Il caso

Casinò di Lugano, nessun discarico

L’assemblea degli azionisti ha approvato all’unanimità i conti della casa da gioco ma non ha «liberato» CdA e direzione – La Città è azionista di maggioranza e vuole chiarire alcuni aspetti, in particolare sull’annosa e milionaria vertenza con la Kursaal SA
©Cdt/Gabriele Putzu
Nico Nonella
16.06.2026 20:52

Non c’è pace per il Casinò di Lugano. Dopo che a fine aprile il Tribunale federale ha stabilito che la casa da gioco in riva al Ceresio deve versare circa 9 milioni di franchi alla locarnese Kursaal SA, lunedì l’assemblea degli azionisti della società che lo gestisce, la Casinò Lugano SA, ha sì approvato formalmente e all'unanimità i conti 2025 ma non ha concesso il discarico – cioè l’atto formale che mette i vertici al riparo da azioni di responsabilità per quanto hanno fatto durante l’anno – ai membri del Consiglio di amministrazione e della direzione. La decisione è stata presa dalla Città di Lugano in qualità di azionista di maggioranza (detiene il 65,7% delle quote, mentre l’azionista di minoranza Casinò Austria SA il 28,8%), intenzionata a chiedere chiarimenti su tre punti.

I prossimi passi

Il primo è proprio la vertenza con la casa da gioco locarnese, per far fronte alla quale, lo scorso gennaio, il Municipio aveva avallato un aumento della linea di credito già in essere tra la Città e la Casinò di Lugano SA, portandola a oltre 15 milioni di franchi. L’aumento è garantito dall’emissione di una cartella ipotecaria sull’immobile di proprietà della società che gestisce la casa da gioco. All’orizzonte ci sono però altri possibili interventi: quali siano (l’acquisto dello stabile? Un nuovo aumento di capitale?) lo stabiliranno la Città e l’azionista di minoranza sulla scorta di un rapporto elaborato dalla KPMG, commissionato dalla Città, che dovrebbe essere presentato nelle prossime settimane. La Città, stando a quanto appurato dal Corriere del Ticino, vuole in particolare approfondire perché negli anni non è stato accantonato del capitale per far fronte a questa vertenza. Sul tema, lo ricordiamo, è anche pendente un’interrogazione del gruppo dell’UDC (primo firmatario Paolo Andreetti). Va precisato che la decisione di non concedere il discarico non è una critica alla governance attuale: il contenzioso con la Kursaal SA ha avuto inizio nel 2001. È insomma, come rilevato su queste colonne lo scorso settembre dal presidente del Consiglio di amministrazione, Emanuele Stauffer, una situazione ereditata dal passato: «È un caso che si situa nella scia di quelli che hanno contraddistinto il primo decennio di vita abbondante del casinò: contenziosi legali milionari, rapporti pessimi con il regolatore, contese politiche, eccetera. Mi dispiace che spetti al Casinò del 2025 di raccogliere l’esito di quanto seminato 25 anni fa».

Risultati di esercizio

Il secondo punto aperto è prettamente finanziario. Negli ultimi cinque anni, come si legge nei rapporti di attività pubblicati dalla Commissione federale delle case da gioco (CFCG), il Casinò ha chiuso i conti con deficit importanti (nel 2021 segnato dal Covid -5,8 milioni di franchi; nel 2022 -2,7 milioni; nel 2023 -3,1 milioni e nel 2024 -3,5 milioni). Il 2025 si è chiuso con il segno «più», ossia con un utile contabile. Un risultato ottenuto grazie a delle importanti rivalorizzazioni del patrimonio, che in loro assenza avrebbero confermato il trend negativo. Tutti questi risultati classificano la casa da gioco luganese all’ultimo posto del ranking stilato dalla stessa CFCG.

Gli stipendi

L’ultima questione sulla quale la Città vuole fare chiarezza è la retribuzione dei membri del Consiglio di amministrazione e dei vertici della casa da gioco. Un tema affrontato anche nelle domande dell’UDC così come in un’interrogazione del PLR del 2019, non ancora evasa. La decisione di non concedere il discarico è stata come detto un fulmine a ciel sereno, ma a conti fatti non stupisce più di tanto soprattutto se si pensa che il Municipio ha inserito il casinò nella lista dei beni da alienare nel 2027 nell’ambito delle rivalorizzazioni. L’idea era ricavare 9,6 milioni di franchi e di tenersi stretto il terreno su cui sorge la casa da gioco. Les jeux ne sont pas encore faits.

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