Dal dumping salariale al canone: è tempo di votare

«Iniziativa SSR», denaro contante (e controprogetto diretto), fondo per il clima e imposizione individuale. In Svizzera è tempo di votazioni e i cittadini avranno tempo fino alle 12 di oggi per pronunciarsi su questi quattro temi. Vediamoli nel dettaglio.
Iniziativa SSR
Con l’iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)», il comitato composto da esponenti dell’Unione democratica di centro (UDC), dall’Unione svizzera delle arti e dei mestieri (USAM) e da parti del Partito liberale radicale (PLR) propone di ridurre il canone radiotelevisivo per le economie domestiche dai 335 franchi all’anno attuali a 200 franchi all’anno, e di esentare tutte le imprese dall’obbligo di pagarlo. Constatata la necessità di agire, il Consiglio federale ha elaborato un controprogetto che prevede una riduzione progressiva a 300 franchi del canone delle economie domestiche entro il 2029, e uno sgravio anche per le imprese: dal 2027 continuerà a pagarlo solo circa il 20% delle ditte assoggettate all’imposta sul valore aggiunto. Il Governo invita quindi a respingere l’iniziativa.
Denaro contante
L’iniziativa popolare «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)», lanciata dal Movimento svizzero per la libertà, vuole obbligare la Confederazione a garantire che monete e banconote siano sempre disponibili in quantità sufficiente, e che la sostituzione del franco svizzero con un’altra unità monetaria sia possibile solo con il consenso di Popolo e Cantoni. Anche Consiglio federale e Parlamento vogliono iscrivere nella Costituzione le disposizioni sull’approvvigionamento in numerario e sul franco. Tuttavia, non concordano sul modo in cui l’iniziativa è formulata e presentano quindi un controprogetto basato sulle formulazioni già impiegate nelle leggi vigenti. Esecutivo e Legislativo raccomandano quindi di accettare il controprogetto e respingere l’iniziativa.
Fondo per il clima
Destinare molti più mezzi alla lotta contro i cambiamenti climatici e le loro conseguenze. È quanto chiede l’iniziativa per un fondo per il clima presentata da Partito Socialista (PS) e Verdi, secondo cui la Confederazione dovrebbe istituire un fondo alimentato ogni anno con un importo compreso tra lo 0,5 e l’1 per cento della prestazione economica svizzera, ovvero circa 4−8 miliardi di franchi. L’idea è di sostenere in particolare la riduzione delle emissioni di gas serra, l’impiego parsimonioso ed efficiente dell’energia e il potenziamento delle rinnovabili. Governo e Parlamento ricordano dal canto loro che ogni anno la Confederazione ha a disposizione circa 2 miliardi di franchi per la protezione del clima e li impiega puntando su una combinazione equilibrata di strumenti collaudati. Secondo le istituzioni l’iniziativa – che loro raccomandano di respingere – «si concentra essenzialmente sui sussidi, andando a gravare in misura eccessiva sulle finanze».
Imposizione individuale
Oggi in Svizzera le coppie sposate sono tassate congiuntamente, mentre quelle non sposate sottostanno al regime di imposizione individuale. Coniugi e coppie non sposate pagano inoltre importi differenti. Per abolire questa disparità, il Parlamento ha approvato la Legge federale sull’imposizione individuale. Il progetto prevede, in sintesi, che anche i coniugi siano in futuro sottoposti al regime di imposizione individuale: ogni persona sarà tassata in base al proprio reddito e alla propria sostanza e a tutti sarà applicata la stessa tariffa. A parità di condizioni economiche, una coppia sposata e una non sposata verseranno quindi lo stesso importo. La maggioranza ne trarrà vantaggio, ma alcune pagheranno di più. Per evitare che le coppie con figli e le famiglie monogenitoriali siano eccessivamente gravate, la deduzione per i figli prevista dall’imposta federale diretta sarà aumentata. Il progetto è in votazione perché è stato chiesto il referendum; i contrari mettono in guardia da nuove disuguaglianze. «I coniugi con un solo reddito sarebbero gravati di più, mentre le coppie con un doppio reddito elevato ne trarrebbero vantaggio». Inoltre, «i servizi delle contribuzioni dovranno trattare circa 1,7 milioni di dichiarazioni fiscali supplementari, con un conseguente massiccio aumento del carico amministrativo e dei costi».
Il tema del dumping
Non solo oggetti federali: oggi i cittadini ticinesi sono chiamati a esprimersi anche sull’Iniziativa popolare legislativa generica del 10 ottobre 2019 «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale!», che ha raccolto 7.350 firme. Nel novembre 2025 il Gran Consiglio ha adottato la legge sul rilevamento e controllo delle condizioni di lavoro e della parità di genere in Ticino ora sottoposta al voto, raccomandando al popolo di respingere l’iniziativa dell’Mps. La proposta in questione prevede quattro punti: notifica obbligatoria per i datori di lavoro di ogni contratto e delle relative condizioni; potenziamento dell’Ispettorato del lavoro; creazione, all’interno dell’Ispettorato, di una sezione specifica contro le discriminazioni di genere; la pubblicazione di una statistica aggiornata dei salari e delle condizioni di lavoro.