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Ma in Ticino il «no» all'iniziativa SSR si ferma al 53,29% – «Sì» all'imposizione individuale, bocciato il fondo per il clima – Sul denaro contante passa il controprogetto – Ticinesi contrari all'iniziativa sul dumping salariale
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21:34
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«No» all'iniziativa SSR, l'ATG: «Una risposta contro la versione svizzera del ‘trumpismo mediatico’»
Per la seconda volta il popolo svizzero ha bocciato in modo chiaro «un’iniziativa che intendeva attaccare il servizio pubblico radiotelevisivo». E la stessa cosa hanno fatto anche i Cantoni. Secondo l’Associazione ticinese dei giornalisti «c’è ora da sperare che il fronte degli iniziativisti abbia capito la portata di questa doppia lezione del cittadino sovrano e che la voglia accettare». In Ticino il risultato è stato meno netto. «Qui la competizione Lega/ UDC in questa battaglia che loro stessi hanno definito ‘storica’ ha sicuramente lasciato il segno. E un segno lo ha sicuramente lasciato anche il fatto che una parte dei rappresentanti ticinesi a Berna – e in Consiglio di Stato – si è schierata a favore dell’iniziativa, con il rischio di indebolire la loro stessa regione». Il canone – viene ricordato – passerà comunque a 300 franchi, a partire dal 2029, e questo porterà la Rsi a dover tagliare circa 100 posti di lavoro. «E qui sollecitiamo l’azienda a limitare al minimo i licenziamenti e ad attuarli, laddove inevitabile, non dimenticandosi del suo ruolo sociale, favorendo pre-pensionamenti e turnover».
Il nuovo mandato della SSR
Finita una battaglia ne comincia già un’altra, quella sulla nuova concessione della SSR. Il «no» popolare di oggi «fa chiaramente capire che nel definire questo nuovo mandato occorrerà anche tener conto del risultato odierno; i cittadini e i Cantoni hanno a cuore un servizio pubblico radiotelevisivo forte e ciò significa in prima linea un’informazione della SSR, anche culturale, affidabile e credibile, solida pure dal punto di vista finanziario». E per farlo «la SSR deve poter continuare a far leva su altri sport e intrattenimento, per offrire una programmazione completa e capace di proporre anche una valida alternativa alle tante piattaforme straniere a pagamento».
«Trumpismo mediatico» versione svizzera
La campagna che si è appena conclusa, scrive ancora l’Atg, «ha confermato che un certo ‘trumpismo mediatico’ esiste anche in Svizzera e in Ticino. Una corrente che non perde occasione per schierarsi contro l’informazione indipendente e contro il sistema mediatico del nostro paese». Questo fronte «non se la prende solo con il servizio pubblico, ma anche con le testate giornalistiche private. Non va dimenticato che chi ha lottato contro la SSR, nel 2022 aveva promosso un referendum contro un pacchetto di aiuto ai media privati locali. Referendum purtroppo riuscito». Quel pacchetto «avrebbe sicuramente aiutato a prevenire l’ondata di licenziamenti che il nostro settore ha conosciuto nel corso degli ultimi anni, oltre San Gottardo e anche in Ticino».
L'auspicio
Nel settore dei media svizzeri «non bisogna procedere a tagli, ma semmai a un incremento del sostegno (indiretto) pubblico. E questo a livello federale e nei cantoni, Ticino compreso. In un’epoca di guerre ibride, fake news a ritmo continuo e disinformazione capace di influenzare votazioni ed elezioni, disporre di un paesaggio mediatico forte, pubblico e privato, è essenziale per il buon funzionamento del nostro sistema democratico».
20:58
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Iniziativa SSR, Gianini: «Temevo questo voto perché era subdolo»
«Temevo questo voto perché era subdolo, molto più ragionato rispetto all’iniziativa ‘No Billag’. E forse proprio perché lo si è temuto, dalla parte del ‘no’ ci si è organizzati in maniera tale da portare a casa un risultato importante, chiarissimo a livello nazionale: a favore del servizio pubblico, di un’informazione di qualità e dei posti di lavoro». Sono queste le considerazioni del consigliere nazionale Simone Gianini (PLR) in merito al «no» dei cittadini svizzeri all’iniziativa SSR.
«Certo, forse a Comano qualche riflessione in più la Rsi la dovrà fare», rileva ancora Gianini. Tuttavia «questo è un ‘no’ consistente e ci consentirà di godere di una chiave di riparto che vede arrivare in Ticino parecchie risorse dalla Svizzera interna». Il grosso rischio per il nostro cantone, secondo il deputato PLR, «era che passasse il ‘sì’ a fronte di una bocciatura nazionale, e di dover quindi spiegare poi agli svizzeri tedeschi perché è giustificato che ci sia una radiotelevisione importante in Ticino».
20:39
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Due Comuni friburghesi in ritardo: il Consiglio federale non ha aspettato
I risultati definitivi delle votazioni federali, dopo le 20.30, non sono ancora noti. Il motivo è da ricercarsi in due Comuni friburghesi che hanno dovuto ricontare i voti. Estavayer-le-Lac e Marly hanno incontrato delle difficoltà, ha riferito a Keystone-ATS una fonte vicina al dossier. L'esito delle votazioni, in ogni caso, non cambierà. Per la prima volta nella storia recente, il Consiglio federale ha commentato il risultato di una domenica di votazioni prima della pubblicazione dei risultati definitivi.
20:25
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Dumping, Pronzini: «Se non si mette un argine questa situazione continuerà»
«Abbiamo cercato di mettere al centro del dibattito la questione di una riduzione generalizzata degli stipendi che sta avvenendo e di una notevole discriminazione salariale tra uomo e donna. Sono temi che coinvolgono tutta la popolazione e noi avevamo una proposta molto chiara e semplice: bisogna controllare queste leggi». Esprime rammarico il deputato Mps Matteo Pronzini per la bocciatura dell’iniziativa lanciata dal suo partito per contrastare il dumping salariale. «Il Consiglio di Stato, le associazioni padronali e i partiti di destra hanno tentato, come sempre, di vendere fumo. In realtà non si fa nulla. E questa situazione, se non si mette un argine, continuerà».
A votare sì «sono stati soprattutto giovani che devono partire da questo cantone perché non trovano lavoro, donne che quotidianamente subiscono discriminazione salariale, interi settori che ogni giorno si vedono fare proposte per peggiorare le condizioni di lavoro». Ecco, «noi, con questa nostra iniziativa, siamo riusciti a entrare in contatto con questi settori». La situazione «è inaccettabile e dall'altra parte le forze maggiori che dirigono questo Cantone di fatto non hanno fatto nulla, altrimenti non si capirebbe perché negli ultimi vent'anni gli stipendi hanno continuato a diminuire». La difesa delle condizioni di lavoro e il contrasto alla discriminazione uomo-donna «fanno parte del DNA del Mps e le porteremo avanti. Lo stiamo facendo quotidianamente e continueremo a farlo sia all'interno del Legislativo che al di fuori di esso».
19:27
19:27
«No» all'iniziativa SSR, Timbal: «Un passo di legittimazione verso il servizio pubblico»
«Un passo di legittimazione verso un servizio pubblico che sia forte nelle regioni, perché con 200 franchi la presenza che abbiamo oggi non sarebbe più stata sostenibile». Così il direttore della Rsi Mario Timbal commenta la bocciatura dell’iniziativa che voleva ridurre il canone radiotelevisivo a 200 franchi. Ma il risultato di oggi «è anche un messaggio forte per avere una Rsi presente nel mondo digitale, perché la proposta in votazione avrebbe limitato ulteriormente la nostra presenza». Che invece, viene assicurato, verrà rafforzata. «Chiaramente, dopo una campagna molto dura e molto polarizzata, sarà importante per noi riallacciare un rapporto con tutto il cantone e fare in modo che le scorie di questa campagna non vengano a interferire con il servizio che noi offriamo a tutti i cittadini».
Bisognerà anche fare tesoro del dibattito di questi ultimi mesi. «Le riflessioni sono già in corso», precisa la presidente della CORSI Giovanna Masoni Brenni. «Sono anni che l’ascolto, il dialogo con il pubblico, con gli interlocutori e con il Paese sono molto aumentati. E continueremo su questa via, anche e soprattutto con quella minoranza che ha votato sì». Tornando al risultato di oggi «in Ticino siamo partiti con 32'000 firme a sostegno dell’iniziativa, con promotori e consiglieri agli Stati che la sostenevano», ricorda Masoni Brenni. «Quando io ho accettato questa battaglia come presidente della CORSI ci eravamo detti: ‘è una missione quasi impossibile’. E invece ce l’abbiamo fatta e siamo molti soddisfatti del risultato».
19:19
19:19
Iniziativa SSR: Rösti soddisfatto, ma ora nuova concessione
Un consigliere federale Albert Rösti più che soddisfatto dell'esito negativo dell'iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)», con popolo e Cantoni che hanno seguito in toto le indicazioni dell'esecutivo. Ora, occorre continuare con la nuova concessione.
Nella tradizionale conferenza stampa dopo le votazioni, Rösti si è presentato per commentare il netto «no» (quasi il 62%) all'iniziativa, affermando che i votanti hanno ascoltato le raccomandazioni di Governo e Parlamento. In particolare, secondo il ministro delle comunicazioni, ha giocato un ruolo il controprogetto all'iniziativa SSR proposto dal Consiglio federale: l'esecutivo ha infatti già deciso di ridurre il canone per le economie domestiche nel 2027 da 335 a 312 franchi e nel 2029 a 300 franchi. Dal 2027 inoltre circa altre 65'000 imprese non dovranno più pagare la tassa.
Il rifiuto del testo non deve impedirci di pensare all'evoluzione della SSR, ha continuato Rösti, che si è detto pronto a proseguire le discussioni sulla nuova concessione, nella quale lo sport e l'intrattenimento saranno ridimensionati, mentre nell'offerta rimarranno ben presenti l'informazione, la formazione e la cultura. In particolare, la SSR dovrà proporre quegli sport che i media privati non potranno diffondere.
Inoltre, Rösti ha ribadito che la riduzione del budget (-17%) già avviata dalla SSR con il progetto «Enavant», oltre a un ridimensionamento di alcuni settori, porterà a un risparmio nel personale di circa 900 impieghi.
19:12
19:12
Fondo per il clima: il popolo ha confermato la politica del governo
Bocciando l'iniziativa per un fondo per il clima, i votanti hanno confermato la politica del Consiglio federale. Lo ha affermato il ministro dell'ambiente Albert Rösti, prima di aggiungere che l'esecutivo proseguirà su questa strada ed elencare le leggi che popolo e parlamento hanno adottato negli ultimi quattro anni in ambito ambientale.
«Si tratta della legge sul clima e l'innovazione, quella su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, della revisione della legge sul CO2 e la legge sulla protezione dell'ambiente che mira a rafforzare l'economia circolare e a ridurre le emissioni», ha precisato.
«La Svizzera da sola non può influenzare il cambiamento climatico, c'è bisogno di tutti i paesi», ha sostenuto Rösti, puntando il dito in particolare su chi produce più emissioni, come Cina, Stati Uniti, India, Arabia Saudita. La ultima COP ha però mostrato le difficoltà attuali di unire le forze, ha aggiunto. Per questo è ancora più importante che la Svizzera si faccia forte con le sue misure e innovazioni anche al di fuori dei suoi confini, ha rilevato, prima di concludere dicendo che «la nostra politica attuale di riduzione di gas a effetto serra è efficace».
19:12
19:12
Imposizione individuale: l'iniziativa del Centro è problematica
Commentando il «sì» all'imposizione individuale, la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha ricordato in conferenza stampa che la grande maggioranza dei cittadini pagherà meno o lo stesso importo di imposte rispetto a oggi, mentre una minoranza subirà un certo aumento del carico fiscale. Rispondendo a una domanda, ha poi evocato l'iniziativa popolare del Centro, che mira anch'essa a eliminare la penalizzazione fiscale del matrimonio.
