Viabilità

Cadenazzo, arriva il quarto semaforo ma la polemica non si spegne

In ottobre 16 secondi in meno tra Sant’Antonino e Contone, secondo l'USTRA — Per l’ente valgono 42 ore risparmiate al giorno, ma automobilisti e politici chiedono verifiche – Nei prossimi giorni l'attivazione all’incrocio della stazione FFS
© CdT/Gabriele Putzu
Red. Online
06.11.2026 12:16

Nei prossimi giorni sarà attivato il quarto impianto semaforico all’incrocio della stazione FFS di Cadenazzo. L’annuncio dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) è accompagnato da un primo bilancio: i dati raccolti in ottobre indicano una diminuzione di 16 secondi del tempo medio di percorrenza tra Sant’Antonino e Contone. Per l’ente federale, il risparmio equivale complessivamente a 42 ore al giorno per gli utenti. L’USTRA segnala inoltre un «sensibile miglioramento» delle condizioni di sicurezza.

Sono cifre che arrivano mentre le code e i rallentamenti continuano a suscitare proteste.

Una rete ancora da completare

I primi tre impianti — agli incroci di via Camoghè, Al Ponte e Cadenazzo Centro — sono entrati in funzione alla fine di agosto. Quello della stazione sarà il quarto dei nove previsti tra Cadenazzo e Quartino. Il completamento del sistema, che coordina i semafori in base ai flussi di traffico, è programmato nel corso del 2027.

© USTRA
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L’attivazione dei primi impianti era stata presentata come un modo per gestire meglio le immissioni laterali e ridurre le attese. Prima dell’avvio, i sindaci di Cadenazzo, Sant’Antonino e Gambarogno avevano espresso un cauto ottimismo, ma anche ricordato che il sistema non sostituisce il collegamento A2-A13, atteso sul lungo periodo.

Le code, i sensori e la protesta politica

Dopo l’accensione dei primi semafori, automobilisti hanno segnalato code e tempi di percorrenza più lunghi, in alcuni casi descritti come raddoppiati o triplicati. Nei primi giorni si sono verificati anche incidenti e malfunzionamenti dei sensori, poi corretti, oltre a interventi di regolazione.

La polemica è arrivata in Gran Consiglio. Otto deputati di più partiti hanno chiesto al Governo di verificare i tempi di percorrenza e di valutare un ritorno alla viabilità precedente qualora gli impianti non risultassero efficaci. Tra le preoccupazioni espresse: il tempo perso da chi si sposta, le ricadute sulle aziende e l’impatto ambientale delle code.

Il banco di prova sarà il sistema completo

A metà ottobre, dopo i problemi iniziali, l’USTRA aveva riferito che i tempi erano tornati vicini a quelli dello stesso periodo dell’anno precedente. Il nuovo bilancio, basato sui dati di ottobre, indica ora un lieve miglioramento. Restano però da chiarire i dettagli del confronto e l’andamento nei singoli punti e nelle ore di punta.

L’USTRA promette di monitorare e regolare il nuovo impianto nelle prossime settimane. Con il completamento della rete, l’ente prevede un’ulteriore riduzione dei tempi; una precedente stima indicava un risparmio fino al 30% nelle ore di punta a progetto ultimato. Per ora, il dato ufficiale è di 16 secondi in meno in media: un primo riscontro, che non chiude la discussione sulle code.

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