L'intervista

L'Airbus A350, ma non solo: che anno è stato, per Swiss?

Con Heike Birlenbach, direttrice commerciale della compagnia elvetica, tracciamo un bilancio di ciò che è stato e gettiamo uno sguardo sull'anno che verrà
© KEYSTONE/Gaetan Bally
Marcello Pelizzari
31.12.2025 22:30

L'anno sta volgendo al termine. Un anno, per Swiss, carico di sfide ma, al contempo, ricco di soddisfazioni. Un anno, soprattutto, caratterizzato dall'introduzione del nuovo, nuovissimo Airbus A350, con tanto di battesimo sul lungo raggio sulla rotta Zurigo-Boston«Questo aereo è un simbolo del nostro investimento e del nostro impegno, sia come Swiss sia come Gruppo Lufthansa» aveva tagliato corto, a fine novembre, l'amministratore delegato della nostra compagnia di bandiera, Jens Fehlinger, intervistato dal Corriere del Ticino proprio a bordo dell'A350.

Heike Birlenbach, direttrice commerciale del vettore, nel tracciare un bilancio di ciò che è stato parte, pure lei, dall'A350 e dal concetto di cabina completamente rinnovato. Senses, già. «Nel progettare la cabina dell'Airbus A350 – spiega al CdT – abbiamo sempre tenuto conto delle esigenze dei nostri clienti, in particolare per quanto riguarda la privacy, un aspetto che consideriamo importante, se non cruciale, per il futuro. Un punto di forza è la nostra nuova Business Class, che offre una varietà di sedili diversi con molto spazio personale a seconda delle citate esigenze dei passeggeri».

L'impressione, pensando ad esempio alla livrea speciale Wanderlust, è che Swiss voglia sempre di più affermare e riaffermare la propria svizzeritudine.
«La livrea Wanderlust è una lettera d'amore alla Svizzera. Swiss, d'altro canto, ha un forte legame con il suo Paese e vogliamo che questo legame sia visibile. Sia nel nostro concetto di ospitalità a bordo e nel modo in cui il nostro personale si presenta, sia nel modo in cui vogliamo essere visti dall'esterno. La parola evoca anche il piacere di muoversi e viaggiare. Naturalmente, questa livrea è altresì un simbolo del viaggio e delle gioie del volo. Rappresenta l'emozione di visitare nuovi luoghi e di vivere esperienze meravigliose».

Ma è davvero possibile essere svizzeri e veicolare l'immagine della Svizzera all'interno di un gruppo a trazione tedesca come Lufthansa?
«Far parte di un gruppo come Lufthansa porta vantaggi in entrambe le direzioni. Noi, come Swiss, possiamo condividere i costi per lo sviluppo digitale, per le infrastrutture e per l'acquisto di aeromobili. Con il Gruppo Lufthansa siamo anche più forti nell'approvvigionamento. Sappiamo di poter beneficiare di alcuni vantaggi, ma allo stesso tempo ciò che offriamo con i nostri aeromobili e con il nostro servizio a bordo è davvero specifico e, appunto, svizzero. Il marchio Swiss è enfatizzato sull'Airbus A350 insieme al personale e al concetto di ospitalità a bordo. Per fare un esempio, la base tecnica dei sedili è la stessa degli aeromobili Lufthansa. Abbiamo sviluppato i sedili insieme, anche per condividere i costi di certificazione, che – credetemi – sono molto elevati. Ma, dal punto di vista estetico, sono completamente diversi da quelli di Lufthansa. Siamo orgogliosi di far parte del Gruppo Lufthansa, ma allo stesso tempo di essere una compagnia aerea svizzera. E facciamo in modo che questi due aspetti rimangano legati».