Se questa dovesse essere accettata in votazione «sarebbe problematico», in quanto la proposta del Centro esclude l'imposizione individuale come soluzione, ha sottolineato la ministra delle finanze. «Sarebbe quindi molto difficile applicare entrambe le cose contemporaneamente».
Alla domanda se l'ipotetico articolo costituzionale avrebbe più peso rispetto alla legge, Keller-Sutter ha risposto che «bisognerà esaminare la questione, non è del tutto chiaro come si debba procedere». La ministra delle finanze ha poi ricordato la posizione del Consiglio federale, contraria all'iniziativa del Centro: «lo stato civile non deve figurare nella Costituzione come base del diritto fiscale», ha sostenuto.
19:00
19:00
I Verdi: «La neutralità climatica resta un obbligo»
Verdi Svizzera e Verdi del Ticino esprimono «profonda delusione» per il rifiuto dell'iniziativa per un fondo per il clima. Nonostante l'esito della votazione, «il mandato democratico resta chiaro: la neutralità climatica è un obiettivo prioritario scritto nella legge e sostenuto dalla popolazione, come evidenziato dal barometro delle apprensioni: il cambiamento climatico è da anni una delle principali preoccupazioni della popolazione».
Responsabilità e fatti scientifici
Oggi l'elettorato – secondo gli ecologisti – «ha respinto uno strumento di finanziamento concreto e socialmente accettabile, consegnando così un chiaro mandato al consigliere federale Albert Rösti e alla maggioranza di destra, che ora hanno l'obbligo di presentare soluzioni scientificamente fondate per gli obiettivi sanciti per legge». Durante tutta la campagna referendaria, «la scienza è stata ripetutamente screditata dal consigliere federale Albert Rösti e da Economiesuisse. Il nostro impegno per la protezione del clima e per un futuro vivibile rimane immutato». Per i Verdi la strada da seguire è chiara: addio alle fonti fossili; basta tagli al clima; energie rinnovabili.
«Un chiaro 'no' a difesa del Ticino e della Rsi»
Viene invece accolta con grande soddisfazione la bocciatura dell'iniziativa «200 franchi bastano». La popolazione «ha lanciato un segnale inequivocabile a sostegno del servizio pubblico radiotelevisivo. Per il Ticino e la Svizzera italiana, il risultato di oggi non è solo una vittoria per la democrazia, ma una garanzia per la nostra identità culturale e per la tutela di centinaia di posti di lavoro». Come ricorda Greta Gysin, consigliera nazionale Verdi del Ticino, «l'accettazione dell'iniziativa avrebbe messo a rischio tra i 500 e i 700 posti di lavoro diretti nel nostro cantone, senza contare quelli indiretti dovuti al mancato indotto economico».
Imposizione individuale e dumping
Soddisfazione viene espressa anche per l'accettazione dell'imposizione individuale, «che abbiamo contribuito a plasmare in modo decisivo in Parlamento». Il nuovo sistema, approvato proprio l'8 marzo, «è una vittoria per la parità e per una società moderna e più equa». C’è invece rammarico da parte dei Verdi del Ticino per la bocciatura dell’iniziativa contro il dumping salariale. «È una mancata occasione per intervenire concretamente in un mercato del lavoro segnato da salari da fame e precarietà». Nonostante il risultato, «i problemi strutturali del nostro cantone permangono e restano irrisolti. La nostra mobilitazione non si ferma quindi qui; continueremo a batterci in Gran Consiglio per ottenere controlli più severi e trasparenza, perché il ‘no’ di oggi non deve diventare un lasciapassare per lo sfruttamento e la concorrenza sleale sulla pelle di chi lavora».
18:52
18:52
Denaro contante, Keller-Sutter: «Ora c'è chiarezza nella Costituzione»
Con la decisione odierna sul denaro contante c'è chiarezza riguardo al quadro costituzionale: lo ha detto la consigliera federale Karin Keller-Sutter commentando l'approvazione del controprogetto indiretto all'iniziativa lanciata sul tema.
«Per la popolazione e l'economia nella vita quotidiana non cambia però nulla», ha aggiunto la 62enne. «Non vi sono costi supplementari per la Confederazione o i cantoni», ha puntualizzato la responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF).
«Il denaro contante continua peraltro ad avere una grande importanza», ha chiosato l'esponente del PLR. «Anche se oggi viene usato di meno, rimane un mezzo di pagamento importante». E con la decisione odierna rimane immutato il quadro istituzionale dell'approvvigionamento di monete e banconote, che rimane di competenza della Banca nazionale svizzera (BNS), ha concluso.
18:12
18:12
UDC Ticino: «Dal nostro cantone un segnale chiaro alla RSI»
L’iniziativa federale per ridurre il canone SSR a 200 franchi è stata respinta dal popolo svizzero, che ha quindi confermato il sostegno al servizio pubblico radiotelevisivo. Secondo l’UDC Ticino, «resta però un fatto importante: grazie all’iniziativa, nel 2029 il canone verrà comunque ridotto da 335 a 300 franchi, con un alleggerimento concreto per le famiglie svizzere». Particolarmente significativo, secondo il partito, è il risultato ticinese. «Nonostante una campagna allarmistica del fronte contrario – che evocava scenari catastrofici su posti di lavoro e coesione nazionale – quasi un ticinese su due ha sostenuto l’iniziativa». Per i democentristi «si tratta di un segnale politico che la SSR e in particolare la RSI dovrebbero prendere sul serio: in Ticino cresce l’insofferenza verso un’informazione spesso percepita come parziale e troppo orientata a sinistra».
«Bocciate le ricette estreme della sinistra»
L’UDC Ticino rileva invece con soddisfazione «che ancora una volta le soluzioni estreme della sinistra nel mondo del lavoro sono state respinte dal popolo». L’iniziativa antidumping «ha comunque avuto il merito di riportare al centro del dibattito il problema del dumping salariale in Ticino». Tuttavia «bisogna avere il coraggio di indicarne la causa principale: la libera circolazione delle persone con l’Unione europea, troppo spesso difesa dalla sinistra». Il popolo ticinese avrà presto l’occasione di affrontare il problema alla radice, viene ricordato. Il prossimo giugno «sarà infatti chiamato a votare sull’iniziativa popolare a livello federale ‘No a una Svizzera da 10 milioni!’, che permetterebbe al nostro Paese di tornare a gestire autonomamente la migrazione e di disdire l’accordo sulla libera circolazione delle persone». Accordo «che ha peggiorato il mercato del lavoro ticinese, mettendo i residenti sotto pressione a causa del massiccio afflusso di manodopera frontaliera e costringendo ogni anno circa 800 giovani ticinesi a emigrare oltre San Gottardo per trovare opportunità professionali».
17:44
17:44
«Iniziativa SSR», Sirica: «Dal Ticino un 'no' significativo»
«Non era per nulla scontato che il Ticino fosse rosso sulla cartina. Si tratta di un ‘no’ molto significativo, perché la mia lettura non è tanto un essere contro la RSI, contro il servizio pubblico. Il sentimento che ho avuto io dalla popolazione è che chi ha detto 'sì' lo ha fatto anche per la questione del potere d'acquisto». Fabrizio Sirica, co-presidente del Partito socialista, commenta così il 53,29% di «no» all'iniziativa SSR espresso dai cittadini ticinesi. «Il messaggio - che in qualche modo è corretto - è che cento franchi fanno comunque la differenza quando mancano. Ma nonostante questa insidiosa argomentazione, abbiamo visto addirittura un quasi 52% di 'no' nella città di Lugano, dove avevamo tutti i più alti esponenti che si sono espressi a favore di questa iniziativa. Penso sia un segnale molto chiaro e molto positivo per il servizio pubblico». L'iniziativa «era pericolosa, potenzialmente estremamente dannosa, e in tutta la Svizzera ha visto l'opposizione dei Cantoni».
L'imposizione individuale
Passando al tema dell’imposizione individuale, «è vero che in Canton Ticino non è passato, ma il risultato complessivo per me, ed è quello che conta alla fine, è estremamente soddisfacente». Sull'elemento portato concernente l'aumento della burocrazia «andrà fatta comunque un'importante riflessione. Vi è comunque un costo e l'applicazione, in un cantone che fa molta fatica con le finanze, sicuramente è qualcosa che ha dato da pensare a molti. Queste argomentazioni andranno tenute in considerazione nell'implementazione».
La questione climatica
Concludendo con il fondo per il clima, «qui siamo sicuramente in presenza di una chiara sconfitta per il Partito socialista e per l'area rosso-verde che ha promosso l'iniziativa», prosegue Sirica. «Ce lo aspettavamo, ma ciò non toglie che fa male. E fa riflettere. L'espressione del voto è sempre molto legata alle congiunture del momento ed evidentemente il tema dell'investimento sul clima è passato non in seconda, ma forse in terza fascia tra le preoccupazioni, con l'argomento del potere d'acquisto da un lato e l'enorme questione internazionale dall'altro». Questo «sicuramente ci ha sfavoriti, così come il fatto che tutta l'attenzione si è concentrata molto su altre iniziative. Ciò ha avuto probabilmente un effetto sul tipo di dibattito che si è creato. Ma questa non vuole essere una scusa».
17:18
17:18
Iniziativa SSR, Carobbio: «Sono vari temi ad aver spinto la popolazione a votare 'no'»
La consigliera di Stato Marina Carobbio esprime «la sua soddisfazione personale e quella del Governo» per il «no» alle urne contro l’iniziativa SSR. Iniziativa che il Governo cantonale invitava a respingere «proprio per le conseguenze che avrebbe avuto in caso di ‘sì’, sia in termini di un’informazione di qualità, sia per le conseguenze a livello di coesione nazionale: noi siamo una minoranza linguistica e culturale, e grazie anche al servizio pubblico radiotelevisivo possiamo portare avanti il plurilinguismo e le nostre specificità come Svizzera italiana». Inoltre «non dobbiamo dimenticare l’impatto che l’approvazione avrebbe avuto in termini di posti di lavoro e di formazione».
Gli argomenti
Ma qual è l’argomento che ha convinto maggiormente i ticinesi? «Penso che siano più temi ad aver spinto la popolazione a votare ‘no’», risponde Carobbio. «C’è sicuramente quello dei posti di lavoro qualificati, in un cantone in cui già si fa fatica a offrirne ai giovani. C’è la questione dell’indotto, dunque delle altre aziende che hanno a che fare con il servizio pubblico radiotelevisivo». Oltre a ciò, «in questo periodo storico c’è anche il tema di un’informazione indipendente e corretta. Vediamo che c’è sempre più disinformazione e ciò mette a rischio la democrazia. E i cittadini lo capiscono».
Una buona fetta della popolazione ha comunque votato «sì». Un «sì», come detto, dovuto anche a un impatto finanziario che può essere importante per molte persone. «Certamente, questo è uno degli elementi che ha portato parte dei cittadini a esprimersi a favore», analizza Carobbio. «Penso soprattutto a chi è confrontato con un’erosione del proprio potere d’acquisto, valutando meno le conseguenze in termini di posti di lavoro o indotto economico per tutto il cantone». In merito a questo aspetto, «credo che la politica ticinese debba dare con urgenza delle risposte a queta erosione del potere d’acquisto. C’è una discussione sull’applicazione delle iniziative popolari sulle casse malati e ci sono altri temi legati la lavoro, ma qui c’è una vera e propria urgenza. Questo segnale non va sottovalutato».
17:01
17:01
Iniziativa SSR, l'UDC deplora il finanziamento a un «giornalismo di sinistra»
L'UDC deplora la bocciatura alle urne dell'iniziativa «200 franchi bastano!». Il canone obbligatorio, «del tutto ingiustificato» per le imprese e i commercianti, rimane in vigore e deve essere pagato in base al loro fatturato.
