E se il bar chiudesse normalmente senza «trasformarsi»?

Esigono spiegazioni dettagliate dal Municipio di Bellinzona i sette esercenti del centro storico che contestano l’obbligo di disporre di almeno due agenti di sicurezza privata durante le notti del carnevale Rabadan. Domani partirà un’istanza di delucidazione firmata dall’avvocato Marco Garbani all’indirizzo, appunto, dell’Esecutivo. L’obiettivo è quello di evitare, da parte dei proprietari/titolari dei bar, il ricorso al Consiglio di Stato. Esercenti che si sono tra l’altro detti pronti a chiudere i ritrovi alle 2 anche in occasione dei bagordi. In quel caso il locale dovrebbe comunque far capo a degli agenti anche se non si trasforma in una «sala da ballo»? Al Municipio spetta il compito di sciogliere il dubbio.
Così la pensa l'Esecutivo
«Durante il carnevale, in funzione dell’elevato numero di persone che possono assembrarsi in determinati momenti e luoghi, non è possibile garantire delle tempistiche di intervento immediato o capillari per tutti gli esercizi pubblici (si veda a tal proposito anche la recente decisione di spostare il luogo della cerimonia di apertura da piazza Nosetto a piazza Collegiata nonché le ulteriori misure adottate volte a migliorare il dispositivo di sicurezza), considerato il numero di poliziotti già impegnato in altre attività o dispiegato in altre zone. Ciò che giustifica pertanto l’obbligo agli esercizi pubblici di impiegare degli agenti di sicurezza formati». Questa la motivazione principale sulla base della quale l'Esecutivo turrito, settimana scorsa, aveva respinto su tutta la linea il reclamo degli esercenti.
Sorveglianza e vulnerabilità
La necessità di avere due agenti di sicurezza è dettata dal fatto, puntualizzava l'Esecutivo, che «la presenza di una squadra riduce la vulnerabilità individuale, permettendo una sorveglianza più ampia e una risposta più rapida. La stessa Polizia comunale e quella cantonale agiscono con i medesimi principi internazionalmente riconosciuti e validi. Due persone (ma gli esercizi pubblici sono liberi di averne anche di più) permettono infatti di garantire una maggiore protezione e una migliore gestione delle emergenze, mentre che un singolo agente ha oggettivamente difficoltà a gestire più situazioni, rispettivamente situazioni complesse».




