Così uguali, così diverse: dove stanno andando Bellinzona e Locarno?

La parola d’ordine è la stessa per entrambe le città: cautela. Non solamente per quello che sta succedendo nel mondo e per le incognite in ambito congiunturale - che avranno dei riverberi a livello locale -, ma in virtù dell’implementazione delle due iniziative sulle casse malati approvate dai ticinesi lo scorso 28 settembre. Bellinzona e Locarno, come d’altronde gli altri Comuni, stanno alla finestra. Consapevoli che la futura decisione del Gran Consiglio avrà anche stavolta un peso sulle casse. Cifre precise, al momento, non ce ne sono. All’ombra dei castelli il sì alle urne potrebbe «pesare» nella misura di 6-8 milioni sul gettito, mentre in riva al lago Maggiore la cifra sarà più contenuta (tra i 500 mila franchi ed il milione). Ma non solo. Nella Turrita è già sicuro che verrà aumentato il moltiplicatore d’imposta (stabile al 93% dal 2018); nell’altro polo sopracenerino (persone fisiche al 90%, giuridiche al 97%) si sta valutando l’eventuale adeguamento all’insù.
Capitale proprio rassicurante
Parafrasando Albert Einstein, potremmo dire che le due città avranno il destino che sapranno crearsi. E sì. È banale, ma è così. Abbiamo spulciato nel dettaglio i consuntivi 2025 di Bellinzona (disavanzo di 2,7 milioni) e Locarno (avanzo di 785 mila franchi) focalizzandoci sull’andamento del gettito fiscale e sulle prospettive di sviluppo. Premessa doverosa: lo sappiamo benissimo che paragonare realtà demograficamente diverse - di, rispettivamente, oltre 47 mila abitanti la prima e quasi 17 mila la seconda - può sembrare poco accorto. Ma gli spunti emersi sono interessanti. I dati complessivi, innanzitutto. Il capitale proprio è pari a 61 milioni circa per la capitale e di 39,2 milioni di franchi per i «cugini». A livello di gettito fiscale quello della Turrita a fine 2025 (quasi 105 milioni) era più di due volte e mezzo superiore a quello locarnese (40,3 milioni). Nei poli a farla da padrone sono le persone fisiche, con una quota che supera l’80% a Bellinzona e che a Locarno è vicinissima a questa percentuale. Le persone giuridiche rappresentano la minima parte, nella fattispecie il 9 ed il 12%.
Quell’andamento in parte simile
L’andamento delle imposte derivanti dai cittadini, negli ultimi anni, è stato contraddistinto da una crescita costante sia a nord sia a sud del Piano di Magadino. Negli ultimi due lustri l’incremento nella capitale è stato pari a quasi il 23%; l’aumento è stato continuo, ad eccezione della stagnazione registrata nel 2018. A fine 2025 la cifra ammontava a 87,4 milioni. A Locarno si è passati da un importo di 33,5 milioni nel 2018 ai 35,6 milioni dell’anno scorso (dato, va detto, non ancora definitivo, in quanto bisogna aspettare le indicazioni cantonali). Nel mezzo c’è stata la crescita rilevante del 2021 e poi, come per Bellinzona, una stagnazione con leggera flessione dal 2024 in virtù anche della riduzione dell’aliquota sull’utile (scesa dall’8 al 5,5%). Discorso diverso per quanto riguarda il gettito delle persone giuridiche. Ebbene, nella Turrita si è registrata una leggera crescita nel 2015 e poi si è constatato un consolidamento nel 2021 e 2022. A fine 2025 ammontava a 9,5 milioni circa. A Locarno una fetta importante di quanto si incassa da questa voce è merito «di un numero esiguo di aziende», sottolinea il Municipio nel messaggio al vaglio del Legislativo. Nel triennio 2016-2018 vi è stato il boom (fino ad arrivare agli 8,8 milioni), consentiteci l’espressione, e poi - complice la pandemia da coronavirus - largo al calo significativo, fino ai 4,86 milioni dello scorso anno.
Fra sopravvenienze e futuro
Nel 2025, infine, vi sono state sopravvenienze fiscali superiori a quelle preconizzate sia a Bellinzona (+1,2 milioni grazie alle persone giuridiche, di poco inferiori al preventivo quelle delle persone fisiche), sia a Locarno (3,2 milioni relativamente al biennio 2021-2022, di cui 2,1 milioni legate alle persone fisiche). Per rimpinguare le casse, in prospettiva, la Turrita vuole proseguire sull’onda della crescita demografica in atto dall’aggregazione ed attirare, se possibile, aziende e società grazie ai progetti strategici in divenire (si pensi ai quartieri alle Officine FFS e alle Ferriere Cattaneo di Giubiasco). Dal canto suo Locarno strizza l’occhio, in primis, ai proprietari (spesso facoltosi) delle residenze secondarie sperando che possano diventare… cittadini a tutti gli effetti.
Il debito pubblico pro capite, ora. Nella capitale è di 4.353 franchi, in crescita negli ultimi anni: il dato 2022 era di 3.674 franchi, nel 2023 di 3.748 e nel 2024 di 4.083 franchi. È considerato elevato. Va meno bene a Locarno, in quanto presenta un valore ritenuto «molto elevato» (5.083 franchi), seppur in lieve diminuzione rispetto al 2024 (5.162 franchi). L’Esecutivo rileva in ogni modo che «a titolo di paragone il debito pubblico pro capite del Cantone nel 2024 era pari a 7.396 franchi, mentre quello medio dell’insieme dei Comuni in Ticino risultava essere di 6.004 franchi». C’è poco da sorridere, per tutti.





