Lugano blocca anche gli antifa: «Il presidio non sarà tollerato»

La manifestazione antifascista prevista per sabato 21 febbraio alla stazione FFS non sarà tollerata. E, se necessario, interverrà la Polizia per impedirla. Lo ha deciso il Municipio di Lugano dopo che nella giornata di lunedì gli organizzatori avevano annunciato tramite i loro canali social che il presidio di protesta contro la «marcia per la patria e la remigrazione» si sarebbe svolto comunque. Questo nonostante la rinuncia del sedicente «Fronte nazionale elvetico» a manifestare, decisione presa dopo che l’Esecutivo, giovedì scorso, aveva deciso di negargli l’autorizzazione per motivi di sicurezza pubblica.
La questione, ne abbiamo riferito ieri, era finita nell’agenda politica del Municipio, il quale ne ha discusso internamente tra lunedì e oggi, vagliando in particolare la possibilità di vietare il presidio (per il quale non è in ogni caso pervenuta una richiesta di autorizzazione). Cosa che è stata fatta: «Non essendo pervenuta alcuna domanda formale, il Municipio constata l’assenza delle condizioni per autorizzare l’utilizzo accresciuto dello spazio pubblico e dichiara che lo svolgimento dell’iniziativa nelle modalità annunciate non sarà tollerato», recita un comunicato della Città.
Come appurato dal Corriere del Ticino, l’Esecutivo cittadino ha pertanto deciso a maggioranza, con una risoluzione urgente, di vietare lo svolgimento della marcia antifa. Se la stessa dovesse comunque avere luogo, va da sé, dovrà intervenire la Polizia. Il cui dispositivo si adeguerà come sempre alle circostanze e a quanto potrebbe accadere. Tutto questo tenendo conto che più è grave la minaccia all’ordine pubblico e alla sicurezza, più il dispositivo di polizia si adatta all’impiego richiesto.
Nel comunicato stampa che annuncia la decisione, il Municipio di Lugano «ribadisce che la priorità della propria azione è la tutela della sicurezza pubblica, della convivenza e della regolare vita cittadina». I diritti fondamentali di espressione e riunione, viene precisato, «sono garantiti e si esercitano nel rispetto delle procedure previste e delle condizioni poste a tutela della sicurezza e dei diritti di terzi».
Insomma, ad oggi non sono date le necessarie garanzie di sicurezza pubblica. Il timore, emerso già negli scorsi giorni dopo l’annuncio della manifestazione del Fronte nazionale e di altre due sigle, era che al «contro-corteo» legato agli ambienti di estrema sinistra potessero prendere parte anche persone provenienti dalla vicina Penisola.





