizio civile, che vuole renderne l'accesso più difficile, dovrebbe essere approvata con il 53% dei voti: è questa la tendenza che emerge dai primi risultati, stando all'istituto demoscopico Gfs.bern, che opera per conto della SSR.
Gfs.bern parla di un margine d'errore del +/- 3%. Anche i primi risultati intermedi dei cantoni di Zurigo e Argovia confermano il trend favorevole alla riforma: gli elettori la approvano con rispettivamente il 59,5% e il 58,5%. Stessa tendenza nei canton Grigioni e Ticino, dove i cittadini approvano il testo rispettivamente con il 60,2%, e il 54,8%, dopo lo spoglio di circa 60 comuni su 100. In controtendenza, invece, Ginevra e Basilea Città che, secondo i dati forniti dalle cancellerie cantonali, dicono «no» rispettivamente al 55,7% e al 61,6%.
Stando agli ultimi sondaggi, si profilava una situazione di parità tra sostenitori e oppositori. Alla fine, tuttavia, la proposta delle autorità è riuscita a imporsi. Un progetto simile era fallito sei anni fa al Consiglio nazionale. Nel 2023 il Parlamento ha chiesto una nuova versione tramite una mozione.

12:52
12:52
Ticino, scrutinati 60 Comuni
In Ticino sono stati scrutinati 60 Comuni. I risultati parziali:
Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)» – 52,22% sì
Modifica della legge sul servizio civile – 54,85% sì
Iniziativa popolare legislativa generica «Per il rimborso delle cure dentarie» – 70,00% no
Iniziativa popolare costituzionale elaborata «Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima» – 74,40% sì
12:49
12:49
Gargantini (UNIA): «Dobbiamo trovare soluzioni ai problemi reali»
Giangiorgio Gargantini, segretario regionale di UNIA, ai microfoni di Teleticino: «Al momento diciamo "per fortuna". E rivolgiamo un pensiero alle lavoratrici e ai lavoratori che si sono sentiti ancora una volta attaccati. Non torneremo indietro di 50 anni. I ticinesi hanno compreso l'importanza della votazione sull'Iniziativa 10 milioni. L'eventuale approvazione in Ticino non sorprende: diverse delle problematiche poste dall'iniziativa sono reali, le soluzioni proposte sono sbagliate. Un "sì" in Ticino era scontato. Se fosse, come sembra, un piccolo "sì" sarebbe la dimostrazione che i ticinesi riconoscono i problemi, come la situazione lavorativa in Ticino, ma che le soluzioni portate dalla destra non sono quelle giuste».
12:41
12:41
Maderni (PLR) soddisfatta
La deputata del PLR Cristina Maderni ai microfoni di Teleticino: «Le due campagne fatte a livello cantonale stanno dando risultati molto netti. Per il momento siamo soddisfatti della risposta del Ticino. Diciamo "no" a un aumento delle imposte».
12:36
12:36
Iniziativa 10 milioni: la proiezione indica un no al 55%
Gli svizzeri hanno bocciato oggi alle urne l'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!». È quanto indica una proiezione diffusa dall'istituto demoscopico gfs.bern per conto della SSR, stando alla quale il testo promosso dall'UDC è stato respinto dal 55% degli aventi diritto.
Il margine di errore è del 3%. Lukas Golder, politologo di gfs.bern, ha spiegato che a risultare decisiva è la netta proporzione di contrari registrata in Romandia e nei centri urbani.
In diversi cantoni della Svizzera tedesca si profila comunque una vittoria dei sì. I favorevoli sono attualmente avanti anche in Ticino, dove, dopo lo spoglio di 60 comuni su 100, l'oggetto raccoglie il 52,2% dei consensi. Grande equilibrio invece nei Grigioni (78 municipi su 100 scrutinati), con i sì al 50,4%.

© KEYSTONE
12:33
12:33
Ticino, scrutinati 40 Comuni

12:31
12:31
Riforma del servizio civile verso l'approvazione
La riforma del servizio civile, che vuole renderne l'accesso più difficile, dovrebbe essere approvata: è questa la tendenza che emerge dai primi risultati, stando all'istituto demoscopico Gfs.bern, che opera per conto della SSR.
Gfs.bern parla di un trend positivo quando la percentuale di «sì» prevista è superiore al 55%. Anche i primi risultati intermedi del canton Zurigo confermano questo trend: gli elettori approvano la riforma con il 59,5%. Stessa tendenza nei canton Grigioni e Ticino, dove i cittadini approvano il testo rispettivamente con il 60,2%, e e il 56,6%, dopo lo spoglio dei primi comuni. In controtendenza, invece, Ginevra che, secondo i dati forniti dalla cancelleria cantonale, dice «no» al 55,7%.
Stando agli ultimi sondaggi, si profilava una situazione di parità tra sostenitori e oppositori. Alla fine, tuttavia, la proposta delle autorità è riuscita a imporsi. Un progetto simile era fallito sei anni fa al Consiglio nazionale. Nel 2023 il Parlamento ha chiesto una nuova versione tramite una mozione.
La riforma
Il progetto attua in modo rigoroso l'obbligo costituzionale per gli uomini di prestare servizio militare. Il fronte del «sì» ha ricordato durante la campagna che il servizio sostitutivo deve rimanere un'eccezione. Attualmente, a loro avviso, è «troppo attraente» rispetto al servizio militare. La situazione geopolitica attuale richiede un esercito efficiente, hanno sottolineato i sostenitori.
Gli oppositori hanno criticato invece una riforma che farà calare il numero dei civilisti del 40%. A loro avviso, in caso di sì, si sentirà la mancanza di personale proprio dove ce n'è più bisogno: ospedali, case di cura, scuole, protezione dell'ambiente, agricoltura o economia alpina. Inoltre, l'esercito non trarrà alcun vantaggio dall'inasprimento previsto.
La modifica di legge prevede sei misure mirate per rendere più difficile il passaggio dal servizio militare a quello civile. Fra le altre cose, chi sceglie di svolgere il servizio civile dovrà impegnarsi per un minimo di 150 giorni. Inoltre, il calcolo dei giorni ancora da prestare sarà effettuato applicando un fattore correttivo di 1,5 anche per i sottufficiali e gli ufficiali.
12:24
12:24
Nuova tendenza: l'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!» verso la bocciatura
Va verso una bocciatura l'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!». Secondo una tendenza divulgata poco fa dall'istituto demoscopico gfs.bern, che lavora per la SSR, gli svizzeri avrebbero respinto il testo promosso dall'UDC.