In un comunicato, l'UDC deplora inoltre che la popolazione svizzera debba continuare a finanziare un «giornalismo di sinistra» con «miliardi di franchi» provenienti dal canone. «Il fatto che il PS abbia sponsorizzato la campagna contro la proposta con un importo record di 1,6 milioni non è insignificante: si tratta chiaramente di un investimento in quella che sembra essere l'anticamera del partito», critica l'UDC.
Nonostante il rifiuto dell'iniziativa, l'UDC è comunque soddisfatta della futura riduzione del canone a 300 franchi per le famiglie e dello sgravio per molte piccole imprese. I democentristi vedono inoltre con favore il dibattito avviato sulla missione della SSR e il fatto «che sia stata messa in luce la parzialità politica della SSR».
16:37
16:37
«200 franchi bastano», la Lega: «Quasi un ticinese su due ha detto di sì»
La Lega dei Ticinesi prende atto del «no» popolare all’iniziativa «200 franchi bastano». Un esito che non sorprende, si legge in una nota stampa, «anche in considerazione della mobilitazione senza precedenti (che sarebbe stata degna di ben miglior causa) attuata dalla casta, che ha fatto quadrato attorno al proprio centro di potere, di distribuzione di cariche e di prebende, nonché di propaganda». Tuttavia «è un dato di fatto che un canone a 335 franchi già oggi è in contraddizione con le modalità di fruizione mediatica, e sempre più lo sarà in futuro. È quindi facile prevedere che il tema sarà destinato a ripresentarsi in futuro e certamente si porrà a livello federale al momento della ridefinizione della concessione della SSR». Il voto odierno, con quasi un ticinese su due favorevole all’iniziativa «dovrebbe imporre una profonda riflessione alla SSR-RSI». La Lega «non si fa però alcuna illusione al proposito: l’emittente ne è del tutto incapace, come ha abbondantemente dimostrato dopo la votazione sull’iniziativa ‘No Billag’».
La tassazione individuale
Il movimento di via Monte Boglia accoglie invece con favore il chiaro «no» espresso dal popolo ticinese alla Legge federale sull’imposizione individuale. In Ticino gli elettori «hanno respinto un modello che, tramite la leva fiscale, avrebbe favorito un determinato modello di famiglia, penalizzando chi sceglie di dedicarsi maggiormente alla cura dei figli o dei propri familiari. Prendiamo atto che a livello svizzero la legge è stata approvata». Tuttavia «restiamo convinti che la cosiddetta ‘penalizzazione fiscale del matrimonio’ debba essere risolta con altri strumenti, senza aumentare la burocrazia né imporre tramite il fisco un unico modello di famiglia».
Denaro contante
L’approvazione dell’iniziativa popolare «Il denaro contante è libertà» da parte del popolo ticinese soddisfa la Lega. La società ‘cashless’ «rende infatti il cittadino sorvegliabile, ricattabile e lo mette alla mercé della disponibilità e del finanziamento di tecnologie e infrastrutture elettroniche». Il prossimo passo «dovrà essere garantire che il contante venga sempre accettato come mezzo di pagamento: purtroppo anche lo Stato e il parastato danno il cattivo esempio, muovendosi in una direzione diversa. Questa deriva va fermata, e il controprogetto è solo una correzione minima».
La questione climatica
Il movimento giudica «molto positivo» il «no» al Fondo per il clima, «che avrebbe bruciato inutilmente 8 miliardi all’anno che sarebbero stati compensati con pesanti aggravi fiscali a carico di cittadini e imprese». Per il clima e la biodiversità, «la Svizzera spende già 3 miliardi di franchi all’anno, somma che è più che sufficiente».
Dumping salariale
Soddisfazione, infine, per la bocciatura dell’iniziativa popolare «Rispetto per chi lavora! Combattiamo il dumping salariale!», la quale, a dispetto del nome, «non avrebbe in alcun modo giovato ai salari dei ticinesi». L’iniziativa - definita - «un’operazione di marketing del MpS, avrebbe provocato l’ennesima ondata di burocrazia, e quindi di controlli e di costi, sia a carico dell’ente pubblico sia delle imprese, con effetto boomerang sull’occupazione».
16:24
16:24
Iniziativa SSR, Pamini: «Senza l'enorme schieramento di forze dei contrari, forse avrebbe vinto il "sì"»
«Siamo rammaricati che l’iniziativa non sia passata. Va detto che noi partivamo già vincitori perché Albert Rösti ha abbassato il canone a 300 franchi. Non siamo riusciti a fare quest'ultimo passo a 200, soprattutto esentando le imprese. E su questo tema magari nei prossimi anni ci sarà ancora occasione di lavorare, perché nei dibattitti è emerso varie volte che tassare le imprese per pagare la televisione viene criticato». È questa l'analisi del deputato UDC Paolo Pamini sulle votazioni odierne. Al di là dei commenti nazionali, «il Ticino ha confermato anche nel voto di oggi quelle sensibilità che erano già emersi durante la raccolta firme. Ricordiamo che 30.000 sottoscrizioni venivano da qui e oggi il Ticino è il secondo Cantone che più si avvicina al ‘sì', malgrado l’enorme schieramento di forze messe in campo dai contrari». Anzi, «oserei dire che senza di esso forse oggi staremmo commentando un sì. Credo che la RSI abbia un grande lavoro di autoanalisi da fare, a partire da domani».
«Non credo che l’argomento del potere d’acquisto fosse quello preminente»
Ma che cosa ha spinto tante persone a mobilitarsi per il «sì», nonostante la perequazione favorevole e il rischio di perdere tanti posti di lavoro? «Non credo che l’argomento del potere d’acquisto fosse quello preminente», replica Pamini. Credo che gran parte della popolazione ticinese abbia un atteggiamento di insofferenza verso la Rsi; molti suoi giornalisti si dichiarano appartenenti al campo progressista e questo traspare nel palinsesto».
L'impressione è che a livello nazionale l'Udc non abbia messo in campo i personaggi più forti per questa campagna. «Questa notizia è iniziata a circolare due settimane fa per mettere zizzania. In realtà non è così. Anche il direttore dell’USAM ha combattuto a fianco dell’Udc e di buona parte del PLR. Inoltre, il nostro partito ha messo in campo persone come Gregor Rutz. Semplicemente, noi abbiamo davanti una lunghissima serie di battaglie da fare e dobbiamo gestire le forze. Non possiamo bruciare tutte le energie su un tema. Disponiamo inoltre di risorse limitate, sia finanziarie che di persone che di tempo».
16:02
16:02
La popolazione è legata a una SSR «forte», stima l'USS
Respingendo nettamente l'iniziativa «200 franchi, bastano!», la popolazione svizzera ha riaffermato il suo attaccamento a una SSR forte, presente in tutte le regioni e che offre una programmazione completa, secondo l'USS. Nell'epoca delle «fake news» e della disinformazione, i media di servizio pubblico sono più indispensabili che mai.
«Purtroppo, il Consiglio federale è già andato troppo oltre nelle concessioni accordate, decidendo tagli troppo drastici nel budget della SSR», si rammarica l'Unione Sindacale Svizzera (USS). Quest'ultima vigilerà affinché le riduzioni rimangano il più limitate possibile e affinché il personale sia trattato con rispetto e equità.
Anche l'altra organizzazione sindacale, Travail.Suisse, si rallegra per il chiaro rifiuto dell'iniziativa, che avrebbe portato a uno smantellamento massiccio del servizio pubblico mediatico e alla soppressione di migliaia di posti di lavoro. Inoltre, la formazione democratica dell'opinione sarebbe stata indebolita, così come le regioni periferiche e le lingue minoritarie.
Per il sindacato Syndicom e l'associazione di categoria Impressum, il risultato rappresenta un chiaro segnale a favore di media e servizi pubblici forti e pluralistici, nonché di una copertura in tutte le regioni linguistiche.
Il «no» all'iniziativa è anche un rifiuto «di una politica mediatica incentrata sui tagli e sui risparmi», ritiene Syndicom. «Chi vuole che il giornalismo credibile sia un baluardo contro la disinformazione e le fake news deve anche renderlo possibile, con finanziamenti stabili e buone condizioni di lavoro», sottolinea Stephanie Vonarburg, responsabile del settore Media e vicepresidente di Syndicom, citata in un comunicato.
La strada da seguire per garantire media pluralistici e indipendenti passa attraverso un maggiore sostegno a livello federale e cantonale, e non il contrario, concorda Impressum.
Anche la sezione svizzera di Reporter senza frontiere (RSF) è soddisfatta del risultato, «un buon segnale per il giornalismo, per i media e per la democrazia, che ha bisogno di media forti, indipendenti e critici». L'organizzazione sottolinea anche il messaggio che il voto svizzero invia ai Paesi europei e al resto del mondo, dove il servizio pubblico è anch'esso sotto attacco.
15:50
15:50
Il Consiglio di Stato ticinese è soddisfatto
Il Consiglio di Stato ha accolto «con soddisfazione» la decisione della cittadinanza ticinese che – seguendo l’indicazione di Governo e Parlamento – ha respinto l’iniziativa popolare «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale!». L’applicazione di quanto proposto «avrebbe comportato un aumento sensibile della burocrazia e importanti costi ricorrenti per l’ente pubblico, in un periodo in cui le finanze cantonali sono già particolarmente sotto pressione, senza reali benefici per il nostro mercato del lavoro», scrive l'Esecutivo. Il voto odierno «conferma che secondo la popolazione ticinese gli strumenti attuali a tutela dei diritti di chi lavora in Ticino e i meccanismi del partenariato sociale sono adeguati e funzionano». Già oggi, «il nostro è il Cantone con il tasso di verifiche di gran lunga più alto della Svizzera, che si attesta tra il 25 e il 30% delle aziende rispetto a un obiettivo nazionale che oscilla fra il 3 e il 5% nei settori non coperti da contratti collettivi».
L'iniziativa SSR
Il Consiglio di Stato si dice soddisfatto anche per il voto odierno della popolazione svizzera e ticinese, che ha respinto l’iniziativa popolare federale «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)». Il Governo ticinese – condividendo la posizione della Conferenza dei Governi cantonali – si è schierato contro la proposta, «nella convinzione che una così drastica riduzione del canone radiotelevisivo avrebbe impedito alla SSR di continuare a svolgere in modo soddisfacente il proprio mandato di servizio pubblico in tutte le regioni linguistiche e geografiche del nostro Paese. Il ruolo centrale svolto oggi dalla SSR a favore della formazione della cittadinanza, del dibattito pubblico, e – non da ultimo – della coesione nazionale è ampiamente riconosciuto ed esce rafforzato dal voto». Il Consiglio di Stato considera la decisione popolare odierna, che conferma quella del 2018 in relazione all’iniziativa «No Billag», come «una chiara indicazione in vista dei prossimi anni».
15:27
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Ecco come hanno votato i ticinesi

L'iniziativa «200 franchi bastano!» è stata bocciata con il 53,29% di «no» (a livello svizzero è attualmente al 60,13%). A Bellinzona – ultimo comune scrutinato – i contrari hanno raggiunto il 57%.
Ticinesi in controtendenza sull'imposizione individuale. A livello svizzero sono, infatti, in vantaggio i favorevoli (52,25%).
La partecipazione al voto nel nostro cantone si è attestata al 58,08%.
Per il direttore del DFE Christian Vitta, la bocciatura del tema cantonale sul dumping salariale «rispecchia anche un riconoscimento delle persone che si occupano del controllo del mercato del lavoro, le quali svolgono un controllo che va oltre quanto richiesto a livello federale. La popolazione non chiede un potenziamento dell’ispettorato del lavoro, ma questo non significa che il nostro mercato del lavoro non abbia dei problemi, i quali devono essere affrontati».
