Cadenazzo, arriva il quarto semaforo ma la polemica non si spegne

Nei prossimi giorni sarà attivato il quarto impianto semaforico all’incrocio della stazione FFS di Cadenazzo. L’annuncio dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) è accompagnato da un primo bilancio: i dati raccolti in ottobre indicano una diminuzione di 16 secondi del tempo medio di percorrenza tra Sant’Antonino e Contone. Per l’ente federale, il risparmio equivale complessivamente a 42 ore al giorno per gli utenti. L’USTRA segnala inoltre un «sensibile miglioramento» delle condizioni di sicurezza.
Sono cifre che arrivano mentre le code e i rallentamenti continuano a suscitare proteste.
Una rete ancora da completare
I primi tre impianti — agli incroci di via Camoghè, Al Ponte e Cadenazzo Centro — sono entrati in funzione alla fine di agosto. Quello della stazione sarà il quarto dei nove previsti tra Cadenazzo e Quartino. Il completamento del sistema, che coordina i semafori in base ai flussi di traffico, è programmato nel corso del 2027.

L’attivazione dei primi impianti era stata presentata come un modo per gestire meglio le immissioni laterali e ridurre le attese. Prima dell’avvio, i sindaci di Cadenazzo, Sant’Antonino e Gambarogno avevano espresso un cauto ottimismo, ma anche ricordato che il sistema non sostituisce il collegamento A2-A13, atteso sul lungo periodo.
Le code, i sensori e la protesta politica
Dopo l’accensione dei primi semafori, automobilisti hanno segnalato code e tempi di percorrenza più lunghi, in alcuni casi descritti come raddoppiati o triplicati. Nei primi giorni si sono verificati anche incidenti e malfunzionamenti dei sensori, poi corretti, oltre a interventi di regolazione.
La polemica è arrivata in Gran Consiglio. Otto deputati di più partiti hanno chiesto al Governo di verificare i tempi di percorrenza e di valutare un ritorno alla viabilità precedente qualora gli impianti non risultassero efficaci. Tra le preoccupazioni espresse: il tempo perso da chi si sposta, le ricadute sulle aziende e l’impatto ambientale delle code.
Il banco di prova sarà il sistema completo
A metà ottobre, dopo i problemi iniziali, l’USTRA aveva riferito che i tempi erano tornati vicini a quelli dello stesso periodo dell’anno precedente. Il nuovo bilancio, basato sui dati di ottobre, indica ora un lieve miglioramento. Restano però da chiarire i dettagli del confronto e l’andamento nei singoli punti e nelle ore di punta.
L’USTRA promette di monitorare e regolare il nuovo impianto nelle prossime settimane. Con il completamento della rete, l’ente prevede un’ulteriore riduzione dei tempi; una precedente stima indicava un risparmio fino al 30% nelle ore di punta a progetto ultimato. Per ora, il dato ufficiale è di 16 secondi in meno in media: un primo riscontro, che non chiude la discussione sulle code.




