Il caso

«Violenza domestica: ora si punti sulla prevenzione»

Bellinzona: verso il sì unanime del Legislativo all’adozione del modello «VIDO+» per affrontare le situazioni di disagio in ambito familiare, che ogni anno sono oltre cento - Formazione di base per gli agenti di polizia e per gli assistenti sociali
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Alan Del Don
08.06.2026 20:16

Il tema, purtroppo, è sempre attuale. Nel 2025, in Ticino, gli interventi in ambito domestico per fattispecie legate a situazioni di disagio familiare sono stati oltre mille (in aumento rispetto all’anno precedente). La lotta alla violenza domestica è la lotta di tutti. E anche la Città di Bellinzona vuole e deve fare la sua parte, aumentando ulteriormente la sensibilizzazione ed adottando il modello «VIDO+», un progetto di prevenzione già in atto - ad esempio - a Lugano e Locarno. Lunedì prossimo il Consiglio comunale dirà il suo convintissimo sì a quanto auspicato da Giovanna Pedroni (Il Centro) attraverso la mozione inoltrata nell’ottobre 2025. Sia la Commissione della Gestione nel suo rapporto unanime all’indirizzo del plenum sia il Municipio nelle osservazioni preliminari e finali raccomandano di implementare in tempi rapidi quanto richiesto.

Modalità ed approccio

«La Polizia comunale si è già attivata in quest’ottica, verificando quanto fatto dalla Polizia di Locarno e confrontandosi con la psicologa della Polizia cantonale. Si è in questo senso concordato di organizzare una formazione di base per tutti gli agenti che operano nel servizio 24 ore, la quale prevede incontri di 4 ore agente -psicologa al fine di conoscere, per poterle applicare in futuro, le modalità di operatività e approccio per un intervento tempestivo nei casi di conflitto familiare, così come il coordinamento tra i diversi attori istituzionali e l’utilizzo di strumenti strutturati di valutazione del rischio», puntualizza l’Esecutivo nelle osservazioni finali sulla mozione. L’obiettivo principale è quello di determinare un modello ben chiaro e definito al quale attenersi qualora - durante un intervento di polizia - fosse necessario coinvolgere anche il gruppo «VIDO+». Verrà pertanto introdotta la figura di un coordinatore che possa tenere aggiornati sia la PolCom sia i servizi sociali. In seguito si dovrà «adeguare l’organizzazione del servizio esterno per permettere una corretta e celere presa a carico in ambito di episodi di disagio familiare che non sfociano in reati d’ufficio per quanto attiene al tema della violenza domestica». Prevista, altresì, una formazione per il personale degli uffici competenti. In media, nella capitale, vengono effettuati ogni anno più di cento interventi per disagi familiari; indicativamente una quindicina potrebbe essere presa a carico del modello «VIDO+». A fronte di «costi tutto sommato contenuti (si stimano più di 5 mila franchi; n.d.r.), le ricadute positive rappresenterebbero un investimento importante, non solo in termine di costi sociali, ma anche e soprattutto umani».

«È la soluzione migliore»

Sostegno corale alla mozione arriva pure dalla Gestione (co-relatori Lorenza Röhrenbach, Verdi-FA, e il liberale radicale Patrick Rusconi). Secondo i commissari il tema «riveste un’importanza strategica per le politiche pubbliche contemporanee, in quanto riguarda non solo la sicurezza, ma anche la coesione sociale, la salute pubblica e la sostenibilità del sistema istituzionale nel suo complesso. Intervenire in modo precoce sulle situazioni di disagio familiare significa infatti evitare degenerazioni che comportano sforzi umani, sociali ed economici elevati». Un fenomeno ed un problema, insomma, che sono di rilevanza pubblica. E come tali, in fatto di istituzioni, vanno affrontati: «Anche a livello locale la realtà di Bellinzona conferma questa tendenza. Gli interventi della Polizia comunale evidenziano la presenza di numerose situazioni conflittuali che non sfociano necessariamente in reati, ma che presentano un potenziale evolutivo critico. È proprio in questa “zona intermedia” che si gioca l’efficacia delle politiche pubbliche. In questo senso appare sempre più evidente la necessità di passare da un approccio prevalentemente reattivo, basato sull’intervento a posteriori, a un approccio maggiormente orientato alla prevenzione, all’individuazione precoce delle situazioni a rischio e alla presa a carico coordinata dei casi».

Ecco dunque il preavviso unanime favorevole a «VIDO+», visto come una risposta innovativa e strutturata in quanto si fonda su un intervento tempestivo, sul coordinamento fra attori e sull’utilizzo di strumenti adeguati.

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