Il comparto del futuro piace, eccome

«Un aspetto significativo della variante riguarda l’area Cervia e il rapporto con la cinta muraria. La prevista eliminazione dei posteggi in superficie, la chiusura dell’attuale varco nella Murata e la nuova sistemazione degli spazi liberi consentono di valorizzare un luogo di particolare pregio storico». La Commissione del Piano regolatore, ambiente ed energia del Legislativo di Bellinzona - all’unanimità, seppur con dei distinguo, come vedremo - sostiene la trasformazione delle aree adiacenti alla futura fermata ferroviaria TiLo in piazza Indipendenza. Il terzo binario da 200 milioni di franchi, per capirci, che verrà inaugurato a fine 2033. Attorno si svilupperà un comparto misto con contenuti amministrativi, scolastici, residenziali e commerciali (cfr. il CdT del 16 marzo e del 24 aprile scorsi). Si prevedono 364 unità insediative (ossia la somma di abitanti e posti di lavoro: rispettivamente 60 e 304). Il messaggio municipale verrà discusso dal plenum lunedì 19 ottobre. La spesa a carico del Comune ammonterà a 4,45 milioni, mentre il cantiere inizierà dopo il 2032.
«Trasformazione rilevante»
Il rapporto della Commissione - relatore Matteo Mastromarco, PLR - è stato sottoscritto da tutti e nove i consiglieri comunali. Massimiliano Ay e Claudio Tettamanti (Unità di sinistra) e Elisa Chiapuzzi (Verdi-FA) l’hanno tuttavia firmato con riserva. Ciò significa che, in occasione del dibattito in sala, porteranno le loro argomentazioni; favorevoli, sì, ma non al 100%. «La realizzazione del terzo binario e della fermata ferroviaria comporterà una trasformazione rilevante di un settore centrale di Bellinzona. La variante sottoposta al Consiglio comunale definisce l’assetto pianificatorio delle aree interessate, coordinando l’infrastruttura ferroviaria con le destinazioni dei comparti circostanti, i collegamenti e gli spazi pubblici», esordisce il consesso. Il riordino dell’area è indispensabile in virtù, appunto, dell’infrastruttura che comporterà treni con cadenza di 15 minuti tra la Turrita e Locarno. Si stimano oltre 3.000 utenti al giorno. Innanzitutto verranno «ricuciti» il centro storico ed il quartiere Nocca (dove c’è l’asilo, per intenderci), valorizzando la cinta muraria e l’Istituto Santa Maria. Secondariamente nel comparto San Rocco, nel «cuore» della capitale, saranno proposte nuove edificazioni. Si procederà, inoltre, alla sistemazione delle aree pubbliche con la creazione, lungo la Murata, di spazi di qualità per mettere in risalto il contesto monumentale.
In conclusione per la superficie a monte si preconizza uno sviluppo insediativo misto (scolastico, residenziale ed amministrativo). «La proposta non si limita a recepire l’opera ferroviaria: ne considera gli effetti sul tessuto urbano e pone le basi per nuovi percorsi pedonali e spazi pubblici. La Commissione ritiene particolarmente importante che questi collegamenti siano realizzati con continuità e qualità, affinché la fermata risulti ben integrata nei quartieri che servirà», annotano Mastromarco e colleghi.
L’autosilo da 40 stalli
Particolare apprezzamento ha suscitato, come detto, la futura edificazione «a pettine» rivolta verso il «salotto buono» della Turrita che si ipotizza lungo l’attuale via Cervia, sul lato di piazza Indipendenza. L’accesso al parcheggio sarà realizzato tramite la costruzione di una rampa da via Cervia passando sotto la cinta muraria e con la chiusura del varco. Verrà ricavato lo spazio per un nuovo autosilo da 40 posti. La Commissione rileva al contempo che «lo studio sul fabbisogno di sosta per il centro storico segnala un deficit stimato di 75 posteggi. La sostituzione degli stalli della Cervia mantiene la dotazione prevista nel comparto, ma non risolve questo fabbisogno più ampio. Sarà pertanto opportuno che il Municipio continui a considerare l’accessibilità del centro storico e a valutare le opportune misure da intraprendere».
Infine i commissari auspicano che nelle successive fasi progettuali «venga mantenuto il coordinamento tra sistemazione degli spazi pubblici, percorsi di accesso alla fermata, interventi edilizi e tutela del patrimonio storico».




