«Attenzione: gli impianti sono in zona valangaria ed ormai obsoleti»

Ci sono parole, in Ticino, che diventano dapprima concetti e poi dei veri e propri mantra, ripetuti sino allo sfinimento. Qualche anno fa andavano di moda i «centri di competenza» e gli «studi di fattibilità», ora da quando nevica sempre meno è il turno della «destagionalizzazione» degli impianti invernali, come auspicato dal Consiglio di Stato. Le infrastrutture del Nara - di proprietà del Comune di Acquarossa, che negli anni ha compiuto moltissimi sforzi per garantirne la sopravvivenza, e gestiti dagli Amici - non sfuggono alla regola (anche perché non potrebbero).
Il documento strategico
Nel Programma d’azione comunale (PAC) appena pubblicato e a cui abbiamo già dedicato un articolo martedì scorso (sul rilancio delle Terme), il Municipio ha delineato la rinascita della stazione sciistica che è «l’elemento principale dell’offerta turistica dell’intera regione». Attorno ad essa ruotano e ruoteranno altri progetti, come il futuro complesso alberghiero «Sun Village» da almeno 60 milioni di franchi con hotel ed appartamenti (sempre ad Acquarossa), la «nuova» Cima Norma di Dangio-Torre e l’apprezzato «Poli» di Olivone.
Lo studio della SECO
L’Esecutivo un lustro fa aveva commissionato agli specialista della società bellinzonese Comal.ch uno studio preliminare per capire se è possibile uno sviluppo sull’arco delle quattro stagioni. Non solo (e soprattutto) in inverno, quindi. Il Comune ha inoltre aderito ad un altro studio, questa volta promosso dalla Segreteria di Stato dell’economia, per valutare l’eventuale riposizionamento delle stazioni svizzere di medie/piccole dimensioni. Una via, quella della destagionalizzazione, che già da un po’ frulla nella testa del Municipio e che riguarda tutta l’offerta turistica.
Fra perni e concetti
Che ha, appunto, il suo perno nel Nara: «Si tratta quindi di orientarsi maggiormente verso un “concetto 365”, valorizzando elementi interstagionali, che garantiscano un’affluenza più regolare, di cui possano beneficiare tutti gli attori sul territorio». Da un lato aumentando le proposte di svago (ad esempio il «Bike Park», iniziativa di successo) e, dall’altro, il pernottamento. Evitando, nel contempo, i doppioni. Per rinnovare gli impianti, ci risulta, servirebbe una trentina di milioni.
«Va valutata la sostenibilità»
«Il comparto del Nara si trova in una situazione critica: le infrastrutture esistenti sono obsolete e localizzate in zone a rischio valanghe. Pertanto, non più attrattive». Fra le idee figura quella di una partenza delle seggiovie dal fondovalle in corrispondenza del moderno «Sun Village» e la realizzazione di un parcheggio con 270 posti «per poter migliorare l’accessibilità e l’attrattiva turistica dell’area, collegandola direttamente alla zona del Nara».
Ridurre i tempi
E riducendo in questo modo, pure, i tempi di trasporto. Una rivalorizzazione, dunque, che dovrà passare dalla collaborazione con altri progetti e che si inserisce, ribadiamo, in una riflessione generale che riguarda l’offerta della Valle del Sole. Fondamentale sarà tuttavia non fare il passo più lungo della gamba: «L’ipotesi di un rilancio non potrà prescindere da una seria valutazione di sostenibilità economica che giustifichi qualsiasi tipo di investimento».