15:25
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Fallita anche la sesta proposta contro il canone
La disaffezione di una parte della popolazione nei confronti della SSR non si è mai concretizzata con un voto che abbia raccolto una maggioranza. L'iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)» è infatti il sesto testo contro il canone radiotelevisivo ad essere bocciato.
Nel 2018, l'iniziativa «Sì all'abolizione del canone radiotelevisivo (Iniziativa no Billag)» è stata respinta con il 71,6% dei voti. Il testo mirava a vietare alla Confederazione di sovvenzionare qualsiasi canale televisivo o radiofonico e di prelevare un canone di ricezione. Le concessioni dovevano inoltre essere messe all'asta.
Una sola volta gli oppositori al canone si sono avvicinati alla vittoria: il 14 giugno 2015 il popolo ha accettato solo con il 50,08% dei voti la revisione della legge sulla radio e la TV che generalizzava l'obbligo del canone. La revisione prevedeva una diminuzione del canone per le economie domestiche, ma durante la campagna la discussione si è concentrata soprattutto sul servizio pubblico e i programmi.
Fino ad allora tutte le iniziative popolari su questo tema hanno fallito l'obbiettivo. Nel 1982 è stato bocciato il testo dell'Anello degli indipendenti per l'indipendenza della radio mentre nel 1994 l'iniziativa «per un regime liberale dei media e la soppressione dei monopoli» non è riuscita a raccogliere le firme necessarie. Neppure il testo dell'Organizzazione Svizzera Solidale (SOS) per la soppressione del canone è riuscito ad ottenere le 100'000 firme necessarie nel 2013. Una petizione che chiedeva di abbassare il canone a 200 franchi annui è invece stata scartata dal Parlamento nel 2011.
Nel 1957 e 1967 il popolo aveva respinto l'idea di iscrivere nella Costituzione un articolo sulla radio e la televisione. È solo dal 1984 che il finanziamento dei media elettronici ha trovato una base costituzionale. Il monopolio della SSR è stato abolito nel 1983, quanto le emittenti private sono state autorizzate a diffondere programmi.
15:24
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Imposizione individuale, per l'UDC «l'ego del PLR penalizzerà le famiglie»
«L'ego del PLR penalizzerà le famiglie». È la reazione dell'UDC all'introduzione dell'imposizione individuale.
«Con questa decisione - afferma una nota dei democentristi - la Svizzera ha scelto un cambiamento radicale del sistema, con costi elevati, una forte crescita della burocrazia e nuove ingiustizie fiscali». Per l'UDC, che afferma di voler seguire con attenzione l'attuazione della riforma, la novità andrà a scapito delle famiglie monoreddito.
15:24
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Iniziativa SSR: i Verdi chiedono che misure di risparmio e smantellamento cessino immediatamente
I Verdi sono soddisfatti del netto rifiuto all'iniziativa «200 franchi, bastano!» da parte della popolazione e vi vedono un «chiaro attaccamento ai media di servizio pubblico». La consigliera nazionale Delphine Klopfenstein Broggini (GE) desidera ora che le misure di risparmio e smantellamento alla SSR cessino immediatamente.
«È un vero plebiscito per il servizio pubblico, ma anche per un'informazione indipendente. Non vogliamo che i nostri media siano nelle mani dei miliardari», ha dichiarato Klopfenstein Broggini all'agenzia Keystone-ATS.
In una nota, i Verdi ritengono che «ogni nuovo tentativo dell'UDC e del ministro dei media Albert Rösti di indebolire la posizione della SSR debba essere fermato». Vogliono invece rafforzare la Società svizzera di radiotelevisione in un contesto di crisi del finanziamento dei media.
Aellen: rinnovo di fiducia verso la SSR
Il rifiuto dell'iniziativa «200 franchi, bastano!» è un segnale che la popolazione è legata al suo media di servizio pubblico e considera che svolga un lavoro di qualità, ha dichiarato il consigliere nazionale Cyril Aellen (PLR/GE) alla radiotelevisione romanda RTS.
«È un rinnovo della fiducia nei confronti della SSR e penso che le cose andranno nella giusta direzione con il controprogetto indiretto proposto dal Consiglio federale», ha aggiunto il ginevrino.
Contrariamente ai Giovani liberali-radicali, che avevano promosso l'iniziativa, i delegati del PLR hanno deciso di bocciarla, seppur di stretta misura.
15:23
15:23
Imposizione individuale, per il PLR è «una domenica storica per la Svizzera»
«Una domenica storica per la Svizzera». Così il PLR commenta l'introduzione dell'imposizione individuale, approvata dalle urne proprio nella Giornata internazionale dei diritti della donna. «Si tratta di un progresso storico in materia di uguaglianza dei diritti per il nostro Paese», scrive il partito in un comunicato
«È una vittoria enorme per la classe media, per le donne e per il PLR», afferma la consigliera nazionale e co-presidente del partito Susanne Vincenz-Stauffacher (SG), citata nella nota. «L'abolizione della penalizzazione del matrimonio rende il lavoro più remunerativo per tutte e tutti e riduce anche il carico fiscale della classe media di 600 milioni di franchi», aggiunge la deputata.
15:22
15:22
Fondo per il clima bocciato dalla maggioranza dei cantoni
Come ampiamente atteso alla vigilia, l'iniziativa per un fondo per il clima non ha superato lo scoglio delle urne. Il testo, promosso da PS e Verdi, è stato bocciato dalla maggioranza dei cantoni. È quanto rende noto l'Ufficio federale di statistica (UST).
15:19
15:19
Denaro contante, il controprogetto ha la maggioranza dei cantoni
Il controprogetto diretto all'iniziativa sul denaro contante ha superato lo scoglio dei cantoni: è stato accolto in tutti e 14 i cantoni (su 26) di cui è finora disponibile il risultato finale. Affinché il testo possa entrare nella Costituzione serve però ancora la maggioranza del popolo, che appare comunque a questo punto scontata, visto come stanno procedendo le cose.
Diversi cantoni hanno peraltro accolto l'iniziativa: è il caso di Neuchâtel (59,3%), Vallese (57,6%), Svitto (53,1%), Sciaffusa (+51,3%) e Uri (50,0%). Fra i contrari figurano tra l'altro i Grigioni (44,0% di sì). Il dato del Ticino non è ancora noto.
Alla domanda risolutiva tutti i cantoni hanno inoltre dato la preferenza al testo delle autorità, con percentuali comprese fra il 51,4% di Neuchâtel il 66,1% di Lucerna.
15:08
15:08
Il canone non sarà ridotto a 200 franchi
Ora è ufficiale: il canone radiofonico e televisivo in Svizzera non sarà ridotto a 200 franchi. Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica (UST), l'iniziativa SSR è stata respinta anche dalla maggioranza dei Cantoni.
Per quanto riguarda i cantoni principali della Svizzera tedesca, Basilea Città ha detto «no» al 70,8% (definitivo) e Zurigo per il momento respinge il testo al 59,3% (risultati provvisori). Anche Argovia (58%) e Lucerna (62,8%) hanno bocciato l'iniziativa alle urne. Pure Svitto, che inizialmente accettava il testo, alla fine lo ha respinto al 51,1%.
Il «no» prevale dappertutto anche in Romandia. In base ai dati definitivi, il Vallese ha detto «no» al 57%, il Giura al 65,4% e Neuchâtel al 66,8%. Negli altri cantoni romandi, lo scrutinio non è ancora terminato, ma il rifiuto supera per ora la soglia del 60%: 63,1% a Friburgo, 63,8% a Ginevra e 65,7% nel canton Vaud.
14:59
14:59
Iniziativa SSR: fallita anche la sesta proposta contro il canone
La disaffezione di una parte della popolazione nei confronti della SSR non si è mai concretizzata con un voto che abbia raccolto una maggioranza. L'iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)» è infatti il sesto testo contro il canone radiotelevisivo ad essere bocciato. Nel 2018, l'iniziativa «Sì all'abolizione del canone radiotelevisivo (Iniziativa no Billag)» è stata respinta con il 71,6% dei voti. Il testo mirava a vietare alla Confederazione di sovvenzionare qualsiasi canale televisivo o radiofonico e di prelevare un canone di ricezione. Le concessioni dovevano inoltre essere messe all'asta. Una sola volta gli oppositori al canone si sono avvicinati alla vittoria: il 14 giugno 2015 il popolo ha accettato solo con il 50,08% dei voti la revisione della legge sulla radio e la TV che generalizzava l'obbligo del canone. La revisione prevedeva una diminuzione del canone per le economie domestiche, ma durante la campagna la discussione si è concentrata soprattutto sul servizio pubblico e i programmi.
Fino ad allora tutte le iniziative popolari su questo tema hanno fallito l'obiettivo. Nel 1982 è stato bocciato il testo dell'Anello degli indipendenti per l'indipendenza della radio mentre nel 1994 l'iniziativa «per un regime liberale dei media e la soppressione dei monopoli» non è riuscita a raccogliere le firme necessarie. Neppure il testo dell'Organizzazione Svizzera Solidale (SOS) per la soppressione del canone è riuscito ad ottenere le 100'000 firme necessarie nel 2013. Una petizione che chiedeva di abbassare il canone a 200 franchi annui è invece stata scartata dal Parlamento nel 2011. Nel 1957 e 1967 il popolo aveva respinto l'idea di iscrivere nella Costituzione un articolo sulla radio e la televisione. È solo dal 1984 che il finanziamento dei media elettronici ha trovato una base costituzionale. Il monopolio della SSR è stato abolito nel 1983, quanto le emittenti private sono state autorizzate a diffondere programmi.
14:48
14:48
Iniziativa antidumping verso la bocciatura, Vitta: «Il messaggio del Consiglio di Stato è passato»
Il consigliere di Stato Christian Vitta saluta con favore il probabile «no» all’iniziativa antidumping. «Il messaggio del Governo è passato e, dall'altra parte, il voto rispecchia anche un riconoscimento delle persone che si occupano del controllo del mercato del lavoro, le quali svolgono un controllo che va oltre quanto richiesto a livello federale», commenta Vitta ai microfoni di Ticinonews. «Sappiamo che il mercato del Ticino è particolare e lo ribadiamo spesso anche negli incontri con l’autorità federale, ma non è semplicemente aumentando a dismisura i controlli che si andrà a risolverlo».
«Stiamo facendo molto»
Oggi la popolazione «si è espressa in maniera chiara», ribadisce Vitta: «Non chiede un potenziamento dell’ispettorato del lavoro. E non dobbiamo dimenticarci che ci sono anche i controlli fatti dalle varie commissioni paritetiche, e neppure che siamo uno dei pochi Cantoni che già oggi cofinanzia i potenziamenti in tali commissioni. Stiamo facendo molto e questo messaggio è passato. Come detto, ciò non significa che il nostro mercato del lavoro non abbia dei problemi, i quali devono essere affrontati».
Iniziativa SSR e imposizione individuale
Ampliando lo sguardo sui temi in votazione a livello federale «vorrei sottolineare anzitutto l’alto tasso di partecipazione dei ticinesi. Sono due i temi che hanno principalmente animato il dibattito alle nostre latitudini: l'iniziativa SSR - per cui vediamo un risultato netto a livello federale - e l’imposizione individuale». Su quest'ultimo punto «i Cantoni hanno manifestato delle preoccupazioni, in particolare per il lavoro in più che ci sarà da fare. Adesso abbiamo sei anni di tempo per implementare questo cambiamento. È un tema che ci accompagnerà da vicino come canton Ticino».
14:44
14:44
Ticino, mancano solo Bellinzona, Minusio e Cevio
Sono 97 i Comuni scrutinati in Ticino.
