Benzina, propano e cloro a due passi dalle future scuole

Nonostante la prevista crescita della popolazione e dei viaggiatori (almeno del 15%) nei pressi della futura fermata TiLo in piazza Indipendenza a Bellinzona «produca un aumento delle potenziali vittime, lo spostamento degli scambi esistenti verso Giubiasco comporta la riduzione della probabilità di accadimento di un incidente rilevante a ridosso del progetto (...). Un’attenzione particolare sarà però portata ai contenuti scolastici, considerati sensibili, che saranno preferibilmente inseriti ad una distanza di 20 metri dai binari e per i quali è possibile che vengano richieste dalle autorità misure di protezione aggiuntive». Secondo lo studio ticinese specialista in ingegneria ambientale - che ha funto da consulente per il Municipio - il rischio legato al transito dei treni merci è «accettabile». Lo sarà anche quando verrà concluso il riordino (il cantiere aprirà dopo il 2032) del comparto, come vi abbiamo riferito ieri, nel quale sono preconizzati contenuti misti.
Previste Medie ed Elementari
Il terzo binario da oltre 200 milioni di franchi (inizio dei lavori fra un anno ed inaugurazione a fine 2033) e la fermata in piazza Indipendenza cambieranno il volto dell’area, oltre ad ampliare l’offerta ferroviaria. Su questo punto sono tutti concordi. Chi in quel comparto ci abita o ci lavora, tuttavia, non nasconde la preoccupazione per il transito dei convogli e per l’inquinamento fonico. Il timore è che la situazione possa peggiorare. I giudici del Tribunale amministrativo federale (TAF) - respingendo i 17 ricorsi contro l’attesa opera - hanno puntualizzato che i treni merci non aumenteranno. Annualmente lungo la linea Immensee-Bellinzona-Chiasso circolano vagoni con più di 2,5 milioni di tonnellate di merci pericolose (in primis benzina, propano e cloro). Gli specialisti hanno dunque valutato l’impatto della variante di Piano regolatore elaborata dall’Esecutivo (ed appena trasmessa al Legislativo) sul rischio globale del comparto. I contenuti prospettati sono residenziali, commerciali e scolastici (Medie ed Elementari). Le scuole sono indubbiamente delle strutture sensibili; ciò ha quale conseguenza «la presa in considerazione di misure di protezione per ridurre il rischio e, in un secondo tempo, la realizzazione di un’analisi di rischio semplificata volta a valutarne l’accettabilità».

Oltre 50 vagoni al giorno
Gli esperti hanno dunque proceduto ad una «radiografia» dettagliata. Su due livelli. Dapprima è stato analizzato il pericolo lungo tutto il segmento in oggetto (pertanto dalla stazione FFS di Giubiasco al portale nord della galleria di Svitto). Il rischio attuale è considerato «accettabile» per l’intera tratta, mentre per i singoli punti nei pressi della costruenda fermata in piazza Indipendenza «si situa nella parte bassa dell’area intermedia». La base di partenza per l’esame è stata la seguente: oltre 710 mila tonnellate annue di benzina (una trentina di vagoni al giorno); più di 140 mila tonnellate di propano (10 vagoni al giorno); e 164 tonnellate di cloro (3 vagoni all’anno). Gli ingegneri precisano che in prospettiva - orizzonte 2035 - si può stimare un aumento del 20% delle merci pericolose. Una crescita che è stata considerata per una «questione prudenziale».
Le quantità dovrebbero essere le seguenti: oltre 850 mila tonnellate di benzina (40 vagoni al giorno: 8 in più); più di 170 mila tonnellate di propano (12 vagoni al giorno: 2 in più); e 196 tonnellate di cloro (sempre 3 vagoni l’anno). «Altre categorie di merci pericolose transitano quotidianamente nel settore, ma le conseguenze di un incidente legate a questo tipo di merci non sono giudicate rilevanti dal punto di vista dei rischi sulla popolazione (ad esempio sostanze inquinanti per le acque superficiali e sotterranee e sostanze corrosive)», osservano i tecnici.

Niente scambi, meno pericoli
E lo scenario futuro, dopo il riassetto del comparto? Il rischio rimane «accettabile». Anzi, si abbassa, in virtù dello spostamento degli scambi lungo il tracciato. Dovranno in ogni modo essere adottate delle «misure di protezione semplici», già in occasione della presentazione della domanda di costruzione. Con la raccomandazione - che pare più un vincolo - di inserire i contenuti scolastici ad almeno 20 metri dai binari.





