Il caso

Granit Xhaka condannato per il certificato Covid: pena sospesa da 150 mila franchi

Il capitano della Nazionale ha annunciato su Instagram di essere stato condannato con decreto penale a 50 aliquote giornaliere da 3.000 franchi, con un periodo di prova di due anni – «Accetto la decisione e mi assumo la responsabilità»
© KEYSTONE (AP Photo/Scott Heppell)
Red. Online
08.10.2026 14:23

Si chiude con un decreto penale il procedimento legato al certificato di vaccinazione contro il Covid acquistato da Granit Xhaka. Il calciatore ha reso noto l’esito su Instagram, precisando di avere già pagato le spese procedurali.

La pena è sospesa

«Dopo aver reso una deposizione completa alla Procura, è arrivata la decisione», ha scritto il capitano della Nazionale in una storia Instagram. Xhaka afferma di essere stato condannato con decreto penale per conseguimento fraudolento di una falsa attestazione (articolo 253 CP) a una pena pecuniaria condizionale di 50 aliquote giornaliere da 3.000 franchi ciascuna, pari a 150.000 franchi complessivi.

La pena pecuniaria è stata sospesa con la condizionale per due anni. Se la sospensione non verrà revocata durante il periodo di prova, Xhaka non dovrà pagare l’importo. Le spese procedurali, ha precisato, sono invece già state saldate.

Xhaka aggiunge di accettare la decisione, assumendosi la responsabilità della propria scelta: «Accetto la decisione e me ne assumo la responsabilità. Grazie per i numerosi messaggi di sostegno che ho ricevuto nelle ultime settimane. Significano molto per me».

Il certificato acquistato durante la pandemia

La vicenda era emersa a settembre, quando il centrocampista aveva ammesso di avere acquistato un certificato di vaccinazione contro il Covid. «È stato un errore. Mi dispiace», aveva dichiarato, annunciando la volontà di collaborare con le autorità.

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