12:21
12:21
Primi 21 Comuni scrutinati in Ticino
Sono stati scrutinati i primi 21 Comuni in Ticino. I risultati parziali:
Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)» – 50,73% sì
Modifica della legge sul servizio civile – 55,32% sì
Iniziativa popolare legislativa generica «Per il rimborso delle cure dentarie» – 55,03% no
Iniziativa popolare costituzionale elaborata «Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima» – 75,09% sì

12:06
12:06
Verso un doppio sì nei Grigioni
Quando sono stati scrutinati 58 comuni su 100 si delinea un serrato testa a testa per quanto concerne l'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)», con i sì in leggero vantaggio (50,65%). Più netto il consenso alla modifica di legge sul servizio civile (60,21%).
12:05
12:05
Le primissime tendenze
La riforma del servizio civile, che vuole renderne l'accesso più difficile, dovrebbe essere approvata: è questa la tendenza che emerge dai primi risultati, stando all'istituto demoscopico Gfs.bern, che opera per conto della SSR.
Si annuncia come tirato l'esito della votazione sull'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!». A mezzogiorno, non era ancora disponibile alcuna tendenza da parte dell'istituto demoscopico gfs.bern, che lavora per la SSR, sul testo promosso dall'UDC.
Il testo promosso dall'UDC
Nota anche come Iniziativa per la sostenibilità, chiede di limitare la popolazione residente permanente nella Confederazione, stabilendo che non possa oltrepassare la soglia di 10 milioni di abitanti prima del 2050. Qualora si raggiungessero i 9,5 milioni, Consiglio federale e Parlamento dovrebbero adottare provvedimenti, in particolare nel settore dell'asilo e del ricongiungimento famigliare. Ad esempio, le persone ammesse a titolo provvisorio non potrebbero più ottenere un permesso di dimora o di domicilio, né la cittadinanza elvetica.
Il governo dovrebbe inoltre invocare le clausole previste dagli accordi internazionali che contribuiscono alla crescita demografica. Se le misure non fossero sufficienti e si arrivasse a quota 10 milioni, il passo successivo sarebbe rescindere i trattati. Dopo due anni, come ultima spiaggia, toccherebbe anche all'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Unione europea.
L'obiettivo dei promotori è porre un freno all'immigrazione di massa. A loro dire, questo fenomeno è all'origine di numerosi problemi, fra cui la carenza di alloggi, l'aumento della criminalità, la cementificazione del paesaggio, la pressione sul sistema educativo e i treni sovraffollati. D'altro canto, gli scettici, sostenuti da esecutivo e Camere, evidenziano come l'iniziativa metta in pericolo il benessere e il funzionamento della società. Per le imprese sarebbe infatti difficile continuare ad assumere la manodopera necessaria, agli ospedali e alle case di cura verrebbe a mancare personale e la via bilaterale con l'UE sarebbe messa in discussione.
12:00
12:00
Les jeux sont faits, rien ne va plus
Les jeux sont faits, rien ne va plus. A mezzogiorno in punto sono terminate le operazioni di voto su due temi federali e due cantonali.
Iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)»
Modifica della legge sul servizio civile
Iniziativa popolare legislativa generica «Per il rimborso delle cure dentarie»
Iniziativa popolare costituzionale elaborata «Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima»
La tensione intorno all'iniziativa democentrista (Iniziativa per la sostenibilità) è palpabile. Il «sì» e il «no» sono testa a testa nei sondaggi. Secondo gli ultimi rilevamenti di SSR e 20 Minuten/Tamedia, il «no» sarebbe in vantaggio con il 52%. Un terzo sondaggio condotto dall'istituto YouGov prevede il 55% di voti contrari. Si tratta di una leggera tendenza al «no» che si è intensificata nel corso delle settimane.
In diretta su Teleticino, alle 12.00 e alle 18.00, lo Speciale votazioni. E, dalle 18.30, i commenti sul voto alla domenica del Corriere. Ospiti di Gianni Righinetti il consigliere agli Stati UDC Marco Chiesa, la deputata del PLR Alessandra Gianella, Nancy Lunghi, dentista ed esponente del comitato «Sì alle cure dentarie», e il deputato del Centro Gianluca Padlina.
