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19:41
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L'appello: «Si istituisca un fondo finanziario per le famiglie colpite dalla tragedia di Crans-Montana»
«Istituire con urgenza un fondo finanziario di 50 milioni o più, in modo da poter versare immediatamente e a titolo di anticipo un indennizzo alle famiglie colpite dalla tragedia di Crans-Montana per coprire immediatamente tutte le spese sanitarie e di altro genere, comprese quelle per la partecipazione ai procedimenti giudiziari». È l’appello rivolto al Consiglio federale e sottoscritto da oltre 40 persone. «L’incendio angoscia tuttora ampie fasce della popolazione, anche in Svizzera», si legge nel documento. «Ci angoscia non soltanto il lutto di tante famiglie, ma anche la lunga durata delle sofferenze che colpirà le persone ospedalizzate».
Permane forte il desiderio di aiutare in modo concreto le famiglie colpite «le quali dovranno già sostenere ingenti spese sanitarie, e anche per ottenere risarcimenti da parte delle persone e delle entità responsabili». L’accertamento di queste responsabilità e la quantificazione dei risarcimenti per torto morale e per i danni materiali «obbligheranno queste famiglie ad attendere almeno quattro o cinque anni, sopportando anche ingenti spese legali». Nel solco dell’abnegazione dimostrata da soccorritori, pompieri e sanitari, dell’auspicata decisione di sospendere l’invio di fatture per le spese mediche e di trasporto, nonché della solidarietà di famiglie locali, «è legittima l’attesa di un intervento federale concreto che possa soddisfare l’intensa esigenza di portare aiuto». Infatti, «anche il versamento degli indennizzi previsti dalla Legge federale per l’aiuto alle vittime di atti contro la persona potrebbe ritardare ancora di parecchio tempo».
16:33
16:33
Rischio di fuga per Jessica Moretti, ha consegnato i propri documenti alle autorità
Sì, esiste un concreto pericolo di fuga. Come per il marito, Jacques Moretti, che ieri si è visto confermare la carcerazione preventiva. Il Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese (TMC), si legge in una nota, sempre ieri ha imposto alla co-gerente del Constellation, Jessica Moretti, delle misure sostitutive alla detenzione preventiva. A causa, appunto, dell'esistenza di un pericolo di fuga, come invocato dal Ministero pubblico.
Jessica Moretti non potrà, dunque, lasciare il territorio elvetico. A tal proposito, è stata obbligata a depositare tutti i documenti di identità e soggiorno presso lo stesso Ministero pubblico, a presentarsi quotidianamente presso un posto di polizia e, ancora, a versare una cauzione adeguata. L'importo della quale, si precisa nel comunicato, verrà stabilito in un secondo momento e tramite un'istruzione minuziosa. Il Tribunale ha specificato che, non avendo il Ministero pubblico richiesto il carcere preventivo per Jessica Moretti, tale misura di riflesso non poteva essere ordinata dal TMC.
Il TMC ha ricordato che ogni imputato gode della presunzione di innocenza fino al passaggio in giudicato di una sentenza di condanna. Il principio cardine della procedura penale svizzera è che l’imputato rimanga in libertà fino al giudizio; la carcerazione preventiva può essere ordinata – unicamente su richiesta del Ministero pubblico – solo in casi eccezionali e a titolo di ultima ratio per garantire il corretto svolgimento dell’istruttoria. Pertanto, se misure meno coercitive della detenzione consentono di raggiungere il medesimo scopo, queste (definite misure sostitutive) devono obbligatoriamente essere ordinate in luogo della carcerazione.
15:32
15:32
Il Gran Consiglio vodese osserva un minuto di silenzio
Il Gran Consiglio vodese ha osservato oggi pomeriggio un minuto di silenzio in omaggio alle vittime della tragedia di Crans-Montana (VS). A nome del Parlamento, il suo presidente Stéphane Montangero ha espresso le sue «più sincere e profonde condoglianze» alle famiglie e ai parenti delle vittime.
In occasione di questa prima seduta dell'anno, Montangero ha inoltre trasmesso «un messaggio di sostegno e di solidarietà» alle persone ferite, ancora ricoverate in ospedale e non. Montangero ha anche rivolto «un pensiero rispettoso e riconoscente» a tutti coloro che sono intervenuti durante l'incendio, a tutta la catena dei soccorsi.
Montangero ha avuto parole di sostegno anche per le autorità vallesane, a cominciare dal presidente del Consiglio di Stato Mathias Reynard, che hanno dovuto assumersi «un compito che nessuno può davvero immaginare».
Il presidente del Gran Consiglio vodese ha concluso facendo riferimento al discorso dei tre giovani durante la cerimonia nazionale di commemorazione, tenutasi venerdì scorso a Martigny. Citando il loro messaggio di speranza, ha dichiarato: «non si possono aggiungere giorni alla vita, ma si può aggiungere vita ai giorni».
Il devastante incendio di Capodanno di Crans-Montana ha provocato 40 morti e 116 feriti, di cui diversi provengono dal cantone di Vaud.
