Il dibattito

«Leghiamo il Museo cantonale alle nostre regioni periferiche»

L’Ente regionale di sviluppo in una lettera aperta prospetta il coinvolgimento di varie iniziative del tessuto locale nella realizzazione della nuova opera dedicata alla Storia naturale - «Così uniamo Città e valli in un motore inserito nel territorio»
Il progetto proclamato vincitore del concorso di progettazione prevede un nuovo edificio per lo spazio espositivo © Buzzi studio d’architettura, Locarno
Jona Mantovan
06.11.2026 06:00

Legare il futuro Museo cantonale di storia naturale non soltanto a Locarno, ma all’intero territorio regionale e, in particolare, alle sue aree più periferiche. È la visione espressa dall’Ente regionale per lo sviluppo di Locarnese e Vallemaggia, che in una lettera aperta rilancia la proposta di una fondazione di sostegno alla nuova struttura, proponendo di affiancarvi una serie di progetti come la Casa delle Valli e il Cammino delle Radici, iniziative pensate per valorizzare il patrimonio culturale, paesaggistico e museale già presente sul territorio. L’obiettivo è fare della nuova realtà un motore di sviluppo inserito nel tessuto locale.

«Entro marzo 2027 si attende da parte del Cantone la presentazione del progetto definitivo e l’avvio dell’iter per la domanda di costruzione», si legge nel testo della missiva, che conferma dunque il pieno supporto all’insediamento del Museo cantonale di storia naturale nel comparto di Santa Caterina a Locarno.

Primi lavori in vista

Come riportato su queste colonne nell’edizione del 24 settembre, il complesso conventuale in centro Città si appresta ad accogliere i primi lavori per la trasformazione degli edifici seicenteschi tramite una serie di lavori preliminari d’installazione del cantiere, comprensivi di alcune demolizioni parziali. Alla fine, dovrà dunque concretizzarsi la visione prospettata dallo studio d’architettura Buzzi di Locarno, vincitore (vedi anche l'articolo qui sotto) nel 2023 con la sua proposta denominata «Il canto delle pietre». Questa prevede l’edificazione di un nuovo edificio che ospiterà lo spazio espositivo.

Tornando all’appello citato, si ribadisce come ci si fosse già rivolti al Consiglio di Stato, auspicando la costituzione «di una fondazione aperta a enti pubblici e fondazioni terze che facilitasse la raccolta fondi per sostenere gli investimenti e la progettualità di lungo termine legata al museo».

La mozione del 2020

All’epoca erano emersi anche «importanti segnali» di consenso, a partire dai cinque milioni di franchi proposti dal Municipio di Locarno come suo contributo e dall’ulteriore e unanime appoggio manifestato dagli altri Comuni della regione, tramite le prese di posizione del Convivio dei Sindaci. «Se la prospettiva è quella di vedere pienamente realizzato il museo entro il 2031, fin da ora sono allo studio una pluralità di iniziative per legarlo al tessuto locale, in sinergia con i musei etnografici e i parchi botanici presenti nei due distretti e nel Cantone». Questa vocazione territoriale - si sottolinea - accompagna il progetto fin dalle prime fasi. Nel maggio 2021 il Gran Consiglio aveva infatti accolto, su proposta del Consiglio di Stato, la mozione presentata l’anno prima con cui si chiedeva di integrare nei nuovi spazi la cosiddetta Casa delle Valli, pensata come vetrina e piattaforma di collegamento, così da proiettare il museo e i suoi visitatori sul territorio circostante. Ne deriva la recente proposta denominata «Cammino delle radici», un concetto che si traduce in una nuova offerta turistica ispirata ai percorsi lenti.

Il «Cammino delle radici»

Presentato lo scorso giugno ed elaborato dall’ente stesso implicando le sue quattro antenne (Vallemaggia, Verzasca, Centovalli - Onsernone - Pedemonte e Gambarogno) in collaborazione con l’Organizzazione turistica regionale, si rivolge ai camminatori su più giorni: un segmento in forte crescita, ancora poco diffuso in Svizzera, che punta a distribuire i flussi turistici dall’agglomerato urbano verso le valli. In questo contesto, la Casa delle Valli avrebbe il ruolo di centro simbolico e operativo. Sarebbe il punto di partenza dal quale si diramano i percorsi, mentre i musei etnografici e i parchi botanici diventerebbero altrettante tappe del cammino.

Avanti con il gruppo di lavoro

In tal modo - si legge - il patrimonio culturale più periferico dialogherebbe in maniera viva con la nuova istituzione centrale. In conclusione, si prospetta la realizzazione di un vero e proprio catalizzatore, capace di unire città e valli, cultura e turismo, conservazione del patrimonio e sviluppo.

L’Ente regionale di sviluppo intende quindi continuare ad accompagnare le prossime tappe del progetto con un apposito gruppo di lavoro, in stretta collaborazione con il Cantone, la Città di Locarno, i Comuni e l’Organizzazione turistica, «affinché il museo diventi, già prima della sua apertura, un motore di sviluppo, ben inserito nel territorio».

Da sapere | Il «Canto delle pietre» che chiude un lungo iter

Dal 1953 al 2026 — Nel 1953 il Consiglio di Stato decide di istituire un «Museo archeologico» a Locarno, tangibile testimonianza del 150.mo anniversario dell’ingresso del Cantone nella Confederazione. Dopo una serie di vicende, che vedono trasformarsi quella prima proposta in "Museo del territorio", poi rivelatasi una scelta troppo ambiziosa, nel 2016 il Governo attribuisce alla Città la sede del Museo di storia naturale e nel 2017 ne individua l’ubicazione nel comparto di Santa Caterina. Nel 2023 «Il canto delle pietre», dello studio Buzzi di Locarno, vince il concorso d’architettura. Il progetto prevede un nuovo edificio per lo spazio espositivo, mentre in quello esistente troveranno alloggio gli altri servizi, tra cui quelli deputati alla ricerca, alla formazione e all’amministrazione. Nel 2026, a settembre, ecco la domanda di costruzione per lavori preliminari; sono trascorsi 73 anni dalla prima delibera.

Correlati
Storia naturale, plebiscito per Losone
Oltre 120 personalità della politica, della cultura, della ricerca scientifica e della scuola scendono in campo perché il Governo scelga l'ex caserma come nuova sede del museo
Un concorso per il museo di storia naturale
Il Cantone pubblicherà il bando per attribuire lo spazio scientifico che deve lasciare Lugano. Losone si candiderà, sostenuto anche da una risoluzione dell'Ente regionale di sviluppo.