«Con due agenti si garantisce una maggiore protezione»

«Durante il carnevale, in funzione dell’elevato numero di persone che possono assembrarsi in determinati momenti e luoghi, non è possibile garantire delle tempistiche di intervento immediato o capillari per tutti gli esercizi pubblici (si veda a tal proposito anche la recente decisione di spostare il luogo della cerimonia di apertura da piazza Nosetto a piazza Collegiata nonché le ulteriori misure adottate volte a migliorare il dispositivo di sicurezza), considerato il numero di poliziotti già impegnato in altre attività o dispiegato in altre zone. Ciò che giustifica pertanto l’obbligo agli esercizi pubblici di impiegare degli agenti di sicurezza formati». Respinto su tutta la linea il reclamo, si va verso il ricorso al Consiglio di Stato.
Nessuna retromarcia
Il Municipio di Bellinzona ha mostrato il pollice verso alla controproposta di sette esercenti del centro storico che si erano detti contrari alla richiesta della Città di disporre di due agenti di sicurezza durante le serate/notti (dalle 18/19) del carnevale Rabadan, come vi abbiamo riferito oggi pomeriggio. I proprietari/titolari dei ritrovi pubblici hanno tempo sino a fine mese per decidere se investire o meno della questione il Governo; è molto probabile che lo faranno. All’Esecutivo turrito avevano sottoposto l’alternativa di fornire i nominativi di esercenti e dipendenti al posto, appunto, di far capo a degli agenti di società specializzate. Soluzione, quest’ultima, sulla quale il consesso cittadino non ha però fatto retromarcia, ritenendo la sicurezza fondamentale in una manifestazione che attira decine di migliaia di festaioli ogni sera.
Gestione delle emergenze
Quattro le fitte pagine della decisione del Servizio giuridico sulla base della quale il Municipio ha confermato la scelta che era stata comunicata prima di Natale agli esercenti. La necessità di avere due agenti di sicurezza è dettata dal fatto che «la presenza di una squadra riduce la vulnerabilità individuale, permettendo una sorveglianza più ampia e una risposta più rapida. La stessa Polizia comunale e quella cantonale agiscono con i medesimi principi internazionalmente riconosciuti e validi. Due persone (ma gli esercizi pubblici sono liberi di averne anche di più) permettono infatti di garantire una maggiore protezione e una migliore gestione delle emergenze, mentre che un singolo agente ha oggettivamente difficoltà a gestire più situazioni, rispettivamente situazioni complesse». Stando all’Esecutivo un solo agente impegnato all’esterno - ad esempio nei controlli - «non potrà sorvegliare, rispettivamente intervenire, tempestivamente qualora capitasse qualcosa all’interno, rispettivamente non potrà impedire l’accesso qualora dovesse intervenire all’interno, lasciando quindi scoperto l’accesso. Come purtroppo la cronaca recente ha avuto modo di dimostrare accadere con conseguenze fatali». Il riferimento è, purtroppo, alla tragedia capitata a Capodanno a Crans-Montana, costata la vita a 40 persone.
Primo soccorso
Il Municipio puntualizza poi che il personale di sicurezza deve essere composto da agenti privati formati, dato che né il gerente del ritrovo pubblico né il cameriere - come auspicavano coloro che hanno inoltrato il reclamo, patrocinati dall’avvocato Marco Garbani - «hanno i mezzi, la formazione, la legittimazione o le capacità per intervenire in caso di risse, incendi, assembramenti incontrollati, panico, eccetera. Gli agenti di sicurezza dispongono invece di un’autorizzazione ufficiale cantonale, per il cui ottenimento è necessario il rispetto di diversi requisiti personali, tra cui l’aver seguito un’apposita formazione base e continua, che prevede proprio delle certificazioni sulle attività di primo soccorso, la messa in sicurezza di persone o cose attraverso le evacuazioni» e così via. Come se non bastasse, aggiunge il consesso guidato dal sindaco Mario Branda, ex procuratore pubblico, gli agenti formati hanno inoltre degli obblighi di intervento e sostegno delle autorità di polizia e degli enti di primo intervento nonché «dispongono di facoltà di intervento su terze persone». Si ritiene infine «limitata e proporzionata» la misura, in quanto è prevista solo dalle 18/19 e non per il resto della giornata.




