Ticino, nessun accordo illecito sui prezzi nei distributori di benzina

«Secondo le informazioni accessibili al pubblico, il nuovo operatore dispone di una struttura organizzativa snella, che gli consente di mantenere bassi i costi. Quando una nuova stazione di servizio entra sul mercato con costi potenzialmente inferiori e prezzi più bassi, le stazioni vicine devono adeguare le proprie tariffe per poter continuare a servire una clientela sensibile ai prezzi. Le riduzioni dei prezzi osservate in Ticino non costituiscono quindi, da sole, un indizio concreto di accordi sui prezzi tra gestori di stazioni di servizio». Il sospetto di presunti accordi illeciti sui prezzi della benzina a Sud delle Alpi - dopo l’apertura, la scorsa fine di giugno, del distributore automatizzato Etzelpark in via Zorzi a Bellinzona, già presente nella Svizzera tedesca - non è concreto. A metterlo nero su bianco in uno scritto datato 3 settembre - che il Corriere del Ticino è in grado oggi di svelarvi - è nientemeno che la Commissione della concorrenza (COMCO). L’autorità federale indipendente della Confederazione incaricata di proteggere la libera concorrenza nell’economia di mercato ha preso posizione in merito alla segnalazione fatta dal consigliere nazionale socialista vodese Benoît Gaillard. Il quale, da noi contattato (si veda più avanti), si dice deluso dalla risposta e assicura che continuerà la sua «battaglia» a Berna.
Non vi sono indizi concreti
L’avvento nel nostro cantone di Etzelpark - e, più precisamente, nella capitale - aveva rapidamente portato ad una diminuzione dei prezzi della benzina di 20 centesimi al litro nei distributori lungo la strada cantonale fra Arbedo e Camorino. Apriti cielo. Si era presto alzato un polverone. Sia sui social sia a livello politico, con l’interrogazione al Consiglio di Stato del deputato e municipale leghista di Bellinzona Mauro Minotti. Un atto parlamentare, si veda sotto, al quale il Governo ha recentemente risposto precisando di non ritenere necessario procedere con una segnalazione alla COMCO. Ciò che ha invece fatto, il 20 luglio, il 41.enne consigliere nazionale PS Benoît Gaillard, auspicando una valutazione dettagliata sulla possibile esistenza di accordi illeciti ai sensi della legge sui cartelli. Il deputato del Canton Vaud allegava altresì un rapporto che, sulla base di rilevazioni dei prezzi, documenta modifiche simultanee e andamenti ampiamente identici dei prezzi praticati da diversi marchi di stazioni di servizio. «Abbiamo esaminato approfonditamente la sua segnalazione. Sulla base delle informazioni disponibili, non abbiamo tuttavia potuto individuare, per i motivi esposti di seguito, indizi concreti dell’esistenza di accordi sui prezzi tra gestori di stazioni di servizio. In Ticino diverse stazioni di servizio hanno abbassato i prezzi dopo l’apertura di una nuova stazione. L’ingresso di un nuovo concorrente può aumentare la pressione sui prezzi, modificando la situazione concorrenziale», è la premessa della COMCO, che sgombra subito il campo da qualsivoglia zona d’ombra.
Il documento zeppo di dati
La missiva è firmata dalla vicedirettrice Andrea Graber e da un collaboratore scientifico; è inoltre corredata da un allegato. Si tratta di un estratto del rapporto annuale della Commissione della concorrenza del 2025 riguardante, proprio, la questione dei prezzi applicati dalle stazioni di benzina in Svizzera. Il rapporto presentato da Benoît Gaillard era già noto alla COMCO; «non conoscevamo, invece, i dati precisi sui quali si basava. Abbiamo analizzato i dati che ci ha trasmesso. Tuttavia, considerata la loro qualità, non è possibile ricavarne indizi di eventuali accordi sui prezzi». Per la Commissione, infatti, «non è chiaro, ad esempio, se i dati relativi ai prezzi si riferiscano al momento esatto in cui un prezzo è stato modificato oppure se ogni rilevazione corrisponda a un momento in cui il prezzo in questione era già in vigore. Se fosse vera questa seconda ipotesi, non si saprebbe da quanto tempo quel prezzo fosse applicato né per quanto tempo sia rimasto in vigore».

