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Rischio di fuga per Jessica Moretti, ha consegnato i propri documenti alle autorità

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Rischio di fuga per Jessica Moretti, ha consegnato i propri documenti alle autorità
Red. Online
13.01.2026 07:16
16:33
16:33
Rischio di fuga per Jessica Moretti, ha consegnato i propri documenti alle autorità

Rischio di fuga per Jessica Moretti. Per questo ha dovuto depositare tutti i suoi documenti di identità, così come il permesso di soggiorno presso il Ministero pubblico vallesano. Lo rende noto il Tribunale delle misure coercitive del Cantone Vallese, che specifica come la misura è stata decisa ieri. Si tratta, viene sottolineato, «delle classiche misure consistenti nell'interdizione a lasciare il territorio elvetico, l'obbligo di depositare tutti i suoi documenti d'identità e di soggiorno presso il Pubblico Ministero, l'obbligo di presentarsi quotidianamente presso un posto di polizia e l'obbligo di versare cauzioni adeguate». Per quest'ultimo punto, l'importo «sarà stabilito in un secondo momento». Infine il Tribunale ricorda come «per ogni imputato vige la presunzione di innocenza fino all'esito del procedimento penale».

15:32
15:32
Il Gran Consiglio vodese osserva un minuto di silenzio

Il Gran Consiglio vodese ha osservato oggi pomeriggio un minuto di silenzio in omaggio alle vittime della tragedia di Crans-Montana (VS). A nome del Parlamento, il suo presidente Stéphane Montangero ha espresso le sue «più sincere e profonde condoglianze» alle famiglie e ai parenti delle vittime.

In occasione di questa prima seduta dell'anno, Montangero ha inoltre trasmesso «un messaggio di sostegno e di solidarietà» alle persone ferite, ancora ricoverate in ospedale e non. Montangero ha anche rivolto «un pensiero rispettoso e riconoscente» a tutti coloro che sono intervenuti durante l'incendio, a tutta la catena dei soccorsi.

Montangero ha avuto parole di sostegno anche per le autorità vallesane, a cominciare dal presidente del Consiglio di Stato Mathias Reynard, che hanno dovuto assumersi «un compito che nessuno può davvero immaginare».

Il presidente del Gran Consiglio vodese ha concluso facendo riferimento al discorso dei tre giovani durante la cerimonia nazionale di commemorazione, tenutasi venerdì scorso a Martigny. Citando il loro messaggio di speranza, ha dichiarato: «non si possono aggiungere giorni alla vita, ma si può aggiungere vita ai giorni».

Il devastante incendio di Capodanno di Crans-Montana ha provocato 40 morti e 116 feriti, di cui diversi provengono dal cantone di Vaud.

13:48
13:48
Tajani: «L'Italia deve costituirsi parte civile nel processo»

«Abbiamo chiesto e continueremo a esigere che ogni responsabilità venga accertata e che sia fatta piena chiarezza su quanto accaduto. Anche alla luce dei comportamenti di negligenza che sono evidenti agli occhi di tutti». Lo ha detto il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani riferendo della tragedia di Crans-Montana in Senato. «È quindi giusto che l'Italia chieda di costituirsi parte civile nel processo, perché questa è una ferita che è stata inferta a tutto il paese».

«Il Governo sta seguendo sin dall'inizio, con la massima attenzione, l'evolversi delle indagini, tanto in Svizzera quanto in Italia», ha detto Tajani. «Quando sono andato a Sion il 2 gennaio ho incontrato il presidente del Canton Vallese, il comandante della Polizia cantonale e la procuratrice generale, ai quali ho chiesto il massimo impegno per l'accertamento rigoroso dei fatti, per l'individuazione di ogni responsabilità e per l'adozione di tutte le misure necessarie affinché i colpevoli vengano perseguiti», ha aggiunto.

«Parallelamente - ha spiegato - seguiremo lo svolgimento delle indagini in Italia da parte della Procura di Roma, assicurando piena collaborazione e sostegno istituzionale laddove richiesto dall'Autorità giudiziaria. L'Avvocatura generale dello Stato, che è in contatto con le famiglie, è già a lavoro sia con la procuratrice generale elvetica che con la Procura di Roma».

