Ma quanto fa caldo? «Ma per ora non abbiamo rifugi climatici»

«Il Comune non dispone di una rete formalmente definita di rifugi climatici né sono stati individuati o catalogati edifici amministrativi o altre strutture pubbliche destinati specificatamente a tale funzione. L’eventuale istituzione o “formalizzazione” di spazi dedicati richiederebbe approfondimenti di natura logistica e organizzativa, tenuto conto della disponibilità effettiva degli spazi, della loro accessibilità, degli orari di apertura, delle esigenze di sorveglianza e sicurezza nonché delle risorse necessarie per garantirne il funzionamento».
È solo un assaggio
Così risponde il Municipio di Bellinzona, che si dice comunque pronto a considerare il tema, all’interrogazione presentata da Elisa Chiapuzzi (Verdi-FA-Indipendenti). Pleonastico sottolinearlo, ma la canicola di questa estate è purtroppo soltanto un assaggio di quella che, con ogni probabilità, ci attende nei prossimi anni. È quindi quasi scontato trovare delle aree idonee per accogliere la popolazione in caso di periodi di forte e prolungato caldo.
Focus e possibili correttivi
Nel corso degli ultimi due anni anni la Città, insieme agli altri Comuni della regione, si è dotata di uno studio che approfondisce le isole di calore urbane. «Sul territorio sono presenti diverse aree dove, durante le giornate di caldo intenso, lo stress da calore è risultato essere elevato. Quest’informazione, sovrapposta agli indicatori di sensibilità, permette di individuare le aree vulnerabili, considerando come prioritarie quelle dove lo stress da calore è estremo e a forte affluenza, in particolare vicino ai servizi legati all’istruzione e alla sanità», precisa l’Esecutivo.
Le aree critiche sono state scovate a Bellinzona centro (cinque) e a Giubiasco (una): «Sono stati concepiti dei possibili interventi di miglioria». E si risponde introducendo i principi della «città spugna».



