Il caso

Il palazzetto dello sport? Non prima del 2050

Bellinzona: il Municipio fa il punto sugli interventi previsti nei prossimi anni per trasformare la capitale in un luogo ideale per la pratica di diverse discipline - Entro due lustri si procederà così all’ammodernamento dell’impianto di Giubiasco per il calcio d’élite, mentre prima si toglieranno i veli alle palestre Torretta e Palasio
Alan Del Don
20.07.2026 06:00

«Il Municipio sta attualmente verificando attraverso uno studio di fattibilità affidato a uno studio d’architettura le possibilità edificatorie negli spazi tra il Centro sportivo (CSB) e la passerella del Bagno pubblico, lungo il percorso ciclopedonale. In base alle risultanze di questa verifica si potrà valutare quali contenuti inserire, in che forma e con quali tempistiche». Bisogna ancora aspettare, dunque.

Lo dice l’Esecutivo di Bellinzona in risposta all’interrogazione presentata lo scorso marzo da Camilla Pedrioli (Il Centro) e da sei colleghi di altri schieramenti. I quali chiedono di completare il CSB (inaugurato tre decenni or sono) realizzando una seconda pista di ghiaccio coperta. Palazzo Civico, come detto, precisa che sono in corso delle valutazioni. Non è chiaro quando le commissioni ed il Legislativo turrito verranno messi a conoscenza delle conclusioni delle riflessioni in corso.

Il Bagno pubblico è centrale

La presenza del Bagno pubblico - progettato dagli architetti Galfetti, Ruchat-Roncati e Trümpy ed inaugurato il Primo agosto 1970 - fa sì che siano imprescindibili delle considerazioni molto attente. In quanto, quale opera d’interesse storico ed architettonico, si tratta di un bene culturale tutelato a livello cantonale. E perciò impone dei limiti per quanto riguarda il costruito attorno. Ma procediamo con ordine. Partendo dalla progettazione e dalla realizzazione della copertura dell’attuale pista di ghiaccio esterna. Un intervento più volte sollecitato dalla politica e che lo stesso Municipio ha segnato in rosso sull’agenda, proprio con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della capitale quale luogo ideale per la pratica dello sport (rammentiamo il progetto «Belli+», a tal proposito).

L'iter sotto la lente

«L’iter potrebbe richiedere almeno una decina di anni, preceduto dalle necessarie valutazioni relative ai costi di investimento e di manutenzione che dovranno essere ponderati e proporzionati nel contesto delle esigenze di investimento in ambito di infrastrutture sportive e più in generale della Città». Orizzonte 2040, insomma. Nel frattempo, comunque, non si sta con le mani in mano: si sistemerà, entro cinque anni, l’area tra il Bagno pubblico e i campi da tennis, di modo da mettere a disposizione di chi pratica hockey e pattinaggio uno spazio per allenarsi... a secco, senza il ghiaccio.

Quella zona da ripensare

L’Esecutivo snocciola in seguito l’elenco degli interventi in agenda nei prossimi mesi/anni. Entro fine 2026 si toglieranno i veli al parco calistenico (all’ex Stallone) e si partirà con il ripensamento della zona ludico-sportiva presso l’attuale campo sintetico dello stadio Comunale in città. Fra un lustro, per contro, si potrà entrare nella palestra tripla nel comparto Torretta e in quella doppia al Palasio di Giubiasco e si rileverà il campo di calcio di Claro (che sarà sottoposto a restyling).

Pazienza e programmazione

Bisognerà invece aspettare altri 10 anni prima di chinarsi sul rifacimento del Centro sportivo di Giubiasco «volto ad adeguare un’infrastruttura di allenamento dell’area sud della città estremamente frequentata, e i cui numeri si prospettano ulteriormente in crescita con riferimento al calcio d’élite (che era comunque già previsto in questa sede) ma che possa soddisfare anche le esigenze delle categorie superiori». Mentre fra due decenni dovrebbe vedere la luce un moderno palazzetto dello sport. Dove? È ancora da stabilire. La timeline è definita; molto, se non tutto, dipenderà da eventuali opposizioni/ricorsi contro le varie fasi e, soprattutto, dalle disponibilità economiche di Bellinzona.

Ecco gli obiettivi

Trasformare lo sport in «un vero motore di sviluppo sociale, culturale ed economico» della Turrita. Tre anni fa erano stati definiti gli indirizzi strategici per creare entro due lustri una «cittadella» con fulcro il Bagno pubblico e lo stadio Comunale che verrà ammodernato a tappe. Parallelamente si è proceduto al rafforzamento dell’ente autonomo. Il progetto - denominato «Belli+» - fa un ulteriore passo avanti, con una fase ormai entrata nel vivo che si concluderà nel 2030. Praticare numerosi sport in una città di quasi 50 mila abitanti non è scontato. Servono le infrastrutture, che ci sono, e una filosofia chiara per attirare giovani ed atleti.

Correlati
Bellinzona ora vuole diventare anche capitale dello sport
L’obiettivo è quello di dare vita ad un campus attraverso degli investimenti mirati, coinvolgendo le società e creando un indotto a livello economico - Il vicesindaco Fabio Käppeli: «Il potenziale è enorme per trasformare il settore in un motore di sviluppo»
Oltre allo sport c'è di più
Bellinzona, via libera della Gestione al nuovo ruolo dell'ente autonomo comunale nello sviluppo urbano della capitale - Verranno rafforzate le attività ricreative e turistiche - Nel luglio 2026 chiuderà però provvisoriamente la pista di ghiaccio per i lavori al tetto del Centro sportivo
Quegli impianti sportivi vetusti
Bellinzona: l’ente autonomo non nasconde la preoccupazione per alcune infrastrutture che necessitano sovente di interventi di manutenzione straordinaria non previsti - Nel 2023 le spese sono state superiori del 16% a quanto stimato
Centro sportivo completo? Solo fra 10 anni
Bellinzona: in attesa delle conclusioni dello studio di fattibilità che verranno svelate entro fine estate, ecco alcuni dettagli sulla creazione del campus – La copertura totale dell’attuale pista di ghiaccio esterna è da escludere per motivi finanziari: «Le società devono pianificare il futuro secondo gli spazi a disposizione»