Un tuffo nel futuro: così verranno rilanciate le Terme

«Lo sviluppo del turismo termale, sia legato alle cure terapeutiche che a relax e svago, è stato recentemente rilanciato in altre realtà. Ciò significa che quest’area ha un potenziale di sviluppo concreto e potrebbe diventare una risorsa importante per l’intera valle». Il Municipio di Acquarossa è convinto: c’è del potenziale, eccome, nel comparto delle vecchie Terme. A tal punto da farne uno dei progetti chiave contenuti nel Programma d’azione comunale (PAC) appena pubblicato. Un documento strategico e concettuale di oltre 150 pagine che mira a «organizzare e gestire le risorse territoriali in modo sostenibile e coerente con le esigenze della comunità». Consente di «disegnare», in pratica, il Comune dei prossimi decenni, concentrandosi in particolare sulle aree edificabili e sui nuclei ricchi di patrimonio storico-culturale.
Un comparto importante
E tra i beni di importanza cantonale figurano le vecchie Terme in disuso di Lottigna-Acquarossa. Si tratta di uno dei quattro principali comparti di valenza pubblica (gli altri sono quelli scolastico, sociosanitario e sportivo) che, secondo l’Esecutivo, hanno - come detto - tutte le carte in regola per uno sviluppo futuro decisamente roseo. Le acque sulfuree contenenti, in parte, rame sono note oltre i confini ticinesi. «Le prime testimonianze della loro efficacia terapeutica risalgono al ‘600, ma la presenza di un primo stabilimento termale di riferimento nella regione è datata 1786. Nel 1885 un gruppo di bleniesi costituì la Società delle Terme SA e nel 1887 fu costruito l’Albergo delle terme, segnando l’inizio di un periodo di sviluppo termale significativo», puntualizza il consesso guidato dalla sindaca Michela Gardenghi. Dal 1932 al 1971 l’attività fu poi gestita dalla famiglia Greter. Da quel momento si è invano cercato di rilanciare il complesso. Ricorderete, tre lustri fa, il faraonico progetto della coppia di imprenditori anglo-svizzera formata da Ashoob Cook ed Andreas Schweitzer. L’area, anche per dimensioni, è rilevante: ben 10 mila metri quadrati. A Piano regolatore sono ammessi interventi edilizi destinati a nuovi contenuti a carattere turistico-termale che dovranno «includere un complesso alberghiero con ristorante» nonché passare da un Piano di quartiere.
I cinque punti centrali
«Questo comparto è di fondamentale importanza, come già detto, grazie alle sue radici storiche, ed è strettamente legato alle risorse naturali da cui prende vita. A livello locale la sua rilevanza può essere considerata anche di natura regionale», specifica l’Esecutivo di Acquarossa. Che elenca cinque punti ritenuti centrali nell’ambito della rivalorizzazione dell’area. Innanzitutto dovranno essere salvati il vetusto edificio ed il parco, ritenuti elementi imprescindibili non soltanto per il paese, ma per l’intera Valle di Blenio. In secondo luogo andrà posta attenzione al «corretto inserimento nel contesto di nuove volumetrie in modo tale che i rapporti spaziali e funzionali possano dialogare con le costruzioni storiche» ed il polmone verde. Le nuove edificazioni dovranno avere un’altezza inferiore rispetto allo stabile termale e disporre di posteggi prevalentemente interrati. Infine occorrerà costruire «le opere preventive di messa in sicurezza nel vallone di Acquarossa, al fine di attenuare il grado di pericolosità dei fenomeni naturali che attualmente potrebbero interessare una parte» della zona.
In prospettiva non si escludono sinergie con il «Sun Village» (futuro complesso turistico-alberghiero da almeno 60 milioni), il Nara, la Cima Norma di Dangio che verrà rilanciata (sarà edificato un hotel 4 stelle con centro wellness) ed il «Poli» di Olivone con il campeggio del Touring club: le interconnessioni potrebbero «favorire una crescita sostenibile, creando un polo turistico che unisce tradizione e innovazione, offrendo al visitatore un’esperienza unica».
Sotto la lente
Il «Sun Village» da 60 milioni - con hotel da una settantina di camere, centro benessere, piscina coperta aperta al pubblico e 100 appartamenti - ma non solo. Ad Acquarossa si vuole avviare «una riflessione complessiva sulla promozione delle offerte turistiche e ricreative». Un’altra area rilevante è quella nei pressi del Nara. Si prevedeva la realizzazione della stazione intermedia dell’impianto di risalita, di attrezzature ricreative di interesse comunale e di nuovi insediamenti turistici (in primis un complesso alberghiero). Il progetto è stato abbandonato per evitare un «sovraccarico di contenuti turistici e ricreativi».