A Lugano, con una partecipazione al voto al 55,9%, l'iniziativa «200 franchi bastano!» è stata bocciata con il 51,75% di «no». Il tema cantonale è stato bocciato dal 56,15% dei votanti luganesi.

14:37
14:37
Grigioni: St. Moritz sostiene il salvataggio dell'ospedale di Samedan
Anche il Comune di St. Moritz ha approvato il piano di salvataggio dell'ospedale dell'Alta Engadina. Finora sono dunque dieci i Comuni ad essere favorevoli. Manca solo il voto di Zuoz.
Gli aventi diritto di voto di St. Moritz hanno accettato a larga maggioranza di costituire il nuovo ente di gestione «Sanadura» e il credito di 19,5 milioni di franchi per i tre accordi di prestazione con l'ospedale, le case di cura e il servizio Spitex.
La partecipazione ha raggiunto quasi il 59%.
Attualmente non è ancora chiaro quando i votanti di Zuoz - l'ultimo Comune dell'Alta Engadina che deve ancora esprimersi - andranno in assemblea. Secondo il Municipio le informazioni non erano sufficienti per formulare una raccomandazione di voto. «Non appena la situazione sarà più chiara e i fatti trasparenti, vi inviteremo a una nuova assemblea comunale», aveva scritto l'esecutivo in un comunicato a fine febbraio.
14:36
14:36
«Non basta che il denaro contante sia disponibile, deve anche essere accettato»
Non basta che il denaro contante sia disponibile, deve anche essere accettato: ne è convinto il consigliere nazionale Rino Roland Büchel (UDC/SG), uno dei politici che più si è battuto a favore dell'iniziativa che si appresta a essere bocciata alle urne, ma che ha trovato una sponda importante nel controprogetto, in via di approvazione secondo le proiezioni e i primi risultati parziali.
Dopo il probabile sì alla modifica costituzionale voluta da Consiglio federale e parlamento per il 60enne si tratta di «andare avanti». Nella corrente sessione parlamentare verrà presentata una proposta, spiega alla televisione svizzero tedesca SRF: nel settore pubblico, nei servizi pubblici e negli spazi pubblici dovrà essere mantenuta un'infrastruttura che permetta di pagare realmente con monete e banconote.
L'idea trova sostegno anche in altri partiti: secondo il collega di Nazionale Oliver Feller (PLR/VD) non appena lo stato è coinvolto il contante deve essere accettato: parlando con i giornalisti della SRF il segretario generale della Federazione immobiliare romanda ha citato come esempio il trasporto pubblico. Secondo il 52enne i privati che offrono merci o servizi dovrebbero invece poter decidere autonomamente sul tema.
14:24
14:24
Imposizione individuale, «la fine di un modello fiscale superato e ingiusto»
«Questo risultato segna la fine di un modello fiscale superato e ingiusto, che considerava le donne come una semplice appendice del marito». Lo afferma la consigliera nazionale ecologista vodese Sophie Michaud Gigon, commentando l'approvazione dell'imposizione individuale.
In un comunicato del suo partito, Michaud Gigon sottolinea come «l'uguaglianza va ben oltre la parità di trattamento sul piano fiscale». Dal suo punto di vista servono ora misure per una migliore conciliazione tra vita familiare e vita professionale, per garantire la parità salariale e contro la violenza di genere.
14:24
14:24
Imposizione individuale, «una pietra miliare per la Svizzera»
«Una pietra miliare per la Svizzera». Così commenta l'Unione svizzera degli imprenditori (USI) il probabile sì all'imposizione individuale. In un comunicato l'associazione mette l'accento sul «migliore sfruttamento del potenziale della forza lavoro nazionale».
Con la riforma, sottolinea l'USI, il secondo reddito non sarà più tassato «in aggiunta» e lavorare sarà più redditizio. L'imposizione individuale «contribuirà in modo determinante a trattenere la manodopera qualificata nazionale e ad attivare il potenziale inutilizzato», viene sottolineato. «Ciò rafforza la produttività, l'innovazione e garantisce al mercato del lavoro un'esperienza preziosa a lungo termine».
14:21
14:21
90 Comuni scrutinati in Ticino
Sono 90 i Comuni ticinesi scrutinati.
Si sono espressi a favore dell'iniziativa «200 franchi bastano!» Agno, Ascona, Bedano, Bedretto, Biasca, Bissone, Blenio, Brione s/Minusio, Brissago, Cademario, Cadempino, Cadenazzo, Campo Vallemaggia, Caslano, Centovalli, Chiasso, Grancia, Isone, Mezzovico-Vira, Paradiso, Pura, Quinto, Sant'Antonino e Tresa.

14:17
14:17
Regazzi: «Lo striminzito 'no' ticinese all'iniziativa SSR dovrebbe far riflettere la Rsi»
Era abbastanza chiaro che l’iniziativa non sarebbe passata. L’obiettivo a questo punto era di ottenere il risultato migliore possibile in termini di 'sì', diciamo sotto il 60% dei 'no'». Così il consigliere agli Stati e presidente dell'USAM Fabio Regazzi ha commentato le proiezioni delle votazioni di oggi, che mostrano un «no» all'iniziativa SSR. «Se rimarremo sotto tale dato posso dire che saremo di fronte comunque a un risultato confortante, anche per la sproporzione dei mezzi messi in campo. Interessante è il dato del Ticino, dove chi ha combattuto l’iniziativa paventava conseguenze catastrofiche per il nostro cantone; la logica suggeriva che il Ticino avrebbe dovuto bocciare ancora maggiormente rispetto alla media svizzera questa iniziativa e invece non è così. E questo elemento secondo me dovrebbe far riflettere, soprattutto la Rsi, che beneficia di molto più rispetto a quanto versa». Per Regazzi «sembra quasi un paradosso che il cantone maggiormente beneficiario pare avere maggiori problemi a bocciare questa proposta. Ripeto: qualche domanda dovrebbero porsela».
Oltralpe potrebbero essere adesso legittimati a rivedere la chiave di riparto. «Non sarò certo io a perorare questa causa, ma ciò non toglie che se qualcuno dovesse avere questa intenzione di mettere in discussione la chiave di riparto qualche argomento potrebbe averlo. Ma torno a dire: la Rsi, a fronte del risultato che si sta delineando, qualche domanda dovrà pur porsela. Perché dopo tutta la campagna tambureggiante si porta a casa un risultato tutto sommato striminzito? Forse qualcosa non va, come noi abbiamo cercato di sostenere».
14:01
14:01
I Grigioni bocciano il collegamento diretto fra Coira e Brambrüesch
Il 53,8% degli aventi diritto di voto di Coira hanno respinto il credito di 40,6 milioni di franchi per realizzare il nuovo collegamento diretto fra le città e il comprensorio di Brambrüesch.
Il nuovo progetto prevedeva la realizzazione di una cabinovia a 10 posti con un collegamento diretto da Coira a Brambrüesch. Ma una maggioranza risicata ha affossato il progetto, sostenuto anche dal Municipio e dal Parlamento cittadino.
In un comunicato l'esecutivo prende atto del risultato. "Il Municipio è convinto di aver proposto una soluzione sostenibile e orientata al futuro", si legge. Il Consiglio d'Amministrazione del comprensorio di Coira-Dreibündenstein esaminerà immediatamente la situazione con l'Ufficio federale dei trasporti e farà tutto il possibile per continuare a gestire le infrastrutture esistenti come finora, continua la nota.
Prima un sì e poi un no
La popolazione del capoluogo retico si era già espressa nel 2019 su un collegamento diretto fra la città e il comprensorio a oltre 1'500 metri di quota. Allora, il 55,5% dei votanti aveva detto "sì" al credito di 24,4 milioni di franchi concessi dal Comune a favore degli impianti di risalita Bergbahnen Chur-Dreibündenstein (BCD).
Nel frattempo però, a causa dell'inflazione e di una pianificazione più dettagliata, i costi sono aumentati rispetto a quanto previsto inizialmente ed è stata quindi necessaria una nuova votazione.
Alta l'affluenza al voto con il 57,2%.
13:58
13:58
75 Comuni scrutinati in Ticino
Sono 75 i Comuni ticinesi scrutinati, con partecipazione al voto al 59%. Chiara la bocciatura all'iniziativa per un fondo per il clima, «no» al 52,82% ai «200 franchi bastano!».
Il tema cantonale – dumping salariale – verso una chiara bocciatura con una partecipazione al voto che si attesta al 57,7%.
13:52
13:52
Denaro contante, «dobbiamo fare attenzione a non dare false speranze alla gente»
Giusto inserire disposizioni sul denaro contante nella Costituzione, ma non bisogna farsi illusioni riguardo all'effetto che avrà la normativa: è la reazione del consigliere nazionale Ueli Schmezer (PS/BE) al risultato che si profila oggi alle urne.
Il contante è qualcosa di molto emotivo, afferma ai microfoni della televisione svizzero-tedesca SRF il giornalista molto conosciuto per essere stato per tanti anni il volto di Kassensturz, nota trasmissione per i consumatori. Se il contante scomparisse, sparirebbe anche qualcosa di familiare, aggiunge il 64enne.
«Ma dobbiamo fare attenzione a non dare false speranze alla gente», mette in guardia il padre di tre figli. «Non significa che tra 15 anni potremo ancora pagare ovunque con il contante: ma trovo positivo che si inserisca nella Costituzione il testo del controprogetto».
Sempre più persone pagano in modo digitale e non più in contanti, ad esempio via Twint. Anche Schmezer vede questo fenomeno in modo critico. «Il potere passa a chi ha carte e app di pagamento: dobbiamo prestare molta attenzione a questo aspetto», conclude il deputato socialista.
13:52
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SSR: «Il risultato della votazione ci rallegra, ci motiva e ci impegna»
L'elettorato svizzero si è espresso a favore di una SSR forte, respingendo l'iniziativa «200 franchi bastano!». La SSR accoglie con favore questa decisione, che sostiene un servizio pubblico diversificato, digitale e radicato nelle regioni.
Con la votazione di oggi, l'elettorato svizzero si è pronunciato contro l'iniziativa «200 franchi bastano!» e a favore di una SSR presente nelle regioni, vicina alle persone e capace di offrire programmi variegati in tutte le regioni linguistiche. Si conferma così l'importanza di una piazza mediatica svizzera forte e di una SSR indipendente, il cui mandato rimane centrale anche nell'era digitale.
«Questa giornata è decisiva per il futuro della SSR. Siamo lieti che l'elettorato svizzero ci abbia nuovamente accordato la propria fiducia e siamo sollevati di essere riusciti a rendere visibile il valore aggiunto della SSR per tutta la Svizzera», afferma Jean-Michel Cina, presidente del Consiglio d'amministrazione della SSR.
Per la seconda volta in pochi anni, le cittadine e i cittadini svizzeri si sono espressi alle urne contro un indebolimento della SSR. Le discussioni sulla dotazione finanziaria della SSR e sulla strutturazione del servizio pubblico dei media in Svizzera hanno dimostrato che la maggioranza della popolazione desidera una SSR orientata al futuro, radicata a livello regionale e digitale, rilevante nella vita quotidiana e capace di evolversi. Questa decisione rappresenta anche un fattore di stabilità per l'intera piazza mediatica.
La SSR ha ricevuto un ampio sostegno da tutti i settori della società - persone private, sport, cultura, scienza, politica e molti altri - e ringrazia tutte e tutti coloro che, nelle scorse settimane e negli ultimi mesi, si sono impegnati con grande dedizione a favore del servizio pubblico. L'intenso dibattito in tutte le regioni e le numerose prese di posizione pubbliche e personali a sostegno di un forte servizio pubblico dei media hanno mostrato quanto grande sia il valore della SSR per le persone in Svizzera.