13:48
13:48
Tajani: «L'Italia deve costituirsi parte civile nel processo»
«Abbiamo chiesto e continueremo a esigere che ogni responsabilità venga accertata e che sia fatta piena chiarezza su quanto accaduto. Anche alla luce dei comportamenti di negligenza che sono evidenti agli occhi di tutti». Lo ha detto il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani riferendo della tragedia di Crans-Montana in Senato. «È quindi giusto che l'Italia chieda di costituirsi parte civile nel processo, perché questa è una ferita che è stata inferta a tutto il paese».
«Il Governo sta seguendo sin dall'inizio, con la massima attenzione, l'evolversi delle indagini, tanto in Svizzera quanto in Italia», ha detto Tajani. «Quando sono andato a Sion il 2 gennaio ho incontrato il presidente del Canton Vallese, il comandante della Polizia cantonale e la procuratrice generale, ai quali ho chiesto il massimo impegno per l'accertamento rigoroso dei fatti, per l'individuazione di ogni responsabilità e per l'adozione di tutte le misure necessarie affinché i colpevoli vengano perseguiti», ha aggiunto.
«Parallelamente - ha spiegato - seguiremo lo svolgimento delle indagini in Italia da parte della Procura di Roma, assicurando piena collaborazione e sostegno istituzionale laddove richiesto dall'Autorità giudiziaria. L'Avvocatura generale dello Stato, che è in contatto con le famiglie, è già a lavoro sia con la procuratrice generale elvetica che con la Procura di Roma».
«Rivolgiamo oggi un pensiero di speranza ai quattordici giovani connazionali feriti di Crans-Montana. Garantiremo loro tutte le cure possibili. Saremo al loro fianco. Non li abbandoneremo e non spegneremo i riflettori», ha detto Tajani in Senato, il quale prima delle comunicazioni del titolare della Farnesina ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime della tragedia.
In seguito il Senato ha approvato all'unanimità, per alzata di mano, la risoluzione firmata da tutti i capigruppo che impegna il governo a assistere e sostenere le famiglie delle vittime e dei feriti a Crans-Montana nei processi penali e civili che si svolgeranno in Svizzera ed in Italia.
Nella risoluzione si invita inoltre il governo a «valutare la possibilità di prendere parte ai giudizi eventualmente instaurati sia in sede penale che in sede civile, compatibilmente con il rispetto del diritto internazionale e della sovranità giurisdizionale della Confederazione elvetica».
L'idea di un documento di indirizzo bipartisan per il sostegno alle famiglie delle vittime era stata lanciata all'ultima riunione dei capigruppo dal presidente dei senatori del Partito democratico (PD) Francesco Boccia.
13:05
13:05
Chiesta la nomina di un procuratore straordinario
L’avvocata losannese Miriam Mazou, che rappresenta la famiglia di una vittima, ha presentato alla Procura vallesana una richiesta per la nomina di un procuratore speciale proveniente da fuori Cantone incaricato di chiarire la catastrofe dell’incendio di Crans-Montana. La domanda è stata depositata lo scorso il 10 gennaio. Intervistata lunedì sera dalla RTS, Mazou ha spiegato che il diritto vallesano prevede esplicitamente la possibilità di nominare un procuratore esterno in presenza di «motivi importanti». Tali motivi sarebbero dati in questo caso, in particolare a causa della portata della tragedia e del fatto che le indagini devono riguardare anche l’operato delle autorità vallesane.
10:44
10:44
L'attacco a Paolo Bernasconi su Rete4
Ospite di Quarta Repubblica, su Rete4, l'ex magistrato ticinese Paolo Bernasconi è tornato a parlare della tragedia di Crans-Montana, dopo aver espresso i suoi dubbi sul mancato arresto, inizialmente, dei coniugi Moretti sul Corriere della Sera e dopo aver affermato, al Corriere del Ticino, che la Confederazione dovrebbe istituire un fondo da 50 milioni di franchi a favore delle vittime del Constellation. Moderata da Nicola Porro, la trasmissione si è presto trasformata in un atto d'accusa nei confronti della giustizia svizzera. Bernasconi, suo malgrado, si è visto costretto a rispondere all'attacco, frontale, di Tommaso Cerno, già senatore della Repubblica e, dallo scorso 1. dicembre, direttore del quotidiano Il Giornale. L'articolo completo qui. Qui, invece, il commento di Marcello Pelizzari.
07:17
07:17
Il punto alle 7
L'ex gestore del bar «Le Constellation» di Crans-Montana ha criticato i lavori di ristrutturazione effettuati dai suoi successori, i coniugi Moretti. Eric Dosdo dirigeva il locale teatro della tragedia prima che la coppia francese ne prendesse le redini nel 2015. Interpellato dalla RTS, Dosdo ha criticato i lavori eseguiti da Jacques e Jessica Moretti, focalizzandosi soprattutto sul restringimento della scala, sulla quale sarebbero state ritrovate 34 delle 40 vittime.
Per l'ex gestore del bar è «incomprensibile» che le autorità competenti non abbiano effettuato controlli più severi in un luogo così profondamente ristrutturato. Dosdo ha quindi fornito prove fotografie relative al locale prima del 2015, quando la scala che conduceva al seminterrato era più larga e non erano ancora stati installati i pannelli fonoassorbenti andati in fiamme la notte di Capodanno.