«Comportamento parallelo»
Non solo. La vicedirettrice Andrea Graber (che ricopre questa funzione esattamente da otto anni) rileva che la COMCO in passato aveva già ricevuto «un insieme di dati simile e in parte identico, che abbiamo preso in considerazione nell’ambito di un’osservazione del mercato dei carburanti condotta nel 2025. Gli approfondimenti non hanno evidenziato alcun indizio di violazione della legge sui cartelli». L’autorità federale preposta va in seguito oltre la fattispecie, evidenziando che per quanto concerne gli schemi di prezzo nel settore dei carburanti, occorre tenere conto del seguente aspetto cruciale: «Prezzi simili o identici praticati dalle stazioni di servizio, così come modifiche simultanee dei prezzi, sono fenomeni frequentemente osservati nei mercati locali, anche in assenza di accordi sui prezzi». Nel valutare tali comportamenti alla luce del diritto dei cartelli è determinante distinguere tra un comportamento parallelo lecito e accordi sui prezzi problematici. Il primo si verifica quando le imprese, sulla base di decisioni autonome, reagiscono in modo identico o uniforme oppure si imitano reciprocamente: «L’elemento determinante è che tale comportamento derivi da decisioni autonome delle singole imprese e non da un coordinamento dei comportamenti fondato sullo scambio di informazioni di mercato. Un simile comportamento parallelo si osserva spesso nei mercati caratterizzati da prodotti omogenei, come nel caso della benzina e del diesel».
Ciò significa, annota ancora la COMCO, che «quando una stazione di servizio abbassa il proprio prezzo, quella vicina deve adeguarsi per poter continuare a servire la clientela sensibile ai prezzi. Inoltre i cartelli esposti presso le stazioni di servizio rendono il mercato molto trasparente: di conseguenza i prezzi dei carburanti si adeguano rapidamente all’interno di una stessa regione e possono oscillare entro una fascia tariffaria ristretta». Per la COMCO, insomma, lo schema dei prezzi documentato nel rapporto non costituisce, da solo, un indizio concreto di un accordo sui prezzi tra gestori di stazioni di servizio. In assenza di indizi concreti, ça va sans dire, non verrà avviata una procedura da parte della Commissione della concorrenza. La documentazione è stata però trasmessa a «Mister Prezzi» Stefan Meierhans.
«Berna ora deve reagire»
Il consigliere nazionale Benoît Gaillard aveva chiesto alla COMCO di procedere ad un’indagine urgente per verificare la presenza di intese formali o informali fra i rivenditori. Non se ne farà nulla, come abbiamo visto. «Ritengo questa decisione deplorevole, in quanto dimostra che la Commissione della concorrenza interpreta il proprio mandato legale in modo eccessivamente restrittivo», afferma al CdT il parlamentare di Losanna. Che comunque non intende assolutamente abbassare la guardia. Tutt’altro. «Mi impegnerò in Parlamento per migliorare la situazione. In un caso del genere ritengo ovvio che la COMCO debba quantomeno avviare un monitoraggio del mercato. I prezzi molto elevati sul mercato dei carburanti richiederebbero inoltre una reazione più decisa da parte del Consiglio federale, ad esempio per avviare almeno un dialogo con importatori e distributori al fine di contenere i margini. In primavera lo stesso Consiglio federale aveva confermato che la situazione rischia di generare profitti eccessivi (un fenomeno noto come ‘price gouging’). Tale inazione politica è inaccettabile, soprattutto in un momento in cui le persone che necessitano dell’automobile sono sottoposte ad una forte pressione finanziaria».

Gli interrogativi
«Il tema è già noto a livello federale, motivo per cui non si ritiene necessario procedere con una segnalazione nei confronti della Commissione della concorrenza (COMCO)». Ci ha messo un’ora, il Consiglio di Stato, a rispondere all’interrogazione di Mauro Minotti (granconsigliere della Lega e municipale di Bellinzona) e cofirmatari che chiedevano spiegazioni su come fosse possibile che fosse «bastato un nuovo distributore (quello di Etzelpark in via Zorzi nella Turrita, appunto, aperto lo scorso giugno; n.d.r.) per abbassare i prezzi di 20 centesimi al litro». Il Governo, nella pagina scarsa trasmessa lo scorso 16 settembre ai deputati, come appreso dal Corriere del Ticino, osserva di non disporre degli «strumenti per valutare la concorrenzialità del mercato dei carburanti (...). Il tema è monitorato dalle competenti autorità federali».

Margini non aumentati
Nella premessa la presidente Marina Carobbio Guscetti e i colleghi ricordano che sul tema dei prezzi dei carburanti la sorveglianza dei prezzi «si è espressa sia nel rapporto annuale 2023 sia con un’analisi dell’evoluzione dei margini delle raffinerie e delle stazioni di servizio a seguito dell’aumento dei prezzi dell’energia nel primo semestre del 2022». Nella relazione di tre anni or sono si puntualizzava che «il rialzo dei prezzi del carburante osservato nel 2022 non è riconducibile unicamente al rincaro del greggio, bensì anche a maggiori margini, in particolare per le raffinerie (...). Il Sorvegliante dei prezzi non ha invece rilevato un aumento sistematico dei margini nelle stazioni di servizio».