«Il risultato della votazione ci rallegra, ci motiva e ci impegna. Faremo tutto il possibile per continuare ad accompagnare il pubblico nella vita quotidiana con un'offerta solida e diversificata. Questo attestazione di fiducia rafforza la nostra volontà di restare vicini alle persone, nelle diverse regioni linguistiche così come nel digitale, e proseguiremo il percorso di trasformazione avviato dalla SSR », afferma Susanne Wille, direttrice generale della SSR.«, afferma Susanne Wille, direttrice generale della SSR.
Dal 2024 la SSR è impegnata, con il progetto »Enavant SRG SSR«, in un profondo processo di trasformazione. La SSR porterà avanti questa trasformazione con il massimo impegno e, nei prossimi tre anni, adeguerà le proprie strutture interne, rafforzerà l'offerta e accelererà ulteriormente la digitalizzazione.
13:49
13:49
Proiezione: iniziativa SSR respinta con il 62% di «no»
Il canone radio-tv non verrà ridotto a 200 franchi. Secondo una proiezione di Gfs.bern, il popolo svizzero respingerà oggi l'iniziativa SSR al 62%.
Il margine di errore è di +/- 2 punti percentuali.
Anche i primi risultati intermedi confermano questo trend: Zurigo respinge l'iniziativa al 59,7% e Basilea Città al 70,8%. Pure a Basilea Campagna, Lucerna, San Gallo, Grigioni, Argovia, Turgovia e Ticino si profila un «no». Anche Svitto, che inizialmente accettava il testo, lo respinge ora al 50,3%.
In Romandia, il Vallese dice no al 56,5%, mentre gli altri cantoni romandi lo bocciano con percentuali oltre il 60%: 60,6% nel Giura, 61,2% a Friburgo, 63,8% a Ginevra, 64,3% nel canton Vaud e 65,1% a Neuchâtel.
L'iniziativa popolare «200 franchi, bastano! (iniziativa SSR)» promossa dall'UDC, dall'Unione svizzera delle arti e dei mestieri (USAM) e dei Giovani liberali-radicali voleva ridurre il canone da 335 a 200 franchi all'anno. Il Consiglio federale, quale controprogetto all'iniziativa, ha già deciso di ridurre il canone per le economie domestiche nel 2027 da 335 a 312 franchi e nel 2029 a 300 franchi.
13:47
13:47
Nei Grigioni «no» all'iniziativa SSR e all'imposizione individuale
Nei Grigioni l'iniziativa per il dimezzamento del canone radiotelevisivo è stata bocciata con quasi il 64% di voti contrari. Il «no» più netto al fondo per il clima con il 76,76%. Respinta anche la legge federale sull'imposizione federale.
L'iniziativa «200 franchi bastano!» non ha avuto chance nel cantone trilingue. Gli aventi diritto di voto l'hanno respinta con il 63,66% dei voti contrari e 36,34% voti favorevoli. I «sì» provengono da singoli comuni in diverse regioni, ovvero Lostallo (58,48%) e Cama (57,36%) in Mesolcina, Castaneda (50,7%) in Calanca, Samnaun (65,93%) in Bassa Engadina, Furna (56,38%), Küblis (51,49%) e Conters (56,25%) in Prettigovia.
L'oggetto che ha raccolto la bocciatura più sonora è stato il fondo per il clima. Quasi il 77% della popolazione grigionese ha respinto l'iniziativa, lanciata dalla sinistra, che voleva un fondo miliardario per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
L'iniziativa «Il denaro contante è libertà» è stata bocciata ed è stato approvato invece il controprogetto con oltre il 71% di consensi.
La legge federale sull'imposizione individuale è stata bocciata con oltre il 52% di voti contrari. La situazione fra i vari Comuni e regioni è frammentata. In Alta Engadina, Bregaglia, parti della Surselva, della Bündner Herrschaft e a Coira ha prevalso il sì. In alcuni Comuni è stato molto risicato, ad esempio a Maienfeld (50,04%) e Arosa (50,08%).
La partecipazione al voto ha superato il 54%.
13:46
13:46
Fondo per il clima, PS e Verdi ora aspettano proposte da destra
Il chiaro «no» che si sta profilando al fondo per il clima non rappresenta un freno alla politica climatica, secondo PS e Verdi. Il comitato promotore dell'iniziativa ritiene che la Svizzera debba ora dimostrare con maggiore chiarezza come intende raggiungere i suoi obiettivi climatici.
Con il no è stata persa l'occasione di affrontare la crisi climatica in modo socialmente sostenibile e con investimenti mirati, si legge in una nota congiunta diffusa nel pomeriggio da PS e Verdi. «Ora la destra deve assumersi le proprie responsabilità e mostrarci come intende raggiungere questi obiettivi, invece di opporsi costantemente alle questioni climatiche», ha dichiarato la presidente dei Verdi Lisa Mazzone all'agenzia Keystone-ATS.
I due partiti mettono in guardia dal sottovalutare i costi dell'inazione. Chi oggi investe troppo poco graverà sulle generazioni future con un onere ancora maggiore. Allo stesso tempo, PS e Verdi vedono nella transizione energetica anche un'opportunità economica: il denaro che oggi viene speso all'estero per il petrolio e il gas potrebbe essere investito in Svizzera in futuro, nelle energie rinnovabili, nella sicurezza dell'approvvigionamento e nei posti di lavoro.
Per i due partiti è quindi chiaro che il dibattito sulla politica climatica non si conclude con il no odierno. PS e Verdi vogliono continuare a esercitare pressione sul Parlamento e sul Consiglio federale affinché la Svizzera rispetti i propri impegni e proceda nella protezione del clima. «Ci sono già proposte concrete sul tavolo, come la nostra iniziativa sul solare presentata a novembre», ha rammentato Mazzone.
13:45
13:45
Verso un «no» di misura all'iniziativa SSR, Ferrara: «Difficile ottenere risultati per il Ticino se si vota così»
L'iniziativa SSR va verso la bocciatura. «Ma nonostante ciò, non sono tranquilla», commenta la deputata PLR e membro del comitato regionale della CORSI Natalia Ferrara. «È stata una campagna molto difficile. La CORSI aveva il ruolo di spiegare il valore del servizio pubblico. Come detto, c’è chi non guarda la tele che crede sia ingiusto pagare il canone, quindi quella di oggi è una votazione molto complicata. E il compito per noi rimane, al di là dell’esito del voto: spiegare il valore del servizio pubblico e capire come poter migliorare questo rapporto della radiotelevisione svizzera per la Svizzera italiana».
In Ticino sembra che si stia andando verso un «no» di misura...«Ci tengo a ricordare da dove siamo partiti: ho iniziato a occuparmi di questo tema un anno fa e ricordo che facevamo fatica a trovare qualcuno che volesse dare una mano per la campagna, perché in Ticino si dava per scontato che sarebbe passato il 'sì', viste anche le tante firme raccolte. In questi ultimi mesi di avvicinamento abbiamo fatto molto; se passasse un 'no' di misura è chiaro che sarebbe una votazione vinta, ma la strada è ancora in salita. E c’è poco da festeggiare: ci saranno dei tagli e in ogni caso mi immagino bene quale sarà la situazione a Berna e a livello di Cda della SSR: è difficile farsi promotori dei propri valori e portare a casa dei risultati per il Ticino quando si vota così e così». Alcuni argomenti dei promotori concernevano il potere d’acquisto. «Queste firme raccolte, secondo qualcuno erano contro la Rsi. Per me, invece, erano a favore di sé stessi e lo dico con grande rispetto: sappiamo che in Ticino la situazione è difficile per tantissime famiglie. In un momento in cui si fa sempre più fatica è chiaro che ci si pensa. Il tema dei soldi non è secondario e quindi va tenuto presente».
13:45
13:45
«Il Consiglio federale sta vincendo su tutta la linea»
Per Lukas Golder, condirettore dell'istituto demoscopico Gfs.bern che segue le votazioni per l'ente radiotelevisivo pubblico SRG SSR, il Consiglio federale sta vincendo su tutta la linea, non solo riguardo all'iniziativa sul denaro contante.
«Abbiamo un modello sorprendente: il governo ottiene pieno sostegno, soprattutto con un controprogetto, che è uno strumento forte dell'esecutivo contro un'iniziativa», sottolinea il politologo in un intervento alla televisione svizzero-tedesca SRF.
Pure l'iniziativa riguardo alla SSR è fallita in modo evidente, fa notare l'esperto. «E anche per quanto riguarda l'imposizione individuale abbiamo un chiaro sostegno di parlamento e Consiglio federale. Di conseguenza, oggi abbiamo un quadro leggermente liberale-progressista: un grande successo per le donne, per il governo e anche per il PLR», riassume l'osservatore.
13:34
13:34
Il probabile «sì» all'imposizione individuale viene accolto con una certa preoccupazione dai Cantoni
Il probabile sì all'imposizione individuale viene accolto con una certa preoccupazione dai Cantoni. In una prima presa di posizione rilasciata oggi a mezzogiorno alla SRF, Markus Dieth, presidente della Conferenza dei governi cantonali (CdC), ha definito la sua attuazione «impegnativa».
«La applicheremo, ma sarà una sfida», ha dichiarato il consigliere di Stato argoviese, membro del partito del Centro. Secondo Dieth, sarà necessario adattare sia le aliquote fiscali sia le deduzioni. Anche l'attuazione pratica potrebbe risultare problematica.
13:33
13:33
Gli svizzeri privilegiano «una politica climatica mirata e ben ponderata»
Il comitato interpartitico contrario all'iniziativa sul fondo per il clima esprime soddisfazione per il chiaro no che si sta profilando alle urne. Ciò dimostra, a suo avviso, che gli svizzeri privilegiano «una politica climatica mirata e ben ponderata».
Ritiene inoltre che con il suo voto la popolazione abbia saputo valutare le conseguenze a lungo termine del testo posto in votazione. In una nota diffusa nel pomeriggio evoca un indebitamento massiccio e un nuovo onere per «la classe media, l'economia e le imprese».
Secondo il comitato, questo risultato rappresenta un «chiaro limite» fissato dagli svizzeri. «Un fondo per il clima che avrebbe aggirato il freno all'indebitamento e inevitabilmente portato ad un aumento delle tasse non è la soluzione giusta per il nostro Paese», si legge.
La Svizzera investe già molto in una politica climatica molto efficace e basata sull'innovazione, l'efficienza e la contabilità economica, prosegue. Sostiene infine che il risultato odierno non sia un rifiuto della protezione del clima da parte del popolo, ma un rifiuto di uno «strumento inadeguato». Chiede pertanto alla sinistra di smettere di «strumentalizzare incessantemente la questione climatica per imporre una politica di sovvenzioni generalizzate».
Il comitato è composto dall'UDC, dal PLR, dal Centro, da economiesuisse e dall'Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam).
13:32
13:32
Ci sono i risultati di Locarno e di Chiasso
Sono 66 (su 100) i Comuni scrutinati in Ticino. Tra questi, Locarno e Chiasso.

Attualmente, l'iniziativa «200 franchi bastano!» è bocciata dal 52,82% dei votanti. Il «no» è sopra al 60% ad Aranno, Bosco Gurin, Cerentino, Comano (67,37%), Dalpe, Morcote, Neggio, Sorengo, Terre di Pedemonte e Vico Morcote.

13:27
13:27
Imposizione individuale, «un grande successo»
«Un grande successo». Così i Verdi liberali (PVL) commentano in una nota l'introduzione dell'imposizione individuale il Svizzera.
«Questa decisione è una pietra miliare per la parità e il benessere economico», ha affermato il presidente Jürg Grossen (PVL/BE), citato nella nota. «Il nostro sistema di imposizione - ha aggiunto - diventa finalmente più equo e moderno».
13:26
13:26
Denaro contante, verso il «sì» al controprogetto
L'iniziativa sul denaro contante dovrebbe essere stata respinta, ma è stato per contro accolto il relativo controprogetto, di tenore molto simile: è quanto emerge dalla prima proiezione riguardo al voto comunicata poco fa dai canali della radiotelevisione pubblica SRG SSR, sulla base delle indicazioni dell'istituto demoscopico Gfs.bern.
