Il caso

Saleggina, oggi più che prima

Bellinzona: gli approfondimenti tecnici confermano che la soluzione individuata nel 2014 per la costruzione dell’ospedale regionale resta la migliore sul tavolo nonostante l’«inghippo» della compensazione dei terreni - Si procederà, pertanto, ad un Piano di utilizzazione cantonale
Ecco come dovrebbe presentarsi, dal 2035, il futuro nosocomio da 240 posti letto ed otto sale operatorie. © Rendering EOC
Alan Del Don
24.03.2026 11:18

Se ci affidiamo al nome del progetto elaborato dal compianto architetto Michele Arnaboldi e dal collega Michele Gaggini - ossia «Il profumo dei tigli» - possiamo dire che è più facile lavorare il legno dell’albero (notoriamente tenero) che non chinarsi sull’iter che dovrebbe portare nel 2035 all’inaugurazione dell’ospedale regionale alla Saleggina di Bellinzona, grazie ad un investimento di almeno 380 milioni di franchi. È da mesi che l’opera è passata - consentiteci l’espressione - un po’ nell’ombra. Dal settembre scorso, per la precisione, da quando il Governo aveva risposto a due interrogazioni. Le parti non sono però rimaste con le mani in mano. Tutt’altro. Nelle scorse settimane - ha appurato il CdT - vi sono state delle riunioni fra l’Ente ospedaliero cantonale (EOC), i dipartimenti del Territorio, delle Istituzioni e della Sanità e della socialità e gli specialisti che hanno messo nero su bianco l’idea che prenderà forma in due fasi (la seconda è prevista dal 2046-2050).

Cosa è emerso? Tutti sono concordi che l’unica soluzione è e rimane proprio la Saleggina. Si sta dunque valutando come allineare il complesso da 240 posti letto ed otto sale operatorie agli strumenti pianificatori. Nella fattispecie adoperandosi per le indispensabili modifiche al Piano direttore e/o adottando un Piano di utilizzazione cantonale, senza pertanto toccare il PR turrito. Dato che l’edificabilità è stata messa in dubbio da un parere giuridico dei preposti uffici: i 100 mila metri quadrati dovranno essere compensati con una superficie analoga che da edificabile dovrà... restare verde, come abbiamo più volte riferito a fine 2024.

Documentazione aggiornata

Di questo ed altri temi si discuterà giovedì 16 aprile alle 18 nella serata promossa dal Gruppo del Corriere del Ticino dal titolo «La capitale del vedremo» (per le iscrizioni si veda il Corriere del Ticino di domani). All’auditorium della Scuola cantonale di Commercio a Bellinzona - moderati dalla caporedattrice di TeleTicino Laura Milani - interverranno il sindaco Mario Branda, il direttore generale dell’EOC Glauco Martinetti, l’economista e deputata Amalia Mirante e Mauro Dell’Ambrogio (presidente del Consiglio di amministrazione dello Switzerland innovation Park che avrà sede nel nascituro quartiere alle Officine FFS). «Un dibattito aperto sui grandi progetti e la loro realizzazione. Il futuro del distretto, le infrastrutture strategiche e il loro impatto sul territorio», recita l’invito all’evento. EOC e Cantone hanno trascorso l’ultimo anno abbondante ad eseguire degli approfondimenti tecnici e ad aggiornare la documentazione per capire se - effettivamente - avrebbero potuto essere prese in considerazione delle alternative alla Saleggina, scelta nel 2014. Un’indagine minuziosa dalla quale è scaturito che non vi sono delle opzioni valide né per le dimensioni dell’area (considerato, oltretutto, l’ampliamento ipotizzato in un secondo momento) né per la posizione strategica e l’ottima accessibilità con i mezzi pubblici e privati (si pensi altresì al semisvincolo autostradale).

Le condizioni del Cantone

Il parere giuridico del Dipartimento del territorio, ricordiamo, fa dipendere l’edificazione del nosocomio al rispetto di due precise condizioni. La prima è che andranno compensati i terreni che verranno sacrificati; la seconda è che la pianificazione venga portata avanti dal Cantone. La prima tappa (orizzonte 2035) prevede uno sviluppo su una superficie netta di 57.000 metri quadrati, mentre entro il 2046-2050 un ulteriore sviluppo per altri 44.000 metri quadri. Rimarrebbe a disposizione una riserva lorda di 33.000 metri quadrati. Sia il direttore generale Glauco Martinetti sia il consigliere di Stato Claudio Zali hanno sempre ribadito che la struttura dovrà vedere la luce alla Saleggina. Parimenti vanno calcolati i costi del dezonamento, compresi nei 380 milioni. Un altro aspetto sul quale le parti si sono chinate, non potendo comunque entrare nel dettaglio non conoscendo né il compenso né su quali fondi (in tutto il territorio cantonale) verrebbe fatto.

Officine, PR (forse) in autunno

Non di solo ospedale regionale si parlerà durante la serata-evento del Gruppo CdT. L’attenzione verrà rivolta pure agli altri grandi «cantieri» della Bellinzona aggregata. Partendo dal quartiere che sorgerà a tappe al posto delle Officine FFS, che si trasferiranno a Castione dal luglio 2028. Se i lavori per l’edificazione dello stabilimento industriale da 755 milioni sono iniziati nel settembre 2025, per quanto riguarda il sedime occupato da quasi un secolo e mezzo dallo storico sito produttivo occorre rivedere la pianificazione dopo che il Tribunale amministrativo cantonale ha annullato il via libera del Legislativo, del 4 aprile 2023, al Piano particolareggiato. La speranza di Città, Cantone e Ferrovie è che gli adeguamenti pianificatori possano essere pronti entro l’autunno di quest’anno. Non si preconizzano degli stravolgimenti.

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