Il caso

Battaglia a suon di ricorsi per l'ex Sanatorio

Piotta: il promotore del Polo dell’eccellenza alpina, con tanto di piscina riscaldata, si è rivolto al TRAM dopo che il Governo ha ritenuto irricevibile la censura per denegata giustizia verso il Municipio di Quinto - Per il cittadino il progetto è «pubblico» e compatibile con il PR - Il sindaco: «Sbaglia, è un’iniziativa privata»
Il complesso è in disuso dal 1962. © CdT/Chiara Zocchetti
Alan Del Don
14.01.2026 06:00

Il destino dell’ex Sanatorio di Piotta, in disuso dal 1962, è in mano anche alla giustizia e non solo all’Ufficio fallimenti. Un ricorso ritenuto irricevibile prima di Natale da parte del Consiglio di Stato. Ed un altro subito partito, direzione Tribunale cantonale amministrativo (TRAM), per denegata giustizia nei confronti del Municipio di Quinto. Come appreso dal Corriere del Ticino, il fondatore dell’associazione-movimento SvegliaTi.ch - il leventinese Fabio Angelo Rossi - non ci sta e contesta all’Esecutivo di non aver emanato una decisione formale motivata in risposta alla sua domanda di far accertare la compatibilità con il Piano regolatore e le norme edilizie applicabili del progetto che è intenzionato a realizzare (attraverso la Phytolab Alpine) sui terreni dove sorge la struttura dismessa. Ossia un Polo dell’eccellenza alpina per il benessere e la cura olistica con tanto di piscina pubblica riscaldata e stanze sensoriali.

Permesso respinto

Dopo il fallimento dell’Ice Sport International Academy che voleva costruire un centro di formazione per gli sport invernali da 120-150 milioni, il 20 gennaio 2025 Fabio Angelo Rossi si era rivolto al Municipio altoleventinese per avere ragguagli sugli aspetti pianificatori ed edilizi. Passano alcuni mesi ed in maggio inoltra una domanda di costruzione preliminare informativa per la «coltivazione di erbe medicinali, centro benessere e area formativa e informativa». L’Esecutivo gli risponde subito che l’attività non è conforme al PR vigente. Ciò che il sindaco Davide Gendotti ci ha ribadito ieri: «Esatto. Si tratta di un’iniziativa privata che non ha, di conseguenza, un interesse pubblico e non corrisponde ai vincoli pianificatori. Per quanto riguarda il diritto di superficie, per contro, non è il Comune il proprietario del complesso» ma, appunto, la SA fallita in luglio. Tant’è che la domanda di costruzione preliminare ordinaria presentata a fine agosto viene subito respinta.

«È coerente con l’uso storico»

Da lì il ricorso al Governo, che a dire il vero il fondatore di SvegliaTi.ch aveva interposto al TRAM, che poi l’ha trasmesso al Consiglio di Stato. Che ha giudicato la censura irricevibile. «L’impugnativa è stata formulata in modo confuso e poco comprensibile tanto da rendere difficile capire quale fosse esattamente il suo oggetto», scrive il presidente Norman Gobbi nella decisione del 17 dicembre. Fabio Angelo Rossi, tuttavia, non demorde e investe della questione il TRAM. Osservando che si tratta di un progetto «no-profit di utilità pubblica volto al recupero dell’ex Sanatorio» con tanto di laboratorio sanitario e di ricerca «coerente con l’uso storico della struttura». Non solo. Il giorno di Natale ha altresì presentato istanza di revisione di fronte al Governo per violazione delle norme sulla ricusazione.

Secondo il fondatore di SvegliaTi.ch, insomma, l’iniziativa della Phytolab Alpine è compatibile con la pianificazione. Ed auspica una «decisione urbanistica motivata» il prima possibile sia del Consiglio di Stato sia del Municipio. Di tutt’altro avviso, come detto, è quest’ultimo consesso. Stando a quanto ci risulta l’autorità comunale spera che l’incarto del vetusto edificio torni nelle mani del Cantone che l’aveva venduto alla cordata kazaka guidata dall’imprenditore Timur Azimov nel novembre 2016 per 750.000 franchi. Il fallimento della Ice Sport International Academy SA - come abbiamo rivelato l’8 agosto - rende in ogni modo molto verosimile lo scenario dell’asta pubblica per il complesso il cui valore è stimato in 2,4 milioni.

Fare ricerca nella natura

«In un’epoca in cui il benessere fisico e mentale sono diventati beni essenziali, nasce il desiderio di dare vita a un luogo accessibile, umano e autentico: un centro che unisca il rigore della ricerca, la forza della natura e la cura per il prossimo». È l’inizio della presentazione online del Polo dell’eccellenza alpina tanto a cuore a Fabio Angelo Rossi e «sostenuto da un laboratorio indipendente, che reinveste nella valle. Senza domandare fondi pubblici». Il fulcro dovrebbe essere la piscina aperta tutto l’anno che «servirebbe non solo a scopo terapeutico, ma anche per attività scolastiche, corsi di nuoto, riabilitazione, benessere, relax e socialità».

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