Il palazzetto dello sport? Non prima del 2050

«Il Municipio sta attualmente verificando attraverso uno studio di fattibilità affidato a uno studio d’architettura le possibilità edificatorie negli spazi tra il Centro sportivo (CSB) e la passerella del Bagno pubblico, lungo il percorso ciclopedonale. In base alle risultanze di questa verifica si potrà valutare quali contenuti inserire, in che forma e con quali tempistiche». Bisogna ancora aspettare, dunque.
Lo dice l’Esecutivo di Bellinzona in risposta all’interrogazione presentata lo scorso marzo da Camilla Pedrioli (Il Centro) e da sei colleghi di altri schieramenti. I quali chiedono di completare il CSB (inaugurato tre decenni or sono) realizzando una seconda pista di ghiaccio coperta. Palazzo Civico, come detto, precisa che sono in corso delle valutazioni. Non è chiaro quando le commissioni ed il Legislativo turrito verranno messi a conoscenza delle conclusioni delle riflessioni in corso.
Il Bagno pubblico è centrale
La presenza del Bagno pubblico - progettato dagli architetti Galfetti, Ruchat-Roncati e Trümpy ed inaugurato il Primo agosto 1970 - fa sì che siano imprescindibili delle considerazioni molto attente. In quanto, quale opera d’interesse storico ed architettonico, si tratta di un bene culturale tutelato a livello cantonale. E perciò impone dei limiti per quanto riguarda il costruito attorno. Ma procediamo con ordine. Partendo dalla progettazione e dalla realizzazione della copertura dell’attuale pista di ghiaccio esterna. Un intervento più volte sollecitato dalla politica e che lo stesso Municipio ha segnato in rosso sull’agenda, proprio con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della capitale quale luogo ideale per la pratica dello sport (rammentiamo il progetto «Belli+», a tal proposito).
L'iter sotto la lente
«L’iter potrebbe richiedere almeno una decina di anni, preceduto dalle necessarie valutazioni relative ai costi di investimento e di manutenzione che dovranno essere ponderati e proporzionati nel contesto delle esigenze di investimento in ambito di infrastrutture sportive e più in generale della Città». Orizzonte 2040, insomma. Nel frattempo, comunque, non si sta con le mani in mano: si sistemerà, entro cinque anni, l’area tra il Bagno pubblico e i campi da tennis, di modo da mettere a disposizione di chi pratica hockey e pattinaggio uno spazio per allenarsi... a secco, senza il ghiaccio.
Quella zona da ripensare
L’Esecutivo snocciola in seguito l’elenco degli interventi in agenda nei prossimi mesi/anni. Entro fine 2026 si toglieranno i veli al parco calistenico (all’ex Stallone) e si partirà con il ripensamento della zona ludico-sportiva presso l’attuale campo sintetico dello stadio Comunale in città. Fra un lustro, per contro, si potrà entrare nella palestra tripla nel comparto Torretta e in quella doppia al Palasio di Giubiasco e si rileverà il campo di calcio di Claro (che sarà sottoposto a restyling).
Pazienza e programmazione
Bisognerà invece aspettare altri 10 anni prima di chinarsi sul rifacimento del Centro sportivo di Giubiasco «volto ad adeguare un’infrastruttura di allenamento dell’area sud della città estremamente frequentata, e i cui numeri si prospettano ulteriormente in crescita con riferimento al calcio d’élite (che era comunque già previsto in questa sede) ma che possa soddisfare anche le esigenze delle categorie superiori». Mentre fra due decenni dovrebbe vedere la luce un moderno palazzetto dello sport. Dove? È ancora da stabilire. La timeline è definita; molto, se non tutto, dipenderà da eventuali opposizioni/ricorsi contro le varie fasi e, soprattutto, dalle disponibilità economiche di Bellinzona.
Ecco gli obiettivi
Trasformare lo sport in «un vero motore di sviluppo sociale, culturale ed economico» della Turrita. Tre anni fa erano stati definiti gli indirizzi strategici per creare entro due lustri una «cittadella» con fulcro il Bagno pubblico e lo stadio Comunale che verrà ammodernato a tappe. Parallelamente si è proceduto al rafforzamento dell’ente autonomo. Il progetto - denominato «Belli+» - fa un ulteriore passo avanti, con una fase ormai entrata nel vivo che si concluderà nel 2030. Praticare numerosi sport in una città di quasi 50 mila abitanti non è scontato. Servono le infrastrutture, che ci sono, e una filosofia chiara per attirare giovani ed atleti.