L'iniziativa popolare «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote» viene sostenuta solo dal 45% dei votanti, mentre il controprogetto riceve il consenso del 73% della popolazione.
13:22
13:22
L'USAM intende continuare a lottare contro il canone SSR per le aziende
Nonostante il chiaro «no» all'iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)», l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) intende continuare a lottare contro il canone per le aziende. Dal canto loro, gli oppositori al testo vedono la SSR rafforzata dopo le ripetute votazioni sulla riduzione del canone. Il direttore dell'USAM, Urs Furrer, ha annunciato in un'intervista alla televisione svizzero-tedesca SRF un nuovo tentativo di abolire almeno i contributi delle imprese. Dopo i primi risultati sull'iniziativa, non ha voluto specificare in che forma.
Le opinioni
Il consigliere nazionale e membro del comitato contrario all'iniziativa, Martin Candinas (Centro/GR), ha dichiarato alla stessa emittente che ora anche gli oppositori al canone, dopo le loro ripetute sconfitte, dovrebbero rendersi conto che è ora di porre fine a questa campagna contro la SSR. Rivolgendosi all'USAM, Candinas ha affermato di essere stupito che questa associazione non abbia temi più importanti da affrontare. Più cauto del direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri è stato il consigliere nazionale Thomas Matter (UDC/ZH), uno dei leader del comitato promotore dell'iniziativa, il quale ha dichiarato alla televisione SRF che la riduzione di 35 franchi (da 335 a 300 franchi entro il 2029 ndr) del canone decisa dal Consiglio federale, quale controprogetto, ha tolto slancio all'iniziativa. Per Matter, si tratta di un piccolo successo parziale, anche se la riduzione del 10% invece che del 40%, come previsto dall'iniziativa, è poco soddisfacente. Molto soddisfatta invece l'associazione mantello dell'industria cinematografica e audiovisiva svizzera Cinésuisse. Quest'ultima afferma che oggi gli elettori si sono espressi a favore della diversità culturale e della produzione cinematografica svizzera.
13:19
13:19
Denaro contante, «c'era da aspettarsi che l'avrebbe spuntata il controprogetto»
In materia di denaro contante c'era da aspettarsi che l'avrebbe spuntata il controprogetto: è la reazione del consigliere nazionale Beat Flach (PVL/AG), alla luce dell'esito che si profila oggi alle urne, in base alle proiezioni.
«Sono molto contento che l'iniziativa sia stata respinta», afferma il giurista ai microfoni della televisione svizzero-tedesca SRF. «L'iniziativa chiedeva che la Confederazione avrebbe determinato la quantità di denaro disponibile: con questa disposizione saremmo finiti in un'enorme inflazione», argomenta il 61enne. «Il controprogetto ha iscritto nella Costituzione ciò che già oggi era presente nella legge: questo va bene, non ci sarà un grande effetto. Oggi c'erano un paio di altre votazioni più importanti per il nostro paese», aggiunge.
Secondo il deputato, che ha cominciato la sua carriera professionale quale apprendista marinaio sui battelli di trasporto del Reno, è anche illusorio credere che in una situazione di crisi in cui non dovesse più essere disponibile l'elettricità si possa continuare a pagare con i contanti. «L'importante è che creiamo resilienza, insieme all'insieme della nostra economia, e in questo contesto il contante ha un posto sempre più ridotto: non dobbiamo costringere nessuno a usare le banconote se non vuole farlo, se qualcuno desidera ricorrere al denaro digitale».
Va notato che il partito dei Verdi liberali era l'unico che si opponeva al controprogetto, ritenendolo inutile. La campagna di votazione è stata però molto poco effervescente: basti pensare che in pratica non si è formato alcun comitato contrario, né all'uno né all'altro dei testi in votazione. Per quanto riguarda l'iniziativa, era osteggiata da quasi tutte le formazioni politiche: PS, Verdi, Centro, Verdi Liberali e PLR si battevano infatti per il no, solo UDC e Unione democratica federale avevano raccomandato il sì.
13:16
13:16
Noi: «Abbiamo un occhio che ride e uno che piange»
«Vedo una partecipazione ottima per dei temi federali. Riguardo alle proiezioni è chiaro che abbiamo un occhio che ride – per l'iniziativa SSR che dovrebbe essere bocciata – e uno che piange per la nostra iniziativa per un fondo per il clima. Per quest'ultima non credo che riusciremo ad andare molto oltre il nostro bacino elettorale». Così il deputato dei Verdi Marco Noi ha commentato le proiezioni delle votazioni odierne. Riguardo ai motivi per questa tendenza «in periodi dove le questioni finanziarie pesano parecchie non è semplice far passare l’idea di istituire un fondo a livello nazionale che possa interiorizzare in sé i soldi che noi spendiamo all’estero per approvvigionarci di energia fossile, in modo da investirli sul territorio. Non c'è riuscito bene, ma ciò non toglie che questo sarà un tema pe il futuro, perché credo che i 2,5 miliardi che oggi si investono per la transizione ecologica non bastano di gran lunga».
Passando al tema del canone, in Ticino sembra essere più in bilico. «Mi sembrava comunque un po’ più della metà. In ogni caso, in Ticino a livello di opinione pubblica ho visto parecchie persone mobilitarsi per il 'no'. A livello di inserzioni i favorevoli hanno invece fatto una campagna molto forte. Onestamente pensavo che in Ticino potesse anche passare, vista l’aria che tirava. Se effettivamente venisse bocciata anche da noi sarei contento, perché sarebbe un clamoroso autogol se in Ticino passasse e a livello federale no: penso che in Svizzera tedesca non capirebbero più il Ticino fino in fondo».
13:12
13:12
51 Comuni scrutinati in Ticino
Sono 51 i Comuni ticinesi scrutinati alle 13:04, con partecipazione al voto al 60,6%.

13:08
13:08
Iniziativa SSR: «Attaccamento della popolazione, ma il "no" non è un assegno in bianco»
Il «no» che si profila all'iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)» «non è un assegno in bianco all'audiovisivo pubblico». Lo ha dichiarato ai microfoni della radiotelevisione romanda RTS il consigliere agli Stati Baptiste Hurni (PS/NE). Costituisce semmai «un segnale chiaro dell'attaccamento della popolazione a un tale servizio».
«Avremo votato due volte su questo tema in pochi anni. Se per due volte di seguito la popolazione dice no, credo che vorrà dire questa volta che, per molti anni, la popolazione svizzera rimarrà legata a un audiovisivo pubblico forte», ha spiegato il «senatore» neocastellano.
13:07
13:07
Si conferma il «sì» alla Legge sull'imposizione individuale
Si conferma il «sì» alla Legge sull'imposizione individuale: secondo le proiezioni rilasciate alle 13.00 dall'istituto demoscopico gfs.bern, e realizzate per conto della SSR, la riforma sarebbe approvato nella misura dell'56%. Il margine d'errore è di +/- 2 punti percentuali.
13:06
13:06
«Gli svizzeri sono stanchi di votare sull'ambiente»
Il consigliere agli Stati Baptiste Hurni (PS/NE) ha ammesso oggi che il moltiplicarsi di votazioni su iniziative ambientali e climatiche ha provocato una certa «stanchezza» tra la popolazione. Quella per un fondo per il clima si avvia oggi verso una chiara bocciatura.
Intervistato dalla RTS, Hurni ha tuttavia ricordato che il problema climatico «rimane irrisolto» e che il seguito «dipenderà dall'ordine delle priorità che ci siamo dati».
Il consigliere nazionale Manfred Bühler (UDC/BE) ritiene dal canto suo «illusorio» per un Paese di 9 milioni di abitanti voler combattere il cambiamento climatico. «Dobbiamo adattarci e decarbonizzare l'industria e le attività domestiche, ma a un ritmo sostenibile. Questo fondo per il clima era semplicemente delirante», ha sostenuto.
13:05
13:05
40 Comuni scrutinati in Ticino
Sono 40 i Comuni ticinesi scrutinati alle 12.51, con partecipazione al voto al 61,7%.
L'iniziativa «20 franchi bastano!» è finora bocciata con il 53,04% di «no».
13:02
13:02
Esito incerto in Ticino per l'iniziativa SSR, Maderni: «Questo mi dà conforto»
Si va verso un «no» a livello svizzero per l'iniziativa SSR. In Ticino il risultato appare invece al momento più tirato. «Questo mi dà conforto», commenta la deputata PLR e vicepresidente della Camera di Commercio Cristina Maderni. «Abbiamo un progetto, ‘en avant’, e abbiamo delle dichiarazioni fatte durante la campagna quali ‘il canone alle aziende è ingiusto e va tolto'. Mi aspetto dunque che qualsiasi sia l'esito si vada in questa direzione e vi sia una trasformazione della SSR». Secondo Maderni «dopo la 'No Billag', oggi sembra comunque, anche a livello nazionale, che non si vada verso una bocciatura stratosferica. Meno dell’altra votazione, comunque, e ciò impone alla SSR di dire 'adesso faccio qualcosa', ciò che non è stato fatto molto dopo la 'No Billag'». Maderni non si dice preoccupata in merito al possibile impatto per i posti di lavoro in Ticino: «Sarà una questione di riorganizzazione. Il progetto ‘en avant' prevede la verticalizzazione di alcuni posti e questo viene portato avanti sia con il ‘sì che con il ‘no’».
12:59
12:59
L'imposizione individuale mira a correggere la cosiddetta penalizzazione fiscale del matrimonio
L'imposizione individuale mira a correggere la cosiddetta penalizzazione fiscale del matrimonio, un'ineguaglianza riconosciuta dal Tribunale federale già nel 1984 e che la politica cerca di risolvere da allora. Attualmente, le coppie sposate presentano un'unica dichiarazione dei redditi: a causa della progressione fiscale, il carico fiscale risulta superiore rispetto a quello di una coppia convivente con una situazione finanziaria analoga.
Il progetto oggi in votazione prevede che i coniugi siano tassati esattamente come i partner non sposati, compilando due dichiarazioni d'imposta separate. Questo principio sarà esteso anche alle imposte cantonali e comunali, che dovranno adeguare la loro legislazione entro il 2032.
La deduzione per i figli nell'imposta federale diretta (IFD) passerà dagli attuali 6800 a 12'000 franchi, ma sarà di principio suddivisa a metà tra i genitori. I redditi della sostanza saranno attribuiti in base ai rapporti di proprietà. Le proprietà comuni saranno divise a metà. Per gli immobili farà fede l'iscrizione nel registro fondiario.
Per limitare le perdite fiscali, il Parlamento ha adeguato le aliquote d'imposta. Di conseguenza, i redditi elevati dovrebbero sborsare di più per l'IFD. Anche le coppie con un solo reddito o con un reddito alto e uno basso tenderanno a pagare di più. Al contrario, i coniugi con redditi simili dovrebbero beneficiare di uno sgravio.
Le perdite fiscali a livello di IFD sono stimate in circa 630 milioni di franchi. Una parte di queste peserà anche sui Cantoni. Resta invece aperta la questione di come il progetto influirà sulle finanze cantonali e comunali; ciò dipenderà dall'attuazione nei singoli Cantoni, dalle rispettive aliquote e dalle deduzioni.
L'imposizione individuale è stata sostenuta da PS, PLR, Verdi e PVL, dall'Unione delle città svizzere, dall'organizzazione mantello femminile Alliance F, da diverse associazioni economiche, nonché dal Consiglio federale e dal Parlamento. Questi hanno ritenuto inaccettabile che oggi coppie sposate e non sposate che vivono in condizioni finanziarie analoghe non siano tassate allo stesso modo solo a causa dello stato civile.
