«L'archistar è benvenuta, ma che conta è la qualità»

«Sogno un viale che torni a essere il salotto buono di Bellinzona: attrattivo, vivibile, capace di attirare residenti e visitatori dalla stazione fino a piazza Indipendenza. Non inseguiamo il nome altisonante per sé: l’esempio di Bilbao mi interessa non tanto perché coinvolge un’archistar, quanto perché è un intervento coraggioso che ha saputo generare una rigenerazione economica duratura. Se dovesse emergere un progetto firmato da un nome internazionale ben venga, ma la priorità resta la qualità del progetto, non l’etichetta». Frank Gehry. Santiago Calatrava. Norman Foster. Architetti conosciuti in tutto il mondo che hanno partecipato alla rinascita urbana di quella che, de facto, è la capitale dei Paesi Baschi. Ne abbiamo parlato con Andrea Cereda, capogruppo PLR in seno al Legislativo della Turrita, ma soprattutto primo firmatario della mozione che chiede la valorizzazione della parte alta del viale Stazione. E alla quale il Municipio - abbiamo anticipato giovedì - ha dato una prima risposta.
Fra negozi chiusi e ritardi
Palazzo Civico propende per il mandato di studio in parallelo. Ciò significa scegliere dei professionisti che possano portare delle idee per un progetto che si vuole partecipativo. In quanto solo con il dialogo costante si trovano delle soluzioni in grado di accontentare tutti. O quasi. Il dado sembra ormai tratto, dopo anni di richieste giunte da più parti (commercianti, esercenti, popolazione e politici). I liberali radicali, attraverso la mozione inoltrata a fine marzo 2025, propongono un concorso di architettura. Condividete l’orientamento dell’Esecutivo? «Per noi il mandato di studio in parallelo è una delle forme possibili tra quelle previste per le procedure concorsuali, e siamo aperti a valutarla se garantisce il risultato che vogliamo: un progetto di qualità per la parte alta del viale, all’altezza di quanto già realizzato nella parte bassa, integrato con la piazza del nodo intermodale e con piazza Collegiata, fino a via Nosetto e via Codeborgo - sottolinea Andrea Cereda -. Non ci basta dare dignità a una strada: vogliamo un concetto architettonico armonioso per tutto il centro storico. Restiamo però attenti che non diventi un pretesto per rallentare ancora un dossier che si trascina da oltre un decennio, e che garantisca una reale pluralità di proposte». Senta, signor Cereda, ma è solo «colpa» del boulevard malmesso se negli ultimi anni hanno chiuso diversi commerci? Oppure bisogna tener conto pure degli affitti, considerati elevati? «Le cause sono senz’altro molteplici, sarebbe semplicistico ridurre tutto allo stato della pavimentazione. Resto però convinto che le condizioni del viale siano un fattore importante. Nella parte bassa, da quando i lavori sono terminati, qualche edificio ristrutturato si vede in più rispetto a prima. Un segnale che nella parte alta ancora manca».

«Certo, il dicastero ci piace...»
Una questione che farà nuovamente discutere, come era stato il caso nel 2023, sarà il destino dei 107 alberi (fra tigli ed ippocastani). La valorizzazione del Royal Mile della capitale val bene il sacrificio del verde? «Non siamo a favore dell’abbattimento indiscriminato di alberi. Il tema va contestualizzato caso per caso, conciliando la conservazione del verde con gli interventi necessari alle sottostrutture. Ci rimettiamo alle risultanze del progetto: se comporteranno sacrifici, di fronte a una proposta di nuova alberatura seria, siamo pronti ad accettarli. Auspichiamo però un piano di ripiantumazione chiaro fin dall’inizio, non promesse generiche come in passato. Il verde è un valore, ma non può diventare un alibi per non intervenire su un viale in condizioni indecorose». C’è poi piazza Collegiata. Il Municipio afferma che, per ora, non si prevedono interventi ad eccezione di quelli legati alle canalizzazioni. Voi chiedete invece la riqualifica pure di questo tratto. «Esatto», taglia corto Andrea Cereda. Infine un’ultima domanda... elettorale: non è che il PLR vuole riprendersi il dicastero Opere pubbliche? «Non lo nascondo: mi piacerebbe che un giorno il PLR tornasse a guidare quel dicastero, che abbiamo già diretto per diversi anni. E i molti progetti portati a termine in quel periodo testimoniano quanto sia importante per il Comune. Ma questo non c’entra con la mozione sul viale Stazione, nata da una richiesta condivisa da commercianti, popolazione e altri gruppi politici, che continuerò a sostenere a prescindere da chi guiderà il dicastero».
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