«Rivolgiamo oggi un pensiero di speranza ai quattordici giovani connazionali feriti di Crans-Montana. Garantiremo loro tutte le cure possibili. Saremo al loro fianco. Non li abbandoneremo e non spegneremo i riflettori», ha detto Tajani in Senato, il quale prima delle comunicazioni del titolare della Farnesina ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime della tragedia.

In seguito il Senato ha approvato all'unanimità, per alzata di mano, la risoluzione firmata da tutti i capigruppo che impegna il governo a assistere e sostenere le famiglie delle vittime e dei feriti a Crans-Montana nei processi penali e civili che si svolgeranno in Svizzera ed in Italia.

Nella risoluzione si invita inoltre il governo a «valutare la possibilità di prendere parte ai giudizi eventualmente instaurati sia in sede penale che in sede civile, compatibilmente con il rispetto del diritto internazionale e della sovranità giurisdizionale della Confederazione elvetica».

L'idea di un documento di indirizzo bipartisan per il sostegno alle famiglie delle vittime era stata lanciata all'ultima riunione dei capigruppo dal presidente dei senatori del Partito democratico (PD) Francesco Boccia.

13:05
13:05
Chiesta la nomina di un procuratore straordinario

L’avvocata losannese Miriam Mazou, che rappresenta la famiglia di una vittima, ha presentato alla Procura vallesana una richiesta per la nomina di un procuratore speciale proveniente da fuori Cantone incaricato di chiarire la catastrofe dell’incendio di Crans-Montana. La domanda è stata depositata lo scorso il 10 gennaio. Intervistata lunedì sera dalla RTS, Mazou ha spiegato che il diritto vallesano prevede esplicitamente la possibilità di nominare un procuratore esterno in presenza di «motivi importanti». Tali motivi sarebbero dati in questo caso, in particolare a causa della portata della tragedia e del fatto che le indagini devono riguardare anche l’operato delle autorità vallesane.

10:44
10:44
L'attacco a Paolo Bernasconi su Rete4

Ospite di Quarta Repubblica, su Rete4, l'ex magistrato ticinese Paolo Bernasconi è tornato a parlare della tragedia di Crans-Montana, dopo aver espresso i suoi dubbi sul mancato arresto, inizialmente, dei coniugi Moretti sul Corriere della Sera e dopo aver affermato, al Corriere del Ticino, che la Confederazione dovrebbe istituire un fondo da 50 milioni di franchi a favore delle vittime del Constellation. Moderata da Nicola Porro, la trasmissione si è presto trasformata in un atto d'accusa nei confronti della giustizia svizzera. Bernasconi, suo malgrado, si è visto costretto a rispondere all'attacco, frontale, di Tommaso Cerno, già senatore della Repubblica e, dallo scorso 1. dicembre, direttore del quotidiano Il Giornale. L'articolo completo quiQui, invece, il commento di Marcello Pelizzari.

07:17
07:17
Il punto alle 7

L'ex gestore del bar «Le Constellation» di Crans-Montana ha criticato i lavori di ristrutturazione effettuati dai suoi successori, i coniugi Moretti. Eric Dosdo dirigeva il locale teatro della tragedia prima che la coppia francese ne prendesse le redini nel 2015. Interpellato dalla RTS, Dosdo ha criticato i lavori eseguiti da Jacques e Jessica Moretti, focalizzandosi soprattutto sul restringimento della scala, sulla quale sarebbero state ritrovate 34 delle 40 vittime.

Per l'ex gestore del bar è «incomprensibile» che le autorità competenti non abbiano effettuato controlli più severi in un luogo così profondamente ristrutturato. Dosdo ha quindi fornito prove fotografie relative al locale prima del 2015, quando la scala che conduceva al seminterrato era più larga e non erano ancora stati installati i pannelli fonoassorbenti andati in fiamme la notte di Capodanno.