Il caso

«Caro Governo, in futuro fai la voce grossa»

Nuove Officine FFS di Castione: dalla Gestione del Gran Consiglio preavviso favorevole al credito di 18,3 milioni per le opere collaterali – Ma sulla chiave di riparto il Cantone, secondo i commissari, in prospettiva può pretendere di più
Ecco come si presenterà, dal luglio 2028, il moderno stabilimento industriale. © Studio di visualizzazione FLOOER
Alan Del Don
20.02.2026 16:00

«Sul piano politico, alla luce delle incertezze che pesano su FFS Cargo e delle possibili ricadute occupazionali, il Cantone deve pretendere in futuro chiavi di riparto più favorevoli. È un’esigenza legittima per compensare eventuali ridimensionamenti in Ticino da parte delle ex regie». La Commissione della gestione del Gran Consiglio (relatore Alessandro Speziali, PLR) chiede al Consiglio di Stato, sostanzialmente, di avere più polso (senza necessariamente fare la voce grossa) nelle discussioni con le Ferrovie (e non solo). Lo fa nell’ambito del preavviso favorevole al credito di 18,3 milioni di franchi per le opere collaterali e viarie legate alla realizzazione delle moderne Officine di Castione. Il messaggio passerà al vaglio del Parlamento nella seduta che si aprirà lunedì; il sì è scontatissimo. La trattativa con le FFS ha definito le percentuali di partecipazione ai costi sulla base di valutazioni tecniche e delle rispettive competenze e interessenze di Cantone e Comune di Arbedo-Castione: «Ad esempio la ricostruzione del sottopasso Galletto - ormai obsoleto - resta a carico delle FFS, mentre alcune ulteriori migliorie sono assunte dal Cantone». Secondo Speziali e colleghi, tuttavia, in futuro c’è margine per ottenere di più.

Tra impieghi ed effetto leva

La Gestione ribadisce infine l’importanza del progetto del nuovo stabilimento per i posti di lavoro creati (360 collaboratori ed un’ottantina di apprendisti) e per l’effetto leva sui finanziamenti federali e sul traffico regionale, massimizzando nel contempo l'efficacia della spesa pubblica. «La concentrazione delle opere esterne nel perimetro dello stabilimento industriale produce economie di scala, accelera le tempistiche e riduce conflitti di cantiere, con benefici diretti su sicurezza, fluidità della mobilità e resilienza idraulica del comparto di Arbedo-Castione», rilevano i commissari. In merito agli appalti, infine, che come abbiamo avuto modo di riferire a più riprese sono andati quasi tutti ad imprese della Svizzera italiana, la Gestione ritiene fondamentale che «l’ente pubblico - nel rispetto delle normative - sfrutti ogni margine per sostenere l’economia regionale e cantonale».

Dati e tempistiche

Un progetto con pochissimi precedenti in Ticino, al di là dell’investimento (almeno 755 milioni). E che dal luglio 2028 farà dell’Officina prevista a Castione la più all’avanguardia in Europa. Vi lavoreranno, come detto, 360 collaboratori ed un’ottantina di apprendisti. Si occuperanno prevalentemente della manutenzione leggera e pesante dei nuovi elettrotreni (Giruno, ETR e Flirt TiLo) e di un centinaio di locomotive. Dalle attività perlopiù meccaniche si passerà a delle mansioni più elettromeccaniche, con i dipendenti del sito industriale che verranno formati ad hoc. L'impianto avrà una lunghezza di 370 metri per una superficie edificata complessiva di 63.000 metri quadrati circa ed un’altezza massima di oltre 24 metri. Quattro le parti nelle quali sarà suddivisa la struttura in acciaio. In primis il capannone multifunzionale e quello per i binari lunghi, mentre il resto sarà contraddistinto dalla logistica e dall’amministrazione nonché dal lavaggio dei convogli.

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