Quanto è stato complicato il 2025, pensando al contesto geopolitico caratterizzato da guerre e tensioni commerciali, e quanta fiducia c'è, per contro, nel 2026?
«Abbiamo dovuto fare i conti con diversi fattori che, nel 2025, hanno reso il mercato molto volatile in termini di domanda. Mi riferisco ad aspetti geopolitici, guerre, chiusura di spazi aerei e rotte che non abbiamo potuto servire. Abbiamo anche notato una certa riluttanza da parte dell'Europa a viaggiare negli Stati Uniti nel 2025, soprattutto nel segmento leisure e in classe economica. Da parte nostra, abbiamo sempre dato alle persone un motivo per viaggiare. Le persone hanno risposto positivamente ai nostri prezzi, interessanti, per gli Stati Uniti. Certo, le nostre strategie hanno avuto un impatto sul livello medio dei prezzi, ma hanno funzionato. Le difficoltà, d'altro canto, nel settore dell'aviazione vanno affrontate. Fanno parte della vita quotidiana. Per noi, è importante essere flessibili: ad esempio, se ci accorgiamo che una particolare regione non sta dando buoni risultati, dobbiamo essere in grado di dislocare la capacità altrove. Torniamo agli Stati Uniti: la situazione è migliorata e le prospettive per il 2026 sono molto più rosee. Non c'è motivo di ridurre la nostra capacità sui voli statunitensi. Ci atterremo a questo volume».

È possibile – in relazione alle attuali dinamiche politiche tra la Svizzera e gli Stati Uniti – che in futuro gli acquisti di aeromobili vengano gestiti anche attraverso la Svizzera. C'è un'opzione in questo senso, ma ciò non significa che sarà necessariamente così

Lo scorso novembre, durante la conferenza stampa del Consiglio federale sull’intesa raggiunta con Washington per la riduzione dei dazi, si era parlato di «aziende svizzere che si impegneranno ad acquistare aerei Boeing». Le facciamo una domanda che abbiamo fatto anche all'amministratore delegato Jens Fehlingere: c’entra qualcosa Swiss?
«Quando parliamo di acquisti di aeromobili, parliamo ovviamente di un investimento a lungo termine. Per essere chiari, Swiss sta già pensando a quali aeromobili acquistare per la metà degli anni 2030. Ci sono varie opzioni sul tavolo, opzioni per l'intero Gruppo Lufthansa. È probabile che faremo acquisti comuni, sia con Airbus sia con Boeing, e che poi distribuiremo questi acquisti alle singole compagnie aeree. Per quanto riguarda Swiss, non abbiamo ancora deciso quale aeromobile utilizzeremo un domani per sostituire l'Airbus A330 o il Boeing 777. Quest'ultimo è un aereo moderno, che sicuramente volerà per i prossimi dieci o quindici anni ancora. È possibile – in relazione alle attuali dinamiche politiche tra la Svizzera e gli Stati Uniti – che in futuro gli acquisti di aeromobili vengano gestiti anche attraverso la Svizzera. C'è un'opzione in questo senso, ma ciò non significa che sarà necessariamente così».

Detto in altri termini, non sarà la politica a orientare o, peggio, forzare le vostre decisioni...
«Come ho detto, stiamo elaborando un piano a lungo termine e pianificando la flotta del futuro. Lo stiamo facendo insieme a Lufthansa, come sempre. Poi, valuteremo le opzioni».

Pensando alle destinazioni, e al fatto che, una volta effettuate tutte le consegne, Swiss si ritroverà con più aerei per il lungo raggio rispetto a oggi, quali mercati aggredirete?
«Swiss prenderà in consegna un totale di 10 Airbus A350. Alcuni di essi sostituiranno gli Airbus A340, attualmente in fase di dismissione. Ho sempre in mente nuove destinazioni. Ci sono diversi mercati che si stanno sviluppando bene e che potremmo prendere in considerazione, a patto di avere una certa capacità nei prossimi anni».

Perché, concludendo, l'A350 consentirà a Swiss di entrare in una nuova era?
«Perché l'A350 è un aeromobile molto economico, con emissioni di CO2 notevolmente inferiori rispetto a quelle di altri modelli. Sì, siamo davvero entrati in una nuova era. Siamo una delle principali compagnie aeree premium del mondo. Ma non vogliamo solo prometterlo, vogliamo dare ai nostri clienti l'opportunità di affermare, in futuro, che siamo una delle migliori compagnie aeree del mondo, indipendentemente dalla classe di servizio scelta. E che la nostra offerta soddisfa o, speriamo, supera le aspettative».

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