I sostenitori hanno inoltre argomentato che il progetto crea incentivi affinché i secondi beneficiari di reddito - per lo più donne - lavorino con gradi di occupazione più elevati. Ciò garantirebbe loro non solo un salario maggiore, ma anche una migliore previdenza per la vecchiaia. Gradi di occupazione più alti potrebbero aiutare l'economia a reperire più manodopera interna.
Contrari alla riforma erano UDC, Centro, PEV, UDF e Unione dei contadini. Questi sostenevano che il passaggio all'imposizione individuale non rendesse il sistema più equo, gravando maggiormente su famiglie, single e ceto medio, a vantaggio delle coppie con doppi redditi elevati. Davano inoltre la preferenza alla soluzione elaborata dal Centro tramite una iniziativa popolare (che è ancora pendente in Parlamento, ndr.).
Anche da parte di numerosi Cantoni è giunta una forte resistenza. Dieci di essi hanno combattuto il progetto con lo strumento del referendum cantonale, un evento molto raro. I Cantoni hanno fatto riferimento ai lavori già svolti a livello locale per eliminare o quantomeno attenuare la penalizzazione fiscale del matrimonio.
12:58
12:58
«Il popolo ha chiaramente detto: noi vogliamo il denaro contante nella Costituzione»
«È una vittoria, è una vittoria per il popolo»: lo afferma Richard Koller, il principale attivista all'origine dell'iniziativa «sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete e banconote». «Il popolo ha chiaramente detto: noi vogliamo il denaro contante nella Costituzione», argomenta alla luce del sì che si profila al controprogetto, dai contenuti molto simili all'iniziativa che, da parte sua, dovrebbe essere bocciata, stando alle proiezioni.
«Con un'iniziativa popolare non si perde mai, al limite non si vince del tutto», dice il 65enne ai microfoni della televisione svizzero-tedesca SRF. «Oggi non abbia vinto completamente, ma abbiamo compiuto un passo molto importante», aggiunge. «La consigliera federale Karin Keller-Sutter ha confermato che il controprogetto ha lo stesso obiettivo dell'iniziativa e per noi è importante che il popolo oggi abbia deciso in tal modo».
«Naturalmente siamo vincitori!» ha replicato Koller a una domanda diretta della giornalista di SRF. «È anche una vittoria per la democrazia diretta, ci siamo presentati senza partiti, eravamo un piccolo team», prosegue. «È meraviglioso quello che avviene in Svizzera, il fatto che così poche persone con così tanto entusiasmo abbiano potuto lanciare un'iniziativa popolare che ha portato all'inserimento di un passo importante nella Costituzione».
L'iniziativa «il denaro contate è libertà» - questo il suo nome conciso - è stata lanciata dal Movimento svizzero per la libertà (MSL), organizzazione fondata nel 2018 che è stata già all'origine dell'iniziativa «per la libertà e l'integrità fisica»: promossa durante il periodo del Covid, chiedeva in particolare che non venisse ammesso un obbligo di vaccinazione. È stata respinta nel giugno 2024 con quasi il 74% di voti contrari.
12:57
12:57
Iniziativa SSR, le prime reazioni
Cinésuisse accoglie con soddisfazione il «chiaro NO» all’Iniziativa SSR: «Con la loro decisione, oggi le elettrici e gli elettori svizzeri si sono espressi a favore del servizio pubblico, della diversità culturale e del cinema svizzero».
Anche il comitato sportivo contro l'iniziativa anti-SSR accoglie favorevolmente il netto rifiuto espresso dalla popolazione. «Questo risultato è un segnale chiaro a favore del ruolo essenziale dello sport nel servizio pubblico mediatico». Secondo Swiss Olympic, ciò costituisce anche un mandato chiaro per la SSR: «la copertura sportiva non deve solo essere garantita in tutte le regioni linguistiche, ma anche essere rafforzata in modo deciso».
Votando «no» all'iniziativa «200 franchi bastano!» le cittadine e i cittadini hanno sottolineato la loro volontà di disporre di una SSR forte, parte integrante dell'identità nazionale. Il comitato sportivo che si è impegnato contro l'iniziativa è convinto che il fatto di evocare l'importanza di una copertura sportiva completa all'interno della SSR abbia contribuito a questo risultato.
12:49
12:49
Ticino: il «no» all'iniziativa sul dumping parte in vantaggio
Su 26 Comuni scrutinati, sono al momento tre quelli in cui l'iniziativa «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale!» ha ricevuto una maggioranza di voti favorevoli: Campo Vallemaggia (20 «sì» su 30 votanti), Grancia (75 «sì» su 146 votanti) e Personico (137 «sì» su 278 votanti).

12:44
12:44
20 Comuni scrutinati in Ticino
12:43
12:43
Prima proiezione: iniziativa SSR bocciata dal 62% dei votanti
L'iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)» verrà respinta dal 62% dei votanti, stando a una prima proiezione dell'istituto demoscopico Gfs.bern, che opera per conto della SSR.
Anche i primi risultati intermedi del canton Ginevra confermano questo trend: gli elettori bocciano chiaramente l'iniziativa SSR con il 63,8%. Stessa tendenza nel canton Grigioni, dove i cittadini respingono il testo che chiede di ridurre il canone radiotelevisivo a 200 franchi con il 63,26%. Anche Friburgo (56,8%) e Argovia (55%) dicono «no». Stando alle proiezioni per Zurigo fornite dalla cancelleria cantonale, il «no» prevale al 64,6%.
Dal canto suo, Svitto accetta il testo con il 65,8% dei voti.
12:38
12:38
Denaro contante, verso il «sì» al controprogetto
L'iniziativa sul denaro contante dovrebbe essere stata respinta, ma è stato per contro accolto il relativo controprogetto, di tenore molto simile: è quanto emerge dalla prima proiezione riguardo al voto comunicata poco fa dai canali della radiotelevisione pubblica SRG SSR, sulla base delle indicazioni dell'istituto demoscopico Gfs.bern.
L'iniziativa popolare «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote» viene sostenuta solo dal 45% dei votanti, mentre il controprogetto riceve il consenso del 73% della popolazione.
12:36
12:36
Si profila un «sì» alla Legge sull'imposizione individuale
Si profila un «sì» alla Legge sull'imposizione individuale: secondo le prime proiezioni dell'istituto demoscopico gfs.bern realizzate per conto della SSR, il testo sarebbe approvato nella misura dell'56%.
La mobilitazione nelle città è stata determinante per il risultato, ha dichiarato domenica alla televisione svizzero-tedesca SRF Lukas Golder, politologo di gfs.bern. Sulla base dei dati attuali, un «no» può ormai essere escluso. Ancora a mezzogiorno non era disponibile alcuna proiezione sull'esito del voto.
A Ginevra, in base allo spoglio dei voti per corrispondenza (pari a circa il 90% del totale) la nuova legge è approvata con il 68,9% dei votanti. Le proiezioni per Zurigo fornite dalla cancelleria cantonale dicono «sì» al 61%.
12:36
12:36
Proiezioni: 71% di «no» all'iniziativa fondo per il clima
L'Iniziativa per un fondo per il clima si avvia verso una netta bocciatura. Stando a una prima proiezione diffusa dall'istituto demoscopico gfs.bern per conto della SSR, sarebbe stata respinta dal 71% dei votanti. Lanciata da PS e Verdi, l'iniziativa - formalmente denominata «Per una politica energetica e climatica equa: investire per la prosperità, il lavoro e l'ambiente» - chiedeva alla Confederazione di istituire un fondo per il clima alimentato con un versamento annuo compreso tra lo 0,5 e l'1% del PIL, pari a 4-8 miliardi di franchi all'anno fino al 2050, allo scopo di raggiungere la neutralità climatica entro la metà del secolo.
12:35
12:35
Iniziativa SSR, il «no» spinto dalla «mobilitazione urbana»
Secondo il politologo Urs Bieri di gfs.bern, l'iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)» dovrebbe essere nettamente respinta. La quota di voti favorevoli si aggira intorno al 40%, ha dichiarato alla radio svizzero-tedesca SRF.
Si tratta di un «no» meno netto rispetto all'iniziativa No-Billag del 2018 (72%), ma comunque più chiaro di quanto inizialmente previsto. Secondo Bieri, il motivo è che la mobilitazione in ambito urbano è esplosa negli ultimi giorni contro il testo promosso da UDC, Giovani liberali-radicali e USAM.
12:22
12:22
I primi risultati in Ticino
Sono tre i Comuni ticinesi scrutinati alle 12.21, con partecipazione al voto al 40,6%: Aranno, Campo Vallemaggia e Melide.

12:05
12:05
Fondo per il clima verso «una netta bocciatura»
L'Iniziativa per un fondo per il clima si avvia verso una netta bocciatura. Stando a una prima tendenza diffusa dall'istituto demoscopico gfs.bern per conto della SSR, sarebbe stata chiaramente respinta dagli aventi diritto di voto.
12:03
12:03
Tendenza nazionale: «no» all’Iniziativa SSR e al fondo per il clima
L'iniziativa SSR verrà respinta: è questa la tendenza che emerge dai primi risultati, stando all'istituto demoscopico Gfs.bern, che opera per conto della SSR. Gfs.bern parla di un trend negativo quando la percentuale di «no» prevista è superiore al 55%. Anche i primi risultati intermedi del canton Ginevra confermano questo trend: gli elettori bocciano chiaramente l'iniziativa SSR con il 63,8%. Stessa tendenza nel canton Grigioni, dove i cittadini respingono il testo che chiede di ridurre il canone radiotelevisivo a 200 franchi con il 63,26%. Le proiezioni per Zurigo fornite dalla cancelleria cantonale dicono «no» al 64,6%.
12:02
12:02
Imposizione individuale, c'è incertezza
C'è incertezza sull'esito dell'introduzione dell'imposizione individuale, sottoposta oggi a votazione. Alla chiusura dei seggi, l'istituto demoscopico gfs.bern non è ancora in grado di fornire una indicazione.
A Ginevra, in base allo spoglio dei voti per corrispondenza (pari a circa il 90% del totale) la nuova legge è approvata con il 68,9% dei votanti. Le proiezioni per Zurigo fornite dalla cancelleria cantonale dicono «sì» al 61%.
12:00
12:00
Les jeux sont faits, rien ne va plus
Les jeux sont faits, rien ne va plus. A mezzogiorno in punto sono terminate le operazioni di voto su quattro temi federali e uno cantonale.
Iniziativa «Il denaro contante è libertà» e controprogetto diretto
Iniziativa SSR («200 franchi bastano!)
Iniziativa per un fondo per il clima
Legge federale sull'imposizione individuale
In Ticino, l'iniziativa popolare legislativa generica «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale!»
Se si fosse votato a metà febbraio, l'iniziativa sul denaro contante e l'introduzione dell'imposizione individuale sarebbero state approvate, con la popolazione svizzera che sembrerebbe preferire il controprogetto sul contante. L'Iniziativa SSR e quella sul fondo per il clima non avrebbero invece superato lo scoglio delle urne. Queste le principali indicazioni di due sondaggi pubblicati alla fine di febbraio, quello dell'istituto gfs.bern, commissionato dalla Società svizzera di radiotelevisione (SSR), e quello dell'editore Tamedia e di 20 Minuten.
Il diretta su Teleticino, alle 12.00 e alle 18.00, lo Speciale votazioni. E, dalle 18.30, i commenti sul voto alla domenica del Corriere. Gli ospiti di Gianni Righinetti: Pino Sergi (MpS), Raide Bassi (UDC), Maurizio Agustoni (il Centro), Samantha Bourgoin (Verdi), Andrea Giudici (UDC), Gianmaria Frapolli (Lega dei Ticinesi), Fabrizio Sirica (PS) e Natalia Ferrara (PLR).
